Tifato con trasporto e deperimento fisico tipico delle grandi occasioni per l'Amata delle Tenebre, ex Arancia Meccanica, ora esercito di soldatini con l'orange per involucro e il nero per anima. Arancio è il colore della maledizione.
Tifato male: solo il risultato, neanche fosse una semifinale di Champions tra roma e Lazio (perché le partite più belle sono le semifinali; le finali sono tristi come una domenica pomeriggio, mentre le semi sono ontologicamente il sabato del villaggio).
I falli non mi hanno scandalizzato: bisognava vincere.
Però gli spagnoli sono più forti.
Il kung fu l'ho tollerato e anche moderatamente difeso dinanzi ad attoniti vicini di sedia: bisognava vincere.
Però gli spagnoli sono più forti e al 120° non si poteva rimanere seduti e delusi; allora mi sono alzato, deluso, e ho battuto le mani, deluso, ai vincitori.
Troppo più forti.
L'Olanda è stata violenta, però la difendo. Perché indifendibile. Perché maledetta. L'Olanda ha perso nel '74, data per vincente da tutti, nel '78, data almeno alla pari con l'Argentina, nel '10, sfavoritissima.
Sono ancora triste ma ho retto bene la botta, forse perché questo gioco bloccato e rigidamente utilitaristico non è che mi abbia fatto proprio amare la nazionale. E, come si dice, poco amore, poco dolore. Tanto pe' di', dopo l'eliminazione in semifinale ai rigori col Brasile, Francia '98, non ho mangiato e dormito per due notti, vagando per 48 ore come un pugile suonato tra Cassia, Flaminia, Salaria.
Certo, durante i 120 minuti sono stato piuttosto scatenato ("Voglio senti' il rumore dello sterno spezzato di Xavi Alonso!"

), però, ecco, alla fine è giusto e
bello che abbia vinto il migliore.
Devo comunque dire che, considerando la rosa olandese veramente mediocre, il raggiungimento della finale e l'aver sfiorato la vittoria* sono traguardi pazzeschi; una squadra con due campioni, S&R, e per il resto "keep the change", appunto.
Ma quanto può essere pippa Van Persie? Vi assicuro che mi ha fatto ingrossare il fegato in un mese...
Domanda seria: ma la Spagna ha un gioco?
A me piuttosto sembra che il gioco della Spagna
sia la qualità mostruosa della rosa.
Tutto il tic-toc, il fraseggio continuo, gli appoggi orizzontali in attesa di un varco, la continua tessitura di una trama di triangoli, stretti, larghi, di tutte le dimensioni, i tagli esterni improvvisi, le incursioni interne dei centrocampisti, ecco, tutto ciò mi sembra figlio della qualità più che di una vera e propria organizzazione.
Non c'è niente di male, anzi, c'è la saggezza di chi ha saputo dare equilibrio alla squadra e ha saputo valorizzare le proprietà autorganizzative del gruppo: favorire l'emergere delle caratteristiche migliori di un sistema è una qualità incredibile. Pensate a come ha fallito Maradona. E comunque il blocco-modello Barcellona ha facilitato tantissimo le cose.
Vabbe', fa caldo e comunque...
*Robben, listragranmortacci tua!