Minala sarà un giocatore del Latina, lo ha confermato ieri il suo procuratore in seguito alle voci che si erano rincorse nel corso della giornata. Dopo una stagione altalenante al Bari, dove ha collezionato 18 presenze e 3 gol, il centrocampista camerunense è pronto ad affrontare una nuova avventura in serie B, campionato ideale per far crescere i giovani. Una strategia normale per una società che vuole valorizzare un proprio giovane e averlo a disposizione con un anno di esperienza in più sulle spalle. Quello che è saltato subito all'occhio è, però, la modalità dell'affare. Non si tratta, infatti, di un prestito secco, nè di un'operazione alla Rozzi(che fu mandato in prestito al Real Madrid B con un diritto di riscatto fissato a 17 milioni), per Minala si tratta di un prestito con un diritto di riscatto fissato a 3 milioni. Un prezzo decisamente basso, per chi, fino a due anni fa era il fiore all'occhiello della primavera biancoceleste, l'elemento più accreditato per diventare il nuovo centrocampista della squadra biancoceleste. Una valutazione che forse è sintomo di poca fiducia riposta nel ragazzo da parte della società. Per fare chiarezza sulle modalità dell'operazione, la redazione di Laziopolis ha contattato in esclusiva il procuratore del giocatore, Diego Tavano:" Perché non un prestito secco? Le società inseriscono questo tipo di clausole, come il diritto di riscatto, per poter lavorare meglio sui ragazzi, resta il fatto che se Minala dovesse far bene a Latina, quest'ultima potrebbe riscattarlo a fine stagione. La Lazio non ha un diritto di riacquisto, nel caso in cui il Latina lo riscattasse, Joseph diventerebbe a tutti gli effetti un giocatore neroazzurro." Tavano chiarisce anche la posizione della società sulla questione:" La società crede nel ragazzo, ci punta, ma ha comunque deciso di operare in questo modo. Se poi Joseph dovesse far bene ed essere riscattato guadagnerebbe anche la Lazio, che incasserebbe i 3 milioni della clausola."