Sarà testa a testa fra Roma e Juve (Topic di servizio, per un'estate normale)

Aperto da Biafra, 15 Lug 2013, 19:58

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dalazio

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speriamo che vendono almeno Brighi al PSG perché se no hanno il centrocampo migliore d'europa! :s

cisky70

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Lotta per i primi tre posti.

Ufficializziamo che so tornati?

AS ROMA: serve un altro colpo

Ammettiamolo, un paio di giorni di euforia in questa breve estate calda i tifosi giallorossi li hanno vissuti. Quando sono cominciati ad affluire gli acquisti veri, forse non da carnevale di Rio però a getto continuo: Benatia, Maicon, Jedvaj, perfino Strootman che oggettivamente qualche celebrazione la merita. Ieri finalmente è arrivato anche il portiere. (...)

D'improvviso la Roma da squadra desiderosa di battersi per i primi tre posti e di sicuro destinata a tornare in Europa è stata sbalzata in zona grigia. Molti commentatori non la prendono in considerazione e la vedono scavalcata anche da formazioni che hanno chiuso alle sue spalle il campionato passato, come l'Inter. Che noi si condivida o meno questa valutazione importa poco. Senza addentrarsi qui in complicate disquisizioni tecniche, limitiamoci al fatto incontrovertibile: finora la Roma ha nutrito il suo mercato con la cessione di Marquinhos.

IPOTESI – (...) Oggi come oggi si sente parlare soprattutto della cessione di Osvaldo, che ha ripreso ad avere mercato in Inghilterra. Quanto basta: non siamo ancora arrivati ai 18 milioni che il direttore sportivo Walter Sabatini ha messo in conto, non tra le squadre che l'italo-argentino ha intenzione di accettare. Ora, supponiamo che Osvaldo vada via davvero, e noi continuiamo a non volerci credere: che cosa accadrebbe? Vediamo. La Roma si ritrova con sei punte di vario tipo: Totti, Lamela, Borriello, Destro, Tallo e Gervinho, se lo diamo per scontato. Una di queste, Destro, non sarà disponibile per altri due mesi almeno. Borriello non è nei pensieri di Garcia, Tallo cerca squadra. L'unico in grado di giocare al centro dell'attacco come lo intende il tecnico francese resta Totti. Meglio: c'è anche Lamela, ma spostarlo lì significa perdere movimento laterale. E’ una coperta lunga che si restringe irrimediabilmente al primo lavaggio. Non crediamo ci sia bisogno di aggiungere altro: Osvaldo va tenuto se la Roma intende affrontare il campionato con qualche ambizione, e siamo sicuri che la volontà è proprio questa. Così come va tenuto De Rossi, a meno che Garcia non abbia in testa un centrocampo talmente diverso da avere bisogno di un giocatore di pari valore e altre caratteristiche.

SOLDI - Ieri De Rossi è stato l'unico ad allenarsi sul campo mentre tutti gli altri sollevavano pesi in palestra. Sta rimettendo in sesto il suo fisico non più giovane e riordinando le idee. L'unico motivo per cui la Roma potrebbe pensare di cederlo è il suo ingaggio elevato. Ma la Roma oggi non è tra le squadre con il carico di stipendi più pesante: è quarta tra le italiane e Napoli e Fiorentina si sono avvicinate con i nuovi acquisti. Vero è che la rosa è piuttosto folta e va alleggerita. Il Brescia ha chiesto Caprari, al quale però l'eventuale destinazione non piace. Anche per Verre e Romagnoli si cercano estimatori. I due sono bravi: non sarà difficile trovarne.

(Corriere dello Sport – M. Evangelisti)

COLDILANA61

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Citazione di: cisky70 il 26 Lug 2013, 17:05
Lotta per i primi tre posti.

Ufficializziamo che so tornati?

AS ROMA: serve un altro colpo

Ammettiamolo, un paio di giorni di euforia in questa breve estate calda i tifosi giallorossi li hanno vissuti. Quando sono cominciati ad affluire gli acquisti veri, forse non da carnevale di Rio però a getto continuo: Benatia, Maicon, Jedvaj, perfino Strootman che oggettivamente qualche celebrazione la merita. Ieri finalmente è arrivato anche il portiere. (...)

D'improvviso la Roma da squadra desiderosa di battersi per i primi tre posti e di sicuro destinata a tornare in Europa è stata sbalzata in zona grigia. Molti commentatori non la prendono in considerazione e la vedono scavalcata anche da formazioni che hanno chiuso alle sue spalle il campionato passato, come l'Inter. Che noi si condivida o meno questa valutazione importa poco. Senza addentrarsi qui in complicate disquisizioni tecniche, limitiamoci al fatto incontrovertibile: finora la Roma ha nutrito il suo mercato con la cessione di Marquinhos.

IPOTESI – (...) Oggi come oggi si sente parlare soprattutto della cessione di Osvaldo, che ha ripreso ad avere mercato in Inghilterra. Quanto basta: non siamo ancora arrivati ai 18 milioni che il direttore sportivo Walter Sabatini ha messo in conto, non tra le squadre che l'italo-argentino ha intenzione di accettare. Ora, supponiamo che Osvaldo vada via davvero, e noi continuiamo a non volerci credere: che cosa accadrebbe? Vediamo. La Roma si ritrova con sei punte di vario tipo: Totti, Lamela, Borriello, Destro, Tallo e Gervinho, se lo diamo per scontato. Una di queste, Destro, non sarà disponibile per altri due mesi almeno. Borriello non è nei pensieri di Garcia, Tallo cerca squadra. L'unico in grado di giocare al centro dell'attacco come lo intende il tecnico francese resta Totti. Meglio: c'è anche Lamela, ma spostarlo lì significa perdere movimento laterale. E’ una coperta lunga che si restringe irrimediabilmente al primo lavaggio. Non crediamo ci sia bisogno di aggiungere altro: Osvaldo va tenuto se la Roma intende affrontare il campionato con qualche ambizione, e siamo sicuri che la volontà è proprio questa. Così come va tenuto De Rossi, a meno che Garcia non abbia in testa un centrocampo talmente diverso da avere bisogno di un giocatore di pari valore e altre caratteristiche.

SOLDI - Ieri De Rossi è stato l'unico ad allenarsi sul campo mentre tutti gli altri sollevavano pesi in palestra. Sta rimettendo in sesto il suo fisico non più giovane e riordinando le idee. L'unico motivo per cui la Roma potrebbe pensare di cederlo è il suo ingaggio elevato. Ma la Roma oggi non è tra le squadre con il carico di stipendi più pesante: è quarta tra le italiane e Napoli e Fiorentina si sono avvicinate con i nuovi acquisti. Vero è che la rosa è piuttosto folta e va alleggerita. Il Brescia ha chiesto Caprari, al quale però l'eventuale destinazione non piace. Anche per Verre e Romagnoli si cercano estimatori. I due sono bravi: non sarà difficile trovarne.

(Corriere dello Sport – M. Evangelisti)


Traduzione : solo inter - juve - milan hanno un monte ingaggi superiore al ns (loro eh) . Quindi NON E' TRA LE SQUAFRE CON IL CARICO DI STIPENDI PIU' PESANTE ... e il brescia ha chiesto caprari .

Ma prima di pubblicare , nessuno controlla ?


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MadBob79

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m.m.

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Non sapendo dove, posto qui un pezzo, interessante e fin troppo documentato per le menti dadaiste del magnifico bobolo, del nostro Spiccia (quello che jaarzatolasciarpanfaccia) che dà la misura dell'avversario di stanotte della prima candidata allo scudo.

SOCCERITALIA.INFO (F. SPICCIARIELLO) - Toronto, capoluogo della provincia dell'Ontario, con circa 4.203.281 abitanti è il centro più popoloso del Canada. Questa metropoli canadese è una delle più multiculturali al mondo, con circa il 36% degli abitanti di origine non europea, ma con 500mila italiani è la terza città "italiana" fuori dai nostri confini. Quella italiana è la seconda più grande comunità, superata da qualche anno da quella cinese, e sono ben un milione e 200 mila i nostri connazionali sparsi per l'Ontario.La città è bellissima, ma l'immagine è completamente diversa a seconda che ci si vada d'estate (caldissima) o d'inverno (temperature fino a -30°). Infatti Toronto è divisa in due città: una a livello della strada con grattacieli che spuntano come funghi (10 costruiti negli ultimi 5 anni e altri 25 in costruzione), ed una sotterranea chiamata "The Path" con 27 km di strade.

Toronto e lo sport
Assieme a Montréal è il motore economico del Canada, e non c'è lega sportiva americana che non abbia fatto carte false per avere Toronto tra le sue fila. E infatti ecco i Maple Leafs della NHL (hockey su ghiaccio) e l'ex squadra di Andrea Bargnani (noto tifoso della SS Lazio), i Raptors della NBA, che giocano all'Air Canada Arena, mentre i Blue Jays della MLB (baseball), e gli Argonauts di football (che però militano non nella NFL ma nella Canadian Football League giocano presso il Rogers Center, lo splendido stadio indoor da 54mila posti. Il problema però è che questi club non vincono mai: i Raptors in dieci anni hanno raggiunto i playoff una solaì; i Maple Leafs non vincono la NHL dal 1967; infine i Blue Jays, dopo aver vinto le World Series nel 1992 e 1993, negli ultimi 20 anni hanno visto i playoff solo una volta.

Il calcio a Toronto
Ultima arrivata nello sport cittadino è l'avversario della AS Roma di questa notte, il Toronto FC, che ha esordito nella MLS nella stagione 2007. In realtà il calcio a Toronto non era una novità, visto che affondava le proprie radici in club quali i Toronto Falcons della NPS, allenati nel 1967 niente meno che dall'ungherese Ladislav Kubala. Chiusi i Falcons, nel 1971 arriva la NASL e tocca ai Toronto Metros, che nel 1975 si fusero con i Toronto Croatia, squadra di grido della lega locale CNSL, non osservando il divieto vigente nella NASL riguardo i nomi etnici del club, argomento che l'anno successivo porto allo scontro mediatico Giorgio Chinaglia e il Commissioner della NASL Phil Woosnam, recentemente scomparso. E nel 1976 arriva anche il primo e unico titolo, il NASL Soccer Bowl, grazie anche ai gol del campione portoghese Eusebio. La storia dei Metros-Croatia termina nel 1978, ma l'anno successivo il Global Television Netwok acquistò i diritti della franchigia e la rinominò Toronto Blizzard, club per il quale ad inizio anni '80 sono passati anche gli ex juventini Francesco Morini e Roberto Bettega. Ma l'avventura dei Blizzard terminò a seguito del fallimento della NASL nel 1984, chiudendo l'era del calcio pro a Toronto fino al 2006, quando la società di entertainment sportivo decise di investire sull'expansion in MLS, che vide la nascita del Toronto FC (che inizialmente rischiò di chiamarsi Inter Toronto FC proprio in omaggio ai nerazzurri).

Il Toronto FC
Nonostante il grande entusiasmo del pubblico che sin dal primo giorno ha esaurito il BMO Field, primo soccer specific stadium (ma ospita anche i Toronto Nationals di lacrosse) della città, 22,453 posti, costato circa 50 milioni di euro, il Toronto FC ha purtroppo seguito la tradizione degli altri club cittadini. Nelle prime sette stagioni in MLS infatti, i Reds non si sono mai qualificati per i playoff, e anche quest'anno la situazione non è affatto semplice, con la squadra penultima nella Eastern Conference a ben 13 punti dalla zona playoff. Le uniche soddisfazioni per i tifosi in questi anni sono arrivate dal Canadian Championship, la coppa nazionale, che ha visto il TFC vincere il trofeo (che vale un posto nella CONCACAF Champions League) consecutivamente dal 2009 al 2012. Ma coppa nazionale a parte, lo spettacolo visto in questi anni al BMO Field è stato spesso increscioso, con un turbinio di allenatori (dallo scozzese Mo Johnston agli inglesi John Carver e Paul Mariner, dal serbo-americano Preki fino all'olandese ex SS Lazio e Inter Aron Winter) e di giocatori comprati e ceduti ad oltranza, tra cui gente come l'ex doriano Danny Dichio, il tedesco Torsten Frings, l'ex juventino Ronnie O'Brien, e le glorie nazionali Dwayne De Rosario e Julian DeGuzman.


Le squadre


Dopo l'ennesimo disastro nel 2012 è arrivato un nuovo presidente - Kevin Payne, creatore del DC United vincente di fine anni '90 – e un nuovo allenatore, il neozelandese Ryan Nelsen, convinto a lasciare QPR e calcio giocato lo scorso gennaio. Nei suoi primi sei mesi in carica Nelsen ha rivoluzionato completamente la rosa, e oggi il TFC presenta poche certezze: in difesa l'inglese Richard Eckersley (24 anni, cresciuto nel Mancheser United), lo scozzese ex Birmingham City Stephen Caldwell, e il possente centrale Gale Agbossoumonde, già passato per l'Europa e atteso all'affermazione definitiva; a centrocampo sin evidenza l'ex nazionale USA Bobby Convey (che ha giocato anche in Premier col Reading) e l'asso della squadra, il giovane Matias Laba, centrocampista della Nazionale argentina Under 20 arrivato ad aprile a seguito del pagamento di una fee di $1,5 milioni; davanti c'è una coppia d'attacco di tutto rispetto formata dall'olandese Danni Koevermans (34 anni, una carriera tra Sparta Rotterdam, AZ e PSV) e il gallese girovago Robert Earnshaw, sorpresa della stagione. Ma essendo entrambi in via di recupero, è probabile che coach Nielsen schieri il giovane canadese Emery Welshman e il connazionale Jeremy Brockie, che faceva parte della rosa degli All White ai Mondiali 2010, in cui però scese in campo solo contro il paraguay, essendo anche all'epoca reduce da una frattura.


Nonostante i probabili impegni contrattuali, Nelsen stanotte potrebbe eprò dare spazio a giocatori che hanno visto poco il campo, anche considerando l'impegno contro Seattle di sabato prossimo. Dentro quindi il portiere svizzero Stefan Frei, titolare sino alla scorsa stagione, i difensori Mark Bloom e il neoacquisto il terzino svizzero Jonas Elmer; a centrocampo lo spagnolo Álvaro Rey (cresciuto nel Betis e sino all'anno scorso allo Xerex, seconda divisione) e l'inglese (ex Norwich e Portsmouth tra le altre) Darel Russell.


Per quanto riguarda la AS Roma - che stanotte inauguerà la nuova seconda maglia bianca in stile anni '80 - Rudi Garcia sta lavorando in particolar modo sul 4-3-3. Il tecnico francese ruoterà diversi uomini, ma gli undici di partenza sono più o meno decisi. Ci sono solo un paio di dubbi che riguardano gli esterni e il centrocampo: con Morgan De Sanctis in porta e i centrali che saranno Castan e Benatia (poche possibilità per Jedvaj, comunque in ballottaggio con il marocchino), Garcia è indeciso tra Maicon e Torosidis (il greco è sicuramente più in forma) e tra Balzaretti e Dodò. A centrocampo sembra quasi certo che De Rossi partirà dalla panchina per fare spazio a Miralem Pjanic (che avrà dalla sua la folta comunità bosniaca di Toronto), che Garcia vuole provare anche sulla linea dei centrocampisti, con l'olandese Strootman in cabina di regia. Per il ruolo di interno destro dubbio Florenzi-Bradley, con favorito l'americano, capace di dare maggior equilibrio (vista anche la presenza di Pjanic). Davanti tridente con Francesco Totti largo a sinistra, Erik Lamela a destra e Marco Borriello centravanti precario.


L'AS Roma e il Canada


La visita della AS Roma in Canada è l'occasione per la società giallorossa di rafforzare il legame con un territorio in cui ha già lanciato un'Academy, la Pro Calcio Canada FC, basata nell'Ontario meridionale. A seguirne le attività, facendo il pendolare tra Roma e Toronto, è l'ex calciatore di Ostia Mare, Potenza e Frosinone, Marco Arcese (più noto per essere stato il fidanzato di Miss Italia 1993, Arianna David). E dall'Academy canadese in primavera sono volati a Trigoria per un periodo di allenmento con le giovanili giallorosse l'attaccante Ovonte Mullings e il difensore Dumari Ewart. "Da quanto vedo credo che in canada ci siano molti talenti a livello di base fino ai 12 anni", ha dichiarato Arcese, che si coordina sempre con Bruno Conti che rispetto ai due ragazzini canadesi ha dichiarato "Li ingaggerei immediatamente", ma la normativa sui giocatori extra UE è limitante.


Il pubblico


Nonostante l'entusiasmo mostrato ieri dai tremila che hanno affollato il BMO Field per vedere l'allenamento della AS Roma, è difficile che stanotte ci possa essere il tutto esaurito. L'amichevole infatti è stata preceduta da qualche polemica nella comunità dei tifosi del TFC, sia per i prezzi che per la scelta della società di piazzare un match "inutile" nel mezzo di due importanti impegni com equelli contro i Revs della scorsa settimana e l'arrivo di Dempsey con Seattle sabato.

Tarallo

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Hanno stracciato per 4-1 anche il temibile Toronto, e in casa loro.

Roma eases past Toronto FC, 4-1

TORONTO (AP) -- Miralem Pjanic scored twice and Alessandro Florenzi added a goal and an assist as Roma defeated Toronto FC 4-1 in a friendly match Wednesday night.

Both goals by Pjanic, a first-half substitute, were highlight-reel material. Pjanic bent in a free kick in the 67th minute to make it 3-1. He made it 4-1 in the 87th after stealing the ball, faking goalkeeper Quillan Roberts and then backheeling a shot home.

Florenzi, a 22-year-old midfielder, also had a goal and assist in Roma's 3-1 win over the MLS all-stars last week, earning MVP honors.

Toronto went ahead against the run of play on a 15th-minute own goal by Roma captain Nicolas Burdisso. Then Roma took charge.

Roma's stars - Francesco Totti, Daniele De Rossi and newcomer Kevin Strootman - either came in late or watched the victory.

cry

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leomeddix

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Pirlo: "Anche la Roma per lo scudetto"

Il centrocampista della Juventus e della Nazionale Andrea Pirlo ha parlato delle possibili avversarie della sua squadra per il prossimo titolo di Campione d'Italia:
"Sono tante quelle che ci daranno battaglia. Io direi Napoli, Milan, Inter, Roma e Fiorentina. Sarà un bel campionato, combattutto e divertente", questo uno stralcio della sua intervista rilasciata al quotidiano Tuttosport.




Spero che il 18 agosto anche Pirlo possa essere vittima dell'atroce dilemma...




robylele

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Piris
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Kjaer
Heinze

Viviani
Tachsidis
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Pres.: Di Benedetto

D.G. Franco Baldini


oh, a me sembrano forti forti.. :(

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Barocco

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Ecco perché il Ct ha ragione

IL ROMANISTA (D. GALLI) - Montolivo l'ha piazzata in seconda fila, alle spalle della Juve e assieme a Milan, Inter, Fiorentina e Napoli. Le big, le uniche big. Ma ieri lo ha detto soprattutto Prandelli. Pubblicamente. Cosa? Questo: «La Roma? Potrebbe essere una sorpresa». Lo potrebbe essere nell'unica stagione dove la Roma parte a fari spenti persino per una tifoseria sognatrice come la nostra, all'inizio di un campionato dove alle radio, su Internet e al bar l'obiettivo più gettonato è un piazzamento in Champions. Comprensibile prudenza. Troppe delusioni, troppe notti storte e pomeriggi pure. Eppure, più di un elemento legittima a coltivare qualche speranzella in più.

IL MERCATO Tra le italiane, la Roma è la squadra che ha meglio figurato contro il Chelsea dei Torres, degli Essien, dei Terry, dei Lampard, allenata da un tecnico supersonico come Mourinho. Il cambio di strategia sul mercato per ora sta premiando, sono stati presi dei calciatori d'esperienza - Maicon, Benatia, De Sanctis - senza per questo rinunciare tour court ai giovani di prospettiva. Per questo è stato acquistato Jedvaj, per questo non ci si è liberati di Dodò. È stato compiuto uno sforzo economico non indifferente per arrivare a Strootman, uno che non ha i 17 anni del difensore croato (all'occorrenza centrocampista, e persino terzino), ma che a 23 è uno dei centrocampisti di maggior talento in Europa.

Si sta prediligendo il carisma, non a caso Sabatini ha provato a prendere il roccioso Nainggolan dal Cagliari. Basta con il carattere leggerino e i lineamenti a punto interrogativo di un José Angel qualsiasi, la Roma punta adesso in egual modo sia sul nuovo, sia sull'usato garantito, a condizione che gli attributi siano sempre di serie.

GARCIA Rudi Garcia è arrivato in sordina. È piombato in un ambiente scosso, traumatizzato, che l'ha accolto quasi con disinteresse. In silenzio, ha saputo ricostruire una Roma in frantumi. C'è riuscito con un'umiltà profonda. Questo tecnico è uno che si va a raccogliere i palloni a fine allenamento, raccontano a Trigoria. Non è un integralista, si adatta agli uomini che ha e alle situazioni che trova. Ascolta chi gli sta vicino, poi decide in totale autonomia. C'era chi temeva che avrebbe accantonato un'icona come Totti, invece ne ha fatto l'ago della bilancia di uno schieramento tattico che fa perdere le proprie tracce, dove i pezzi dello scacchiere cambiano spesso posizione. Rudi fa partire il Capitano là davanti a sinistra, chiedendogli di interrompere all'improvviso, con un lancio al millimetro per gli avanti romanisti, la fitta trama di passaggi che costringe l'avversario a girare a vuoto. Ma non solo. L'hanno rivelato in tanti, dentro lo spogliatoio: Garcia riesce a dare importanza a ogni calciatore. Nessuno viene lasciato dietro.

L'ATMOSFERA C'è un clima positivo a Trigoria, lo si respira nel quotidiano, la Roma è diventata quello che prima, forse, non era: una famiglia. L'input parte dall'alto. Leggete le parole di James Pallotta in America. Le ha riportate Sport Illustrated, un totem dell'editoria sportiva. «Siete una famiglia, non dei servi», ha detto rivolgendosi al baby Tallo. «Quello che molte persone perdono di vista con queste squadre - ha poi spiegato al magazine - è che ci sono dei ragazzi. Si sono trasferiti dal Brasile, dalla Croazia o dall'Argentina e ora sono a Roma. Tu devi essere il loro mentore e far sì che si sentano parte di una famiglia». Un allenatore intelligente, semplice ma non banale, un gruppo coeso dal tasso tecnico non indifferente, una famiglia certamente, ma tutta gente che le palle le possiede oltre a giocarle. Certo, la Roma è da Champions e deve lottare per questo obiettivo. Poi, chissà.

marco87

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Citazione di: leomeddix il 09 Ago 2013, 16:03
Pirlo: "Anche la Roma per lo scudetto"

Il centrocampista della Juventus e della Nazionale Andrea Pirlo ha parlato delle possibili avversarie della sua squadra per il prossimo titolo di Campione d'Italia:
"Sono tante quelle che ci daranno battaglia. Io direi Napoli, Milan, Inter, Roma e Fiorentina. Sarà un bel campionato, combattutto e divertente", questo uno stralcio della sua intervista rilasciata al quotidiano Tuttosport.




Spero che il 18 agosto anche Pirlo possa essere vittima dell'atroce dilemma...


niente è nn c'è nulla da fare la lazio nn la considerano eppure è tra le poche squadre che riesce a vincere ogni tanto qualche trofeo e in più fa i fatti dove le altre fanno solo tante chiacchiere e promesse ma rimediano solo fallimenti  stagionali.
la rioma ogni anno è da scudetto e la lazio come al solito nn esiste neanche ma i fatti dicono che il 18 agosto sarà la lazio a giocare la supercoppa e nn l inter, la fiorentina , il napoli o la rom-a...  :S

Maremma Laziale

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Citazione di: Barocco il 13 Ago 2013, 14:27

L'ATMOSFERA C'è un clima positivo a Trigoria, lo si respira nel quotidiano, la Roma è diventata quello che prima, forse, non era: una famiglia. L'input parte dall'alto. Leggete le parole di James Pallotta in America. Le ha riportate Sport Illustrated, un totem dell'editoria sportiva. «Siete una famiglia, non dei servi», ha detto rivolgendosi al baby Tallo. «Quello che molte persone perdono di vista con queste squadre - ha poi spiegato al magazine - è che ci sono dei ragazzi. Si sono trasferiti dal Brasile, dalla Croazia o dall'Argentina e ora sono a Roma. Tu devi essere il loro mentore e far sì che si sentano parte di una famiglia». Un allenatore intelligente, semplice ma non banale, un gruppo coeso dal tasso tecnico non indifferente, una famiglia certamente, ma tutta gente che le palle le possiede oltre a giocarle. Certo, la Roma è da Champions e deve lottare per questo obiettivo. Poi, chissà.

Glielo avranno detto anche al pacco postale Amara Konatè?

marco87

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Citazione di: Barocco il 13 Ago 2013, 14:27
Ecco perché il Ct ha ragione

IL ROMANISTA (D. GALLI) - Montolivo l'ha piazzata in seconda fila, alle spalle della Juve e assieme a Milan, Inter, Fiorentina e Napoli. Le big, le uniche big. Ma ieri lo ha detto soprattutto Prandelli. Pubblicamente. Cosa? Questo: «La Roma? Potrebbe essere una sorpresa». Lo potrebbe essere nell'unica stagione dove la Roma parte a fari spenti persino per una tifoseria sognatrice come la nostra, all'inizio di un campionato dove alle radio, su Internet e al bar l'obiettivo più gettonato è un piazzamento in Champions. Comprensibile prudenza. Troppe delusioni, troppe notti storte e pomeriggi pure. Eppure, più di un elemento legittima a coltivare qualche speranzella in più.

IL MERCATO Tra le italiane, la Roma è la squadra che ha meglio figurato contro il Chelsea dei Torres, degli Essien, dei Terry, dei Lampard, allenata da un tecnico supersonico come Mourinho. Il cambio di strategia sul mercato per ora sta premiando, sono stati presi dei calciatori d'esperienza - Maicon, Benatia, De Sanctis - senza per questo rinunciare tour court ai giovani di prospettiva. Per questo è stato acquistato Jedvaj, per questo non ci si è liberati di Dodò. È stato compiuto uno sforzo economico non indifferente per arrivare a Strootman, uno che non ha i 17 anni del difensore croato (all'occorrenza centrocampista, e persino terzino), ma che a 23 è uno dei centrocampisti di maggior talento in Europa.

Si sta prediligendo il carisma, non a caso Sabatini ha provato a prendere il roccioso Nainggolan dal Cagliari. Basta con il carattere leggerino e i lineamenti a punto interrogativo di un José Angel qualsiasi, la Roma punta adesso in egual modo sia sul nuovo, sia sull'usato garantito, a condizione che gli attributi siano sempre di serie.

GARCIA Rudi Garcia è arrivato in sordina. È piombato in un ambiente scosso, traumatizzato, che l'ha accolto quasi con disinteresse. In silenzio, ha saputo ricostruire una Roma in frantumi. C'è riuscito con un'umiltà profonda. Questo tecnico è uno che si va a raccogliere i palloni a fine allenamento, raccontano a Trigoria. Non è un integralista, si adatta agli uomini che ha e alle situazioni che trova. Ascolta chi gli sta vicino, poi decide in totale autonomia. C'era chi temeva che avrebbe accantonato un'icona come Totti, invece ne ha fatto l'ago della bilancia di uno schieramento tattico che fa perdere le proprie tracce, dove i pezzi dello scacchiere cambiano spesso posizione. Rudi fa partire il Capitano là davanti a sinistra, chiedendogli di interrompere all'improvviso, con un lancio al millimetro per gli avanti romanisti, la fitta trama di passaggi che costringe l'avversario a girare a vuoto. Ma non solo. L'hanno rivelato in tanti, dentro lo spogliatoio: Garcia riesce a dare importanza a ogni calciatore. Nessuno viene lasciato dietro.

L'ATMOSFERA C'è un clima positivo a Trigoria, lo si respira nel quotidiano, la Roma è diventata quello che prima, forse, non era: una famiglia. L'input parte dall'alto. Leggete le parole di James Pallotta in America. Le ha riportate Sport Illustrated, un totem dell'editoria sportiva. «Siete una famiglia, non dei servi», ha detto rivolgendosi al baby Tallo. «Quello che molte persone perdono di vista con queste squadre - ha poi spiegato al magazine - è che ci sono dei ragazzi. Si sono trasferiti dal Brasile, dalla Croazia o dall'Argentina e ora sono a Roma. Tu devi essere il loro mentore e far sì che si sentano parte di una famiglia». Un allenatore intelligente, semplice ma non banale, un gruppo coeso dal tasso tecnico non indifferente, una famiglia certamente, ma tutta gente che le palle le possiede oltre a giocarle. Certo, la Roma è da Champions e deve lottare per questo obiettivo. Poi, chissà.
mamma mia che mi tocca leggere questi ci sono proprio nn ci fanno c'è poco da dire.
partono a fari spenti loro? che hanno l'ambiente più arrogante che esista, poi dicono che partono con umiltà ma poi dopo si lascia intendere che potrebbero vincere lo scudetto .. sn proprio ridicoli mi vergogno per loro.

Roxy00

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... e meno male che la loro stagione parte a fari spenti...

:asrm

pandev66

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Citazione di: Roxy00 il 13 Ago 2013, 15:02
... e meno male che la loro stagione parte a fari spenti...

:asrm

Ma siiiiiiiiiiiiii, a fari spenti perchè lo scudetto non è ancora certo, ma, come si legge nell'articolo precedente, "poi chissà..."

:D

:asrm :asrm

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Roxy00

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Citazione di: pandev66 il 13 Ago 2013, 15:24
Ma siiiiiiiiiiiiii, a fari spenti perchè lo scudetto non è ancora certo, ma, come si legge nell'articolo precedente, "poi chissà..."

:D

:asrm :asrm

hai ragione in effetti la Champions è una certezza, poi chissà.......  8)

marco87

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Citazione di: pandev66 il 13 Ago 2013, 15:24
Ma siiiiiiiiiiiiii, a fari spenti perchè lo scudetto non è ancora certo, ma, come si legge nell'articolo precedente, "poi chissà..."

:D

:asrm :asrm
ahahha mi fa ridere il chissà  :) , prima dicono che partiranno cn umiltà, poi dicono che lotteranno per la champions poi tutto finisce con chissà  :=)) .
questi si prendono in giro da soli , veramente è la lazio che parte sul serio a fari spenti dato che nn viene mai considerata da nessuno .

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