Recupero il diario del mio viaggio in Sudamerica, dal quale estrapolo la parte del Perù. Era il lontanissimo 2003 e le cose saranno sicuramente cambiate, spero però possa esserti utile. Manca tutta la descrizione delle Linee di Nazca, di Arequipa, di Cuzco e Macchu Picchu e del Lago Titicaca, la parte più interessante del viaggio...
Io se fossi in te mi andrei a fare un giro 3/4 gg. sulla costa a nord di Lima, poi 3/4 gg. nella Cordillera Blanca, poi Nazca, Arequipa e Cuzco + Macchu Picchu. Non so se le indicazioni che ti posso dare possano essere ancora valide. Quasi certamente no, visto il tempo passato... e comunque buon viaggio, qualunque sia la tua scelta sarà fantastico!
Estratto da "Viaggio in Sudamerica"
martedì 14 ottobre 2003, ore 23:15
Il viaggio da Loja a Piura non è stato poi così pesante. Svolti i soliti rituali burocratici per il passaporto, eccomi in Perù. La città di Piura non offre un granché. Con i suoi 300000 abitanti, Piura è la quinta città del Perù in ordine di grandezza ed è il capoluogo del suo dipartimento. Appena arrivato, sono stato assalito dai tassisti che mi offrivano alberghi di amici vari, suppongo. Non ho ceduto e mi sono fatto portare nell'hostal indicato dalla mia guida. Semplice e pulito, quello che mi serve. Nel pomeriggio, dopo aver fatto amicizia con i padroni dell'ostello, sono andato a fare un giro a vedere se trovavo qualcosa di interessante. Niente di che, a parte tanta gnocca e uno stormo de avvoltoi che smembravano una carcassa di cane sulla riva del fiume. Sono andato all'università, sia per vedere un po' l'ambiente, sia perché la guida diceva che era possibile effettuare una connessione internet gratuita... Alla fine internet non c'era ma ho assistito ad una mostra di quadri bellissimi. Mi sono innamorato di un quadro, un'esplosione di colori, una cosa decisamente astratta che non si capiva cosa fosse, ma non sono riuscito né a sapere il prezzo, né potevo, comunque, portarlo con me. Era enorme. Ho controllato la posta in un internet point e con piacere ho notato di aver ricevuto molte risposte dalle voci amiche.
Ho appreso la notizia che in Bolivia è scoppiata una sorta di guerra civile. Pare che il governo voglia costruire un gasdotto da far passare in Cile per vendere gas agli U.S.A. e la gente è scesa in piazza. Risultato: 60 morti accertati e un numero indefinito di "dispersi". Mi dispiacerebbe dover deviare il mio percorso ma se necessario...
Domattina viaggerò in direzione di Chiclayo dove credo di fermarmi per un paio di giorni.
mercoledì 15 ottobre 2003, ore 23:45
Il viaggio prosegue senza sosta, con un orecchio sempre proteso verso le preoccupanti notizie che arrivano dalla Bolivia. Il numero dei morti è ormai arrivato a 72, più molti dispersi... Ieri notte, proprio un istante prima di addormentarmi, mi sono accorto che mi mancava un pezzo. Fra la confusione dei tassisti che mi volevano caricare quando sono sceso dall'autobus a Piura e la mia concentrazione sugli zaini, mi sono scordato un amaca-sedia comprata ad Otavalo sul pullman. Che idiota! Niente di grave, figuriamoci. L'ho pagata 8 $... è che me piaceva un casino. E poi ancora dovevo decidere il suo destino. Comunque ho chiamato la compagnia dei trasporti che m'ha messo in contatto con uno dei conducenti. Meno male che avevo stretto amicizia. È stato gentile e, una volta tornato a Loja, se n'è accorto e me l'ha messa da parte. Poi ho parlato col padrone dell'autobus che m'ha assicurato che me la caricava su un autobus diretto a Quito così Monica la va a prendere e se la tiene lei (nel frattempo, mentre trascrivo il diario, l'amaca è arrivata a destinazione). Comunque... Stamane sveglia alle 6:00, bus alle 6:45 direzione Chiclayo. Speravo di dormire, come tutto il bus ha fatto, e invece sono capitato al lato dell'unico rompipalle che m'ha attaccato un super-pippone sul calcio italiano, europeo e peruviano. Poi sulle donne. Poi sugli Stati Uniti, anche se qui s'è azzittito appena ha visto che m'accaloravo sull'argomento. Eh, se devo partecipare, tanto vale farlo per bene... Poi dopo ho scoperto che si chiama Benito e pensa che Mussolini sia stato un grande uomo. Quanto ha ragione, poraccio. Fondamentalmente un idiota, però che fai? Sta di fatto che mi sono fatto tre ore praticamente sveglio. Arrivo a Chiclayo, lo saluto con le lacrime agli occhi, ma perché mi stavano bruciando a morte, e il tassista mi porta alla pensione dove mi trovo ora. Manco il tempo di sciacquarmi che esco alla volta di Lambayeque, 11 km. a nord di Chiclayo, dove c'è il museo Bruning. Il museo prese il nome da un collezionista e uomo d'affari della città e venne aperto negli anni 60. l'edificio custodisce una pregevole collezione di manufatti risalenti al periodo delle culture Chimu, Moche, Chavín e Vicus, oltre che una serie di reperti provenienti dalla Tomba del Signore di Sipán. Molto interessante. Dopo la visita al museo ho preso una "busta" fino a Túcume. Si tratta di un sito archeologico composto da 28 piramidi, osservabili da uno splendido mirador. Io mi sono spinto oltre e ho continuato a scalare la montagna per godere di una migliore vista. Bello spettacolo davvero. E trovarsi da solo sulla montagna è stato molto rilassante. Le piramidi non sono eccezionali. Sono le dimensioni del sito che stupiscono. Esso si estende infatti per circa 200 ettari. Al ritorno mi sono fermato a mangiare in un boschetto con dei signori anziani, anch'essi provenienti dalla visita alle piramidi. Una simpatica chiacchierata. Una volta tornato a Chiclayo ho controllato la posta, ho fatto un giro, ed eccomi qua pronto per andare a nanna. La gente mi sembra abbastanza tranquilla e cordiale. La gnocca non era una prerogativa di Piura. Ci sta pure qua, e sembra apprezzare. Mi manca quella spalla che farebbe la fortuna di tutt'e due... Ah, continuo a perdermi! Non so perché, ma fra Piura e Chiclayo, sono due giorni che mi perdo per strada. Oggi poi... Qui le strade sono tutti incroci ad angolo retto per cui mi manca il senso d'orientamento. Faccio fatica col nord e il sud... Però mi perdo e finisco nei mejo posti. Oggi sono finito al "mercato modelo", un mercato enorme all'aperto dove c'è di tutto. Ci sono persino dei curanderos che vendono piante curative ed aromatiche essiccate, oltre che animali, vivi e morti. Oggi due indigeni vendevano: teste di caiamano, testuggini, bradipi, iguane, e tutti i loro sangue e succhi mischiati. Nun se sa che puzza!!! Serpenti vivi, feti de lama... delle cose tremende! Però la gente stava tutta intorno interessata a sentire l'animata e pittoresca spiegazione del curandero. Parlava di un olio estratto da non so quali e quanti animali che pare avesse delle proprietà contro i dolori mestruali tanto da far venire voglia alla donna di fare l'amore col proprio marito... vabbè! Dopo un po' me ne sono andato. Poveri animali. Un'altra caratteristica in Sudamerica è il venditore ambulante che sale sull'autobus e pubblicizza ad alta voce il prodotto che sta per vendere, oppure narra la sua storia, quanto è povero, quanti figli ha da sfamare e poi ti propone un qualcosa da comprare, caramelle, gomme, pastiglie, ecc... Quello più strano di tutti è stato un tipo che vendeva un libricino che spiegava come curarsi bevendo la propria urina. Pare sia un metodo curativo in uso in varie parti del mondo. Io non lo conoscevo e sono rimasto un po' colpito dalla cosa. L'urinoterapia... Certo rimango scettico sul fatto che possa curare addirittura i tumori, le polmoniti, la leucemia...
Ultime informazioni su Chiclayo: i peruviani la chiamano la "capitale dell'amicizia" ed in effetti la gente è stata molto gentile, come del resto durante tutto il mio viaggio. Chiclayo è la quarta città del Perù con i suoi 625.000 abitanti. Non offre molto dal punto di vista storico, come quasi tutte le città della costa che ho visitato fino ad ora. L'ultima visita nei pressi di Chiclayo l'ho effettuata alla Tomba del Signore di Sipán. Questo sito, noto anche col nome di Huaca Rayada, è stato scoperto da alcuni tombaroli del vicino villaggio. Un archeologo locale si accorse che sul mercato nero stava affluendo una grande quantità di oggetti di bella fattura e capì che nella zona di Chiclayo era in corso il saccheggio di qualche meraviglioso sito funerario. Le indagini condussero alla Tomba del Signore di Sipán. Sembrano delle colline di terra con dei fori. Per arrivarci bisogna prendere una "buseta" da Chiclayo ed in circa mezz'ora si arriva. Sulla buseta ho fatto amicizia con quattro cortadores di caña, gente che lavora nei campi di canna da zucchero. Delle bestie, enormi, rozzi, ma ci siamo divertiti a prendere in giro uno di loro che si stava addormentando sul bus perché non ce la faceva più... Tutte allusioni sulla sua resistenza dal punto di vista sessuale... Il fatto che riesca a comunicare tranquillamente in spagnolo, anche usando dei termini gergali, più popolari, mi aiuta molto a stringere contatti con la gente e ad accaparrarmi delle amicizie. Poi qui basta vestire una maglietta di una squadra di calcio e te li sei fatti tutti amici... Ho fatto un giro dentro il sito archeologico. La tomba è molto interessante, così come i manufatti ritrovati nei dintorni. Pare che negli scontri fra tombaroli e poliziotti ci siano stati diversi morti. Adesso il tutto è in mano al Governo e di fronte al sito ci sono 3/4 baracchette che fanno da mangiare a prezzi contenuti. Dopo un lauto pranzo ho fatto ritorno a Chiclayo.
martedì 21 ottobre 2003, ore 23:45
Il giorno seguente sono andato a Trujillo, ed il giorno dopo ancora mi sono recato a visitare il museo di Chan Chan, l'enorme capitale dell'Impero Chimu, e le rovine adiacenti. Spettacolo! Al museo ho incontrato una scolaresca di terza elementare in gita e siccome avevano la guida, mi sono accollato fra le risa delle maestre e delle madri presenti, e lo stupore dei bambini. Chan Chan, l'enorme capitale dell'Impero Chimu costruita intorno al 1300 d.C., è la più grande città precolombiana delle Americhe e la più estesa città di fango del mondo; occupa circa 28 kmq. Si ritiene che al culmine dell'impero avesse circa 60.000 abitanti e possedesse grandi quantità d'oro, argento e ceramica. Dopo la conquista degli Incas, questi tesori rimasero pressoché inviolati, perché ciò che interessava agli Incas era espandere l'impero, non accumulare ricchezze. Tuttavia, appena giunsero gli Spagnoli, ebbero inizio i saccheggi. La capitale dei Chimu era formata da nove grandi unità residenziali, ognuna costruita da uno dei re avvicendatisi sul trono; motivo per il quale le nove zone vengono spesso chiamate "recinti reali". L'unico recinto che è possibile visitare è il recinto Tschudi, e comunque è talmente vasto che si possono passare delle ore a visitarlo. Alla fine mi sono divertito con i bimbi e sono andato a pranzo con la scolaresca, visto che le mamme hanno insistito per offrirmi il pranzo. Siamo andati a mangiare il pesce a Huanchaco, dodici chilometri a nord-ovest di Trujillo, sul litorale. Uno spettacolo. Al ristorante ho conosciuto Ugo, un tipo che aveva una bancarella di cianfrusaglie sul lungomare, e abbiamo fumato insieme. Grande Ugo. Troppo simpatico, dall'animo buono. È incredibile come si riesca a legare con la gente quando si è in uno stato mentale scevro da preoccupazioni. Basta pensare una cosa ed ecco che si materializza davanti ai tuoi occhi. A Huanchaco c'è una bella spiaggetta dove regna la tranquillità. Mi sono fatto una piacevole pennichella dopo pranzo. L'attrazione del posto sono i pescatori e i costruttori dei caballitos, barche di totora, una specie di paglia. Ah, dimenticavo. A Trujillo sono ospite dell'hostal Roma, dal quale ho avuto un notevole sconto perché sono di Roma. In più m'ha dato la stanza con il letto matrimoniale, bagno e TV perché sono troppo alto e nel letto singolo non c'entro... Poverino! Allo stesso prezzo di una singola, ovviamente. Mi pareva mia madre, la signora. Tutta preoccupata, tutta interessata. Bella pe' lei. Dopo l'acquisto al mare sono tornato in albergo dove ho conosciuto una coppia di francesi. Lui rasta, lei molto carina. Dobbiamo fare lo stesso giro ma ci siamo già separati. Sono un po' figli di papà, hanno il biglietto aperto per un anno e vagano senza meta. Lettore minidisc, casse, carta di credito del papi... Diciamo che se la prendono comoda... Beati loro. Io devo correre come un fijo de 'na mignotta, e sono contento così. E poi 'sti viaggi devono da esse' selvaggi!!!
La notte sono andato a dormire presto perché la mattina seguente sono andato a visitare la Huaca Arco Iris ("Tempio dell'arcobaleno"), che è praticamente una tomba (Huaca significa "Tempio", da cui Huaqueros, o "Tombaroli", che hanno saccheggiato gran parte degli scavi presenti in zona...), e poi le due Huacas, del Sol e de la Luna. È stato molto interessante e il mio rammarico per come è andata la storia cresce ogni volta di più, ma che cosa ci posso fare? Alla Huaca de la Luna ho conosciuto Carlos, un trentatreenne Limense (di Lima) professore di chitarra e di ballo. Di primo acchitto mi sembrava gaio. Poi s'è rivelato un tipo simpatico. Forse un po' frocio. La sera siamo usciti io, i francesi, Carlos ed una sua amica, un mezzo cofanetto sperlari, e siamo andati a ballare in una peña. C'erano dei gruppi dal vivo che suonavano salsa. C'era un cantante vestito tipo "Elvis The Pelvis" che faceva pure il ballerino, e si muoveva in maniera decisamente strana. Sembrava che si fosse pippato il Perù intero. Stava tutto elettrico. Mi sono ammazzato dalle risate, ci siamo ubriacati di brutto e ho peggiorato il tutto col miccione della buona notte in camera dei francesi, che invece di mettermi a letto m'ha tenuto sveglio in quel sottile baratro fra il letto e la tazza del cesso. Mi girava tutto. La mattina seguente, domenica, il fluido gufante non ha funzionato e la riomma s'è imposta 2 a 0 sul Parma. Ma non si può dire che abbia gufato. La partita era alle 08:00 di mattina... L'ho vista con un occhio chiuso e l'altro pure. Poi alle 13:30 il mio fegato si è ulteriormente avvelenato con la diretta di Milan-Lazio. Che scandalo! Preferirei sorvolare. Mi sono allontanato dal calcio ed entrarci in questo modo non ha fatto altro che farmi allontanare ulteriormente. Purtroppo al cuor non si comanda e quando scendono in campo non resisto... Sono tornato a pranzo a Huanchaco per salutare Ugo e vedere se riuscivo a beccare una cameriera con la quale c'era stato uno scambio di sguardi quando mi trovavo là. Trovata! Mi sembrava un po' giovincella in effetti, ma cristo dio! 16 anni nun se po' fa'!!! La serata l'ho trascorsa tranquillamente e la mattina seguente ho preso il bus delle 06:00 per Chimbote. Da lì, mi aspettava, dopo due ore, il tremendo viaggio attraverso il Cañon del Pato, una sorta di gola stretta e profondissima formata dall'avvicinamento dei due lati della Cordillera, la Blanca e la Negra, della quale non ho fatto neanche una foto, forse una ma poco significativa, per colpa della polvere che alzava l'autobus sulla strada sterrata e che entrava dai finestrini, impossibili da chiudere, e degli sballottamenti che rendevano impossibile una posa ferma. Dopo uno stop a pranzo in un posto sperduto in mezzo ai monti a prezzi super contenuti, eccomi a Huaraz, nella Cordillera Central. È un posto incantevole, fra i due lati della Cordillera. La Negra non supera i 4500 metri mentre la Blanca è detta così per via delle cime nevose e comprende giganti di 6500 metri e più. Purtroppo tutte le città e i paesini che si incontrano su questa strada sono stati distrutti da un tremendo terremoto (7.7 della scala Richter) che ha fatto più di settantamila morti. Caraz, Yungay, Carhuaz, Huaraz, Recuay, Catac, tutte distrutte. Era il 31 Maggio 1970. Una volta Huaraz era una città caratteristica, con le sue chiese in stile coloniale, le casette bianche coi tetti spioventi, le strette stradine. Conservava insomma quella atmosfera di paesino di montagna tipico anche delle nostre Alpi. Per questo veniva chiamata la Svizzera dell'America Meridionale. Dopo il terremoto la città non è stata ricostruita sulle orme di quella vecchia ed urbanisticamente parlando è piuttosto brutta. È vero che c'è stato un incremento del turismo, il quale ha portato bei soldi, ma la città sembra sterile, se non fosse per la splendida cornice che la circonda. È il capoluogo del dipartimento di Ancash con i suoi 80.000 abitanti che vivono a 3091 metri d'altitudine. Le case hanno tutte il tetto piatto; le strade sono state ingrandite per permettere agli autobus pieni di turisti di arrivare fino in centro; la conseguenza è un livello di inquinamento atmosferico e acustico che sinceramente è fastidioso. Comunque questi monti sono di un'imponenza spaventosa. Il più alto è lo Huascarán, 6768 metri. È quasi una settimana che sono qui e ne sono successe di cose belle. Questa notte, forse l'ultima che passo qui, l'ho trascorsa insonne. Mi sono svegliato alle 02:00 per colpa di un autobus che è passato sotto la finestra, ha iniziato a tremare tutto e non mi sono più riaddormentato, fino alle 05:00. "Oddio il terremoto!!!", ho pensato! Il proprietario della pensione dove mi trovo mi ha fatto vedere un documentario sul terremoto del '70, nel pomeriggio, e appena ha iniziato a tremare la stanza, stanotte, mi sono un po' impaurito. Forse è stata colpa del "soroche", il mal di altitudine. Ma sono già stato ad altezze anche più elevate, quindi il fisico dovrebbe essere abituato.