Origini del pogo
In un primo momento, il termine "pogo" stava semplicemente ad indicare l'azione di saltare rimanendo sul proprio posto durante i concerti. Questo significato iniziale si è poi evoluto fino ad esprimere un particolare comportamento del pubblico ai concerti, caratterizzato da una sorta di "tutti contro tutti" (quello che in lingua inglese viene definito "moshing"), durante il quale i partecipanti saltano, corrono, si spingono e si prendono a spallate a vicenda. Questo sfogo collettivo si scatena tra la folla solitamente nei pressi del palcoscenico durante l'esecuzione da parte di chi si esibisce di brani veloci e molto ritmati.
Sviluppatosi nella forma che conosciamo oggi soprattutto all'interno del movimento punk e successivamente diffusosi anche tra sostenitori di altri generi musicali rock.
La pratica del pogo ai concerti
Durante il pogo vige solitamente una sorta di "codice di comportamento" tra i partecipanti, che, consci di un certo grado di rischio, mettono il divertimento in primo piano, cercando di non causare danni a chi e a ciò che sta attorno. Essendo infatti una pratica sregolata e piuttosto violenta c'è sempre la possibilità per chi prende parte di contrarre ferite o contusioni mentre balla.
Il livello di pericolosità di un pogo dipende prevalentemente dall'affollamento e dalle condizioni del luogo nel quale è praticato: più il luogo sarà affollato e, allo stesso tempo, più saranno presenti dotazioni di sicurezza e maggiore sarà la probabilità di uscire indenni da un concerto durante il quale il pubblico poga, poiché i colpi verrebbero attutiti e la possibilità di cadere a terra limitata.
Dal pogo sono derivati altri balli e pratiche tipiche dei concerti come il mosh e il wall of death
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Invece di pogare, non è meglio paccare??