Succede negli stadi tedeschi

Aperto da tommasino, 25 Feb 2014, 17:51

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tommasino

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DORTMUND - Il paragone viene un po' scontato, ma assolutamente inevitabile. Mentre in Italia striscioni spesso raccapriccianti vengono puniti con multe, e la chiusura dei settori degli stadi per cori razzisti incontra sempre le forti proteste delle società, in Germania la situazione è diversa.

Costa caro ad un tifoso del Borussia Dortmund aver fatto un saluto nazista: lo stadio gli sarà infatti vietato per i prossimi sei anni. Il provvedimento di espulsione, fino al 30 giugno 2020, preso dal club dopo il comportamento del tifoso, in trasferta ad Amburgo lo scorso sabato. Durante il minuto di silenzio in ricordo di un massaggiatore dell'HSV, il tifoso ha urlato 'Sieg Heil' ed è stato immediatamente allontanato dal servizio di sicurezza dello stadio. Oggi il Borussia ha formalizzato l'espulsione.



Due cose balzano agli occhi:
- la durezza della punizione;
- il fatto che, se l'articolo dice il vero, a comminarla sia stato il club e non la federazione.

Provate ad immaginare cosa potrebbe succedere all'olimpico se la SS Lazio "squalificasse" uno spettatore per un periodo così lungo od anche per una sola giornata.

PabloHoney

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Citazione di: tommasino il 25 Feb 2014, 17:51
DORTMUND - Il paragone viene un po' scontato, ma assolutamente inevitabile. Mentre in Italia striscioni spesso raccapriccianti vengono puniti con multe, e la chiusura dei settori degli stadi per cori razzisti incontra sempre le forti proteste delle società, in Germania la situazione è diversa.

Costa caro ad un tifoso del Borussia Dortmund aver fatto un saluto nazista: lo stadio gli sarà infatti vietato per i prossimi sei anni. Il provvedimento di espulsione, fino al 30 giugno 2020, preso dal club dopo il comportamento del tifoso, in trasferta ad Amburgo lo scorso sabato. Durante il minuto di silenzio in ricordo di un massaggiatore dell'HSV, il tifoso ha urlato 'Sieg Heil' ed è stato immediatamente allontanato dal servizio di sicurezza dello stadio. Oggi il Borussia ha formalizzato l'espulsione.



Due cose balzano agli occhi:
- la durezza della punizione;
- il fatto che, se l'articolo dice il vero, a comminarla sia stato il club e non la federazione.

Provate ad immaginare cosa potrebbe succedere all'olimpico se la SS Lazio "squalificasse" uno spettatore per un periodo così lungo od anche per una sola giornata.

Una differenza a dir poco raccapricciante
neanche ci provo a immaginare lo stesso a Roma

Magnopèl

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In Italia anche le istituzioni potrebbero agire, ma non c'è la volontà.

seagull

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Scusate, ma è così che si combattono i rompi[...].

La differenza è che parliamo della Germania o, a volte dell'Inghilterra.

Sistemi efficienti in paesi anni luce avanti rispetto al nostro, questa è la verità.

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La differenza con noi, è che il fenomeno nazionalsocialista, o se preferite neonazionalsocialita in Germania, viene combattuto davvero.
Non solo negli stadi.
E' una questione di forma mentis.
Il discorso di partenza e' quello di fare i conti con la propria storia.
In Germania, questo si fa.
In Italia no.
In Germania, una mano a paletta è simbolo di un passato aberrante.
In Italia è, se tutto va bene "uno sparuto gruppo di ragazzi".
In Germania l'essere stati nazisti è visto come un "problema".
In Italia, la dodicesima disposizione finale e transitoria è quanto di piu' aleatorio esista.
C'e', ma per applicarla, non è ben chiaro cosa debba succedere.

seagull

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Citazione di: Rivolazionario il 25 Feb 2014, 22:35
La differenza con noi, è che il fenomeno nazionalsocialista, o se preferite neonazionalsocialita in Germania, viene combattuto davvero.
Non solo negli stadi.
E' una questione di forma mentis.
Il discorso di partenza e' quello di fare i conti con la propria storia.
In Germania, questo si fa.
In Italia no.
In Germania, una mano a paletta è simbolo di un passato aberrante.
In Italia è, se tutto va bene "uno sparuto gruppo di ragazzi".
In Germania l'essere stati nazisti è visto come un "problema".
In Italia, la dodicesima disposizione finale e transitoria è quanto di piu' aleatorio esista.
C'e', ma per applicarla, non è ben chiaro cosa debba succedere.

D'accordissimo.

telegraph road

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se si vuole cambiare veramente bisogna farlo anche in Italia!

iDresda

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domenica io e Pentiux siamo andati a vedere Dynamo Dresden - St. Pauli.
Alla fine della partita qualche scaramuccia tra le vetrate, del tipo "All'erta Antifascista" (St. Pauli) e "v'aspettamo fuori" (Dinamo), tra un gruppetto di tifosi della Dynamo e del St. Pauli.
Dopo che ste provocazioni sono andate avanti per una bella decina di minuti, gli steward, degli energumeni abbastanza cazzuti, acchiappano uno de sti [...]i, non so dire con certezza se fosse neonazi, della dynamo, lo immobilizzano e lo portano fuori con le cattive, molto cattive.



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Citazione di: telegraph road il 25 Feb 2014, 22:48
se si vuole cambiare veramente bisogna farlo anche in Italia!

Bisogna allora cambiare anche la concezione di stadio.
In Italia, lo stadio è una zona franca, dove tutto è possibile.
Negli altri paesi è un "normale" luogo di aggregazione, e come tale all'interno di questo vige il rispetto della legge.
In Italia no.
In Italia allo stadio puoi fare quello che vuoi, tanto è lo stadio e la vita vera si svolge al di fuori.

iDresda

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Citazione di: Rivolazionario il 25 Feb 2014, 22:35
La differenza con noi, è che il fenomeno nazionalsocialista, o se preferite neonazionalsocialita in Germania, viene combattuto davvero.
Non solo negli stadi.
E' una questione di forma mentis.
Il discorso di partenza e' quello di fare i conti con la propria storia.
In Germania, questo si fa.
In Italia no.
In Germania, una mano a paletta è simbolo di un passato aberrante.
In Italia è, se tutto va bene "uno sparuto gruppo di ragazzi".
In Germania l'essere stati nazisti è visto come un "problema".
In Italia, la dodicesima disposizione finale e transitoria è quanto di piu' aleatorio esista.
C'e', ma per applicarla, non è ben chiaro cosa debba succedere.

Aggiungo una cosa che ho letto quando il fatto è avvenuto, e cioè sabato.
Il testa rasata è stato preso dagli steward su segnalazione degli altri compagni di tifo che gli erano vicino nel suo stesso blocco.
Se sai che il sistema è certo che ti aiuta, allora è più facile tirare fuori il coraggio civile
;))

PabloHoney

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Citazione di: iDresda il 26 Feb 2014, 08:57
Aggiungo una cosa che ho letto quando il fatto è avvenuto, e cioè sabato.
Il testa rasata è stato preso dagli steward su segnalazione degli altri compagni di tifo che gli erano vicino nel suo stesso blocco.

qui si chiamerebbero inf.a.mi
gli stewward se devono intervenire nei confronti del testa rasata riescono a fare gli steward,
se devono vedersela contro un'intera curva...
immagino che stiamo freschi

Svennis

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Citazione di: PabloHoney il 26 Feb 2014, 09:02
qui si chiamerebbero inf.a.mi
gli stewward se devono intervenire nei confronti del testa rasata riescono a fare gli steward,
se devono vedersela contro un'intera curva...
immagino che stiamo freschi

in inghilterra hanno combattuto gli hooligans.
ce la possiamo fare.

basta fare le leggi giuste e farle applicare.
e stadi di proprietà.

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Sonni Boi

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Citazione di: Rivolazionario il 25 Feb 2014, 22:58
Bisogna allora cambiare anche la concezione di stadio.
In Italia, lo stadio è una zona franca, dove tutto è possibile.
Negli altri paesi è un "normale" luogo di aggregazione, e come tale all'interno di questo vige il rispetto della legge.
In Italia no.
In Italia allo stadio puoi fare quello che vuoi, tanto è lo stadio e la vita vera si svolge al di fuori.

Se è per questo, in Italia la legge non si rispetta manco fuori dagli stadi.

Siamo un paese incivile, ecco tutto.

PabloHoney

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Citazione di: Svennis il 26 Feb 2014, 09:05
in inghilterra hanno combattuto gli hooligans.
ce la possiamo fare.

basta fare le leggi giuste e farle applicare.
e stadi di proprietà.

ti ha risposto MH meglio di come potessi fare io :)

Scialoja

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Citazione di: tommasino il 25 Feb 2014, 17:51
DORTMUND - Il paragone viene un po' scontato, ma assolutamente inevitabile. Mentre in Italia striscioni spesso raccapriccianti vengono puniti con multe, e la chiusura dei settori degli stadi per cori razzisti incontra sempre le forti proteste delle società, in Germania la situazione è diversa.

Costa caro ad un tifoso del Borussia Dortmund aver fatto un saluto nazista: lo stadio gli sarà infatti vietato per i prossimi sei anni. Il provvedimento di espulsione, fino al 30 giugno 2020, preso dal club dopo il comportamento del tifoso, in trasferta ad Amburgo lo scorso sabato. Durante il minuto di silenzio in ricordo di un massaggiatore dell'HSV, il tifoso ha urlato 'Sieg Heil' ed è stato immediatamente allontanato dal servizio di sicurezza dello stadio. Oggi il Borussia ha formalizzato l'espulsione.



Due cose balzano agli occhi:
- la durezza della punizione;
- il fatto che, se l'articolo dice il vero, a comminarla sia stato il club e non la federazione.

Provate ad immaginare cosa potrebbe succedere all'olimpico se la SS Lazio "squalificasse" uno spettatore per un periodo così lungo od anche per una sola giornata.


Mammagari funzionasse così anche in italia!

Maremma Laziale

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In Italia, in uno stadio di proprietà, si fanno passare tranquillamente striscioni su Superga, ben consci del danno economico con contorno di polemiche.  :roll:

iDresda

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Citazione di: Maremma Laziale il 26 Feb 2014, 10:17
In Italia, in uno stadio di proprietà, si fanno passare tranquillamente striscioni su Superga, ben consci del danno economico con contorno di polemiche.  :roll:

infatti la storia degli stadi di proprietà è una balla colossale.
Non è che gli stadi tedeschi siano tutti di proprietà dei club e per questo e' più facile allontanare i nazisti dallo stadio.
Le società hanno uno statuto, in calce a questo c'é scritto che non sono tollerati comportamenti razzisti, atteggiamenti e abbigliamento che richiamino il nazionalsocialismo, cori sessisti, omofobi etc.
Se i fan non dovessero osservare lo statuto, la società si riserva di prendere provedimenti commisurati alla gravità dell'episodio.

E quello di sabato è stato piuttosto grave: oltre all'interdizione dallo stadio, l'imbecille in questione rischia fino a tre anni di reclusione.

tommasino

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Sono d'accordo, il problema non lo risolvi con lo stadio di proprietà.
Lo risolvi con norme specifiche che consentano alle società di allontanare coloro i quali commettono atti o gesti contrari ad una determinata normativa che dovrebbe essere preliminarmente stabilita dalla lega.

Poi, sul fatto che alla Lazio un'allontanamento di un tifoso comporterebbe una sorta di guerra civile credo che possiamo essere tutti d'accordo e questo sarebbe un'altro importante argomento di discussione.

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iDresda

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Lazionetter
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Registrato
uno stralcio tratto da questo post, per quanto riguarda quanto postato sopra circa lo statuto delle società.
Questo è il Werder Brema

http://www.lazio.net/forum/index.php/topic,16766.msg1153496.html#msg1153496

Tra i principi fondanti del Werder Brema è da trovarsi: "il club promuove la funzione dello sport come elemento fondante tra diverse nazionalità, culture, religioni e strati sociali. Esso offre una casa (difficile da tradurre in questo contesto, Heimat ha a che vedere con il concetto di patria interiore e spirituale e non ha semplici equivalenti in italiano) sportiva a bimbi, giovani e adulti, indipendentemente da sesso, estrazione sociale, colore della pelle, origine, religione, posizione sociale e orientamento sessuale". Per questo motivo nel 2011 il funzionario dell'NPD Jens Phüse è stato escluso dal club. E' ricorso in appello, ma il tribunale di Brema ha dichiarato legittima l'esclusione, perché sarebbe da giustificare con la libertà del club.
"E' uno dei più grandi obbiettivi del Werder Brema quello di bandire dagli stadi forme di pensiero razziste ed estremiste" così il presidente del Werder Klaus-Dieter Fischer. Così come per Phüse, il divieto allo stadio per gli otto del Borussia serve proprio in questa direzione.

pentiux

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