Si può fare.
di fish_mark
L'idea è apprezzabile, anzi sicuramente geniale, ma in questo momento affrettata e forse prematura.
No, mister Petkovic è ora troppo preso a far ripartire la squadra, a trovare i giusti equilibri per far convivere Biglia con Ledesma, a valutare l'inserimento di tanti giovani e infine a convincere il presidente a non tergiversare con l'attaccante e il centrale difensivo, le vere emergenze.
Però in prospettiva è una idea su cui possiamo lavorare sicuramente e di questo potremmo parlarne nella prossima trasmissione su LSR. Diciamo che sarebbe più azzeccata, almeno come tempistica, più in là, verso Natale, quando potranno maturare alcuni scenari.
Insomma si tratta di un'operazione da fare meglio a metà stagione, quando potremmo avere una squadra che arranca a centroclassifica alla ricerca di una identità, fuori dall'Europa e eliminata in Coppa Italia da una squadra di serie B, con la protesta che ormai cinge d'assedio Trigoria, e un'altra che invece veleggia sicura al settimo posto (già conscia della sua dimensione), ma prorompente in Europa, dove sta superando il girone a punteggio pieno e a reti imbattute (quello sì un record).
A quel punto, il presidente, finalmente convintosi di poter osare (e al diavolo la moralizzazione!), di provare una pazza idea che lanci la Lazio nello sprint finale della stagione, per raggiungere i traguardi della Europa League e del terzo posto, potrebbe tirare fuori il coniglio dal cilindro e aprire una nuova pagina di storia del calcio italiano e soprattutto romano. L'operazione non sarebbe semplice, ma non sarebbe impossibile utilizzare l'articolo 17.
A quel punto si realizzerebbe finalmente il sogno del pupone, di maturare definitivamente in un ambiente adatto per puntare realmente a un trofeo europeo, dopo tanti vaniloqui alternati a dolorose e sistematiche disfatte. E magari, per non mettere limiti alla provvidenza, si potrebbe arrivare a una nuova finale di Coppa Italia contro gli odiati cugini, che si vedrebbero alzare un'altra coppa in faccia, ma questa volta con un volto familiare davanti. Pensiamoci, seriamente.