Ieri è la prima volta che ho avuto seri dubbi su Pioli.
Premessa: prima che venisse alla Lazio a me aveva sempre dato l'impressione di un allenatore all'italiana. Cioè buona copertura difensiva, aggressività e contropiede veloce. Lo consideravo un figlio di Trapattoni. Poi, vedendo la sua Lazio mi sono detto: forse ho guardato le squadre di Pioli con poca attenzione. Insomma, non me lo ricordavo per niente offensivo.
Fatto sta che il gioco di questa Lazio mi ha subito conquistato: finalmente proviamo a giocarcela senza paura.
Ora, dopo un po' di giornate, riconosco a questa squadra un grande difetto, che in particolare si è visto ieri sera secondo me: quando va in svantaggio non recupera mai. Anzi perde compattezza, il pressing viene fatto sempre meno bene, ogni giocatore ragiona per sé. Quando la Lazio è in svantaggio, il concetto di squadra si sfalda. Non è una questione di impegno, anche ieri l'impegno c'è stato.
Ho letto alcuni che lo accusano di essere zemaniano. Io sono un estimatore di Zeman, però questa Lazio di zemaniano ha solo la modalità con cui subisce certi gol.
Le squadre di Zeman hanno il difetto di non farti mai sentire sicuro, pure quando sei in vantaggio, vero; però di buono hanno che possono anche segnare in qualsiasi momento. Quando vanno sotto continuano a giocare da squadra (prendiamo il recente Lazio-Cagliari).
Per finire, la domanda che mi faccio, da spocchioso simpatizzante del calcio offensivo è questa: che tipo di allenatore è Pioli? Crede veramente in una squadra offensiva? Se ci crede, è anche più facile che riesca a convincere i giocatori. E allora è soltanto una questione di tempo, la Lazio imparerà a giocare anche dopo essere andata in svantaggio. Ma se non ci crede fino in fondo, beh, la squadra lo sente.