Questa comunita' puo' vantarsi di essere teatro spesso di profondissime discussioni scientifiche.
La lotta eterna fra logica e religione, creazionismo e darwinismo, scetticismo e fede occupa regolarmente queste pagine.
E' giunta l'ora di aggiungere un nuovo capitolo a questa gloriosa storia: Lamarck, che quando ero piccolo mi aveva colpito come uno che c'aveva visto lunghissimo, fu rimpiazzato nel mio cuore da Darwin dopo che ebbi il piacere di leggere il meraviglioso On the Origin of Species. Bellissima la teoria del collo delle giraffe, dice piu' lo tiro e piu' si allunga, e poi lo passo alla progenie nella sua nuova versione spider. Dopo aver letto Darwin ho capito che er poro Lamarck aveva perso la battaglia del metodo, se non quella della logica.
Ora e' chiaro che, sotto la luce delle prove fornite dall'epigenetica, Lamarck non aveva tutti i torti. Le trasformazioni del DNA che inducono modificazioni trascrizionali (accendono o spengono un gene, spesso a causa di pressioni ambientali esterne) possono essere trasmesse tali e quali alla progenie. In altri termini, caratteri acquisiti dopo la nascita possono ritrovarsi nella generazione successiva. L'esperimento dei polli stressati, fatto in Svezia, lo dimostra. Polli stressati da un uso specifico della luce, che risultavano avere problemi a trovare il loro cibo, venivano poi spostati in ambienti normali, senza stress, e davano origine a polletti cresciuti anch'essi in questo ambiente tranquillo. Ebbene, i polletti cresciuti nella bambagia dimostravano anch'essi difficolta' a trovare il cibo.
Il punto centrale, meraviglioso nella sua semplicita', della teoria dell'evoluzione e' che mutazioni genetiche casuali che aggiungono piccoli vantaggi ad una generazione verranno sottoposte a pressione positiva e quindi selezionate favorevolmente in un numero sufficiente di generazioni. Teoria bellissima, e pure giusta. Ma il povero Lamarck, che se ne e' beccate di tutti i colori, non aveva tutti i torti. Grazie a Dio Darwin, che scrisse tutto prima della scoperta del DNA, ci disse lui stesso che le sue teorie erano un punto di partenza di un lungo viaggio, e che non spiegavano tutto. L'epigenetica potra' forse aiutarci a capire cosa definisce veramente un organismo, e quanta della sua identita' e' ereditata verticalmente, orizzontalmente, o epigeneticamente.
Su un punto, pero', le osservazioni lamarckiane e le analisi darwiniane, che sembravano averle rese superate, trovano un accordo armonioso col mondo del creazionismo; su questo gli scettici, i religiosi, gli evoluzionisti e gli epigenetisti non discutono ormai piu' da decenni, in una unanimita' pura e incontaminata da pregiudizi atavici o da esperimenti sapientemente mirati: ora e sempre romammerda.