Un terzo posto - valevole per la fase a gironi di Europa League - lo ha conquistato sul campo con l'AZ Alkmaar, un altro - valido per i preliminari di Champions League - lo ha visto agguantare in televisione dai suoi futuri compagni. Wesley Hoedt ha salutato l'Olanda per approdare nel Belpaese, ad attenderlo nella capitale c'è la Lazio di Stefano Pioli. "Sono molto emozionato di iniziare questa nuova avventura, mi sento pronto per la Lazio", ha dichiarato il centrale classe '94 a ELF Voetbal Magazine. "Per la prima volta andrò a vivere all'estero da solo, sarà una grande novità. Sono sicuro di aver fatto la scelta migliore. Non vedo l'ora di giocare". Non si aspettava di approdare così presto in un club come la Lazio, l'interesse dei biancocelesti lo ha colto di sorpresa: "Non me l'aspettavo. Di richieste già ne avevo, sia in Olanda che all'estero, ma dell'interesse della Lazio non sapevo nulla. Parliamo di un top club che ha alle spalle una grande storia. Inoltre andrò in una stupenda città, direi proprio che mi aspetta una bella sfida". Ha già avuto modo di vedere i Pioli boys all'opera: "Non ho visto tutte le partite, ma quando non ero impegnato con l'AZ ho dato un'occhiata alle gare della Lazio. La Serie A sta tornando sui livelli che le competono, basti vedere la Juventus che è in finale di Champions League". Prima di accettare la proposta dei capitolini, Hoedt ha fatto una chiamata al connazionale Stefan de Vrij: "Ho pensato fosse importante parlare con lui prima di prendere una decisione, conosce già la città, l'ambiente e il club. Stefan mi ha parlato molto bene della Lazio, mi ha spiegato che il campionato di Serie A è molto diverso dall'Eredivisie. In Italia c'è più tatticismo e il livello in generale è superiore. Dopo il suo trasferimento alla Lazio, de Vrij ha dimostrato che un difensore olandese può fare bene anche in un calcio difficile come quello italiano, anche io come lui voglio migliorare. Credo che la Lazio sia la squadra ideale per me, altrimenti non avrei firmato. Non sono venuto a Roma per una vacanza, ma per giocare". Chiamatelo pure mister personalità.