Citazione di: Kappa il 27 Gen 2016, 15:15
lo ribadisco, anche se qualcuno ha già puntualizzato. Non provate ad allargare il concetto sulla giustizia in Italia tirando fuori un "beh, però allora Berlusconi, poverino..." che vi do un calcio in culo virtuale e anche uno fisico.
Qui il marciume è della stampa: io magistrato, se ravvedo un illecito, piccolo o grande che sia, sono tenuto a procedere. Che invece un giornale come tuttosport, per una cazzata del genere possa fare un titolo "lotito rischia", è invece ridicolo ed inaccettabile. Giusto sarebbe stato un trafiletto in pagine interne col titolo "A numerose squadre di A e B contestate le modalità di pagamento delle tasse sulle transazioni dei giocatori".
Caro Kappa,
Non semplificare gli altrui post e non moralizzare la discussione a calci, che qui non è necessario.
Nessuno (ancora) ha scritto che rivorrebbe il miliardario ridens al governo, o che sia un poveretto, ma che i magistrati, i finanzieri, i carabinieri e i giornalisti talvolta utilizzano le indagini non per fare chiarezza o informazione, ma curricula e carriere sulla pelle, la reputazione e il patrimonio delle persone, specie se socialmente rilevanti, con la certezza della insindacabilità della propria condotta, in nome del popolo italiano.
Suvvia, non vorrai mica degli esempi.
Basta osservare la realtà.
Quando, dopo anni, tali, esecrabili vicende giudizial-mediatiche, ben più frequenti di quanto si immagini, finiscono in gloria, la carriera di chi le ha alimentate e/divulgate ha già progredito, anche se rivelatesi fuffa; a nessuno interessa più sapere com'è andata davvero a finire, nessuno ammetterà d'aver sbagliato e, soprattutto, nessuno pagherà per i propri errori.
Talvolta la rapida carriera di costoro finisce in politica, o in altro ambito rilevante, ed allora lo stesso meccanismo mastica anche le loro vite, per mano di altri che la carriera ancora devono costruirsela, e così via.
Aggiungo una notizia e una riflessione.
Forse non tutti sanno che le forze dell'ordine hanno dei target di polizia giudiziaria (denunce, fermi, arresti) da raggiungere periodicamente, come fossero una attività produttiva. Su questi dati si decide la distribuzione delle risorse dello stato tra le (molte) forze dell'ordine, in concorrenza tra loro come fossero imprese sul mercato.
Paradossalmente, se prevenissero efficacemente i crimini, controllando capillarmente il territorio, come i cittadini gradirebbero, fallirebbero tutti gli obiettivi di repressione dei reati, molte sezioni chiuderebbero e molte risorse pubbliche sarebbero finalmente liberate e destinate altrove.
Ed infine, se in questo paese non ci fosse una pericolosissima saldatura tra sedicenti cani da guardia della democrazia e della legalità una tale indagine vedrebbe mai luce?
Questa, per fatti di scarsissimo rilievo e che già nascono semiprescritti, come tante altre inutili e costose indagini, apporta allo stato qualche beneficio, in termini economici o, quanto alla eventuale pena, retributivi o general preventivi?
Sed cui prodest?
Una volta sparito il berlusca sarà venuto il momento di introdurre un sanissimo e democratico principio, applicato in tutti i consessi umani dalla notte dei tempi perchè induce gli uomini all'attenzione e alla prudenza: chi(unque) sbaglia, paga.