Lazio-Anderson, è fatta: il brasiliano avrà la maglia numero 10
di Daniele Magliocchetti
ROMA È fatta. Felipe Anderson è della Lazio. La fumata bianca sarebbe arrivata intorno alle 21,30 di San Paolo (le due e mezzo di notte in Italia).Per assicurarsi il giovane talento brasiliano classe '93, Claudio Lotito ha sborsato 8,2 milioni di euro, commissioni incluse: 4 milioni al club brasiliano, 3,9 al Fondo inglese. E così dopo un tira e molla durato quasi una settimana a causa della rigidità della Doyen Sport, il famoso fondo britannico con sede a Malta proprietario del cinquanta per cento del cartellino del giocatore (e che la settimana scorsa si è assicurato i diritti d'immagine di Neymar), la società biancoceleste è finalmente riuscita ad arrivare al centrocampista che insegue da ben sette mesi. Ormai quell'acquisto fallito in extremis il 31 gennaio è solo un lontano e brutto ricordo. L'acquisto di Felipe Anderson è un colpo che per il patron laziale rappresenta il fiore all'occhiello del mercato estivo. Il quarto dopo Perea, Biglia e Novaretti.
RIUNIONI A OLTRANZA
Pensare che la notte scorsa e soprattutto ieri mattina in Brasile era praticamente tutto svanito o quasi, con il diesse Igli Tare e il segretario generale Armando Calveri, sfiniti dopo giorni di riunioni su riunioni e spazientiti dal comportamento della Doyen Sport che solo nelle ultime quartantottore aveva cambiato parere e condizioni almeno una ventina di volte, non avendo alcun timore dell'ultimatum del giorno prima. Nemmeno il giocatore, entrato a sorpresa nel vivo dell'operazione, era riuscito a fare breccia nei confronti del duro Renato Duprat rappresentante legale del fondo inglese. Si è andati avanti così per diverso tempo, ma c'era la sensazione che qualcosa stava accadendo, anche perché il club brasiliano, alleato della Lazio sin dall'inizio, stava pressando non poco il fondo inglese.
LA SVOLTA
È stato l'input di Lotito, pronto ad aumentare sensibilmente l'offerta nelle ultime ore, e la strategia del dirigente albanese che, poco prima dell'ora di pranzo, ha rotto gli indugi e chiamato Rodrigues, vicepresidente del Santos, confermando l'aumento dell'offerta ma soprattutto l'ultimatum da girare direttamente alla Doyen Sport: 8,2 milioni di euro è la nostra ultima offerta più il venti per cento di una futura cessione, prendere o lasciare. Il fondo si è trovato isolato ancora una volta, anche perché sia il Santos che Felipe appoggiavano di nuovo la strategia della Lazio. Una tattica che Tare aveva già usato nel 2010 durante l'affare Hernanes con la Traffic, all'epoca proprietaria in parte del cartellino del fantasista. Dopo un paio d'ore la Doyen Sport, forse intimorita che la Lazio potesse allontanarsi definitivamente, chiama il Santos e decide di accettare la proposta di Lotito di 8,2 milioni di euro. Preso atto di ciò, il Santos nel primo pomeriggio ha inviato una mail a tutti i soci, informandoli che il club stava cedendo Felipe alla Lazio.
LA GIOIA DI FELIPE
Il giocatore ha vissuto le ultime ore dell'affare a pochi passi, visto che era nello stesso albergo dove c'erano i suoi procuratori, Arcuri e Castagna, ma anche Camilla, la sorella agente. «Felice perché i tifosi della Lazio mi chiamano fenomeno e non vedono l'ora che arrivi», le parole del giocatore scritte sul suo profilo Facebook. Il centrocampista - che avrà la maglia numero 10 - è pronto a firmare un contratto di cinque anni più uno a 800.000 euro a salire più i premi.