Sul libro e lo studio in questione che sono due cose differenti:
http://jonnybowdenblog.com/why-i-am-not-a-vegetarian/Conosco (sia amici che anche in famiglia) vegani e ancor di più vegetariani,
di discussioni ne ho affrontate migliaia.
Ognuno moralmente si comporta come vuole,
certo ci vorrebbe più educazione sulla nutrizione, sui diritti animali, sulla storia del cibo,
elementi che mancano ai più per poter decidere seriamente che posizione tenere,
(se non ho dati, non posso scegliere per il meglio).
Detto questo in un mondo ideale mi aspetto che le istituzioni controllino
la produzione di carne nel miglior modo possibile per ridurre il dolore
e la genuinità e che il consumo di carne rossa scenda ad una volta alla settimana, per tre motivi:
1) ritorneremmo ad una dieta più bilanciata, più simile a quello che i nostri corpi,
immutati da 600.000 anni, mangiavano all'epoca;
2) minore spreco di risorse, per "produrre" un chilo di carne rossa servono 15.500 l d'acqua e tonnellate di cereali;
3) se nel mondo (parliamo di mondo dove non si muore di fame) tutti mangiassero carne una volta alla settimana
(che potrebbe essere pesce o carne bianca) non servirebbero i lager per produrre latte, uova, vitelli, maiali, pesci,
ma basterebbe la natura.
Io nella classica piramide nutritiva ho messo la carne/pesce nel triangolino in alto,
quello più piccolo, quello che dovrebbe significare "una volta ogni tanto"
(e che apprezzo tantissimo non essendo abituale).
Discorso che andrebbe legato ad: attività fisica e nutrizione.