Sorvolo sul "tecnico" Zeman (anche se ricordo di averlo "bannato" dopo Tenerife) perchè lo spunto più interessante, per me, è quello sollevato dagli ottimi cosmo e V. (finalmente comprensibile

).
Si parla della riscrittura della storia da parte della macchina mediatica dei puzzoni.
Questo taglia e cuci proposto dall'intellighenzia romanarda ad uso e consumo del suo popolo bue e di tutti gli altri consumatori italiani che non disdegnano la coprofagia (anche perchè se negli scaffali c'è solo il "patè" di Tognazzi, quello tocca mangiare).
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Un esempio limitato al pallone di quello che una macchina mediatica ben oliata può fare (e ha già fatto) nella "cultura" di un popolo su argomenti ben più seri, per non dire essenziali.
Macchine (azionate da professionisti) che sono in grado di scolpire la faccia (e rifare le tette) a un'intera Nazione.
Argomento grosso, pesante. Torniamo alla sfera pallonara, meglio.
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Il netter V., mi sembra di capire, è moderno e sente l'urgenza di cavalcare questa moderna (ma non nuova) riscrittura virtuale del pallone, piegarla e dipingerla un po', ove possibile, di biancoleste (se è storia virtuale, si può fare. In più, nel nostro caso, si tratterebbe solo di ristabilire FATTI, ma tant'è).
Basterebbe solo riuscire a prendere il volante della macchina quel tanto per.
Facile? Difficile? Solo chi sta vicino alla macchina può dirlo.
Non lo so, la mia reazione è meno positiva, a me il patè non piace, preferisco l'inedia.
In casi simili opto sempre per il distacco. Sono un disadattato, lo so, ma non mi faccio coinvolgere dalla comunicazione malata, ho imparato a conoscerne i trucchetti. E ho praticamente smesso di dare soldi a questo barnum che innalza eroi di carta e celebra processi virtuali, si, ma con conseguenze molto concrete.
Il fatto che sia un barnum coi colori dei pagliacci sembra quasi accidentale, ma in fondo è logico.
Zeman. Il musicante molisano gli ha dedicato una canzone, lui si è giovato dell'agiografia puzzonica per stare a galla, coscientemente, perchè non è scemo.
Però l'ho anche visto zompare allegramente a un "chi-non-salta-della-roma-è" (e aveva già fatto la traversata del Tevere).
Un ragazzo boemo dei nostri tempi.