Mi sono ripetutamente espresso per l'esonero di Pioli, l'unica strada percorribile, anzi obbligata.
Però... dalla rassegna stampa di oggi leggo che la sua testa l'abbiano chiesta ripetutamente i "senatori" della squadra, che addirittura si sarebbero ammutinati in campo. Spero che sia un'esemplificazione giornalistica, giocare volutamente sottotono contribuendo così a far perdere la tua squadra sarebbe materia sufficiente per il licenziamento per giusta causa, con annessi risvolti di risarcimento danni. Quindi non ci credo a quanto letto.
Ma un discorso su questi presunti "senatori" della Lazio prima o poi bisognerà farlo. Per me i senatori, nel calcio, sono quelli che hanno contribuito a rendere la bacheca della tua squadra ricca di trofei, gente che cammina con la gobba poiché il petto è appesantito dalle medaglie appuntate, tipo la tribuna d'onore sovietica nella sfilata del 1° maggio nell'U.R.S.S.
I nostri "senatori", oltre alla coppainfaccia del 26 maggio (per la quale gliene sarò sempre grato, beninteso), che medaglie possono mostrare all'ambiente, in forza delle quali si permettono di mostrare gradimento o meno per le scelte societarie, ad esempio se un tecnico debba rimanere o essere cacciato?
Per questo mi rallegrai quando la scorsa estate alcuni di questi senatori furono mandati via, e mi rammaricai quando ad altri venne offerto il rinnovo del contratto. Al di là del loro valore tecnico, se siano dei giocatori ancora validi o dei bolliti, sarebbe il caso di fare definitivamente tabula rasa della vecchia guardia, già da gennaio per finire a giugno, che ormai è diventata più che altro una zavorra.
Per il resto, Pioli o un altro tecnico, deve essere ben chiaro che in campo si deve fare solo e unicamente il volere dell'allenatore. Sulla gazzetta di oggi ho estrapolato il titolo di questa intervista fatta a Di Francesco, e che sia di monito per il nostro futuro:
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Sassuolo, Di Francesco: "Si fa come dico io, altre società senza programmi"