Un'altra LAZIO è possibile - Una storia: il Santi Pauli

Aperto da fish_mark, 30 Gen 2011, 16:27

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fish_mark

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Tanto per parlare di come funzionano i club e le istituzioni di altri paesi si ricorda che Monaco di Baviera e l'Allianz arena sono anche un esempio per la realizzazione del nuovo stadio visto che fu il Consiglio comunale a deliberare di approfondire la questione, fissando dei criteri e aprendo un vasto dibattito in città che portò ad un referendum tra i cittadini, con un concorso di architettura per valutare il progetto.

Infatti, nel 1997 il Consiglio di amministrazione della FC Bayern Monaco decise di realizzare un nuovo stadio. Dalla proposta si aprì una discussione politica sulla necessità di realizzare un nuovo stadio dedicato al calcio nella città. Il Consiglio comunale delibera di approfondire la questione, fissando dei criteri. Nel frattempo le due società di calcio di Monaco (FC Bayern e TSV 1860) si consorziarono per la costruzione e gestione del nuovo stadio. Nel 2001 tra le cinque aree individuate come più adatte viene scelta l'area di Frottmaning, come la più adatta per l'accessibilità su ferro e l'immediata vicinanza all'autostrada.
A quel punto, viene indetto un referendum tra i cittadini di Monaco dove prevalse con il 65% dei voti una maggioranza favorevole alla realizzazione.

Per la scelta del progetto Fu quindi indetto un concorso di architettura che vede vincere lo studio svizzero Herzog and DeMeuron. Nel 2002 termina la fase di adeguamento della pianificazione urbanistica comunale e regionale e iniziano i lavori che termineranno nel 2005.

Finiamola qui, anche perché questo topic non è dedicato al tema degllo stadio ma ad altro.

Quest'ultimo contributo è tratto dal dossier di Legambiente "STADI ROMA-LAZIO: IL DERBY DELLA SPECULAZIONE EDILIZIA."

Buon weekend a tutti, palazzinari compresi.

Il Mitico™

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La squadra in mano ai tifosi nel Calcio non funziona, per il semplice motivo che il Calcio è fatto di passione e i tifosi spesso non ragionano. Un conto è votare un referendum per eleggere il presidente della società, ma in tal caso il presidente è uno che per farsi votare ti compra Cristiano Ronaldo, un conto è darlo in mano a gente accecata dalla sua passione: abbiamo avuto chi al posto di Tare avrebbe voluto Leonardi, Perinetti, Signori... chi al posto di Petkovic avrebbe voluto Colantuono, Pioli, ZEMAN, e persino Novellino! C'è chi avrebbe preferito Pulzetti e Meggiorini a Gonzalez, chi avrebbe preferito Ziegler a Lulic, chi diceva che Klose è vecchio, che Biava è 'na pippa, che Dias è uscito dal Brasile troppo tardi per essere forte, ecc... lasciamo perdere gli ultras e i pecoroni poi... ci ritrovavamo con Morabito direttore sportivo (quindi con Obodo, Zoboli, Taiwo, Alou Diarra, Cisse preferito a Klose...), Di Canio allenatore e Firmani capitano.

Bella storia quella del St. Pauli, ma ci sarà un motivo se è un club che raramente ha giocato in Bundesliga...

robylele

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Citazione di: Il Mitico™ il 19 Gen 2013, 14:06
La squadra in mano ai tifosi nel Calcio non funziona, per il semplice motivo che il Calcio è fatto di passione e i tifosi spesso non ragionano. Un conto è votare un referendum per eleggere il presidente della società, ma in tal caso il presidente è uno che per farsi votare ti compra Cristiano Ronaldo, un conto è darlo in mano a gente accecata dalla sua passione: abbiamo avuto chi al posto di Tare avrebbe voluto Leonardi, Perinetti, Signori... chi al posto di Petkovic avrebbe voluto Colantuono, Pioli, ZEMAN, e persino Novellino! C'è chi avrebbe preferito Pulzetti e Meggiorini a Gonzalez, chi avrebbe preferito Ziegler a Lulic, chi diceva che Klose è vecchio, che Biava è 'na pippa, che Dias è uscito dal Brasile troppo tardi per essere forte, ecc... lasciamo perdere gli ultras e i pecoroni poi... ci ritrovavamo con Morabito direttore sportivo (quindi con Obodo, Zoboli, Taiwo, Alou Diarra, Cisse preferito a Klose...), Di Canio allenatore e Firmani capitano.

Bella storia quella del St. Pauli, ma ci sarà un motivo se è un club che raramente ha giocato in Bundesliga...

quoto tutto.
F_M, diventa tifoso del St. Pauli e in un batter d'occhio avrai coronato il tuo Sogno.

Plastino lo ha fatto col Napoli ed ora si ritrova secondo in A e con un attaccante da 70 milioni.




mr_steed

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comunque per chi volesse approfondire la storia del st pauli c'è un documentario interessante sull'argomento...
lo trovate qui, diviso in vari capitoli http://www.shootv.com/docufilm/st-pauli/
l'unico cruccio è che probabilmente è opera di "giallorosichi", almeno questa è l'impressione che ho avuto io dal risalto dato alla rioma nei sottotitoli rispetto al parlato originale

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Regina

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Ecco una delle più recenti coreografie contro l'omofobia: campeggiano i colori dell'arcobaleno e la scritta Network Alerta, movimento antifascista sostenuto dai tifosi:


C'è anche uno splendido striscione ("It's ok to be gay"):


url immagine

Infine, una delle ultime imprese leggendarie della squadra: sotto per 2-1 contro il Paderborn, il St. Pauli pareggia con una rete del proprio portiere Philipp Tschauner, accorso per l'ultimo disperato calcio d'angolo:


fish_mark

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Prendete una squadra di calcio. Di quelle che non vincono mai. Prendete l'impegno sociale, una bandiera dei pirati, la lotta all'omofobia e al razzismo. Prendete il comunismo, il punk anni '80, la prostituzione libera, l'anarchia sociale e l'aria umida di un porto tedesco. Mettete tutto nel peggior quartiere della Germania. A quel punto avrete il St. Pauli Football Club, la squadra più a sinistra del mondo. Nel giorno in cui ricomincia la caccia ai campioni del Bayern, la Bundesliga ritrova anche quegli anarchici incalliti del St. Pauli, secondo club di Amburgo. L'ultima apparizione fu un disastro: nel 2002 solo 4 vittorie e una retrocessione. Poi ha vivacchiato, per lo più in III Divisione, fino a quando è passato nelle mani dell'impresario teatrale Corry Littmann, il primo presidente dichiaratamente omosessuale nella storia del calcio tedesco. Appena arrivato, Littmann ha capito che il St. Pauli non era una società come le altre. Qui contano i principi, bisogna essere fedeli alla linea. Tutto ciò che è business ed establishment viene apprezzato quanto un astemio in un pub amburghese. Bilancio e classifica sono dettagli. Una filosofia di vita stampata nello stemma: "Non established since 1910″. Liberamente tradotto: rifiutiamo tutto ciò che è "sistema".Per trovare la sede sociale del St. Pauli bisogna infilarsi nel quartiere più malfamato di Amburgo, segnalato in tutte le guide europee come il posto da non visitare mai: il distretto a luci rosse Reeperbahn, vicino al porto. Nascondiglio per prostitute, ruffiani, spacciatori e criminali. Tutti tifosi del St. Pauli, naturalmente. La bandiera della squadra è il vessillo dei pirati, adottato dal club quando un gruppo di squatter lo portò per scherzo ai giocatori vent´anni fa. Da allora i tifosi si sono ribattezzati "i bucanieri". La leggenda del St. Pauli, squadra dai risultati sportivi irrilevanti senza fenomeni in campo, con in panchina il suo ex giocatore Holgar Stanislawski, nasce negli anni '80. Punk, artisti, prostitute, studenti e banditi bazzicavano tutti le vie di Reeperbahn. Risse, criminalità e guerre tra bande erano pane quotidiano. Poi la domenica occupavano i 35mila posti del Millerntor Stadium. In mano la bandiera dei pirati, o quella di Che Guevara. Addosso magliette contro il razzismo e il neo-nazismo. Ieri se n'è occupata la Cnn. È stata la prima società di calcio a promuovere campagne sociali. Ha ospitato il mondiale per nazioni non riconosciute, ha giocato contro Cuba per solidarietà a Castro, ha messo in piedi un torneo per rifugiati politici. Quanto basta per raccogliere – secondo Ufa Sports – 11 milioni di fan. Tifosi che decidono le politiche della società: di recente hanno impedito la vendita dei diritti del nome dello stadio, mossa che avrebbe portato nelle casse svariati milioni, ma giudicata commerciale. Così il St. Pauli ha solo due obiettivi: battere i cugini ricchi dell'Amburgo e rimanere fedeli alla linea.tratto da La Repubblica del 20 agosto 2010 

fish_mark

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In realtà, gran parte del fascino del Sankti Pauli deriva non soltanto dalla forma di Governo assembleare alla guida della società ma in tante particolarità della sua attività che sono veramente accattivante.
Ad esempio, all'interno dello stadio – non più grande del nostro Flaminio - vi sono dei lussuosi box che i vari nightclub di Amburgo possono noleggiare per fare esibire le loro strip-girl. Tutto questo rende questo club una delle squadre più conosciute anche a livello mondiale, con cinque fan club sparsi nei vari continenti e questo avrebbe sicure ricadute sul nostro merchandising.
Del resto, il club di Amburgo è espressione del primo connubio tra sport ed erotismo e di uno stile di vita unico nel suo genere: perché non seguire il loro esempio?

D'altronde, la gente si reca allo stadio non soltanto per guardare le partite, ma anche per vedere le esibizioni delle ragazze che ballano e si spogliano. Tutto questo ha anche ricadute economiche visto che la società ha dichiarato pubblicamente che l'affitto di uno dei box per l'intera stagione viene infatti a costare ben 65.000 euro agli imprenditori del settore, bisognosi di nuovi spazi di azione in un mercato asfittico come quello romano.

Purtroppo, di recente, qualcosa è cambiato anche all'interno di quella società, e il club diventato culto di un intera nazione sta per tornare ad essere una squadra di calcio tradizionale. Il presidente Stephan Orth ha infatti dichiarato di aver ricevuto proteste da parte di alcuni tifosi infuriati per la commercializzazione eccessiva e spregiudicata che la squadra sta esprimendo e di avere deciso, per questo motivo, di interrompere gli strip show durante le partite. Come vedete, anche da quelle parti ci sono frizioni tra tifoseria e società, tanto è vero che sui muri del quartiere del Reperbahn sono comparse scritte minacciose come "Orth gehen!" (Orth vattene).

Si è deciso quindi che gli apprezzabili spettacoli potranno riprendere soltanto dopo i match. Tuttavia, questa decisione ha spaccato in due la tifoseria del St. Pauli, tra chi è soddisfatto per la decisione presa dalla società e chi invece vorrebbe un ritorno al passato e all'immagine libertina che ha caratterizzato il loro club per due decenni. Non farete fatica a immaginare per quale fazione si possa schierare lo scrivente, come alcuna fatica a immaginare che anche su questo versante il sostegno di Aquila lidense non mancherà.

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