Io vi rivelo un mistero: non tutti moriremo, ma subiremo un cambiamento.......
Ecco. Come voi tutti ben sapete questa è parte della Lettera di San Paolo ai Corinzi.
Cosa sta a significare questo passo oscuro? E' un indizio? E' una rivelazione?
Ma procediam con ordine.
Se il mondo è apparenza, quali sono le entità immateriali ed eterne che costituiscono la sola realtà permanente?
Sotto questa luce potremmo pensare alle faccette?
Se la faccetta è il noumeno e noi siamo il fenomeno è però anche vero che la faccetta non è legata a noi da elemento causale. Mi sembra ovvio. E allora, se fosse così (ma è così), appare chiaro che alla realtà vera delle faccette non si arriva in modo diretto.
Come ci si arriva?
Come insegnava Dionigi l'Areopagita, ci dobbiamo riferire a simboli o a mostri perché la difformità evidente del rappresentato eviterà la contemplazione limitata alla sfera sensibile.
In questa giusta prospettiva appare chiaro che la faccetta è il ritorno all'Uno.
La realtà prodotta dall'Uno ritorna all'Uno, così come affermavano lo Pseudo Girolamo e in parte Alcuino e Godescalco.
Ed è solo a questo punto che diviene illuminante quanto afferma San Paolo.
... subiremo un cambiamento....diventeremo faccette.