Totti Dirigente. (Celebriamo il suo ultimo anno pieno di trionfi)

Aperto da Paris jr., 03 Mag 2017, 16:38

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arkham

Citazione di: Nano il 03 Mag 2017, 16:42
Sembra il nome de un pupazzo ma con meno credibilità...Totti dirigente, Puffo brontolone, Barbie ballerina, Paperino astronauta
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

Cliath

Della cazzata dello striscione di ieri, tra i vicini di stadio abbiamo considerato un'altra ipotesi: avrà promesso loro qualche foraggiamento, un pò come ai tempi di cragnotti...

E comunque :asrm

WhiteBluesBrother

Per il momento, vista la forma smagliante, direi "totty dirigibile".


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Cliath


meanwhile


FedericaB

Citazione di: meanwhile il 25 Mag 2017, 15:42
Data migliore non si sarebbe potuta scegliere  8)





Maddai, è 'no scherzo!
Non ci si può davvero credere!

:asrm

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Kredskin

Inzomma pare che il capitone stia mettendo totalmente i suoi interessi di fronte alla squadra di cui è bandiera, scrivendo cose che destabilizzano l'ambiente a livelli inimmaginabili.

Non un lettera sull'importanza della partita di domenica, non una sillaba sulla squadra, semplicemente un bell'IO con tanto di piagnisteo e frecciatine.

Daye.



StylishKid

Comunque si va configurando un contesto da grande enqulada come diverse altre volte nella loro storia.

Mammamia se succede rido fino al 2023.

Seamus


inquisitor

Lo rimpiangeró: riesce a darci soddisfazioni fino all'ultimo giorno, ben oltre i 40 anni, destabilizzandoli totalmente. Domenica penso che ne vedremo delle belle, stiamo sintonizzati.

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Kredskin

"Roma-Genoa sarà l'ultima volta in cui potrò indossare la maglia della Roma . È impossibile esprimere in poche parole tutto quello che questi colori hanno rappresentato, rappresentano e rappresenteranno per me. Sempre.

Sento solo che il mio amore per il calcio non passa: è una passione, la mia passione. È talmente profonda che non posso pensare di smettere di alimentarla. Mai. Da lunedì sono pronto a ripartire. Sono pronto per una nuova sfida."


:DD

Drake


StylishKid

"Sarà l'ultima volta in cui potrò indossare la maglia della Roma". Il cuore delle parole batte forte, ha il peso degli eventi, la musica degli addii. E questo è l'addio più triste, per Francesco, per tutti noi che lo amiamo.

La maglia, appunto. La Roma, appunto. E tutto si fonde nell'epica tottiana: indossare una maglia come indossare una città, la sua, la nostra. Indossare i ricordi, sentirne l'odore addosso, chiudere gli occhi e sognare i suoi gol, perché si può interrompere una carriera ma non spezzare il sogno.

E io difendo questo sogno, nessuna sfumatura da interpretare. Se "i miracoli sono sogni che diventano luce" il capitano ha illuminato anni di vita, stagioni di calcio. Luce, lampi di luce, di classe, per spiegare un talento privilegiato ma a disposizione di tutti, giocate indimenticabili, colpi senza catene, viste una volta, beatificate, messe via solo per un po', fino alla successiva, in una sorta di rinascita continua, un gol, un lancio, da consegnare agli archivi della bellezza, passaggio verso l'eternità.

Scrive Totti: "Sento solo che il mio amore per il calcio non passa: è una passione, la mia passione. È talmente profonda che non posso pensare di smettere di alimentarla. Mai". Una passione bruciante, divorante, stupenda. Viene in mente Denis Waitley: "Insegui la tua passione, non la tua pensione". La passione come spinta, come fuoco, come missione.

La passione che non si piega alle leggi della ragione. L'ho sempre detto, l'ho sempre saputo: Francesco non vorrebbe (avrebbe voluto) smettere mai. C'è in lui l'eterno bambino, eternamente innamorato di quel pallone tra i piedi, il suo ossigeno, nutrimento, cibo dell'anima.

L'assenza dal campo come tristezza. L'assenza della speranza. Dormire, mangiare, giocare. Magari anche pregare, che il fiato duri e i muscoli tengano. Per un'altra corsa, un'altra giocata. Il capitano scrive ancora: "Da lunedì sono pronto a ripartire. Sono pronto per una nuova sfida".

E questa "nuova sfida" ipnotizza la nostra curiosità. Ancora in campo? Insegnando calcio a Roma? Giocando ancora altrove? Bette Davis amava dire: "La chiave della vita è accettare le sfide. Una volta che qualcuno smette di fare questo, è morto". Quindi lunga vita a Totti. Dovunque. Comunque.

(Franco Ferraro, giornalista Sky)


Io me chiedo, questi che faranno dopo?
Si troveranno un lavoro?

bellodecasa

Citazione di: StylishKid il 25 Mag 2017, 19:05
"Sarà l'ultima volta in cui potrò indossare la maglia della Roma". Il cuore delle parole batte forte, ha il peso degli eventi, la musica degli addii. E questo è l'addio più triste, per Francesco, per tutti noi che lo amiamo.

La maglia, appunto. La Roma, appunto. E tutto si fonde nell'epica tottiana: indossare una maglia come indossare una città, la sua, la nostra. Indossare i ricordi, sentirne l'odore addosso, chiudere gli occhi e sognare i suoi gol, perché si può interrompere una carriera ma non spezzare il sogno.

E io difendo questo sogno, nessuna sfumatura da interpretare. Se "i miracoli sono sogni che diventano luce" il capitano ha illuminato anni di vita, stagioni di calcio. Luce, lampi di luce, di classe, per spiegare un talento privilegiato ma a disposizione di tutti, giocate indimenticabili, colpi senza catene, viste una volta, beatificate, messe via solo per un po', fino alla successiva, in una sorta di rinascita continua, un gol, un lancio, da consegnare agli archivi della bellezza, passaggio verso l'eternità.

Scrive Totti: "Sento solo che il mio amore per il calcio non passa: è una passione, la mia passione. È talmente profonda che non posso pensare di smettere di alimentarla. Mai". Una passione bruciante, divorante, stupenda. Viene in mente Denis Waitley: "Insegui la tua passione, non la tua pensione". La passione come spinta, come fuoco, come missione.

La passione che non si piega alle leggi della ragione. L'ho sempre detto, l'ho sempre saputo: Francesco non vorrebbe (avrebbe voluto) smettere mai. C'è in lui l'eterno bambino, eternamente innamorato di quel pallone tra i piedi, il suo ossigeno, nutrimento, cibo dell'anima.

L'assenza dal campo come tristezza. L'assenza della speranza. Dormire, mangiare, giocare. Magari anche pregare, che il fiato duri e i muscoli tengano. Per un'altra corsa, un'altra giocata. Il capitano scrive ancora: "Da lunedì sono pronto a ripartire. Sono pronto per una nuova sfida".

E questa "nuova sfida" ipnotizza la nostra curiosità. Ancora in campo? Insegnando calcio a Roma? Giocando ancora altrove? Bette Davis amava dire: "La chiave della vita è accettare le sfide. Una volta che qualcuno smette di fare questo, è morto". Quindi lunga vita a Totti. Dovunque. Comunque.

(Franco Ferraro, giornalista Sky)


Io me chiedo, questi che faranno dopo?
Si troveranno un lavoro?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/15/un-ex-kamikaze-a-rainews/40362/

inquisitor

A scanso di equivoci, per non rovinare la festa del pupone hanno designato Tagliavento. Sì, avete letto bene: Tagliavento.
L'unico dubbio è se saranno minuti o secondi quelli che passeranno dell'entrata in campo del pensionato al fischio del rigorepaarioma per farlo segnare. Ovviamente, dopo che la pratica- risultato sarà stata già abbondantemente messa in cassaforte con una direzione simil-Orsato: questo nel caso pressoché impossibile in cui il Genoa si impegna, altrimenti neanche serve.

Rorschach

Vorrei giocare nel Genoa solo per marcarlo e rovinargli la festa.

Certo verrei espulso al primo sguardo incrociato.

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inquisitor

Simeone padre dovrebbe telefonare a Simeone figlio e spiegargli due cosette.

robylele

Citazione di: inquisitor il 25 Mag 2017, 21:04
Simeone padre dovrebbe telefonare a Simeone figlio e spiegargli due cosette.

l'idea è geniale. Credo anche sia l'unico modo per avere una tenue, remota possibilità perché avvenga un altro asroma-Lecce.