Al primo posto affinchè si possa pensare di raggiungere dei risultati va messa la società con la sua struttura, poi a cascata il resto. Se cominci dalla squadra, potrai anche vincere ma sarà soltanto una casualità che difficilmente si ripeterà, la nostra storia ce lo ha insegnato.
A Roma per tante ragioni non si riesce a creare una struttura societaria importante che possa gestire le squadra che va componendo.
Pioli secondo me rimane un tecnico con la sufficiente esperienza e gavetta per poter allenare una Lazio di medio alto livello, sa gestire i giovani, che sono la linea intrapresa e dare un gioco, quest'anno è stato tradito soprattutto dal Gruppo, dagli stessi calciatori che lo scorso anno correvano e seguivano i suoi dettami e poi dalla società, che però ha fatto un discorso chiaro, seppure discutibile: compro giovani di prospettiva da innestare su un gruppo arrivato terzo, hanno sbagliato alcune valutazioni: gli stimoli (che sembrano avere solo quando si parla di soldi) e le stagioni, che purtroppo per un calciatore non sempre sono uguali alle precedenti, nel bene e nel male, senza alcuna spiegazione apparente (vedi Parolo).
Io credo che a giugno bisogna fare chiarezza sulle prospettive e su una rifondazione che passa inevitabilmente per la cessione di alcuni pezzi da novanta, solo allora Pioli saprà se andare avanti o meno ma dovranno essere tutti convinti.