Crisi d'identità

Aperto da er Luckino, 17 Lug 2012, 02:37

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er Luckino

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Lazionetter
* 378
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Ciao a tutti,scrivo poco,ma seguo tanto i vostri discorsi in ogni sezione di Lazionet, e ho deciso di chiedervi,proprio in virtù delle numerose esperienze di vita da voi qui riportate,un consiglio sul da farsi,su quello che è il mio percorso di vita.
Ho 20 anni,quasi 21, e sto frequentando la facoltà di giurisprudenza,con risultati tutt'altro che brillanti. Dopo un primo anno passato quasi a vuoto,alla fine del quale m'era passata per la mente l'idea di voler cambiare indirizzo di studi, in base ad una serie di vicissitudini personali che hanno segnato negativamente il mio ultimo periodo, ma che per "orgoglio" non ho abbandonato.
Orgoglio che m'ha riportato qui,a distanza di un anno,a pormi gli stessi identici interrogativi di un anno fa. Alla luce di un inizio di carriera universitaria con poche soddisfazioni,tanti stenti e,facendomi un esame di coscienza,forse anche con non il massimo della concentrazione e serietà nell'applicazione, non riesco a capire cosa effettivamente fare della mia vita.

Provo un senso di insoddisfazione che mi accompagna in ciò che faccio,non solo in ambito universitario,ma forse dovuto in gran parte alla mancanza di indipendenza che invece vorrei avere.
Fui attratto dal diritto ai tempi del liceo,ma la pertinenza della materia era prettamente nell'ambito del diritto pubblico,in quanto educazione civica introduceva a quelli che poi sarebbero stati argomenti di tale frangia del diritto; tuttavia,ora mi accorgo che forse è un qualcosa che è "troppo profondo" per me, nel senso che il metodo, la trattazione di alcuni rami del diritto non riesco a renderli miei.
Mollare, dopo un ulteriore anno retto sull'orgoglio,che però non ha riportato i risultati che avrei voluto, la vedrei come un'enorme sconfitta,agli occhi miei e credo della mia famiglia, un'ammissione di limiti insormontabili dentro di me.

Al tempo stesso, ogni tanto penso a ciò che poteva essere l'altra materia oggetto del mio interesse, data la mia estrema espansività, solarità nelle relazioni umane, dove anche in questi due anni un po' cupi, ho mostrato quello che era la mia vera essenza,bontà d'animo,pacatezza e rispetto per il prossimo e delle idee altrui: lo studio della comunicazione.
Perchè in prima battuta avevo l'intenzione,ma credo più la presunzione,di voler diventare avvocato,ma imparando a conoscermi,ho scoperto che possiedo una passione per ciò che riguarda "il divulgare un'idea,un'opinione,un fatto,un accaduto",cosa che mi riusciva tralaltro molto bene in ambito scolastico sia con le mie capacità di colloquiare con la gente, sia tramite l'uso della penna.
In sostanza, parlo del giornalismo, la cui più grande aspirazione sarebbe quella di poter vivere scrivendo,riportando e divulgando, notizie di ambiti sportivi (sembrerà puerile,ma vorrei poter parlare di Lazio anche in ciò che andrei a fare per mestiere,tanto è il legame che provo per questa società e per lo sport)  ma anche politici.

L'unica cosa è che, arrivato ad oggi, ho un tale rimorso per quanto successo nel mio recente passato, che mi farebbe vedere questi due anni, come anni della mia vita persi, fondamentali invece per costruirmi il  futuro. Per questo,a prescindere da una scelta che, in tempi brevi, dovrò effettuare, vorrei al tempo stesso crearmi uno spazio d'indipendenza, affiancando ad un possibile corso di studi un qualcosa che mi possa permettere di rendermi autonomo dalla mia famiglia,o quantomeno sgravarla dalle fatiche di mantenermi gli studi dopo 2 anni di delusioni.
Da una parte credo che con un percorso di studi come quello di Scienze della comunicazione, a differenza di giurisprudenza, questo doppio binario studio-lavoro probabilmente lo riuscirei a sopportare, non per differenza di importanza o tempo da dedicare agli studi, ma forse proprio in virtù del fatto che per apprendere il diritto mi richiede molto ma molto più tempo di quello che pensavo.

Deadario

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Lazionetter
* 8.827
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Ho 21 anni anche io, e sono nella tua stessa situazione. 2 anni di Economia e Commercio buttati.

Se può farti piacere ho il tuo stesso stato d'animo, i tuoi stessi pensieri, le tue stesse preoccupazioni.

Ci penso ogni giorno e la soluzione purtroppo non ce l'ho. Diversamente da te, poi, non ho una passione ben definita (libero la mia fantasia e mi diverto con qualche lavoro grafico al pc ma non mi sono mai neanche interessato a quel tipo di carriera, mi piacerebbe poter creare qualcosa di mio che abbia successo ma i mezzi per farlo non te li da nessuno).
Potrei consigliarti di seguire la tua passione per le comunicazioni, ma so come in questa scelta possa influire il pensiero su un futuro guadagno-lavoro che possa darti questa laurea (che poi è il motivo per il quale io ho scelto Economia e Commercio); scatta in automatico il pensiero che una laurea "pesante" ti garantisce un futuro più tranquillo mentre una "minore" potrebbe non portarti a nulla (conosco persone di 25-26 anni laureate che passano i pomeriggi davanti ad un pc a grattarsi la pancia).

Purtroppo non sei solo.
Speriamo solo che in futuro le cose possano andare meglio sia a me, sia a te, sia a tutta quella gioventù nelle nostre condizioni.




castroman77

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Lazionetter
* 1.049
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Coraggio ragazzi! Cambiate indirizzo di studi :-)

Svennis

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Lazionetter
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Citazione di: er Luckino il 17 Lug 2012, 02:37


er lukino, ho letto il tuo post con grande attenzione perché hai descritto esattamente quello che è capitato a me quando avevo la tua età. era dalle elementari che dicevo che volevo studiare giurisprudenza e quindi appena finito il liceo non ho avuto nessun dubbio. dopo il primo anno però ho cominciato a tentennare interiormente nell'approccio alla materia. avevo dato privato 1, privato 2, pubblico, filosofia del diritto e storia del diritto romano ma non provavo più nessun interesse. anche a me, come a te, interessava la comunicazione fatto sta che un bel giorno decisi di abbandonare giurisprudenza e mi iscrissi a scienze della comunicazione, indirizzo giornalismo.

ora io ti dico, ascolta le mie parole.
laureati in giurisprudenza, tieni duro, ritrova in te l'entusiasmo nella materia e cerca di finire il prima possibile.
stai accanto a persone in facoltà che vanno come treni, studia con loro.
più avanti te ne renderai conto e mi darai ragione.

ho fatto un grande errore a non laurearmi in giurisprudenza e non vorrei che lo facessi anche te.

saluti :))

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Tarallo

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Lazionetter
* 111.509
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IO in altri topic ho consigliato fortemente a Maurita di non mollare. Il Dr. davanti al mio nome mi ha aperto porte clamorose, a livello internazionale, e mi ha aiutato tantissimo.
Ma Maurita e' quasi alla fine. Le mancavano due o tre esami. In una situazione come la tua non sarei cosi' rigido.
Mi pongo le stesse domande quando penso ai miei bambini, e mi dico che non siamo piu' nell'epoca del "dotto' cappuccino e cornetto?", dove essere laureato significava uno scatto di livello sociale, un salto di classe fragoroso. Siamo nell'epoca delle nuove tecnologie, ci sono settori che quando io andavo all'universita' neanche esistevano. Io credo che la laurea, oggi, non conti piu' quanto contava una volta SE, e questo e' importante, SE si vive in un contesto in cui si puo' fiorire a livello professionale basandosi sulle idee, sul talento e sulla passione.
Quindi esistono due condizioni:
1) ce l'hai una passione, un talento, un'idea?
2) Vivi in una societa' che si trova in una fase economica tale da garantire possibilta' di sviluppo a ragazzi con questo tipo di idee?

Se la risposta a queste due domande e' si, io credo che incaponirsi a prendere una laurea (che non dimentichiamolo, e' solo l'inizio perche' poi c'e' lesame di stato per il tesserino e altri cazzi e mazzi) e passare i piu' begli anni della vita frustrati non sia una grande idea. Purtroppo pero' credo che l'Italia sia in fase stagnante e anche gente con grandi idee e passioni si scontrano con mancanza di fondi per svilupparle, queste idee, e paure di crack irrimediabili.


Non so se ho aiutato  :(

orso.free

Visitatore
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Caro er Lukino, ciò che hai scritto mi ha colpito e lasciato pensieroso. Quando mi sono laureato io c'erano ancora i dinosauri e perciò oggi non ho il polso per capire in pieno le tue difficoltà. Ho pensato di far leggere il tuo messaggio a mia figlia e ciò che trovi qui sotto è il suo pensiero. Auguri e in bocca al lupo.


Ciao, io invece di anni ne ho 25 e se ti può in qualche modo consolare posso risponderti che tutto quello che scrivi è lo specchio di quello che per tanto tempo ho pensato e penso ancora. I dubbi, le paure, però, si affrontano... non serve a niente pensare a quello che si potrebbe fare e che poi per nuove paure non si fa. Hai 21 anni e sei a metà tra le responsabilità e le non responsabilità; ti spiego: dici che hai sempre amato il diritto e che quindi uscendo dal liceo hai giustamente preso giurisprudenza, rispecchiando in pieno la tua passione, ma ora hai ripensamenti visti i pochi successi. Credo che sia normale, anche a me è capitato, nella maggior parte dei casi questi ripensamenti sono dovuti alla paura di aver sbagliato per il tuo futuro, alla paura di essere un giorno una persona insoddisfatta del proprio lavoro, alla paura di studiare e di faticare tanto dietro i manuali di diritto per poi ritrovarsi a fare tirocini non pagati dentro studi legali e quindi ti attacchi all'idea che se facevi altro come giornalismo, medicina, ingegneria ecc. ecc. era meglio, pensi che era meglio perchè non ti trovi dentro quella situazione, non la conosci e quindi non ne vedi i limiti e le difficoltà.
E poi c'è l'altra faccia della medaglia: hai 21 anni e se domani vuoi ricominciare tutto da zero non hai perso niente... a 50 anni questi due anni persi ti conteranno come un'esperienza, sono solo due anni di fronte a una vita di 70-80-90 anni e magari ti avranno aiutato a trovare te stesso...
Per quanto mi riguarda io non ho avuto il coraggio di perderli quei due anni, ho cercato di fare al meglio quello che stavo facendo, non avevo soddisfazioni, mi vergognavo anche a dire che studiavo "Scienze della moda e del costume" la gente rimaneva così :o , e poi tutto quello per cui ho lottato mi è stato restituito il giorno della laurea e lì io ho vinto, il mio carattere ha vinto per me, ma anche per i miei genitori che ci sono sempre stati, che dignitosamente hanno creduto e hanno cercato di capire quello che studiavo. Credo che sia normale trovarsi sempre in bilico, io ho paura della persona che un giorno sarò, ho paura di costruirla male e sicuramente lo studio per un ragazzo è una parte fondamentale. Tu la tua scelta due anni fa l'hai fatta e ora devi dimostrare  cosa vuoi, non devi pensare troppo, devi agire, devi fare esami, devi vivere l'università a pieno e tutti questi dubbi un giorno ti passeranno perchè sarai soddisfatto, non puoi cedere senza averci provato.... Ciao. Claudia.

Boom!

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Come diceva sempre un mio guru... studia e nun rompe er cazzo co ste pippe mentali

unicamenteLazio

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non sono un saggio...per cui prendi con le molle ciò che scrivo, basandomi sull'esperienza, tanta, dovuta anche all'età:
1) non pensare a ciò che potrebbe pensare la GENTE...fosse anche la tua famiglia (ricorda che i genitori sono felici se vedono i figli soddisfatti!!!)
2) se hai scoperto, sul campo, che la tua idea primordiale (amore per il diritto) NON è vera...cambia,
due anni buttati? no, se sono serviti ad aprirti gli occhi e la mente ( pensa  che prima si perdeva più di un anno per il servizio militare obbligatorio, che tra l'altro, spesso, ti faceva perdere i contatti con il TUO domani...per cui non sapevi se farlo dopo la laurea o prima, magari durante la tesi, così potevi avvicinarti a casa...)
3) se pensi che la tua idea primordiale sia quella giusta INTIGNA...una volta preso il via recupererai il tempo "perso"...(è capitato a me, nel lontano 69 : amavo la Fisica ma la facoltà sempre occupata, la provenienza dal classico (basi matematiche insufficienti...mai fatto uno studio di funzione, mai sentito parlare di derivate e integrali etc etc) mi hanno creato problemi per lo scritto di fisica1...provato non so quante volte, perché c'era una soglia!...superato però quello scoglio (ci ho messo un anno!!!) ...liscio come l'olio, recupero del tempo, laurea in cinque anni (contro i quattro previsti, ma con tesi sperimentale durata 15 mesi) nell'anno 1974.


Sii sereno, in bocca al lupo. 

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italicbold

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Lazionetter
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Vabbé ma nessuno che dica a Er Luckino che tutto questo é normale ?
Cioè davvero pensi che ci sia gente che va all'università e tutto vada liscio come l'olio, che siano assolutamente sicuri che il loro futuro sia già scritto e già ordinato ?
Qualsiasi cosa tu faccia sarà difficile. Costerà sangue, delusioni e bestemmie.
Qualsiasi cosa tu faccia ci sarà un momento in cui ti chiederai "ma chi cazzo me l'ha fatto fare ?".
Perché qualsiasi cosa tu voglia fare, che sia giornalista, ferrotranviere o ballerino all'Opera, dovrai farti un culo come una casa, dovrai assaggiare mattonate sui denti e delusioni spaccacuore.

Welcome in the true life.

syrinx

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Lazionetter
* 22.711
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Io di anni ne ho 25 e ci sono passato alla tua età. I primi due anni di università sono i peggiori. Ho stretto i denti e sono andato avanti e non avrei potuto fare scelta migliore. Con gli esami però ero in regola e la media era buona. Se hai fatto pochi esami, la media è bassa, sei convinto che questa non sia la tua strada e te lo puoi permettere economicamente, ricomincia. Non aspettare oltre.

Sticazzi di cosa pensano gli altri. L'importante è ciò che pensi tu. Tranquillo che questi due anni non sono stati buttati, ma  sono stati essenziali per capire veramente ciò che vuoi. E poi, anche due anni buttatti a quell'età non sono niente. Io ne ho buttati pure di più. E poi sono sicuro che nonostante tutto avrai imparato cose che ti saranno utili nella vita. Sembra retorica, invece è così e basta.

Una cosa però, la nuova strada non sarà rose e fiori, perché niente lo è.

iDresda

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Lazionetter
* 7.399
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Ho quarantadue anni.
Mi sono laureato, tardi, in fisica.
I primi due anni sono stati i più difficili, come per te e molti altri. Ho scansato il militare con il minimo di due esami fatti al secondo anno. Una vergogna. Ma non ce la facevo, dovevo cambiare tutto il mio modo di studiare...

Per tutta la durata degli studi ho avuto dubbi fino alla fine che fosse la cosa giusta, tanto che  una volta mentre studiavo con un mio collega, alla vista dell'equazione di Dirac, esclamai: io non so' proprio portato per sta roba!
E mancavano due esami alla fine degli studi, con la tesi già pronta.
Ora, pur non ritenendo di essere un bravo fisico, sono felice della scelta fatta e dell'averla portata avanti con gran fatica.
Ogni tanto fa bene riguardarsi indietro per vedere da dove si è partiti e quanta strada si è fatta.

Ora devo riprendere anche io a studiare, legge, per diventare consulente in materia di proprietà intellettuale.
Un'altra montagna di lavoro, in parallelo al lavoro che faccio per vivere.

Tutto questo per dire che il tuo periodo di esitazione è assolutamente sano e normale.
Conosco gente che s'é laureata a scheggia, senza avere dubbi se fosse la cosa giusta o meno, in materie che non appartengono loro e sono persone assolutamente irrealizzate.
Sono certo che avere dei dubbi ti aiuterà a ripartire più volitivo verso la tua strada per affrontare i sacrifici che ne verranno. Quando avrai terminato riguarda la strada che hai fatto, come si fa dopo una lunga scalata e ripensa a chi eri quando sei partito e chi sei quando sei arrivato.
Buona fortuna

er Luckino

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Lazionetter
* 378
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Innanzitutto,vorrei ringraziarvi per aver raccontato le vostre esperienze,per farmi capire che allora  non sono io il "mostro",ma che invece è una crisi,un cercare di capire cosa si vuole realmente dalla propria vita,dal proprio futuro, che capita più o meno a tutti.

La notte, e quanto letto fin qui, ha mediamente portato consiglio, ossia quello di prendere un profondo respiro, provare a trovare un feeling con il diritto applicandomi con maggior forza ed impegno,e vedere,nella sessione autunnale d'esami, se questo feeling,mettendo davvero tutto me stesso,possa risbocciare. Mi sono dato una scadenza,cercando questa volta di approcciarmi con ancora più impegno,non vedendo l'esame come il "compitino",ma come base di conoscenza del sapere del possibile lavoro del mio domani. Sto preparando quindi un piano di studio, di battaglia, rigido,dal quale non posso scappare,per poter dire di aver dato il 100%, cosa che,volente o nolente, non ho fatto in precedenza.

Poi,settembre,sarà il momento di svolta,in un senso, o nell'altro: se nonostante il massimo sforzo,non mi sentirò gratificato, allora sarà il momento di prenderne atto e fermarsi. Se invece nascerà di nuovo quel sentimento che mi animava nel periodo della scelta della facoltà di giurisprudenza,allora credo che si trattava solo di problemi nella metodologia di studio e di "pippe mentali" (cit.) di vario genere.

Mi piacerebbe però capire da Svennis,in particolare,proprio in virtù dell'affinità di pensiero e del percorso di studi,se mi potesse motivare il consiglio  ;)
grazie davvero a tutti,per il racconto delle proprie esperienze di vita,che mi hanno fatto capire che quello che mi sta passando per la testa è una fase del percorso di vita,di crescita,cui ognuno prima o poi deve trovarsi a fare i conti

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Svennis

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* 25.089
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Citazione di: er Luckino il 17 Lug 2012, 11:47
Mi piacerebbe però capire da Svennis,in particolare,proprio in virtù dell'affinità di pensiero e del percorso di studi,se mi potesse motivare il consiglio  ;)

segui i consigli di italic. il sacrificio serve, non è sempre tutto rose e fiori, a maggior ragione il primo anno.
io ho abbandonato perché non provavo più nessun interesse per la materia. ma ho fatto male perché me la sarei dovuta far piacere. una laurea in giurisprudenza è sempre una laurea in giurisprudenza.
i giornalisti, credimi, so tutti disgraziati. :))
nel lavoro che faccio ora (ho una società di intermediazione nel calcio scandinavo) avere una laurea in giurisprudenza e magari essere avvocato farebbe la differenza.
ma anche questo consiglio vale poco, magari tu diventerai un giornalista sportivo arrivando a scrivere per la Gazzetta dello Sport o a parare l'irreparabile su SKY o magari troverai la tua dimensione al Corriere Laziale.
vedi tu.
se pensi che nel campo giornalistico sfondi allora segui il tuo istinto.
l'importante è essere felici.
sappi però che se non sfondi sarai un disgraziato come tanti.
una laurea in giurisprudenza ti permette di gestirti meglio, se non altro perché quando cerchi lavoro puoi avere un campo ben più ampio.

credimi, chiappe strette, codice alla mano, segui il gruppo degli studiosi e finisci giurisprudenza.

Kim Gordon

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* 12.430
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l'Inizio è dura, ma mai come la Fine.

alla Fine, infatti, con le dovute differenze di retribuzione, manzione, soddisfazione, le vite degli occidentali fanno schifo tutte per lo stesso identico motivo.

Il Lavoro!

scappate (luchino e deadario), denudatevi, e fate l'amore, al sole, adesso che avete 20 anni...

se non ora, quando?

p.s. io sono scappato, perchè ossessionato dall'indipendenza, e ho fatto bene, certo, mi sono impossibiltato a fare un lavoro che mi piace, o megli, che presumibilmente al tempo pensavo potesse essere per me bello, ma tanto, poi, con il tempo, ho capito che l'unico Lavoro che mi piace davvero so i giorni di Ferie.

syrinx

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Citazione di: Kim Gordon il 17 Lug 2012, 12:11
l'Inizio è dura, ma mai come la Fine.

alla Fine, infatti, con le dovute differenze di retribuzione, manzione, soddisfazione, le vite degli occidentali fanno schifo tutte per lo stesso identico motivo.

Il Lavoro!


scappate (luchino e deadario), denudatevi, e fate l'amore, al sole, adesso che avete 20 anni...

se non ora, quando?

p.s. io sono scappato, perchè ossessionato dall'indipendenza, e ho fatto bene, certo, mi sono impossibiltato a fare un lavoro che mi piace, o megli, che presumibilmente al tempo pensavo potesse essere per me bello, ma tanto, poi, con il tempo, ho capito che l'unico Lavoro che mi piace davvero so i giorni di Ferie.

nel resto del mondo se grattano la panza tutto il giorno, infatti.  :)

FatDanny

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* 41.060
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Citazione di: Kim Gordon il 17 Lug 2012, 12:11
l'Inizio è dura, ma mai come la Fine.

alla Fine, infatti, con le dovute differenze di retribuzione, manzione, soddisfazione, le vite degli occidentali fanno schifo tutte per lo stesso identico motivo.

Il Lavoro!

scappate (luchino e deadario), denudatevi, e fate l'amore, al sole, adesso che avete 20 anni...

se non ora, quando?

p.s. io sono scappato, perchè ossessionato dall'indipendenza, e ho fatto bene, certo, mi sono impossibiltato a fare un lavoro che mi piace, o megli, che presumibilmente al tempo pensavo potesse essere per me bello, ma tanto, poi, con il tempo, ho capito che l'unico Lavoro che mi piace davvero so i giorni di Ferie.

oltre a quotare a palla,

@deadario: london's calling (soprattutto per la grafica, un altro pianeta...)

@erLuckino: un momento di down può capitare nel percorso universitario (te lo dice uno espertissimo in materia, eheh).
Mi sembra che la notte abbia portato grande consiglio. Se poi a settembre vedi che continua così, cambia senza pensarci troppo. Sei ancora decisamente in tempo.

AguilaRoja

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Parlo per esperienza personale diretta:

vuoi fare il giornalista (sportivo)? La laurea in scienze delle comunicazioni non serve a nulla, forse non serve alcuna laurea.
Vuoi fare il giornalista (sportivo)? Preparati ad anni, almeno 5-7, senza stipendio o con stipendio da fame, anni durante i quali farai tantissima gavetta, senza che nessuno ti riconosca niente. Poi arrivato ai 30, se ti dice bene, potrai cominciare a farti la tua strada, indipendente ed autonoma.

Consiglio? Molla l'università ma trovati un lavoro vero.
Che oggi, in Italia, fare il giornalista è poco più che un dopolavoro (purtroppo).

Brujita!

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Lazionetter
* 11.573
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Sarò breve. Lascia perde l'orgoglio. So sei anni che per orgoglio corro dietro alla laurea.Per non voler dare un dispiacere a papà più che altro.  Sono almeno due che mi sono resa conto che la cultura e l'università , la laurea e il posto sicuro, sono cose non necessariamente legate tea loro.

Per orgoglio ho negato a me stessa l'evidenza dei fatti: non me ne frega  niente della laurea. Te ne sei reso conto adesso , bene, ottimo! Cambia strada allora. Oppure cambia indirizzo e mentre studi, lavora. O finirai incastrato come me, che comincio a lavoricchiare solo adesso, a 27 anni, dopo un sacco di discussioni, nonostante  io stia urlando il mio bisogno di indipendenza da quando avevo 18 anni! È brutto dare un dispiacere alla famiglia. Peggio è tradire te stesso per non dare un dispiacere. I tuoi capiranno fidati. Perfino i miei dopo anni di scazzi se so rassegnati. Ed è meglio " buttare" due anni piuttosto che cinque o sei.

Ecco, non sob stata tanto breve ma insomma ;)

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Rorschach

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Lazionetter
* 13.615
Registrato
Luckì, qua prendiamo a cuore i problemi, e diamo tutti dei consigli, ma senza conoscerti...
Quindi facciamo che in realtà questi non sono consigli, ma semplicemente le nostre esperienze.
Diritto è tosto, molto, ed è sicuramente impossibile studiarlo con profitto senza avere la speranza un giorno di trattare le stesse materie che oggi ti danno solo tedio e pesantezza. Cerca di immaginare dei casi pratici, svilupperai così uno strumento mnemonico molto utile per 'trattenere' quello che studi.
Poi, sempre per esperienza, ti posso assicurare che, oggi, una laurea presa in 10 anni con un voto basso non ha veramente alcun senso.
Quindi, se scegli di continuare (ma questo lo sai solo te), devi dare il massimo e assumerti le tue responsabilità, anche rinunciando al divertimento (con moderazione però, che rischieresti l'effetto contrario), facendo in modo di azzerare i tuoi sensi di colpa attuali.
Magari non puntare a laurearti in poco tempo, ma punta al voto (per partecipare ai concorsi ed avere un cv di tutto rispetto, potrai sempre dire che nel frattempo lavoravi).
Purtroppo ci sono momenti in cui devi SCEGLIERE, non sapendo quale sia la scelta giusta.
Un'ultima cosa, importante: NON PROROGARE LA TUA SCELTA A SETTEMBRE, SCEGLI ADESSO. Ti stai solo regalando altri 2 mesi di purgatorio, se scegli di impegnarti, in due mesi, nessun libro è troppo difficile da imparare a memoria.
Spero di esserti stato utile, sinceramente.

Mignolo

Sostenitore
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Lazionetter
* 87
Registrato
Premetto subito che, come detto da lagazzella, riporto un'esperienza senza poter dare consigli.

Non mi sono mai laureato pur essendo passato attraverso 2 facoltà; dopo il diploma di perito elettronico mi sono iscritto ad ingegneria elettronica, naturale proseguimento degli studi superiori. Dopo un anno e mezzo di scarsi risultati ed in preda a dubbi simili a quelli che hai tu ora decido di cambiare facoltà: economia e commercio una facoltà "sicura". Il cambio però nel mio caso non è servito perchè i risultati non sono migliorati.
Degli anni universitari ricordo un latente senso di insoddisfazione di cui al tempo non capivo l'origine, ma che è risultata evidente non appena sono uscito dal gorgo dell'università: non era la mia strada.
E' servito un intervento piuttosto deciso della mia famiglia (taglio dei finanziamenti) per uscire dal gorgo di cui sopra, e non li ringrazierò mai abbastanza.

In becco all'aquila.

P.S. Qualsiasi esperienza vissuta in maniera attiva è preziosa, non sono anni buttati.

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