ROMA . La citta' . Amici vicini e lontani .

Aperto da COLDILANA61, 04 Ott 2011, 11:41

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COLDILANA61

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Sono andato via 25 anni orsono.

Fino al 2000 sono tornato 1 - 2 volte l'anno .

L'ultima un passaggio di 4 giorni con Famiglia .

Non ho piu' nessuno che ci vive (intendo famigliari) .

Non mi manca , non ci tornerei a vivere .

Mi manca solo il contatto con gli amici piu' veri , quelli con cui sei cresciuto , quelli che ti senti per telefono appena puoi . Quelli che chiami o ti chiamano per sostegno nei momenti difficili .

Ma questo dipende , forse , da un quartiere irriconoscibile (Delle Vittorie) a chi c'e' nato e cresciuto .
Ho scoperto solo qui , l'esistenza del ponte della musica (  :p ) .

Mi manca , credo di intendere la mia gioventu' , ma non ci tornerei a vivere .

E voi emigranti x caso ? e gli altri ?

Tarallo

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Da 4 o 5 anni la evito, ma fra poco mi tocchera'.
Ho mia madre (alla quale lo devo, sara' venuta da me una ventina di volte di fila, ora) e due sorelle (una ora emigrata in campagna).

Ho un rigetto fisico, guardo avanti, alla prossima cita' in cui non ho ancora vissuto e che non ho ancora visitato.
Di passato conosco solo quello di verdura.

Kim Gordon

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Lazionetter
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come fai ad amare Roma se stai bene?!
devi stà Male.
sennò è impossibile.
non solo devi stà pure in fissa a stacce. se è un Male passeggero prima o poi scendi, e lasci da solo il conducente.

che ne sò devi provare piacere a vedere che l'Umanità ha Fallito.
perchè te ce devi riconosce un pochetto per dire, si da altre parti è bello,è meglio.
ma appunto, io ndo ca220 vado...

:ssl

pentiux

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fabichan

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Ho vissuto fuori per tre anni circa ai tempi dell'Università, e mi mancavano gli amici, i nemici, il traffico, il rumore, la Lazio soprattutto. Tornavo spesso, 2-3 vole l'anno, e ripartivo col magone, anche se fuori stavo bene.

Sono tornato e non vedevo l'ora di andarmene. E di nuovo me ne andai, per stare via altri 5 anni circa. Tornavo circa una volta l'anno, mi mancava la sicurezza dei posti noti, le voci, i sapori, gli scorci. Ma quando ripartivo, nessun magone, anzi mi allontanavo volentieri.

Sono tornato circa 5 anni fa. Non vedo l'ora di ripartire, andarmene di nuovo. Non ho più molti amici, anzi pochissimi, con l'età le amicizie si perdono. Non mi sento più a casa, ho un senso di disagio. Ho fatto di tutto, in questi anni, per riappropriarmi della mia città, per essere di nuovo accettato.

tra poco me ne andrò, e non mi mancherà più. Penso che molti abbiano condiviso il mio percorso.

scignia

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Felice, felicissimo di aver abbandonato da anni quel bivacco di ignoranza e assoluto disprezzo del prossimo. Felice, felicissimo di non dover più "vagabondare" per ore in cerca di un parcheggio e di sperare che nessuno stro-nzo, ubriaco, deficente non ti righi la vernice metallizzata.
Felice, felicissimo di abitare in burinia in mezzo al verde dove i bambini non cercano il posto dove mettere le batterie al loro cane e dove sanno dove esce il latte che bevono la mattina e dove se vuoi dormire fino alle 10 la domenica mattina non c' è nessuno che ti rompe i cogl.... strombazzando sotto casa o che alza lo stereo a palla alle 7 di mattina.
Felice, felicissimo di vivere in un ambiente a misura d' uomo, in mezzo alla natura quella vera non i giardini di ghiaia di torpignattara dove sono cresciuto.....

gigiazzo

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Vivo a Roma dalla nascita, ma sento di condividere gli interventi qua sopra.
Vi dedico questo:


Kim Gordon

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ti quoto scigna.
anzi, fai proseliti.
annatevene tutti.
perchè il problema è, che per fare "bene" quello che siamo sempre stati, bisogna essere un numero preciso.
adesso siamo troppi.
e manco più quello ce viene bene.

ne carne ne pesce.






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vaz

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Ogni anno da quando ho 15 anni vado via per qualche mese. A me Roma non piace, è invivibile. Amici, parenti e Lazio, ok. Ma quelli restano. La vita è una.
Non vedo l'ora di andare via.

iDresda

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Bel topic, un po' di amarcord.

Questa è la mia esperienza, per quel poco che vale.

Sono andato via 11 anni fa, prima Catania, poi Milano, poi Dresda, Monaco, ancora Dresda.

All'inizio mi mancavano cose belle come la Lazio, gli amici. La famiglia quasi mai a parte la mia sorellina, che è diventata donna. I ritorni "a casa" si sono sempre più diradati.

Gli amici sono rimasti uguali a quando sono partito, e cioè con la testa ancora al giorno in cui è finita l'uiniversità.
Per cui manco quelli mi mancano più di tanto (e si che magari qualcuno che legge Lazionet si potrebbe anche offendere). Ogni volta che stiamo insieme si finisce sempre a parlare del passato (e non di verdura purtroppo), perché si sono rassegnati a non avere un futuro.

C'era una campagna bellissima sulla via Portuense, facevo sempre quella strada quando tornavo a casa perchè era molto più bella di quanto si potesse godere dall'autostrada.
Nel giro di pochi anni mi hanno tolto anche quella con un bellissimo centro commerciale e la nuova fiera di Roma.
Uno scempio edilizio incredibile.

Ogni volta che ci casco e torno per le feste comandate (ma da chi?) sono talmente inghiottito nel vedere questa o quella persona che non riesco più a farmi una passaggiata serena con mia moglie, che pure lei è di Roma. La mia bambina è nata in Germania e se continua così la vedrà solo in cartolina, oltre a imparare a memoria tutte le strade che portano da un nonno all'altro.


Il disagio che provo ogni volta che torno mi porta a dire "pure stavolta che cavolo ce so' tornato a fa'".
Quest'anno due volte: abbastano e avanzano.
Anche perché non sono mai riuscito ad abbracciare la mia Lazio in quelle due occasioni.


Mi considero fortunato però di essere nato e vissuto per circa trent'anni nel mezzo di tanta bellezza. e fortunato che tale ricordo resta ancora intatto. Se dovessi viverci non sopporterei di vederla decadere.

italicbold

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Ma che volete che ve rispondo.
Io si, io ci tornerei, si, i prati nun ce stanno più, pure io c'ho 20 anni di più. MA é una risposta che non potrebbe mai essere definitiva, come, sono sicuro, gran parte di quelle che mi hanno preceduto.
Sono partito 15 anni fa, forse non tornerei solo per paura di sentirmi perso, una metropoli non é facile da domare.
Quando sono partito avevo 27 anni e pochi pensieri, il lavoro, qualche donna e poi il lavoro. Ora di valige ne ho molte di più. C'ho messo anni per domare Parigi, e quando dico domare dico riuscire a raccapezzarmi.
Mi mancano gli amici, mi manca la Lazio, mi mancano le passeggiate d'estate, il mare, i castelli, mi manca la mia famiglia, pero' questa é una parte della mia vita. L'altra s'é costruita qua. E' cosi', nun ce posso fa niente, va benissimo e me lo tengo. Io resto un romano.
Sono arciconvinto che se tornassi smetterebbero di mancarmi i miei amici, la Lazio, le passeggiate al centro e le gite al mare, le scampagnate ai castelli e tanto altro.
Pero' mi mancherebbe anche tanto di quello che ho costruito in questi 15 anni, minchia 15 anni, più ci penso e più c'ho il magone.
Pero', vado controvento e su questo argomento ci sono abituato, quando torno sono felice, mi sento ancora a casa mia, sento ancora che sta città demmerda (cit.) é ancora la città più bella del mondo. E mi ci sento bene.
Mi dico che vedere il sole che scende tra i tetti di roma dal lungotevere resta una delle cose più belle al mondo.


JoseAntonio

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* 15.516
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Scusami sono un po' confuso
dopo i trent'anni dicono che sia normale
che succede a tutti
nessuno escluso
e meno male che ho l'istinto e l'abitudine
ad arginare questo vuoto di inquietudine
perché se avessi meno cose per cui correre
dovrei guardare in faccia il buio
farmi raggiungere
Pesano senz'altro i miei trascorsi
sulle rive dell'Arrone
in questo modo di guardarsi da una nuova angolazione
pesa il fatto di non essere coperti dal segnale
e non è niente male
ma non è niente male
Ma c'era lei
c'era lei c'era lei
c'era sempre lei
era sempre lei solo lei
è vero era lei
la mia destinazione
io come un pendolino
verso la sua stazione
era davvero lei
vi sembrerà scontato
ma non si vede un velo
finchè non s'è levato
è vero era lei
tutta la sofferenza
lei era malattia e poi e poi
e poi convalescenza
era soltanto lei
a dare un ritmo al tempo
lei che rubava luce
e regalava vento
E fu per lei che un giorno
si inventò l'inferno
il senso più malato
della parola eterno
si è vero era lei
tutta la sofferenza
lei era malattia e poi e poi
e poi convalescenza
Ed era sempre lei
la mia filosofia l'integralismo puro
la vera ortodossia
e ancora lei la nota
che ho sempre avuto in testa
la bocca disegnata
dalla mia mano destra
E meno male che ho l'istinto e l'abitudine
ad arginare questo vuoto di inquietudine
Dovrei guardare in faccia il buio
farmi raggiungere
Pesano senz'altro i miei trascorsi
sulle rive dell'Arrone
in questo modo di guardarsi
da una nuova angolazione
pesa il fatto di non essere coperti dal segnale
e non è affatto male
non è affatto male
È vero era lei
la mia destinazione
io come un pendolare
dentro la sua stazione

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Tarallo

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Citazione di: italicbold il 04 Ott 2011, 15:26
Mi dico che vedere il sole che scende tra i tetti di roma dal lungotevere resta una delle cose più belle al mondo.

Se uno riesce ad abbandonarsi, a raggiungere un luogo della mente in cui cio' che ti passa a fianco ti scivola via, questi momenti un romano li vive solo a Roma.
Anch'io ce li ho quando torno. Ci fossero solo questi, ci vivrei.
Anch'io sono romano. A chi mi chiede ma come si fa a lasciare Roma, una citta' cosi' bella? Io rispondo prima che ci ho comunque vissuto 27 anni, non c'e' un posto in cui io abbia vissuto cosi' a lungo; gia' non e' male, no? e secondo che se avessi i miliardi ci tornerei di corsa. Se i miliardi consentissero di distaccarsi da tutto il merdaio che la riempie. Ma temo che neanche quelli bastino.

E siccome e' la mia citta', non le perdono quello che s'e' lasciata fare.


italicbold

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Lazionetter
* 45.335
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Citazione di: Tarallo il 04 Ott 2011, 15:31
Se uno riesce ad abbandonarsi, a raggiungere un luogo della mente in cui cio' che ti passa a fianco ti scivola via, questi momenti un romano li vive solo a Roma.
Anch'io ce li ho quando torno. Ci fossero solo questi, ci vivrei.
Anch'io sono romano. A chi mi chiede ma come si fa a lasciare Roma, una citta' cosi' bella? Io rispondo prima che ci ho comunque vissuto 27 anni, non c'e' un posto in cui io abbia vissuto cosi' a lungo; gia' non e' male, no? e secondo che se avessi i miliardi ci tornerei di corsa. Se i miliardi consentissero di distaccarsi da tutto il merdaio che la riempie. Ma temo che neanche quelli bastino.

E siccome e' la mia citta', non le perdono quello che s'e' lasciata fare.

Anche a te fanno la stessa domanda...:)

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.365
Registrato
Citazione di: italicbold il 04 Ott 2011, 15:26
Io resto un romano.
Citazione di: Tarallo il 04 Ott 2011, 15:31
Anch'io sono romano.

Scusate l'estrema estrapolazione . Forse perche' al contrario di Tarallo , questo , per me , e' l'anno del trapasso (comincio ad aver vissuto di piu' FUORI Roma) , io comincio a sentirmi sempre meno romano . C'e' una parte di me che resiste , la parte di Peter Pan che ognuno di noi si porta dentro . E c'e' una parte che invece "spinge" per un maggior distacco o forse e' la consapevolezza di sapere che non tornero' mai piu' (miliardi o non  :) ) .

E' la LAZIO l'unico appiglio per Peter Pan . E' poco ? E' stupido ?

P.S. : dimenticavo . mi manca la pizza bianca (se c'e' una cosa che ancora oggi mi fa incazzare , e' quando mi dicono .... ah la focaccia ! La focaccia ?  :o

scignia

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Lazionetter
* 19.694
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Allora io sto avanti a voi, c' ho vissuto 33 anni e poi non m' hanno crocifisso, mi so liberato......
Io spesso parlo di questa cosa, ci stanno dei posti nel mondo dove ci si sente a casa "il luogo dell' anima" che spesso non coincide con il posto dove si è nati e si è vissuti per anni. All' inizio non capivo chi mi faceva questi discorsi, ora li comprendo in pieno. Un piccolo pezzo della propria felicità io credo stia proprio nel riuscire a trovare magari per fortuna o perchè lo si è voluto questo "luogo dell' anima" dove ci si sente a casa anche se si hanno amici e parenti lontano km, sono loro ad essere "fuori posto" non tu.
Io credo di averlo trovato sto posto.....

scignia

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* 19.694
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Citazione di: COLDILANA61 il 04 Ott 2011, 15:53
P.S. : dimenticavo . mi manca la pizza bianca (se c'e' una cosa che ancora oggi mi fa incazzare , e' quando mi dicono .... ah la focaccia ! La focaccia ?  :o

Anche a me, mi manca la rosetta, la ciriola, la pizza bianca bassa e croccante spaccata a metà e piena di mortadella, mangiarla era quasi orgasmico !! Mi mancano i cornetti del bar, i cannoli con la crema e le bombe fritte. Nessuno sa fare i cornetti o le rosette come a Roma, nessuno.

eaglemiky

*
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* 9.198
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Citazione di: italicbold il 04 Ott 2011, 15:39
Anche a te fanno la stessa domanda...:)

Anche a me fanno la stessa domanda. Sono andato via da teenager e sono tornato ogni anno a volte piu a volte meno ma con tutto che ho familiari che adoro ed amici  cari non riesco a stare bene a Roma se non da turista per piu di una settimana. Tante volte mi e' venuto il pensiero di tornare a vivere a casa a Roma e ne ho avuto anche l'opportunita' ma ogni volta quando mi immaginavo di viverci effetivamente tutto l'anno non resistevo ed ero sempre contento di tornare a casa mia a Londra.

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Dusk

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Lazionetter
* 12.736
Registrato
Città tanto bella, quanto invivibile. Fondamentalmente è una città da 2 milioni scarsi di abitanti, in cui ce ne stanno più del doppio, sempre più stipati.
Me la godo ad agosto, quando rimaniamo pressappoco del "numero giusto", con addirittura picchi di sottopopolamento nei giorni intorno al 15: puoi andare a Trastevere di sabato e trovare parcheggio dopo averlo cercato "solo" 5/10 minuti, e quant'altro.

Sì, se andassi via da Roma definitivamente mi mancherebbero gli amici, la parte di popolazione non-coatta e con un grado decente di civiltà (i romani non-coatti, secondo me, sono le persone migliori di questo mondo - sì, ovvio che il mio è un giudizio condizionato), e tante belle cose che la città riserva sul piano estetico.
Mi mancherebbe la Lazio, certo. Ma più che lo stadio, proprio l'idea di stare nella città della Lazio.


Ma no, non è un bel posto per vivere. Abito a Montesacro-Talenti. 600 metri da Piazza Sempione. Ecco, da casa mia a quella Piazza, al mattino, impiego 20/25 minuti. Quasi mezz'ora per percorrere 600 metri. Non è vita. Sì, nel mondo esistono problemi più urgenti, infinitamente più drammatici e non paragonabili.
Ma se la Civilissima Europa, avanguardia dell'occidente e del mondo tutto (si fa per dire), è costituita da Capitali in cui passi ogni santo giorno della tua vita 25 minuti al giorno per fare 600 metri, no, non è una qualità di vita nemmeno lontanamente sufficiente.
Imho.

castroman77

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Lazionetter
* 1.049
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solo il nome, Roma, mi mette ansia. Per il resto quoto:


Citazione di: scignia il 04 Ott 2011, 16:57
[...]mi so liberato......
Io spesso parlo di questa cosa, ci stanno dei posti nel mondo dove ci si sente a casa "il luogo dell' anima" che spesso non coincide con il posto dove si è nati e si è vissuti per anni. All' inizio non capivo chi mi faceva questi discorsi, ora li comprendo in pieno. Un piccolo pezzo della propria felicità io credo stia proprio nel riuscire a trovare magari per fortuna o perchè lo si è voluto questo "luogo dell' anima" dove ci si sente a casa anche se si hanno amici e parenti lontano km, sono loro ad essere "fuori posto" non tu.
Io credo di averlo trovato sto posto.....

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