UEFA Champions League 2020-2021

Aperto da alby1608, 08 Ago 2020, 12:30

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ronefor

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Re:02.12.2020, 58^ partita in CL con il borussia dortmund 

« Risposta #58 il: 01 Dic 2020, 19:24 »

   

Dato per scontato che l'Europa League è fatta(sgrat)
l'unica possibilità di andare avanti nelle sfide secche è vincere il girone e sperare di avere in sorteggio un Atletico Madrid o Borussia M. o Porto o Ajax
Arrivare secondi significa prendere  Bayern Monaco Real Madrid Liverpool Manchester City Barcellona o Manchester United(o PSG)
Direi che tanto vale provare a vincere col Borussia


Per non capire un caxxo di calcio ci sono andato vicino


tommasino

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Citazione di: Drake il 10 Dic 2020, 09:52


:lol:
Chi ha parato?
Quello nero!

È per sdrammatizzare, eh!

purple zack

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Citazione di: Gulp il 10 Dic 2020, 00:22


Il Real Madrid può beccare solo Porto, Atalanta, Lazio, Lipsia.
Il Bayern Monaco può beccare Porto, Atalanta, Siviglia, Lazio, Barcellona
Tutte le altre hanno 6 o più opzioni o non possono beccarci (Juve, Dortmund)

diciamo che la coppia Porto/Atalanta à altissime % di beccare il tris Dortmund, Real Madrid, Bayern Monaco.

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Tom_Frost

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Altro grave esempio di quanto sia immondizia la gazzetta


Il tutto mentre ormai chiunque ha capito l'equivoco, nemmeno a caldo (non era giustificabile cmq ma vabbe). Mentre i giornalisti seri fanno questo

https://twitter.com/Emishor/status/1336858827468181505

Barigelli sei una vergogna per una categoria intera

WernerHeisenberg

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Azz Balotelli, Malcom X e MTL levateve proprio.
Solo loro continuano a pubblicizzarlo, e non è casuale dato che il 99% delle cose che pubblicano è pattume.

ronefor

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Citazione di: tommasino il 10 Dic 2020, 11:29
Chi ha parato?
Quello nero!

È per sdrammatizzare, eh!

ahahahahahahaa


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S.S. Termopiliano

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Chiedo venia se torno sul tema "extra calcio" riguardante gli accaduti di Psg-Basaksehir.
Però volevo consigliare la lettura di questo articolo (preso da "Il Fatto quotidiano").
Ovviamente si può essere d'accordo o meno con il modo in cui viene trattato il tema, ma sicuramente può stimolare una riflessione (se si vuole farla eh, altrimenti derubrichiamo il tutto senza problemi e via).

Razzismo nel calcio, per me il politicamente corretto sta peggiorando il problema

Ve lo giuro. In quest'epoca contaminata da sospetti e malpensanti, metto subito le mani avanti e ve lo giuro: l'esempio che sto per portarvi è assolutamente vero. Non verosimile: vero.

Pochi giorni fa N., un bimbo, ha concluso la sua curatissima letterina di Natale con la descrizione di sé: sotto il nome a stampatello ben evidente ha aggiunto "sono marrone e ho 8 anni, ma sembro di 9". Temendo omonimie, N. ha spontaneamente, genuinamente, fornito a Babbo Natale un paio di informazioni che ha ritenuto rilevanti per scongiurare il rischio che i suoi regali – una pista, un garage per le macchinine e un fucilone che spara dardi di gomma piuma – finissero sotto l'albero sbagliato. Ora tutto posso pensare tranne che N., cresciuto pimpante e agiato in una famiglia italo-nigeriana con cognome e nome italianissimi, abbia usato quel "marrone" in chiave razzista verso se stesso. "Marrone" è semplicemente il colore dell'astuccio oggettivamente più simile a quello che vede riflesso nello specchio.

A questo punto mi tocca mettere le mani avanti di nuovo: razzista non lo sono, posso dirlo fermamente, nemmeno io. Anzi il razzismo l'ho contrastato: ho lavorato con migranti e popoli; ho amici d'ogni origine, nati qui o altrove. E non devo aggiungere altro, non è un merito ma un fatto.

Eppure nel caso che martedì sera ha sconvolto l'Europa del pallone e tutte le chiacchiere che gli gozzovigliano appresso, io non ci trovo razzismo. Quando ho saputo del "nero" pronunciato dal quarto uomo della partita Psg-Baseksehir per indicare un assistente della squadra turca, io ho pensato al "marrone" di N.

E ho pensato pure a tutte le volte in cui, dopo che la natura mi ha consigliato di rasarmi la testa, qualcuno mi ha indicato con "quello pelato". Non credo che nel marrone, nel pelato, nel biondo, nell'alto e nel basso ci sia discriminazione. A mio giudizio il razzismo e l'offesa non stanno nelle parole ma nell'accezione che si dà loro. Un mio amico di colore, o nero che dir si voglia, un giorno mi disse: "E' una questione di tono, non di tonalità".

Nel "nero" di tale Sebastian Coltescu, colpevole del fattaccio, io quindi vedo semmai la scarsa professionalità di un giudice di gara che indica qualcuno per caratteristiche fisiche anziché per ruolo. Ma è una questione insita nella primordialità del nostro linguaggio, che fin da bambini prevede di individuare qualcuno specificandone l'aspetto, più che in una volontà discriminatoria. Non sarà qualche campagna di sensibilizzazione politicamente corretta a smantellare certe pratiche inconsce.

Sono convinto allora che la lettura razzista dell'episodio sia figlia di un contesto esasperato e per questo controproducente. Anni fa, durante una lezione universitaria in cui si dibatteva di un'inchiesta giornalistica sulle strutture d'accoglienza, feci notare a dei ragazzi la ritrosia con cui pronunciavano la parola "africani". Avevano quasi il timore che potesse risultare offensiva per indicare qualcuno. Ma perché africani sarebbe ingiurioso e americani, per esempio, no? L'Africa è un continente, l'America pure. Razzisti sono semmai certi pregiudizi che quelle parole, neutre e uguali, si trascinano dietro: Africa povera e America ricca? Oppure lo stereotipo dell'uomo di colore venuto dall'America in aereo e di quello salpato dall'Africa col barcone? Siamo ancora fermi lì?!? Probabilmente sì.

Allora è sui preconcetti che dobbiamo lavorare, non solo sulle parole. Renderne tabù alcune non risolve il problema ma anzi amplifica il solco: finché dire "africani" o "nero" sarà considerato offensivo e dire "biondo" non lo sarà, alcune caratteristiche somatiche, naturali e manifeste, saranno lette con sfavore rispetto ad altre. E di conseguenza sarà visto con altrettanto sfavore anche chi le possiede.

Neri, pelati, biondi, bassi: tutti diversi e per questo tutti uguali. L'uguaglianza è nella diversità: dobbiamo valorizzarla, non negarla. A cominciare dalle parole.


https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/10/razzismo-nel-calcio-per-me-il-politicamente-corretto-sta-peggiorando-il-problema/6032315/

Tarallo

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Non se ne esce.
Serviranno decenni e generazioni, come detto.
Tanta pazienza, nel frattempo.

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Nel pensare che definire nero o biondo una persona sia la stessa cosa ci vedo tre aspetti:

- ignoranza sulle discriminazioni passate, presenti e, purtroppo ancora, future legate al colore della pelle. Cosa che non è accaduta, non accade e, presumo, non accadrà per il colore dei capelli.

- ottimismo circa il fatto che le discriminazioni per il colore della pelle non esistono più e mai più esisteranno

- percezione di assenza di discriminazioni legate al colore della pelle nel proprio piccolo mondo


La prima è drammatica, le altre lasciano sperare che il percorso, che alcuni considerano terminato, sia comunque a un buon punto.

Parlo di chi non è razzista, non di chi lo è più o meno consapevolmente.

vaz

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ho lavorato coi migranti is the new ho tanti amici neri e gay

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simcar

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Citazione di: MisterFaro il 11 Dic 2020, 07:44
Nel pensare che definire nero o biondo una persona sia la stessa cosa ci vedo tre aspetti:

- ignoranza sulle discriminazioni passate, presenti e, purtroppo ancora, future legate al colore della pelle. Cosa che non è accaduta, non accade e, presumo, non accadrà per il colore dei capelli.

- ottimismo circa il fatto che le discriminazioni per il colore della pelle non esistono più e mai più esisteranno

- percezione di assenza di discriminazioni legate al colore della pelle nel proprio piccolo mondo


La prima è drammatica, le altre lasciano sperare che il percorso, che alcuni considerano terminato, sia comunque a un buon punto.

Parlo di chi non è razzista, non di chi lo è più o meno consapevolmente.
sul secondo punto non sono d'accordo purtroppo. Ho colleghi e conoscenti che usano il negro il fxocio e l'ebreo proprio per offendere. E non fanno niente per nasconderlo.

Tarallo

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Citazione di: vaz il 11 Dic 2020, 08:35
ho lavorato coi migranti is the new ho tanti amici neri e gay

E certo. E' come una patente, e viene usata al posto di una esatta comprensione di cosa significhi essere migranti, neri o gay. O al posto di una candida ammissione che se non lo sei, probabilmente non puoi capirlo. Basterebbe questo ma no, noi capimo tutto. Ao io ho lavorato coi migranti, vuoi che non capisca?

S.S. Termopiliano

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Citazione di: MisterFaro il 11 Dic 2020, 07:44

Parlo di chi non è razzista, non di chi lo è più o meno consapevolmente.

La discriminante della questione, forse, è proprio tutta qui.

trax_2400

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Citazione di: MisterFaro il 11 Dic 2020, 07:44
- ignoranza sulle discriminazioni passate, presenti e, purtroppo ancora, future legate al colore della pelle. Cosa che non è accaduta, non accade e, presumo, non accadrà per il colore dei capelli.
Qui però bisogna anche vedere da dove uno viene.
Dove ho vissuto io gran parte della mia vita e soprattutto gli anni giovanili, il razzismo non poteva proprio esistere, sostanzialmente per due motivi:

- non esistevano persone di altre etnie;
- si viveva immersi in un ambiente fortemente cattolico e lì la prima cosa che dicono è che gli uomini sono tutti fratelli indipendentemente dal colore della pelle e vanno tutti amati. Ma te lo dicono proprio per prima cosa eh, prima del Padre Nostro, e tutti i giorni, ti ci fanno il lavaggio del cervello, tanto che io non capisco come possano esistere cattolici razzisti. Sarebbe come dire biondi coi capelli neri.

Il razzismo veniva visto come un fenomeno del passato, ampiamente superato, al giorno d'oggi resistente esclusivamente negli USA che infatti venivano disprezzati per il razzismo e la pena di morte.
Quando si è parlato di razzismo in Italia sono rimasto sinceramente sorpreso.

Per tornare al colore dei capelli, in realtà era molto più probabile il razzismo contro i calvi o contro i grassi.

MisterFaro

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Citazione di: simcar il 11 Dic 2020, 08:43
sul secondo punto non sono d'accordo purtroppo. Ho colleghi e conoscenti che usano il negro il fxocio e l'ebreo proprio per offendere. E non fanno niente per nasconderlo.



Citazione di: MisterFaro il 11 Dic 2020, 07:44
Nel pensare che definire nero o biondo una persona sia la stessa cosa ci vedo tre aspetti:

...
...
...

Parlo di chi non è razzista, non di chi lo è più o meno consapevolmente.

;)

vaz

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Citazione di: trax_2400 il 11 Dic 2020, 09:01
Qui però bisogna anche vedere da dove uno viene.
Dove ho vissuto io gran parte della mia vita e soprattutto gli anni giovanili, il razzismo non poteva proprio esistere, sostanzialmente per due motivi:

- non esistevano persone di altre etnie;
- si viveva immersi in un ambiente fortemente cattolico e lì la prima cosa che dicono è che gli uomini sono tutti fratelli indipendentemente dal colore della pelle e vanno tutti amati. Ma te lo dicono proprio per prima cosa eh, prima del Padre Nostro, e tutti i giorni, ti ci fanno il lavaggio del cervello, tanto che io non capisco come possano esistere cattolici razzisti. Sarebbe come dire biondi coi capelli neri.

Il razzismo veniva visto come un fenomeno del passato, ampiamente superato, al giorno d'oggi resistente esclusivamente negli USA che infatti venivano disprezzati per il razzismo e la pena di morte.
Quando si è parlato di razzismo in Italia sono rimasto sinceramente sorpreso.

Per tornare al colore dei capelli, in realtà era molto più probabile il razzismo contro i calvi o contro i grassi.

non sono giustificazioni, i tempi cambiano fortunatamente ed è nostra responsabilità essere attenti a questi cambiamenti, facendo analisi critiche su di noi stessi. altrimenti il rischio è che si giustifichi ogni cosa. da quelli che "la moglie deve fa solo la madre e la casalinga" fino a l' "essere gay è contro natura"

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Tarallo

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Citazione di: vaz il 11 Dic 2020, 10:12
non sono giustificazioni, i tempi cambiano fortunatamente ed è nostra responsabilità essere attenti a questi cambiamenti, facendo analisi critiche su di noi stessi. altrimenti il rischio è che si giustifichi ogni cosa. da quelli che "la moglie deve fa solo la madre e la casalinga" fino a l' "essere gay è contro natura"

Ed è qui che si riconoscono quelli intelligenti da quelli no. Quello che dice trax è indiscutibile, ma una persona intelligente capisce che il contesto è cambiato* e adotta una etica diversa, perché capisce.

*L'esempio dell'arbitro in questo senso è illuminante. Questo magari ha vissuto il 100% della sua vita in un contesto monoetnico, ma se non capisce cosa stia accadendo nel resto del mondo è un deficiente. Razzista? Non importa. Il comportamento è razzista e tanto basta.

MisterFaro

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Citazione di: trax_2400 il 11 Dic 2020, 09:01

Citazione di: MisterFaro il 11 Dic 2020, 07:44
- ignoranza sulle discriminazioni passate, presenti e, purtroppo ancora, future legate al colore della pelle. Cosa che non è accaduta, non accade e, presumo, non accadrà per il colore dei capelli.

Qui però bisogna anche vedere da dove uno viene.
Dove ho vissuto io gran parte della mia vita e soprattutto gli anni giovanili
, il razzismo non poteva proprio esistere, sostanzialmente per due motivi:

- non esistevano persone di altre etnie;
- si viveva immersi in un ambiente fortemente cattolico e lì la prima cosa che dicono è che gli uomini sono tutti fratelli indipendentemente dal colore della pelle e vanno tutti amati. Ma te lo dicono proprio per prima cosa eh, prima del Padre Nostro, e tutti i giorni, ti ci fanno il lavaggio del cervello, tanto che io non capisco come possano esistere cattolici razzisti. Sarebbe come dire biondi coi capelli neri.

Il razzismo veniva visto come un fenomeno del passato, ampiamente superato, al giorno d'oggi resistente esclusivamente negli USA che infatti venivano disprezzati per il razzismo e la pena di morte.
Quando si è parlato di razzismo in Italia sono rimasto sinceramente sorpreso.

Per tornare al colore dei capelli, in realtà era molto più probabile il razzismo contro i calvi o contro i grassi.

Avresti dovuto quotare la parte che qui evidenzio in grassetto:
Citazione di: MisterFaro il 11 Dic 2020, 07:44
Nel pensare che definire nero o biondo una persona sia la stessa cosa ci vedo tre aspetti:

- ignoranza sulle discriminazioni passate, presenti e, purtroppo ancora, future legate al colore della pelle. Cosa che non è accaduta, non accade e, presumo, non accadrà per il colore dei capelli.

- ottimismo circa il fatto che le discriminazioni per il colore della pelle non esistono più e mai più esisteranno

- percezione di assenza di discriminazioni legate al colore della pelle nel proprio piccolo mondo



La prima è drammatica, le altre lasciano sperare che il percorso, che alcuni considerano terminato, sia comunque a un buon punto.

Parlo di chi non è razzista, non di chi lo è più o meno consapevolmente.

Dei tre casi che ho elencato hai preso il meno appropriato al caso che descrivi  ;)




Due domande:

- dove è questo posto?

- che razzismo c'era contro i calvi e contro i grassi?

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