Nel calcio di oggi dei diritti televisivi, della Champions League e della libera circolazione dei calciatori comunitari post sentenza Bosman, temo che storie del genere siano ormai impossibili. Purtroppo.
La tendenza è sempre più quella di una elite di campionati (Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1 nell'ordine, con gli altri a distanze più o meno abissali) e all'interno di essi una elite di squadre, sempre le stesse, deputate a vincere. Gli unici cambiamenti dello status quo sono ormai dovuti al riccone di turno, arabo o russo, che mette nel piatto una caterva di soldi. Il Verona di Bagnoli oggi non ci arriverebbe più allo scudetto, sia perchè l'asticella si è alzata, sia perché dopo il primo anno buono verrebbe immediatamente spolpato da chi è in grado di offrire ai suoi giocatori molti più soldi. Allo stesso modo una Stella Rossa che arriva a vincere una Coppa dei Campioni come nel 1991 oggi non potrebbe più esistere. Giocatori come Prosinecki, Savicevic e compagnia andrebbero all'estero massimo a vent'anni.
Oggi gridiamo al miracolo se l'Atletico Madrid vince la Liga. Cioè se quella che è storicamente la terza squadra per blasone in Spagna interrompe l'egemonia delle prime due. Figuriamoci.
Inutile dire che preferivo molto di più il calcio degli anni settanta/ottanta.