facevo l'università, ero uscito con un mio amico per andare all'ESC (quello vecchio) a S.Lorenzo.
Dopo un po' mi si fa sotto una tipa di quelle che ti fanno credere in Dio: Carina, ubriaca, con le idee chiare e che vuole arrivare al dunque senza troppi fronzoli.
Usciamo dal casino e ci beviamo una cosa tutti e tre. La portiamo a casa mia con la speranza di divertirci tutti insieme, amico compreso. All'inizio sembra poter andare in porto, poi lei mi dice che il mio amico non le interessa e allora lo mando subito a dormire sul divano nell'altra stanza e me la spasso tutta la notte.
Una bella nottata, ci appisoliamo che il sole era già alto.
Dopo un pò mi chiama mio fratello per ricordarmi che avevamo da fare (non ricordo cosa) e che tra 5 minuti avrebbe citofonato.
Insomma ci buttiamo giù dal letto, ci rivestiamo e senza nemmeno bere un caffè scendiamo sotto casa. L'accompagno a prendere l'autobus.
Arrivati all'incrocio del PAM (ora Gros) di via Tiburtina improvvisamente lei casca a terra, svenuta, con la lingua in mezzo ai denti. Si crea un capannello di gente e qualcuno chiama l'ambulanza. Io sto lì, tra l'impaurito e l'imbarazzato, che le do un paio di sberle per farla riprendere.
Si riprende, l'ambulanza arriva e se la carica. Io la saluto dicendole che l'avrei chiamata dopo, senza pensare che non ci siamo scambiati nemmeno i numeri.
Non l'ho più vista o sentita. A distanza di anni l'unico ricordo che ho è quella faccia con la lingua stretta tra i denti.