Lo metto in Friends? Boh in realtà si parla di calcio. Argomenti? Ma no, in fondo trattasi di rapporti umani e di amicizie e c'è anche un po' di sfogo inside. Vabbè, io scrivo, poi che i moderatori moderino.
Sabato sera. Lei: carinissima, elegantissima e generosissima come sempre, viene a casa mia e si offre di preparare la cena. Gustosa, come al solito: lei sa cucinare, ed è lì per me. Un rapporto che dura da circa un paio d'anni.
Decidiamo di guardare la partita delle cacche sul divano. Lei è ahime tifosa dei coacticos. Tipologia B: ovvero fa finta che non gliene frega nulla, ma poi, quando meno te lo aspetti, lancia la frecciatina.
Dice di essersi intiepidita ultimamente, forse perché io sono della Lazio. O meglio potrebbe inguattare la sua passione per non entrare troppo in conflitto, e anche io in effetti in sua presenza trattengo le mie emozioni calcistiche per non entrare in conflitto, sebbene le abbia molte volte espresso il mio disprezzo per tutto ciò che è ambiente giallorosso.
Disprezzo avvalorato da fatti - che tutti voi conoscete - ma che a un tifoso peperonico (quindi omologato) non fanno né caldo né freddo.
Provate a dire a un cane che non deve pisciare sull'albero.
I riommici hanno sempre vissuto nella bambagia della menzogna. Cambiarne la testa è impossibile.
Ma veniamo alla cronaca.
Lei è sul divano con me, ma gioca con il tablet, in effetti ci faccio caso: la partita non la guarda, la ascolta.
Precedenti a casa mia: Genoa-cacche 2-4; Cacche –Fiorentina 2-1(mi pare fosse questo il risultato preciso). Per uno scaramantico del mio cabotaggio invitarla è stato un azzardo, ma ero talmente fiducioso nei Montella boys che ho voluto sfidare la sorte.
Non succederà mai più.
A mano a mano che i minuti di gioco passano, comincio a mangiare la foglia.
Di calcio ne ho visto tanto, e la puzza di m.erda la sento lontano un miglio.
Premetto che in presenza di tifosi non laziali, anche se intimi come la mia ragazza, sono bravo a mantenere l'equilibrio e a non mostrare le mie pulsioni più profonde (e questa sarà la domanda/riflessione topica del topic).
Invece (credo che dipenda dall'imminente derby di finale per il quale ho i nervi a fior di pelle) a Florentia-Cacche succede l'imprevedibile.
Sento la puzza di m.erda, e la rabbia monta, schiuma, bolle. Le simulazioni di titty, le occasioni della Florentia, i due pali, il braccio di De Rossi.
Già mi rodeva. Ma mi rodeva tanto tanto per il pareggio che già avrei considerato un furto. Figuriamoci il mio stato d'animo al 92°.
Al gol di Johnny Depp, infatti, succede questo: bestemmio, urlo, mi alzo, tiro la sigaretta appena accesa sul balcone. Bestemmio. Impreco ad alta voce. Afferro gli occhiali e li scaravento a terra. Parolacce. Perdo la trebisonda. Comincio a girare per casa, offendendo il romanistismo in quanto tale, dico le cose peggiori e non me ne pento, perché so di avere ragione. Le pulsioni hanno avuto il sopravvento. Dopo quell'indecoroso furto anche il mio equilibrio è andato a farsi benedire. Ripensandoci, manco ci credo. Io che esibisco così il mio rosicamento. Brrr.
Finisco di sbollire la rabbia nella doccia, poi attendo che un demone zen si impossessi di me. Sto in silenzio, stiamo in silenzio. Poi lei, seccata, semplicemente decide di andarsene.
E qui finisce la storia nel particolare i cui sviluppi saranno interessanti solamente per me. Stamattina mi sveglio e il primo pensiero è il seguente: i miei amici che tifano Riomma io non li considero miei amici al 100%. Sì, mi ci diverto, sono simpatici finché non si tocca quell'argomento.
Ma, purtroppo. rimango convinto che in fondo, alla fine della fiera, negli angoli di un cassetto dell'anima, lì dove rimane per sempre un puntino di polvere, chiunque tifi riomma sia uno str.onzo.
Il secondo pensiero invece è: come conciliare, in un rapporto di qualsiasi tipo, l'evidente differenza abissale che esiste tra l'essere Laziali ed essere invece romanisti? Come si fa a vivere un rapporto al cento per cento se quella componente divide? Le gioie di uno sono i dolori dell'altro e viceversa.
Non ci si può abbandonare completamente, perché la fede nella squadra di calcio è un sentimento che quasi ci preesiste.
Inoltre è proprio una questione di evoluzione del pensiero. Chi tifa riomma subisce quotidianamente un lavaggio del cervello e nessuno, nemmeno la persona più intrigante, carina, generosa, appassionata ne è esente.
Abbiamo storie diverse, esperienze diverse: da una parte la fortuna sfacciata, il servilismo degli arbitri, la propaganda martellante, l'invasione iconografica, le banche amiche, gli attori amici, i politici amici, il culto ossessivo e pacchiano. Dall'altra parte c'è la Lazio. Sono cose che ti forgiano, per forza.
Credo che ognuno di noi abbia incontrati sulla propria strada delle persone ok, ma con quel difetto, che quando svelano il loro volto gialloroxico cambiano i connotati e rivelano una specie di povertà interiore, posseduti per sempre da una strafottenza tipica dei ragazzidermuretto; una strafottenza che si modella nel tempo sul carattere del soggetto, sul loro livello culturale. Una strafottenza duttile ma inalterabile che mette a braccetto D'Alema e un coatto di torbellamonaca, un sofisticato neuropsichiatra e Lorenzo il personaggio di Guzzanti.
Alla fine mi sa che mi sono perso, ma il succo è questo: se il calcio per te è una cosa importante e sei laziale (quindi antiromanista e a conoscenza delle storie/retroscena delle due squadre) lasciarsi andare DEL TUTTO in un rapporto è impresa ardua.
La soluzione è forse ridurre il tuo interesse per il calcio. Ma troverai sempre il riommico di turno, la partita, la dichiarazione, il retroscena che ti fa saltare il boccino.
Forse è ora di fare un passo indietro.
Non frequento molto Friends e quindi se l'argomento è già stato toccato, sorry!