Racconta la Lazio come se...

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Offline Lativm88

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Racconta la Lazio come se...
« il: 16 Lug 2021, 10:38 »
Lo facesse Lucarelli. Mi Cito da altro topic

"Un uomo, indossa i pantaloni del Siviglia. È in vacanza,ride. Ma ha un'incombenza, qualcosa che disturberà la sua quiete.

Ma lasciamolo da parte quello'uomo.

Auronzo di Cadore. Sera. Un uomo, alto biondo, sta per fare una telefonata. Chi sta chiamando quell'uomo?

Ma lasciamolo da parte. Ci torneremo.dopo.

villa san Sebastiano. Un uomo siede alla sua sedia, legge carte intestate alla società calcistica Salernitana.
Il telefono squilla. È il biondo.
risponde. Passano solo pochi secondi.
L'uomo alla scrivania si alza paonazzo. Esclama
"Aho ma questo è matto"
Paura eh?"

Raccontate quello che volete della Lazio, il bello e il brutto, ma racontatelo come se lo facesse... A voi!


Offline vaz

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Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #1 il: 16 Lug 2021, 10:57 »
E' notte, ad Auronzo.
Una di quelle notte nere, senza stelle.

Una sigaretta giace abbandonata sul posacenere. E' stata fumata a metà. Lasciata all'azione dell'aria. Perché

Una macchina, nera come la notte di cui sopra, si avvicina. C'è un uomo dentro.
ha con se una scatola, di contenuto ignoto.

Un telefono si accende. L'uomo di nome Igli si sveglia e legge il messaggio, scarno ma esplicativo:

"E' arrivato, stostronz.o"

Sorride, Igli, quel Manzini è incorreggibile. Non sa che la sua notte è appena cominciata.
Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #2 il: 16 Lug 2021, 11:00 »
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, Luis Alberto si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Formello era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

Offline FatDanny

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Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #3 il: 16 Lug 2021, 11:40 »
titolo? Cent'anni di inettitudine?
Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #4 il: 16 Lug 2021, 12:45 »
Me sto a scompiscià mortacci vostra  :D :D :D

Offline vaz

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Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #5 il: 16 Lug 2021, 12:49 »
titolo? Cent'anni di inettitudine?

10 piccoli Inzaghi

Offline Lativm88

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Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #6 il: 16 Lug 2021, 13:07 »

Luis Alberto: Scusami, ma... eh... tu chi sei?
Igli: Igli Tare. Custode delle chiavi e dei luoghi ad Auronzo. È chiaro che saprai tutto di Auronzo.
Luis Alberto: Mi spiace, no.
Igli: No? Perdinci! Ma non ti sei mai chiesto dove i tuoi compagni stanno imparando tutto?
Luis Alberto: Tutto cosa?
Igli Tare: Tu sei un mago, Luis.
Luis Alberto: Io sono cosa?
Igli: Un mago. Un calciatore coi fiocchi, direi, una volta studiato un pochetto con Sarri.
Luis Alberto: No, no, ti sbagli. Insomma... non posso essere u... un mago. Voglio dire, sono solo... in vacanza. Solo in vacanza.
Igli: Beh, "solo in vacanza", fai mai capitare qualcosa... qualcosa che non ti spieghi quando sei arrabbiato o spaventato?
Luis Alberto: "Caro Signor Alberto, Siamo lieti di informarla che lei è stato ammesso al ritiro di Auronzo di Cadore in qualità di calciatore della Società Sportiva Lazio".
Abbate: Non ci andrà, gliel'assicuro! L'abbiamo scritto decine di volte. Basta sciocchezze!
Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #7 il: 16 Lug 2021, 13:52 »
Oggi è morta mamma. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma da Siviglia: “Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti.” Non significa niente. Forse è stato ieri.
Il ritiro è a Auronzo, a 2349 chilometri da Siviglia. Prenderò l’autobus alle due e arriverò nel pomeriggio. Così farò la veglia e potrò tornare domani sera. Ho chiesto due giorni di permesso al principale, e con una scusa così non poteva rifiutarmeli. Però sembrava seccato. Gli ho anche detto: “Non è colpa mia.” Non ha risposto. Allora ho pensato che non avrei dovuto dirglielo. Insomma, non dovevo giustificarmi. Anzi, era lui che doveva farmi le condoglianze. Ma me le farà senz’altro dopodomani, quando mi vedrà a lutto. Per ora è un po’ come se mamma non fosse morta. Dopo il funerale, invece, la questione sarà chiusa e tutto avrà assunto un aspetto più ufficiale.

Offline mazzok

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Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #8 il: 16 Lug 2021, 13:57 »
Oggi è morta mamma. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma da Siviglia: “Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti.” Non significa niente. Forse è stato ieri.
Il ritiro è a Auronzo, a 2349 chilometri da Siviglia. Prenderò l’autobus alle due e arriverò nel pomeriggio. Così farò la veglia e potrò tornare domani sera. Ho chiesto due giorni di permesso al principale, e con una scusa così non poteva rifiutarmeli. Però sembrava seccato. Gli ho anche detto: “Non è colpa mia.” Non ha risposto. Allora ho pensato che non avrei dovuto dirglielo. Insomma, non dovevo giustificarmi. Anzi, era lui che doveva farmi le condoglianze. Ma me le farà senz’altro dopodomani, quando mi vedrà a lutto. Per ora è un po’ come se mamma non fosse morta. Dopo il funerale, invece, la questione sarà chiusa e tutto avrà assunto un aspetto più ufficiale.

Lo stranito
Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #9 il: 16 Lug 2021, 14:10 »
 :rotflol:
Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #10 il: 16 Lug 2021, 17:19 »
Chiamatemi Alberto. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi al calcio e vedere la parte oscura del mondo dei tifosi . È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell’anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie funebri e di andare dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in strada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi a giocare a pallone al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada: io cheto cheto mi metto in campo . Non c’è nulla di sorprendente in questo. Se soltanto lo sapessero, quasi tutti gli uomini nutrono, una volta o l’altra, ciascuno nella sua misura, su per giù gli stessi sentimenti che nutro io verso la Lazio .
Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #11 il: 16 Lug 2021, 21:21 »
Il contratto che tu hai firmato
Con pargoletta mano
L’incerto castigliano
E ingaggio assai miglior

Il muto Claudio solingo
Ti convocò or ora
Ma tu je dai la sòla
Prolunghi ferie allor

Tu fior del centrocampo
Sei ancora in infradito
Ti punta contro il dito
Il nuovo allenator

Vai nell’Auronzo fredda
Vai nell’Auronzo tetra
Ti aspetta e ti rallegra
Il grande fumator

Offline arturo

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Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #12 il: 16 Lug 2021, 21:36 »
Il contratto che tu hai firmato
Con pargoletta mano
L’incerto castigliano
E ingaggio assai miglior

Il muto Claudio solingo
Ti convocò or ora
Ma tu je dai la sòla
Prolunghi ferie allor

Tu fior del centrocampo
Sei ancora in infradito
Ti punta contro il dito
Il nuovo allenator

Vai nell’Auronzo fredda
Vai nell’Auronzo tetra
Ti aspetta e ti rallegra
Il grande fumator
Fantastica!  :=))

Offline mazzok

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Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #13 il: 16 Lug 2021, 21:50 »
Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla Francesco Totti, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d’infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto – chi lo nega – ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella. Vi racconterò soltanto le cose da matti che mi sono capitate verso inizio luglio, prima di ridurmi cosí a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia. Niente di piú di quel che ho raccontato a S. I., con tutto che lui è mio fratello e quel che segue. Sta ad Appiano Gentile, lui. Non è poi tanto lontano da questo lurido buco, e viene qui a trovarmi praticamente ogni fine settimana. Mi accompagnerà a casa in macchina quando ci andrò il mese prossimo, chi sa. Ha appena preso una Jaguar. Uno di quei gingilli inglesi che arrivano sui trecento all’ora. Gli è costata uno scherzetto come centomila sacchi o giú di lí. È pieno di soldi, adesso, Mica come prima. Era soltanto un allenatore in piena regola, quando stava a Roma. Ha inventato quel formidabile schema di calcio, il giro palla dal basso, se per caso non l’avete mai sentito nominare. Il piú bello di quello schema era il portiere volante. Con quel portiere che non voleva far vedere il pallone agli avversari  perché doveva giocare insieme ai suoi. Una cosa da lasciarti secco. Ora sta a Milano, S. I., a sputtanarsi. Se c’è una cosa che odio sono i direttori sportivi. Non me li nominate nemmeno.

Offline pan

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Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #14 il: 17 Lug 2021, 02:18 »
non è proprio stile Lucarelli, a parte l'omaggio ai suoi perenni bellissimo/a però di getto questa mi è venuta anche se dubito che Formello sia mai vuota, pure di notte...

Formello non è Bologna, non è Firenze, non è nemmeno Roma. Ma è un posto bellissimo. L'aria pulita da campagna ai margini, pochi chilometri per allontanarsi dalla metropoli che spurga rogne e miasmi.
Il centro sportivo della Lazio oggi è vuoto. Sono tutti partiti per il ritiro. Ancora qualche impiegato di giorno, un guardiano di notte. Formello dopo un anno finalmente riposa. Riposano uffici, spogliatoi, mensa, bar, campi, palloni. Tutto è silenzio, tutto è buio. Il guardiano si appresta a fare il giro di controllo, come ogni notte. Ma stanotte non c'è nessuno per davvero, neppure i ragazzini che di solito dormono lì o i colleghi che lo affiancano. Solo lui. Emozionato. Lo aspetta dall'anno prima, sto momento. Fa il suo dovere, completa il giro, sono le tre di notte, l'ora buona.
Poi, entra nello spogliatoio della prima squadra, cauto, con rispetto. Non vuole disturbare comunque. Si avvicina agli scomparti con le dotazioni. Ecco, una maglia e un pantaloncino. Sceglie la misura comoda, dell'una e dell'altro, la pancia c'è. Si spoglia della divisa da controllore, si veste con quella da calciatore. Gli scarpini. Deciso li prende, sa dove sono, quel posto è casa sua. Prende un pallone.
Si dirige al campo centrale, non accende le luci, si accontenta di quelle lasciate filtrare da una vetrata del Centro. E fa la sua partita, desiderata dalla scorsa estate, con i campioni che ama di più. Nella rosa ci può infilare chi gli pare, anche quelli andati via, anche quelli mai nati, anche quelli che a Formello non hanno mai messo piede perché ancora non edificato. Sbuffa e passa palla, tocchi di prima magistrali, colpisce di testa, stoppa di petto, si incazza sul serio con quello stronxo che non la dà mai. Stanotte ha pure segnato, mica succede ogni volta se no non c'è gusto.
La partita è finita, tocca rientrare negli spogliatoi, il tragitto inverso per ritornare alla realtà, ai suoi cinquant'anni, alla sua pancia, alla guardiola. Ma rimane l'ultima abitudine, la più bella. Centro del campo, si sdraia, sudato e stanco, gambe e braccia larghe, rilasciate. Quel post gara sono i suoi cinque minuti preferiti, spiaccicato sull'erba, gli occhi su al cielo nero e alle stelle d'estate. E' felice.
Formello non è Bologna, non è Firenze, non è nemmeno Roma. Ma è un posto bellissimo.
Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #15 il: 17 Lug 2021, 08:15 »
Mercoledì mi svegliai a quell’ora esanime e labile in cui la notte è già finita e però l’alba non è ancora incominciata davvero. Destatomi di soprassalto, decisi immediatamente di precipitarmi in taxi alla stazione, perché mi sembrava di dover partire per Auronzo; ma mi ci volle meno di un minuto per rendermi conto che non avevo nessun treno da prendere, che nessuna ora era scoccata, che nessun compleanno di mia moglie fosse realmente esistito. Rimasi sdraiato in quella torbida luce soggiogato da una paura intollerabile: il corpo opprimeva di angoscia l’anima mentre l’anima opprimeva il corpo, e ogni mia più recondita fibra si contorceva nel desiderio che non accadesse nulla, niente cambiasse, niente sostituisse nulla e qualsiasi intenzione di fare qualcosa non portasse se non a un nulla di nulla. Era il panico della non esistenza, lo sgomento del non essere, l’angoscia della non vita, il dubbio della non esistenza, il grido biologico di tutte le mie cellule nei confronti del disfacimento interiore, della dispersione, della dissoluzione dello spiazismo.
Re:Racconta la Lazio come se...
« Risposta #16 il: 17 Lug 2021, 09:17 »
“Lasciamolo tranquillo”, disse il dottore, “andate, uscite”.
Nella stanchezza senza soccorso in cui il povero volto del Mago si dovette raccogliere tumefatto, come in un estremo recupero della sua dignità, parve a tutti di leggere la parola terribile di quel fumatore e la sovrana coscienza della impossibilità di dire: il compleanno…
L’ausilio dell’arte medica, lenimento, pezzuole, dissimulò in parte l’orrore. Si udivano in lontananza i sacramenti lanciati da Igli in una ignota lingua balcanica, come goccioline che ricadono in una bacinella. E alle stecche delle persiane della foresteria di Formello già l’alba.
Il gallo, improvvisamente, suscitò il ricordo di un rigore sbagliato e una sostituzione di Ciro in uno stadio lontano, per la gioia della stampa perentoria e ignorante, come ogni volta. Invitava Ciro ad accedere in area di rigore e ad elencare i difensori beffati, nella solitudine di un filtrante apparito.
 

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