Provo a mettere una parola di pace.
C'e' tutta una scuola di pensiero, tra l'altro rispettabilissima, che spinge per demistificare la gravidanza come stato di handicap fisico, o addirittura di malattia.
laddove questa corrente presenta evidentemente dei valori di principio condivisibili che si allineano sull'importanza di non discriminare i diversi o i diversamente sani, questo col topic francamente non c'entra un beneamato cazzo.
Ecco, forse Blavitt, che anch'io ricordo (vagamente) come uno intelligente, si e' un po' buttato su quella linea travisandone il senso.
insomma, dice, basta fare tragedie per una gravidanza, che cazzo saranno mai un po' di vomito e dei dolori di schiena! E le donne sono le prime a voler essere trattate si con rispetto ma come esseri normali e non malati!*
OK, poi perdi un figlio.
E tutto diventa una grande cazzata.
Suvvia.
*Io tra l'altro, padre di due bimbi con contrazioni di simpatia (quelle del padre), non sono cosi' sicuro che le donne incinte vogliano essere trattate come donne che dentro non portano una vita, ma questa e' una impressione non supportata da alcuna statistica.