Apro questo topic più che altro per scaricare rabbia e frustrazione, ma anche per ricordarmi di questa esperienza negativa, che forse mi sarà utile in futuro...
Negli ultimi mesi ho alternato buoni momenti lavorativi ad altri un pò meno, purtroppo la vita di un grafico senza contratto di questi tempi non può essere che questa.
La scorsa settimana però, mi sono trovato dinanzi uno scenario allettante di quelli (apparentemente) da cogliere al volo: un mio conoscente (fotografo di professione) mi ha contattato, dicendomi che la sua datrice di lavoro (tale M.B.) necessitava di un grafico per realizzare tutto il suo corredo di presentazione dell'associazione che gestisce, oltre ad un'illustrazione. Ovviamente tempi strettissimi, richiesta di priorità assoluta da parte del cliente e corposa retribuzione.
Decido di accettare, ma di fronte alla richiesta di iniziare subito a lavorare senza esserci incontrati di persona per un brief e senza aver definito preventivo e accordi, faccio richiesta di fare prima un incontro preliminare, per una questione di professionalità e correttezza da parte di entrambe le parti.
La signora M.B. accetta, proponendomi un incontro nella sua sfarzosa villa sull'Appia Antica sempre utilizzando il mio conoscente come tramite (infatti in tutto questo ancora non ero riuscito a parlare direttamente con lei).
Ci incontriamo quindi, e nonostante un surrealissimo incontro dove dire che mi sono sentito totalmente lontano da certi ambienti è un eufemismo, definiamo il progetto da realizzare e chiudiamo gli accordi economici in due orette di tempo.
La scadenza è a brevissimo, ho solo 2 giorni e mezzo per chiudere un lavoro molto corposo, ma la retribuzione è ottima, e do piena priorità alla cosa, iniziando a lavorare non appena tornato a casa, riducendo al minimo le ore di riposo notturno.
C'è da dire che durante la fase di brief, sono rimasto abbastanza sconcertato da come la signora M.B. fosse fin troppo concentrata e innamorata delle sue idee, tanto da ignorare miei composti consigli e proposte per modificare delle decisioni clamorosamente sbagliate a livello di comunicazione visiva. Ma come dice un famoso slogan del mondo del marketing, "il cliente ha sempre ragione", pertanto non ho insistito più di tanto e ho iniziato a lavorare secondo le sue idee.
Anyway...dopo un giorno di lavoro serrato le ho inviato le prime proposte di corredo aziendale e le prime bozze dell'illustrazione, oltre alla richiesta di materiale fotografico che ancora non mi era stato inviato e fondamentale per il completamento delle brochure e il contatto della tipografia dove aveva intenzione di stampare il tutto, poiché era importante accordarcisi subito visti i tempi stretti per la stampa.
Nella risposta mi è stato detto come la proposta di corredo andasse bene (ovviamente con qualche modifica da apportare), mentre per quanto riguardava l'illustrazione aveva cambiato idea, e la voleva fatta in maniera diversa da come mi era stato richiesto durante l'incontro, dandomi altre indicazioni abbastanza confusionarie. Nessuna risposta per quanto riguardava invece il materiale fotografico e il contatto della tipografia.
Rimboccatomi le maniche ho continuato a disegnare illustrazioni per tutta la giornata, contattando poi direttamente il fotografo per il materiale necessario alla realizzazione delle brochure, il quale mi ha rassicurato, dicendomi che sarebbe arrivato a breve.
Arrivato alla sera, verso l'1 di notte ho inviato a M.B. le nuove proposte d'illustrazione, oltre al corredo aggiornato con le dovute modifiche, facendole presente che le foto non mi erano state ancora inviate.
Fiducioso e ottimista visto l'ottimo punto a cui ero arrivato del lavoro e in anticipo con i tempi di consegna, ho iniziato a prepararmi per godermi qualche ora di riposo notturno. Ma poco prima di coricarmi ho voluto ridare un'occhiata alle mail, tanto perchè sapevo che probabilmente mi avrebbero risposto a breve. E in effetti c'era una nuova mail da leggere.
Elettrizzato e incuriosito dal responso riguardante le illustrazioni ho deciso di leggerla subito. Un tuffo al cuore.
Mi trovo davanti a questa mail:
"Ciao *****, per quanto riguarda l'illustrazione non ci siamo proprio. Abbiamo deciso di non proseguire nel progetto grafico perché le tue proposte non sono in linea con ciò che vogliamo fare. Grazie,
M.B."
Ho dovuto rileggerla diverse volte per esserne sicuro. "A rush of blood to the head" citando Chris Martin.
Sensazioni orrende, non sono riuscito a trattenere le lacrime, poi ho trovato conforto sfogandomi con due anime pie del forum, ma la sensazione di pugno allo stomaco è rimasta. La sensazione di essere stato derubato e truffato da tutto ciò che odio dell'Italia di oggi, da chi non rispetta le regole e crea le sue fortune in modi poco ortodossi. Notte insonne.
Resistendo al mio impulso di mandarle mail di insulti dettato dalla rabbia del momento, ho atteso il mattino, nella speranza di calmarmi e avere la mente più lucida. Non riuscivo a pensare ad altro che alle ore di lavoro buttate, al modo in cui ero stato liquidato e soprattutto al fatto che del lavoro era stato fatto e non pagato. Gli accordi erano diversi. Se commissioni un quadro e durante l'elaborazione delle bozze vedi che non rispecchia l'idea che avevi, lo comunichi all'artista che lavorerà ancora per soddisfare la tua richiesta. Ma non esiste che chiudi tutto con delle ore di lavoro non pagate, soprattutto se insieme a questo ha fatto dell'altro lavoro.
Ero tentato di reclamare quello che mi spettava, di scriverle una mail di protesta. Non vi spiegherò i motivi per cui invece ho agito in quest altro modo, mi aspetto che molti di voi mi criticheranno, e forse avranno anche ragione, ma ho preferito chiudere così:
"Bene, vorrà dire che le REGALO il tempo e lavoro che le ho dedicato. D'altronde lei non è l'unica a fare della beneficenza.
Buona fortuna."
Per la cronaca, il personaggio in questione è presidentessa e gestisce un'associazione no profit che (e cito le parole testuali) "si impegna a promuovere i valori della verità, dell'amore e della giustizia, in ogni loro forma ed aspetto, la piena e completa tutela e rispetto dei diritti umani", le cui basi sono (o meglio dovrebbero essere) onestà e meritocrazia.
Strano come curiosando nel web abbia scoperto che la signora in questione abbia avuto rapporti... come dire, molto intimi con un certo personaggio che indicherò con l'acronimo S.B. per ottenere la produzione di una fiction e che abbia "scalato" la vetta facendosi strada in maniera non proprio convenzionale.
Ah, la meritocrazia....