Vabbè, dopo questi racconti mi vedo costretto a parlare di vere figure di merda:
Allora, un paio di anni fa mi era presa la scimmia della corsa, andavo un giorno sì e un giorno no a correre a Villa Ada. Sempre il solito giro intorno al laghetto. E' stata una cosa che in quel periodo mi ha salvato, mi metteva di buon umore che nemmeno le droghe pesanti ti fanno sentire così bene. Stavo cominciando anche ad andare bene, niente di eccezionale eh ma all'epoca ero ancora fumatore incallito, quindi insomma accettavo i miei limiti.
Purtroppo però non sono più riuscito ad andare a correre dopo l'episodio che mi accingo a raccontarvi.
Arrivo a Villa Ada, auricolari inseriti. Scelgo "Ipergigante" dei Voina che non è né troppo rock (rischi di aumentare troppo il ritmo di corsa) né troppo pesante.
Faccio i primi passi, testa ancora un po' bassa perché stavo avviando l'app dell'Adidas per tenere i tempi, alzo lo sguardo e davanti a me ad una signora che sta correndo cade un elastico per capelli, sapete di quelli spessi, non il laccetto da bambini.
Non se ne accorge, e anche se vorrei evitare di accelerare, che mi sballa tutto il passo, però vabbè sono sempre stato troppo gentile, quella gentilezza che poi diventa inevitabilmente autolesionismo, e allora raccolgo questo elastico e la raggiungo.
Tolto un auricolare, per evitare di urlare, e le dico "le è caduto quest...."
Panico totale. Davanti ai miei occhi è nitidissima la scritta "Intimissimi".
Trattasi di mutanda.
Ora, cosa ci facesse quella mutanda lì non è dato sapere, ma gli occhi di schifo, disprezzo, paura, odio che la signora mi ha riservato ce l'ho ancora davanti a me.
"Non mi è caduto niente".
Faccio quelli che saranno i miei ultimi 500 metri di corsa a velocità folle, getto il corpo del reato lontano e chiudo così la mia carriera da podista.
Per un attimo penso anche di autodenunciarmi alla Polizia, non so bene per cosa, ma mi sento un Serial Killer.
Torno a casa e cerco di lavare la vergogna con una doccia, ma non ci riesco.
Signora, mi perdoni, io volevo solo essere gentile.