Oggi mio padre, ormai ribattezzato nonno Mario, compie 85 anni!
Grazie papà per avermi fatto crescere in salute, per avermi pagato gli studi, per avermi dato tutto quello che ho. E grazie anche per avermi dato la cosa più importante tra le cose non importanti (CIT.): la Lazio!
Per te era stato ovvio scegliere i tuoi colori, quelli che nonno Ugo aveva vestito da atleta (podista). Per me è stato naturale scegliere i soli colori che tu mi hai, sin da piccolo, fatto vedere dalle panche della Tevere o dal parterre della curva nord ...
Ricordo le tue dispute con i tuoi amici d'infanzia, Renzo, il romanista ad oltranza, Niclo, genoano non si sa perchè, Fulvio, Laziale blando. E poi "er sor Augusto" del bar sotto casa, romanista, il portiere del palazzo a fianco, Natale, che con il maresciallo dei carabinieri di via Gadames, il fruttarolo, e qualche altro, avventizio, andavamo tutte le domeniche che si giocava in casa a vederci la Lazio.
Mi hai fatto crescere a "pane e Lazio" e, sebbene qualche volta, lo ammetto, non ne sono stato proprio felicissimo, mi porto questa "malattia" addosso. E la ho trasmessa ai miei tre figli, i tuoi nipoti, la quarta generazione di Laziali con il nostro cognome.
Grazie Papà! Grazie di tutto!