Sono andato via 25 anni orsono.
Fino al 2000 sono tornato 1 - 2 volte l'anno .
L'ultima un passaggio di 4 giorni con Famiglia .
Non ho piu' nessuno che ci vive (intendo famigliari) .
Non mi manca , non ci tornerei a vivere .
Mi manca solo il contatto con gli amici piu' veri , quelli con cui sei cresciuto , quelli che ti senti per telefono appena puoi . Quelli che chiami o ti chiamano per sostegno nei momenti difficili .
Ma questo dipende , forse , da un quartiere irriconoscibile (Delle Vittorie) a chi c'e' nato e cresciuto .
Ho scoperto solo qui , l'esistenza del ponte della musica ( :p ) .
Mi manca , credo di intendere la mia gioventu' , ma non ci tornerei a vivere .
E voi emigranti x caso ? e gli altri ?
Da 4 o 5 anni la evito, ma fra poco mi tocchera'.
Ho mia madre (alla quale lo devo, sara' venuta da me una ventina di volte di fila, ora) e due sorelle (una ora emigrata in campagna).
Ho un rigetto fisico, guardo avanti, alla prossima cita' in cui non ho ancora vissuto e che non ho ancora visitato.
Di passato conosco solo quello di verdura.
come fai ad amare Roma se stai bene?!
devi stà Male.
sennò è impossibile.
non solo devi stà pure in fissa a stacce. se è un Male passeggero prima o poi scendi, e lasci da solo il conducente.
che ne sò devi provare piacere a vedere che l'Umanità ha Fallito.
perchè te ce devi riconosce un pochetto per dire, si da altre parti è bello,è meglio.
ma appunto, io ndo ca220 vado...
:ssl
Una cagna in mezzo ai maiali.
Ho vissuto fuori per tre anni circa ai tempi dell'Università, e mi mancavano gli amici, i nemici, il traffico, il rumore, la Lazio soprattutto. Tornavo spesso, 2-3 vole l'anno, e ripartivo col magone, anche se fuori stavo bene.
Sono tornato e non vedevo l'ora di andarmene. E di nuovo me ne andai, per stare via altri 5 anni circa. Tornavo circa una volta l'anno, mi mancava la sicurezza dei posti noti, le voci, i sapori, gli scorci. Ma quando ripartivo, nessun magone, anzi mi allontanavo volentieri.
Sono tornato circa 5 anni fa. Non vedo l'ora di ripartire, andarmene di nuovo. Non ho più molti amici, anzi pochissimi, con l'età le amicizie si perdono. Non mi sento più a casa, ho un senso di disagio. Ho fatto di tutto, in questi anni, per riappropriarmi della mia città, per essere di nuovo accettato.
tra poco me ne andrò, e non mi mancherà più. Penso che molti abbiano condiviso il mio percorso.
Felice, felicissimo di aver abbandonato da anni quel bivacco di ignoranza e assoluto disprezzo del prossimo. Felice, felicissimo di non dover più "vagabondare" per ore in cerca di un parcheggio e di sperare che nessuno stro-nzo, ubriaco, deficente non ti righi la vernice metallizzata.
Felice, felicissimo di abitare in burinia in mezzo al verde dove i bambini non cercano il posto dove mettere le batterie al loro cane e dove sanno dove esce il latte che bevono la mattina e dove se vuoi dormire fino alle 10 la domenica mattina non c' è nessuno che ti rompe i cogl.... strombazzando sotto casa o che alza lo stereo a palla alle 7 di mattina.
Felice, felicissimo di vivere in un ambiente a misura d' uomo, in mezzo alla natura quella vera non i giardini di ghiaia di torpignattara dove sono cresciuto.....
Vivo a Roma dalla nascita, ma sento di condividere gli interventi qua sopra.
Vi dedico questo:
ti quoto scigna.
anzi, fai proseliti.
annatevene tutti.
perchè il problema è, che per fare "bene" quello che siamo sempre stati, bisogna essere un numero preciso.
adesso siamo troppi.
e manco più quello ce viene bene.
ne carne ne pesce.
Ogni anno da quando ho 15 anni vado via per qualche mese. A me Roma non piace, è invivibile. Amici, parenti e Lazio, ok. Ma quelli restano. La vita è una.
Non vedo l'ora di andare via.
Bel topic, un po' di amarcord.
Questa è la mia esperienza, per quel poco che vale.
Sono andato via 11 anni fa, prima Catania, poi Milano, poi Dresda, Monaco, ancora Dresda.
All'inizio mi mancavano cose belle come la Lazio, gli amici. La famiglia quasi mai a parte la mia sorellina, che è diventata donna. I ritorni "a casa" si sono sempre più diradati.
Gli amici sono rimasti uguali a quando sono partito, e cioè con la testa ancora al giorno in cui è finita l'uiniversità.
Per cui manco quelli mi mancano più di tanto (e si che magari qualcuno che legge Lazionet si potrebbe anche offendere). Ogni volta che stiamo insieme si finisce sempre a parlare del passato (e non di verdura purtroppo), perché si sono rassegnati a non avere un futuro.
C'era una campagna bellissima sulla via Portuense, facevo sempre quella strada quando tornavo a casa perchè era molto più bella di quanto si potesse godere dall'autostrada.
Nel giro di pochi anni mi hanno tolto anche quella con un bellissimo centro commerciale e la nuova fiera di Roma.
Uno scempio edilizio incredibile.
Ogni volta che ci casco e torno per le feste comandate (ma da chi?) sono talmente inghiottito nel vedere questa o quella persona che non riesco più a farmi una passaggiata serena con mia moglie, che pure lei è di Roma. La mia bambina è nata in Germania e se continua così la vedrà solo in cartolina, oltre a imparare a memoria tutte le strade che portano da un nonno all'altro.
Il disagio che provo ogni volta che torno mi porta a dire "pure stavolta che cavolo ce so' tornato a fa'".
Quest'anno due volte: abbastano e avanzano.
Anche perché non sono mai riuscito ad abbracciare la mia Lazio in quelle due occasioni.
Mi considero fortunato però di essere nato e vissuto per circa trent'anni nel mezzo di tanta bellezza. e fortunato che tale ricordo resta ancora intatto. Se dovessi viverci non sopporterei di vederla decadere.
Ma che volete che ve rispondo.
Io si, io ci tornerei, si, i prati nun ce stanno più, pure io c'ho 20 anni di più. MA é una risposta che non potrebbe mai essere definitiva, come, sono sicuro, gran parte di quelle che mi hanno preceduto.
Sono partito 15 anni fa, forse non tornerei solo per paura di sentirmi perso, una metropoli non é facile da domare.
Quando sono partito avevo 27 anni e pochi pensieri, il lavoro, qualche donna e poi il lavoro. Ora di valige ne ho molte di più. C'ho messo anni per domare Parigi, e quando dico domare dico riuscire a raccapezzarmi.
Mi mancano gli amici, mi manca la Lazio, mi mancano le passeggiate d'estate, il mare, i castelli, mi manca la mia famiglia, pero' questa é una parte della mia vita. L'altra s'é costruita qua. E' cosi', nun ce posso fa niente, va benissimo e me lo tengo. Io resto un romano.
Sono arciconvinto che se tornassi smetterebbero di mancarmi i miei amici, la Lazio, le passeggiate al centro e le gite al mare, le scampagnate ai castelli e tanto altro.
Pero' mi mancherebbe anche tanto di quello che ho costruito in questi 15 anni, minchia 15 anni, più ci penso e più c'ho il magone.
Pero', vado controvento e su questo argomento ci sono abituato, quando torno sono felice, mi sento ancora a casa mia, sento ancora che sta città demmerda (cit.) é ancora la città più bella del mondo. E mi ci sento bene.
Mi dico che vedere il sole che scende tra i tetti di roma dal lungotevere resta una delle cose più belle al mondo.
Scusami sono un po' confuso
dopo i trent'anni dicono che sia normale
che succede a tutti
nessuno escluso
e meno male che ho l'istinto e l'abitudine
ad arginare questo vuoto di inquietudine
perché se avessi meno cose per cui correre
dovrei guardare in faccia il buio
farmi raggiungere
Pesano senz'altro i miei trascorsi
sulle rive dell'Arrone
in questo modo di guardarsi da una nuova angolazione
pesa il fatto di non essere coperti dal segnale
e non è niente male
ma non è niente male
Ma c'era lei
c'era lei c'era lei
c'era sempre lei
era sempre lei solo lei
è vero era lei
la mia destinazione
io come un pendolino
verso la sua stazione
era davvero lei
vi sembrerà scontato
ma non si vede un velo
finchè non s'è levato
è vero era lei
tutta la sofferenza
lei era malattia e poi e poi
e poi convalescenza
era soltanto lei
a dare un ritmo al tempo
lei che rubava luce
e regalava vento
E fu per lei che un giorno
si inventò l'inferno
il senso più malato
della parola eterno
si è vero era lei
tutta la sofferenza
lei era malattia e poi e poi
e poi convalescenza
Ed era sempre lei
la mia filosofia l'integralismo puro
la vera ortodossia
e ancora lei la nota
che ho sempre avuto in testa
la bocca disegnata
dalla mia mano destra
E meno male che ho l'istinto e l'abitudine
ad arginare questo vuoto di inquietudine
Dovrei guardare in faccia il buio
farmi raggiungere
Pesano senz'altro i miei trascorsi
sulle rive dell'Arrone
in questo modo di guardarsi
da una nuova angolazione
pesa il fatto di non essere coperti dal segnale
e non è affatto male
non è affatto male
È vero era lei
la mia destinazione
io come un pendolare
dentro la sua stazione
Citazione di: italicbold il 04 Ott 2011, 15:26
Mi dico che vedere il sole che scende tra i tetti di roma dal lungotevere resta una delle cose più belle al mondo.
Se uno riesce ad abbandonarsi, a raggiungere un luogo della mente in cui cio' che ti passa a fianco ti scivola via, questi momenti un romano li vive solo a Roma.
Anch'io ce li ho quando torno. Ci fossero solo questi, ci vivrei.
Anch'io sono romano. A chi mi chiede ma come si fa a lasciare Roma, una citta' cosi' bella? Io rispondo prima che ci ho comunque vissuto 27 anni, non c'e' un posto in cui io abbia vissuto cosi' a lungo; gia' non e' male, no? e secondo che se avessi i miliardi ci tornerei di corsa. Se i miliardi consentissero di distaccarsi da tutto il merdaio che la riempie. Ma temo che neanche quelli bastino.
E siccome e' la mia citta', non le perdono quello che s'e' lasciata fare.
Citazione di: Tarallo il 04 Ott 2011, 15:31
Se uno riesce ad abbandonarsi, a raggiungere un luogo della mente in cui cio' che ti passa a fianco ti scivola via, questi momenti un romano li vive solo a Roma.
Anch'io ce li ho quando torno. Ci fossero solo questi, ci vivrei.
Anch'io sono romano. A chi mi chiede ma come si fa a lasciare Roma, una citta' cosi' bella? Io rispondo prima che ci ho comunque vissuto 27 anni, non c'e' un posto in cui io abbia vissuto cosi' a lungo; gia' non e' male, no? e secondo che se avessi i miliardi ci tornerei di corsa. Se i miliardi consentissero di distaccarsi da tutto il merdaio che la riempie. Ma temo che neanche quelli bastino.
E siccome e' la mia citta', non le perdono quello che s'e' lasciata fare.
Anche a te fanno la stessa domanda...:)
Citazione di: italicbold il 04 Ott 2011, 15:26
Io resto un romano.
Citazione di: Tarallo il 04 Ott 2011, 15:31
Anch'io sono romano.
Scusate l'estrema estrapolazione . Forse perche' al contrario di Tarallo , questo , per me , e' l'anno del trapasso (comincio ad aver vissuto di piu' FUORI Roma) , io comincio a sentirmi sempre meno romano . C'e' una parte di me che resiste , la parte di Peter Pan che ognuno di noi si porta dentro . E c'e' una parte che invece "spinge" per un maggior distacco o forse e' la consapevolezza di sapere che non tornero' mai piu' (miliardi o non :) ) .
E' la LAZIO l'unico appiglio per Peter Pan . E' poco ? E' stupido ?
P.S. : dimenticavo . mi manca la pizza bianca (se c'e' una cosa che ancora oggi mi fa incazzare , e' quando mi dicono .... ah la focaccia ! La focaccia ? :o
Allora io sto avanti a voi, c' ho vissuto 33 anni e poi non m' hanno crocifisso, mi so liberato......
Io spesso parlo di questa cosa, ci stanno dei posti nel mondo dove ci si sente a casa "il luogo dell' anima" che spesso non coincide con il posto dove si è nati e si è vissuti per anni. All' inizio non capivo chi mi faceva questi discorsi, ora li comprendo in pieno. Un piccolo pezzo della propria felicità io credo stia proprio nel riuscire a trovare magari per fortuna o perchè lo si è voluto questo "luogo dell' anima" dove ci si sente a casa anche se si hanno amici e parenti lontano km, sono loro ad essere "fuori posto" non tu.
Io credo di averlo trovato sto posto.....
Citazione di: COLDILANA61 il 04 Ott 2011, 15:53
P.S. : dimenticavo . mi manca la pizza bianca (se c'e' una cosa che ancora oggi mi fa incazzare , e' quando mi dicono .... ah la focaccia ! La focaccia ? :o
Anche a me, mi manca la rosetta, la ciriola, la pizza bianca bassa e croccante spaccata a metà e piena di mortadella, mangiarla era quasi orgasmico !! Mi mancano i cornetti del bar, i cannoli con la crema e le bombe fritte. Nessuno sa fare i cornetti o le rosette come a Roma, nessuno.
Citazione di: italicbold il 04 Ott 2011, 15:39
Anche a te fanno la stessa domanda...:)
Anche a me fanno la stessa domanda. Sono andato via da teenager e sono tornato ogni anno a volte piu a volte meno ma con tutto che ho familiari che adoro ed amici cari non riesco a stare bene a Roma se non da turista per piu di una settimana. Tante volte mi e' venuto il pensiero di tornare a vivere a casa a Roma e ne ho avuto anche l'opportunita' ma ogni volta quando mi immaginavo di viverci effetivamente tutto l'anno non resistevo ed ero sempre contento di tornare a casa mia a Londra.
Città tanto bella, quanto invivibile. Fondamentalmente è una città da 2 milioni scarsi di abitanti, in cui ce ne stanno più del doppio, sempre più stipati.
Me la godo ad agosto, quando rimaniamo pressappoco del "numero giusto", con addirittura picchi di sottopopolamento nei giorni intorno al 15: puoi andare a Trastevere di sabato e trovare parcheggio dopo averlo cercato "solo" 5/10 minuti, e quant'altro.
Sì, se andassi via da Roma definitivamente mi mancherebbero gli amici, la parte di popolazione non-coatta e con un grado decente di civiltà (i romani non-coatti, secondo me, sono le persone migliori di questo mondo - sì, ovvio che il mio è un giudizio condizionato), e tante belle cose che la città riserva sul piano estetico.
Mi mancherebbe la Lazio, certo. Ma più che lo stadio, proprio l'idea di stare nella città della Lazio.
Ma no, non è un bel posto per vivere. Abito a Montesacro-Talenti. 600 metri da Piazza Sempione. Ecco, da casa mia a quella Piazza, al mattino, impiego 20/25 minuti. Quasi mezz'ora per percorrere 600 metri. Non è vita. Sì, nel mondo esistono problemi più urgenti, infinitamente più drammatici e non paragonabili.
Ma se la Civilissima Europa, avanguardia dell'occidente e del mondo tutto (si fa per dire), è costituita da Capitali in cui passi ogni santo giorno della tua vita 25 minuti al giorno per fare 600 metri, no, non è una qualità di vita nemmeno lontanamente sufficiente.
Imho.
solo il nome, Roma, mi mette ansia. Per il resto quoto:
Citazione di: scignia il 04 Ott 2011, 16:57
[...]mi so liberato......
Io spesso parlo di questa cosa, ci stanno dei posti nel mondo dove ci si sente a casa "il luogo dell' anima" che spesso non coincide con il posto dove si è nati e si è vissuti per anni. All' inizio non capivo chi mi faceva questi discorsi, ora li comprendo in pieno. Un piccolo pezzo della propria felicità io credo stia proprio nel riuscire a trovare magari per fortuna o perchè lo si è voluto questo "luogo dell' anima" dove ci si sente a casa anche se si hanno amici e parenti lontano km, sono loro ad essere "fuori posto" non tu.
Io credo di averlo trovato sto posto.....
Citazione di: Dusk il 04 Ott 2011, 17:10
Città tanto bella, quanto invivibile. Fondamentalmente è una città da 2 milioni scarsi di abitanti, in cui ce ne stanno più del doppio, sempre più stipati.
Me la godo ad agosto, quando rimaniamo pressappoco del "numero giusto", con addirittura picchi di sottopopolamento nei giorni intorno al 15: puoi andare a Trastevere di sabato e trovare parcheggio dopo averlo cercato "solo" 5/10 minuti, e quant'altro.
Sì, se andassi via da Roma definitivamente mi mancherebbero gli amici, la parte di popolazione non-coatta e con un grado decente di civiltà (i romani non-coatti, secondo me, sono le persone migliori di questo mondo - sì, ovvio che il mio è un giudizio condizionato), e tante belle cose che la città riserva sul piano estetico.
Mi mancherebbe la Lazio, certo. Ma più che lo stadio, proprio l'idea di stare nella città della Lazio.
Ma no, non è un bel posto per vivere. Abito a Montesacro-Talenti. 600 metri da Piazza Sempione. Ecco, da casa mia a quella Piazza, al mattino, impiego 20/25 minuti. Quasi mezz'ora per percorrere 600 metri. Non è vita. Sì, nel mondo esistono problemi più urgenti, infinitamente più drammatici e non paragonabili.
Ma se la Civilissima Europa, avanguardia dell'occidente e del mondo tutto (si fa per dire), è costituita da Capitali in cui passi ogni santo giorno della tua vita 25 minuti al giorno per fare 600 metri, no, non è una qualità di vita nemmeno lontanamente sufficiente.
Imho.
A volte abbiamo percezioni che non corrispondono a verità.
Roma é una delle capitali europee con la minore densità di popolazione.
Roma ha (fonte wikipedia) 2149 abitanti per chilometro quadrato.
Parigi 20 980, oltre dieci volte di più. Londra 4505 abitanti/km2
Ma mi sembra giusto rimettere anche la questione sul giusto binario, io credo che il tempo per trovare parcheggio non possa essere un criterio di vivibilità, soprattutto se vogliamo fare il confronto con le altre città europee.
Il problema del traffico é un problema di cui Roma non ha l'esclusività. Non credo esista nessuna città aldisopra dei 2 milioni di abitanti in cui trovare parcheggio sia facile. In cui la circolazione non sia complicata.
Se questo é un criterio di vivibilità nessuna, e ripeto nessuna delle grandi metropoli europee é vivibile.
600 metri da percorrere in 20 minuti esistono ovunque ci siano agglomerazioni urbane ad altissima densità.
Io ne potrei citare decine nella civilissima Parigi. E nun me parlate de metro, per favore nun me parlate de metro, ve la farei prende io tutti i giorni la metro...
svuotata da tutto e tutti, rimane la città ineguagliabile (15 e 16 agosto oramai).
è come una bella fregna col numero di cellulare in bella evidenza, tu chiami chiami ma non ti risponde, allora riprovi e poi ritenti, levi la batteria, cerchi il segnale, niente, non ti risponde, non ti ha mai risposto, in cambio tu hai passato una vita a chiamarla.
è che è nata paesone, 100/200 mila patrizi ed il resto schiavi, accampati, ammucchiati, addossati l'uno all'altro, dentro un'insula, un girone dantesco, un grande raccordo anulare.
è che per viverci, e bene, ce devi avè i sòrdi, non lavorare. te alzi alle nove, caffettino, doccetta, un salto in palestra/piscina, pranzo con insalatina al club vista tevere (pineta del presidente, mare, lago), torni a casa per la pennichella, alle quattro te affacci a bottega a vedè il cinesino (cingalese, polacco) come se la cava, alle sei accompagni tua figlia al maneggio, la sera poi al ristorante.
e mentre di fuori la civi(l)tas muore, l'omo campa.
Bold, Roma è una città un po diversa da quelle che descrivi, ha un territorio molto vasto ma composto da borgate che durante il giorno sono quasi del tutto spopolate, Roma ha uno sviluppo urbanistico molto meno razionale di quelle da te citate, ha una viabilità di schifo perchè è una città storica e perchè non si è sviluppata con criterio. In più ha una rete di mezzi pubblici che è più vicina ad una città del terzo mondo che ad una europea. La gente piglia la macchina pure per portare i figli a scuola, che dista 300 m da casa. Quante macchine pro capite ci sono a Berlino o a Parigi ? Quante a Roma ? O meglio quanta strada fanno a piedi i parigini quanta i romani ?
Citazione di: NandoViola il 04 Ott 2011, 17:29
svuotata da tutto e tutti, rimane la città ineguagliabile (15 e 16 agosto oramai).
è come una bella fregna col numero di cellulare in bella evidenza, tu chiami chiami ma non ti risponde, allora riprovi e poi ritenti, levi la batteria, cerchi il segnale, niente, non ti risponde, non ti ha mai risposto, in cambio tu hai passato una vita a chiamarla.
è che è nata paesone, 100/200 mila patrizi ed il resto schiavi, accampati, ammucchiati, addossati l'uno all'altro, dentro un'insula, un girone dantesco, un grande raccordo anulare.
è che per viverci, e bene, ce devi avè i sòrdi, non lavorare. te alzi alle nove, caffettino, doccetta, un salto in palestra/piscina, pranzo con insalatina al club vista tevere (pineta del presidente, mare, lago), torni a casa per la pennichella, alle quattro te affacci a bottega a vedè il cinesino (cingalese, polacco) come se la cava, alle sei accompagni tua figlia al maneggio, la sera poi al ristorante.
e mentre di fuori la civi(l)tas muore, l'omo campa.
Scusate, faccio le pulci, siamo qui per discutere...non v'arrabbiate.
Io, di fronte alle spiegazioni di Scignia, ad esempio, non posso dire nulla, mi sembrano accettabili e soprattutto inattaccabili. Ma anche di chi ha fatto una scelta di vita personale diversa.
Ma pure questa del paesone e per viverci bene ci devi avere i soldi mi sembra abbastanza traballante. Ma secondo voi, a Londra o a Parigi, senza un euro se vive bene ? Ma a me mia figlia mica me la viene a prendere il sindaco per portarla a scuola. Cioé, io parlo di quello che conosco, ma voi la periferia parigina l'avete mai vista veramente ? La prossima volta che venite ve ce faccio fa un giro a Noisy le grand, a Saint Denis (attorno allo stadio), oppure a Clichy sous bois. Ma anche il centro, un bel giretto al 18° arrondissement nun ve lo toglie nessuno. Perché non é che se po fa il confronto tra gli Champs Elysée, o Oxford Street e il Laurentino 38.
Si, é vero, gli schiavi accampati, addossati l'uno all'altro a Roma ce fanno schifo, a Parigi li chiamiamo mercatino delle pulci. Che é più chic. Fa tanto Henry Miller.
Citazione di: scignia il 04 Ott 2011, 17:36
Bold, Roma è una città un po diversa da quelle che descrivi, ha un territorio molto vasto ma composto da borgate che durante il giorno sono quasi del tutto spopolate, Roma ha uno sviluppo urbanistico molto meno razionale di quelle da te citate, ha una viabilità di schifo perchè è una città storica e perchè non si è sviluppata con criterio. In più ha una rete di mezzi pubblici che è più vicina ad una città del terzo mondo che ad una europea. La gente piglia la macchina pure per portare i figli a scuola, che dista 300 m da casa. Quante macchine pro capite ci sono a Berlino o a Parigi ? Quante a Roma ? O meglio quanta strada fanno a piedi i parigini quanta i romani ?
Come volete voi. Sinceramente, questo é un magnifico forum, in cui un errore di Muslera, o un tackle di Ledesma viene scannerizzato e analizzato un miliardo di volte, assumendo una problematicità degna di un'università americana.
Poi, invece, chissà perché sul dogma "roma é una città di merda" o "l'Italia é un paese di merda" tutto questo sforzo viene meno. Le migliori menti di questo forum si obnubilano e diventano assolutamente impermeabili a ogni riflessione. Sarei tentato di risponderti con esempi, dati, cifre ma so che ridiventerebbe un io contro di voi su questo argomento senza un vero costrutto. perché dal dogma che a Parigi puoi parcheggiare sugli Champs Elysées é facilissimo, intendo senza utilizzare il parcheggio che te costa come una bistecca da chez Maxim's, dico proprio davanti al negozio Luis Vuitton, che a Parigi il traffico non esiste, che con la metro in 4 minuti (5 nelle ore di punta) attraversi la città trovando sempre il posto seduti, che le periferie, chiamiamole Banlieu che fa tanto bon ton, sono luoghi incantati dove il postino con la bicicletta e la baguette sotto il braccio saluta caldamente la vecchina che sta ascoltando una canzoncina di Aznavour, nun ve spostate.
Qualche tempo fa uno scrisse che roma era una città di merda perché per arrivare al centro ci metteva un ora di macchina. Dopo due pagine in cui il controcanto fu ferocissimo si scopri' che partiva da Formello.
Ecco, é questo che io non capisco. Continuo a non capire.
Io sono d'accordo con ib sul fatto che lo stesso si deve dire di Londra e Parigi: ci si vive bene se sei straricco, come dicevo io prima e ha spiegato benissimo Nando.
Pero' il resto della merda nelle altre citta' non c'e'. O non e' la stessa, ecco.
Io conosco Londra e molto meno Parigi, hanno i loro problemi di cui si puo' parlare in altro topic.
Noi siamo romani, e su questo ci scanniamo.
Citazione di: italicbold il 04 Ott 2011, 17:45
Scusate, faccio le pulci, siamo qui per discutere...non v'arrabbiate.
Io, di fronte alle spiegazioni di Scignia, ad esempio, non posso dire nulla, mi sembrano accettabili e soprattutto inattaccabili. Ma anche di chi ha fatto una scelta di vita personale diversa.
Ma pure questa del paesone e per viverci bene ci devi avere i soldi mi sembra abbastanza traballante. Ma secondo voi, a Londra o a Parigi, senza un euro se vive bene ? Ma a me mia figlia mica me la viene a prendere il sindaco per portarla a scuola. Cioé, io parlo di quello che conosco, ma voi la periferia parigina l'avete mai vista veramente ? La prossima volta che venite ve ce faccio fa un giro a Noisy le grand, a Saint Denis (attorno allo stadio), oppure a Clichy sous bois. Ma anche il centro, un bel giretto al 18° arrondissement nun ve lo toglie nessuno. Perché non é che se po fa il confronto tra gli Champs Elysée, o Oxford Street e il Laurentino 38.
Si, é vero, gli schiavi accampati, addossati l'uno all'altro a Roma ce fanno schifo, a Parigi li chiamiamo mercatino delle pulci. Che é più chic. Fa tanto Henry Miller.
quello che non riesci più a vedere è che ormai la nostra città è diventata un unico laurentino38: te sparano in faccia pure a prati, ti lamano per un parcheggio, te rincorrono per una precedenza.
i quartieri off-limits esistono dappertutto (brixton ad es.), quello che voglio dire è che qui si è incarognito tutto, siamo tanti, troppi e troppo incazzati, la gente si guarda covando il rancore senza nemmeno sapere il perchè e questo è generalizzato in tutta roma e provincia, è un fenomeno che attraversa i quartieri, le borgate, i paesi, più o meno limitrofi.
questa sensazione non l'avverti a londra, madrid o parigi, almeno non dappertutto, sicuramente non in quartieri centrali, almeno io non l'ho ravvisata. inoltre i servizi essenziali in queste città funzionano, si lo so, la metro è un carnaio da te, però caxxo c'hai 13 linee a disposizione, qui stiamo ancora alla lettera B e per passare alla C non so quanto altro tempo ci vorrà: non è concepibile un disservizio simile in una grande capitale europea! vogliamo parlare del lavoro a roma? non esiste più, non la speranza, neanche l'idea di un contratto stabile, nel mio campo (informatica) c'è gente che alla soglia dei quaranta ancora sta appeso a contratti a progetto (malattia/ferie/contributi non pagati), per fartela breve:
1) te alzi la mattina, te metti in coda in macchina, rischi de litigà al primo semaforo
2) lasci la maghina all'anagnina, prendi la metro, che assomiglia ad una scatola di sardine lasciata marcire il 15 di luglio sotto al sole
3) arrivi al lavoro, pe guadagnà meno de 1400 euro a progetto, e te devi sentì pure fortunato che lavori
4) esci dal lavoro, te rinfili nell'odorosa scatola de sardine di cui sopra (e uno scureggia pure), prendi la maghina (te l'hanno rigata, bestemmia, nun c'hai i sòrdi pe il carrozziere) te rimetti in coda, stavolta però hai tirato fòri la katana dal portabagagli, uno te sòna al primo semaforo, je fai vedè la katana, te fermano i caramba, multa (stavi a scherzà, fai arti marziali)
5) riparti, accenni la radio, c'era l'anticipo del posticipo del participio passato degli eredi di un grande impero: la roma ha segnato, vince in trasferta...
andrè, ridiamoci sopra, ma qui sopra (eddue) t'ho descritto (vabbè con qualche licenza poetica) la dura vita di chi è rimasto: tu, la prossima volta che mi dici che vuoi tornare, te ce manno.
Posso dire una cosa, anche se non sono romana?
L'incarognimento è un segno dei tempi ed è frutto di un incubo individuale e di massa: un futuro che è diventato quasi inimmaginabile, in un'epoca in cui quasi tutte le garanzie fondamentali per averne uno, sono andate a farsi fottere. Un'epoca che ai diritti ha anteposto i beni. Non ne hai: vali meno di un vasetto di tonno in vetro. Sei scaduto. Sei niente.
Nando, non c'è parola che tu abbia detto che non sia vera anche per me o evento che tu abbia descritto che io non abbia visto anche da me. La differenza è che Roma, per quantità di gente che vi risiede o vi transita è diventata una megalopoli asfittica. Il disagio rimpalla su milioni di spalle, diventa un muro ciclopico insostenibile, diventa aria solida. Ti toglie il fiato. Posso garantirti che l'aria manca anche a me. Ma capisco anche quanto questa sensazione possa essere amplificata a Roma.
Però, se posso dire una cosa, credo che Andrea volesse dire anche altro. E cioé che troppo spesso l'insofferenza, il malessere di vivere in società al limite della sopravvivenza, nevrotiche, imbarbarite, degradate, ci fa avere (anche perché gli esseri umani conservano un bisogno fondamentale: quello di sognare) una visione idilliaca o, quanto meno, edulcorata, di altri luoghi che conosciamo in modo marginale e, dunque, si prestano a voli di fantasia. Andrea contrasta la nostra realtà con la sua, ma non credo lo faccia per partigianeria o romanticismo adoloscenziale. Credo solo che voglia affermare una verità incontrovertibile: le città inferno le fanno gli esseri umani. Tutti. Poi, sì, esistono differenze che fanno capo ai vari livelli di vivibilità. Eppure io credo che la vivibilità nei grandi centri urbani sia quasi un'illusione. La vivibilità è data dai luoghi a misura d'uomo, non da una distesa di case a perdita d'occhio, con le strade intasate di gente che bestemmia a giusta ragione tutti i santi, e le metro che vomitano centinaia di persone al secondo. Questa è una vita da termiti. Insomma, ma come cazzo si fa a stare bene in queste condizioni? A Roma, a Parigi, a Londra, a Napoli, a Buenos Aires, o in culonia.
Scusate la divagazione. Capisco anche perché vi scanniate (cito Tarallo). E' solo che mi dispiace, perché credo che le ragioni non siano solo da una parte.
Ma certo che gli inferni li realizzano gli uomini, solo che qui manco la compagnia e` buona. Prendi la cultura, cioe` Roma sto a Roma, in una visita di qualche anno fa al museo nazionale alle terme di diocleziano, una delle dipendenti, credo fosse restauratrice ci raccontava di questa ossessione dei tagli che li rincorreva e loro a strappare le briciole anno dopo anno, insomma sembravamo di parlare da sfigata, che non aveva capito nulla di come si vive, a sfigati che non sapevano piu` che caxxo ci facevano li dentro: no dico uno dei piu` importanti musei di roma e quindi del mondo. Al louvre, al d`orsay, al cliny,al british, al prado, mi sono sentito nei testicoli dell`universo, una cosa viva in movimento, seguita, finanziata, curata. Qui e` rimasto un discorso tra morti che non possono essere piu` compresi.
Io amo Roma.. ma perchè ho vissuto e vivo una serie di circostanze felici... sin dalle scuole... Asilo? Montessori a forte antenne, in mezzo al bosco... medie? Villa Ada, dentro il parco.. poi certo. mi so' fatta tanti anni di Piazza Gondar.. dio mio... ora vivo in una bella zona, silenziosa, che il fine settimana dormo fino alle 13 e non sento una mosca.. .e vado in ufficio a piedi.... ecco.. mi piace tutto questo.. ma confesso.. appena esco dal mio magico mondo, mi verrebbe voglia di scappare... e poi divento cacasotto.. 'ndo vado? che faccio? di che vivo? come posso lasciare i miei qui? amici?? pochi, pochissimi ma li vedo poco anche ora, li sento, li sento sempre, ci stanno da anni... e continuerebbero a starci...
Vorrei scappare si.. ma rimango qui
Roma è la mia città. E la amo tanto quanto la dovrei odiare.
Perchè, esempio recentissimo, sono due giorni che per percorrere 5 fottutissimi km di RM-Fiumicino impiego 40'.
Come fai ad amare una cosa così? Poi, magari, il weekend lo vai a passare a Todi piuttosto che a Pienza e dici:"Càzzo, è qua che dovrei venire a vivere". Ma non lo fai.
Perchè tanto sai che Roma è il traffico ma è anche il capolavoro del Bernini messo lì che manco ci fai caso.
Perchè è il [...]e con lo scooterone (che non potevano non fare rima) che ti passa a destra e si gira guardandoti incazzàto ma sono anche i vecchi nei bar di quartiere che giocano a carte (sì, ce so' ancora).
Perchè Roma è come la Lazio. Bella, bellissima. La più bella di tutte.
Ti fa incàzzare almeno quanto ti fa innamorare. La sua gente vorresti a volte scorticarla ma senti di farne parte indissolubilmente.
Ho girato il mondo. E ho visto almeno una dozzina di città dove mi trasferirei domani.
Se ancora non l'ho fatto è perchè ho la sfortuna di provenire dalla più bella di tutte.
(anche se, per qualcuno, pare sia diventata Berlino nel '39).
Citazione di: Fiammetta il 04 Ott 2011, 19:41
Posso dire una cosa, anche se non sono romana?
L'incarognimento è un segno dei tempi ed è frutto di un incubo individuale e di massa: un futuro che è diventato quasi inimmaginabile, in un'epoca in cui quasi tutte le garanzie fondamentali per averne uno, sono andate a farsi fottere. Un'epoca che ai diritti ha anteposto i beni. Non ne hai: vali meno di un vasetto di tonno in vetro. Sei scaduto. Sei niente.
Nando, non c'è parola che tu abbia detto che non sia vera anche per me o evento che tu abbia descritto che io non abbia visto anche da me. La differenza è che Roma, per quantità di gente che vi risiede o vi transita è diventata una megalopoli asfittica. Il disagio rimpalla su milioni di spalle, diventa un muro ciclopico insostenibile, diventa aria solida. Ti toglie il fiato. Posso garantirti che l'aria manca anche a me. Ma capisco anche quanto questa sensazione possa essere amplificata a Roma.
Però, se posso dire una cosa, credo che Andrea volesse dire anche altro. E cioé che troppo spesso l'insofferenza, il malessere di vivere in società al limite della sopravvivenza, nevrotiche, imbarbarite, degradate, ci fa avere (anche perché gli esseri umani conservano un bisogno fondamentale: quello di sognare) una visione idilliaca o, quanto meno, edulcorata, di altri luoghi che conosciamo in modo marginale e, dunque, si prestano a voli di fantasia. Andrea contrasta la nostra realtà con la sua, ma non credo lo faccia per partigianeria o romanticismo adoloscenziale. Credo solo che voglia affermare una verità incontrovertibile: le città inferno le fanno gli esseri umani. Tutti. Poi, sì, esistono differenze che fanno capo ai vari livelli di vivibilità. Eppure io credo che la vivibilità nei grandi centri urbani sia quasi un'illusione. La vivibilità è data dai luoghi a misura d'uomo, non da una distesa di case a perdita d'occhio, con le strade intasate di gente che bestemmia a giusta ragione tutti i santi, e le metro che vomitano centinaia di persone al secondo. Questa è una vita da termiti. Insomma, ma come cazzo si fa a stare bene in queste condizioni? A Roma, a Parigi, a Londra, a Napoli, a Buenos Aires, o in culonia.
Scusate la divagazione. Capisco anche perché vi scanniate (cito Tarallo). E' solo che mi dispiace, perché credo che le ragioni non siano solo da una parte.
Ao, dopo 13 anni c'é voluto una persona eccezionale come Fiammetta per capire quello che dico.
Io nun ve sto a convince che Roma é magnifica ed eccezionale, io, e lo ripeto, sto solo cercando di far capire che la merda é una delle cose più condivise al mondo, che nun c'avemo l'esclusiva in Italia. Che se é una strunzata "italiani brava gente" lo é anche "italiani gente demmerda". Cosi' per principio.
Il 90% delle ragioni che indicate per dire che Roma é una città demmerda farebbero di Parigi lo stesso una città demmerda. Altro che civilissimo nord. Che in ogni santissima metropoli europea ce sta il traffico, per parcheggiare ce passi le giornate e la gente se scanna pe strada. Senno' non sarebbero metropoli.
E voi ancora me parlate del Louvre, degli Champs Elysées, ma quella non é la vita vera, quella é turismo.
Io so l'unico qui dentro, a meno che JA non m'ha nascosto la sua paternità, che porta una ragazzina a scuola a Parigi.
E le macchine incastrate in ottava fila ce stanno pure qua. Questo per rispondere a Scignia.
La gente che nun arriva a fine mese ce ne sta a bizzeffe pure qua, sempre de più, sempre de più. Ma che ve credete che i parigini passano le giornate al Louvre...al 99% cento dei parigini nun je ne po fregà una minchia del Louvre, je frega de mette insieme il pranzo con la cena.
Io sul topic della città fascista non sono intervenuto, una mia amica s'é fatta violentà in un commissariato della civilissima Parigi. Ha passato una notte nuda con gli agenti della civilissima polizia francese, non come quei fascisti demmerda italiani, che bevevano birra e la toccavano. E il giorno dopo l'avvocato gli ha detto che era inutile sporgere querela. So sicuro che in quella nottata del Louvre nun gliene poteva fregà de meno.
Se andaste a leggere le statistiche degli omicidi compiuti a Roma e a Parigi ve mettereste paura. De veni.
Qui ammazzano i ragazzini de 12 anni con un colpo in faccia.
L'ho già scritto, l'accademismo, la prudenza, la cura, l'attenzione che mettiamo nell'analizzare una giocata di Hernanes la dimentichiamo inspiegabilmente quando il terreno é fertile per una incolonnata di "roma città demmerda".
Fu considerato un "crimine" dire che Muslera era una pippa perché aveva preso 5 gol contro il Milan, era una mia percezione da tifoso, mi fu spiegato che il movimento delle ginocchia, la posizione delle mani, che la recchia sinistra, che era un giudizio affrettato la rava e la fava. E io che ce credevo.
Lo so sbaglio io che quando torno a casa dal week end me faccio 3 ore de ingorgo. Sbaglio sicuramente io, che non so di vivere nella civilissima europa del nord e che non dovrei sta nel traffico. Sbaglio io quando cerco per ore un parcheggio sotto casa, perché nella civilissima parigi il parcheggio é come nei film, se trova sempre e nun se chiude neanche la macchina. Perché nelle civilissime città del nord le macchine nun le rubano.
(Io te capisco e te seguo, ma su Muslera hai toppato :DD )
Per quanto mi riguarda sostenere che Roma si è incarognita e infascistita non equivale affatto a dire che altrove se sta mejo. Il fatto che anche a Parigi la polizia ecceda non può essere utilizzato per sminuire il REALE declino di senso civico e civiltà che si respira in questa città sempre più demmerda. Il senso di oppressione che si percepisce qui è tipico de qui: per questo motivo si evocano antichi fasti del ventennio. Il balcone di piazzavanezia ce l'avemo qui (e a 50 mt, dietro l'angolo, vive ed esercita er Tappo de viagra). Non risulta che sia al Marais, per dire. A Parigi o altrove hanno certamente i loro càzzi, e nessuno lo nega o vuole fare finta de gnente, ma questo è il topic su Roma. O no?
Citazione di: Tarallo il 05 Ott 2011, 08:14
(Io te capisco e te seguo, ma su Muslera hai toppato :DD )
Per questo l'ho usato come esempio.... :DD
Citazione di: carib il 05 Ott 2011, 09:22
Per quanto mi riguarda sostenere che Roma si è incarognita e infascistita non equivale affatto a dire che altrove se sta mejo. Il fatto che anche a Parigi la polizia ecceda non può essere utilizzato per sminuire il REALE declino di senso civico e civiltà che si respira in questa città sempre più demmerda. Il senso di oppressione che si percepisce qui è tipico de qui: per questo motivo si evocano antichi fasti del ventennio. Il balcone di piazzavanezia ce l'avemo qui (e a 50 mt, dietro l'angolo, vive ed esercita er Tappo de viagra). Non risulta che sia al Marais, per dire. A Parigi o altrove hanno certamente i loro càzzi, e nessuno lo nega o vuole fare finta de gnente, ma questo è il topic su Roma. O no?
E' questo il punto. Non si capisce perché, se uno parla di una propria esperienza sensoriale, personalissima, debba essere "catechizzato".
Si parlava di Roma, del fatto che molti la percepiscono come accalcata, strabordante, e conseguentemente incattivita e quant'altro.
E' come se io mi lamentassi dell'Olimpico dicendo che è scomodo e si vede poco e mi si replicasse che pure l'Emirates Stadium ci ha i suoi problemi e wikipedia dice che, non so, ospita meno spettatori: la cosa non renderebbe in alcun modo migliore la mia visuale all'Olimpico.
il Qusrtiere "MIo" pare Baia Domizza.
Nel senso che pare una Spiaggia, zozza, dove il Bagno te lo faresti solo in cambio de 5000 euri.
Le case so basse ed Esiste una MAgia particolare secondo la Quale a Certe ore, se fumi, Pare de stà a Torvajanica, o simili.
l'Architettura è come l'architetti sonon soliti dire, Spontanea.
il Che confereisce alla cosa uno skyline molto particolareggiato, eterogeneo, anarchico.
il Quadraro, Vecchio, è proprio bello.
Sà di Cumino, Curry, e a tratti di Matriciano.
Insomma Fico.
se non dovessi Lavorare, cioè raggiungere un altro luogo, ad una ora stabilita e rigida, io sarei Felice.
beh si insomma, "felice".
micomprerei pure il Gommone, e me farei i giretti lì davanti, e lasciarmi cullare dalle onde..
sai che penniche.
andre',
te volemo tutti bene e, probabilmente, ci hai ragione tu
però, non torna' a roma
perchè se parigi te fa 'st'effetto, a roma te leggemo sur giornale
Citazione di: porgascogne il 05 Ott 2011, 10:41
andre',
te volemo tutti bene e, probabilmente, ci hai ragione tu
però, non torna' a roma
perchè se parigi te fa 'st'effetto, a roma te leggemo sur giornale
Io me ce incazzo co voi perché ve vojo bene.
E reputo Dusk una delle più belle teste che scrive qua sopra.
Su Carib c'ho già qualche dubbio.... :P :DD
Mo basta miele,
solo fiele....
:diab: :diab: :diab: :diab: :diab:
Citazione di: Dusk il 05 Ott 2011, 09:33
e wikipedia dice che..
(wikipedia non dice
anzi dice che
Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che...... )
:))
Ma italic - ti ringrazio e contraccambio - abbi pazienza. La mia è una percezione personalissima e limitata a Roma. Non si tratta di confronti con Parigi, a cui non stavo minimamente pensando quando scrivevo. O meglio, ti confesserò che mentre lo facevo ti pensavo e pensavo saresti intervenuto scrivendo quello che hai scritto.
Qui non è questione di convincere qualcuno (prima ho scritto "catechizzare", tra virgolette, ma questo intendevo), di statistiche o di chissà cosa. Roma mi suscita questa percezione. Sono andato via da lì il 1 settembre, e l'ultimo ricordo che ho è una Roma a misura d'uomo, come lo è stata per tutto il mese, e ho notato che l'atteggiamento di tutti cambia: addirittura una sera ho avuto un cordiale scambio di sorrisi e convenevoli in macchina "prego, passi lei", sul lungotevere. Gli altri 11 mesi l'anno sarebbe finita a coltellate.
Ma a parte questo, il punto non è convincere del fatto che esistono altre città con densità maggiore, o che le statistiche possano "smentire" qualcosa. Per antonomasia, una percezione sensoriale non si può smentire. Se all'Olimpico non si vede bene la partita, il fatto che esistano stadi similmente mal congegnati non mi allevia.
Poi, personalmente, non ho fatto alcun confronto. So che tu vivi a Parigi e che hai preso come sorta di "missione", come tu stessi ammetti, il voler convincere il prossimo di qualcosa.
Ma, nel mio e in molti altri casi, non c'è nulla da convincere: non ho sottointeso "Parigi è meglio", né l'hanno fatto altri.
Quando ho letto che mi rispondevi che il traffico c'è anche in altre città, ti confesserò che ho pensato che mi stavi prendendo per cretino. O, inspiegabilmente, per una persona che ha vissuto tutta la vita confinata nel proprio quartiere e col divieto assoluto di scambiare informazioni con il prossimo o di accedere a stampa, internet, televisione, cinema eccetera.
Per me, Roma si è incattivita, dà la sensazione di essere accalcatissima, ecc.ecc.
Come sia in posti in cui non ho vissuto non lo so. Però sono piuttosto sicuro che la trovo incattivita, più accalcata e invivibile, anche rispetto a dieci anni fa: mia percezione nel 2011 e mia percezione nel 2001. Null'altro.
:)
Citazione di: Dusk il 05 Ott 2011, 11:02
mia percezione nel 2011 e mia percezione nel 2001.
che poi, incindentalmente, il 2001 è forse stato l'anno più invivibile di questa città.
Con gli innominabili che transennavano strade per imbrattare, distruggere, festeggiare.
In quei momenti ho sognato Nerone.
Citazione di: Dusk il 05 Ott 2011, 11:02
Questo é un po il problema delle percezioni, hanno un quoziente elevato di soggettività che le rendono deboli in uno scontro dialettico.
Nella mia prima risposta al tuo post io infatti rispondevo alla tua percezione di sovrabbondanza che non corrispondeva ai dati di densità di Roma.
Rimarcavo che il problema della circolazione e del sovraffollamento é un problema comune alle grandi metropoli.Tanto che affermo
CitazioneSe questo é un criterio di vivibilità nessuna, e ripeto nessuna delle grandi metropoli europee é vivibile.
Il che in una discussione su Roma non mi sembrava tanto off topic.
Poi é ovvio che la discussione ha preso pieghe parallele, il che non mi sembra neanche cosi' grave.
Fiammetta ha ben compreso che la mia non é una "missione", ma soltanto la necessità, perché no dialettica, di dare una profondità, quindi una problematicità, all'affermazione usata e abusata di "roma città di merda" che comincia ad avere la stessa valenza, su questo forum, di "fatte er mec".
Facciamo una cosa allora Andrè, Roma a detta dei romani è una città de merda ma pure Parigi a detta dei parigini, poi c'è pure Tarallo che se n' è passate un altro paio di città di merda.
Insomma non è che se tutti rubavano Craxi era meno ladro.
Notizia di oggi: le cabine degli autisti ATAC saranno presto blindate, per evitare le aggressioni sempre più frequenti.
Le cabine blindate ci sono a Città del Messico, Città del Guatemala, Caracas. Forse qualche capitale africana.
Ma di che stiamo a parla'?
Rilancio e provoco .
Sono d'accordo con IB . Il traffico ed altre merde esistono ovunque . Qualcuno ha parlato di "luogo dell'anima" .
Per me NON e' Roma , NON e' Milano (3 anni) , NON e' la Brianza dove vivo adesso .
Ho aperto questo topic sull'onda di altri dove ho visto posizioni giuste , alcune condivisibili , altre meno .
Nella "mia" Roma anni 70 e 80 , non c'erano rose e fiori , esistevano varie tipologie :
Il romano caciarone e "naif" (ps preferivo Campo de Fiori a Trastevere) .
Il romano pariolino .
Il romano piccolo borghese e ministeriale
Il romano proletario .
Il romano intellettuale.
Il romano coatto.
Aggiungete se volete .....
Dalle persone con cui parlo , da voi che ci vivete e da quello che scrivete , da quelli arrivati qui negli ultimi anni , dai media e soprattutto dalla televisione sembra che per una sorta di evoluzione darwiniana si stiano creando le condizioni (qualcuno giustamente ha sottolineato che non sono le migliori ) affinche' l'unica specie non in via di estinzione , anzi predominante , sia quella del coatto . Una specie che ha fagocitato le altre e si e' evoluta anche e soprattutto al suo interno. Dal coatto verdoniano a quello amendoliano (ho il terrore di scoprire questa specie anche fra i Laziali ( battuta eh , non senso di superiorita' ) .
Roma non piace neanche ad alcuni di Voi . Da Roma anche alcuni/e di voi se potessero , scapperebbero .
L'ambiente sta cambiando i Romani . I Romani stanno cambiando Roma . In un circolo vizioso e senza fine.
Sto "percependo" .
Ogni singolo individuo abitante a Roma ed ogni singolo individuo di questo forum non deve sentirsi chiamato in causa . Ognuno e' responsabile dei suoi atti .
Citazione di: COLDILANA61 il 05 Ott 2011, 12:35
Roma non piace neanche ad alcuni di Voi . Da Roma anche alcuni/e di voi se potessero , scapperebbero .
L'ambiente sta cambiando i Romani . I Romani stanno cambiando Roma . In un circolo vizioso e senza fine.
Sto "percependo" .
Ogni singolo individuo abitante a Roma ed ogni singolo individuo di questo forum non deve sentirsi chiamato in causa . Ognuno e' responsabile dei suoi atti .
Esatto, ormai questa città è in mano a una genia di guitti, che rappresentano un fetta molto ampia della popolazione, che vivono (e bene) di espedienti o altro... Di conseguenza, le "regole" non scritte della convivenza civile sono in funzione loro, non dei cittadini.
Il problema non è il traffico nelle ore di punta, ma il fatto che alla 11 di mattina una strada media di una zona periferica è più trafficata della quinta avenue. Il parcheggio in terza fila esiste quasi ovunque, ma qui è tollerato, non esiste nessun deterrente... quando uno di noi trova la propria auto "chiusa" non può far altro che suonare il clacson e beccarsi gli insulti dei passanti. non so se mi spiego.
Citazione di: scignia il 05 Ott 2011, 12:26
Facciamo una cosa allora Andrè, Roma a detta dei romani è una città de merda ma pure Parigi a detta dei parigini, poi c'è pure Tarallo che se n' è passate un altro paio di città di merda.
Insomma non è che se tutti rubavano Craxi era meno ladro.
Ho vissuto a San Francisco 6 anni, ed e' tutt'altro che una citta' di merda.
E' in un paese che io considero di merda, questo e' il suo problema.
Ma anche qui IMHO noi nun ce famo manca' gnente. E non e' OT, anzi.....
Nel '78 ho vissuto a Londra per un anno. Stanco di Roma e del suo provincialismo, delle scarse prospettive che avevo eccetera.
Eppure dopo un anno mi accorsi che anche li mi consumavo, né più né meno che a Roma, solo la gente attorno era leggermente diversa.
Fu una cosa abbastanza graduale e cominciai a vedere le differenze tra i due modi di vivere. Sicuramente caciarone, falso, cafone a volte anche abietto, quello romano ; quello londinese, freddo, distaccato, pressoché indifferente, puritano e nello stesso tempo spregiudicato.
E più la mia vita scorreva finalmente libera e tranquilla e finalmente evoluta, più non mi piaceva tutta quella democrazia e mi mancava tutta la bassezza unita alla bellezza di Roma.
Perché vedevo che tutte le bellezze di Roma sono anche legate alla sua bassezza a un' umiltà che ti distrugge e uccide, anche con odio, ma è un odio caldo.
È stato scritto che la Svizzera in secoli di pace ha donato alla storia l'orologio a cucù e l'Italia in secoli di guerre anche fratricide ha donato alla storia il Rinascimento.
Nel '78 non avevo mai visti a Roma Homeless, li avevo visti solo nei film e per la prima volta li vidi con i miei occhi a Londra, in pieno centro. Erano tanti, troppi, gente che vedevi per terra sui marciapiedi malata e sporca. A volte sembravano morti o molto malati e la gente li scavalcavano come si fosse trattato di una cosa qualsiasi, quasi come se non esistessero. Non mi ricordo a Roma di gente così povera, o almeno non viveva in quell'indifferenza, quella che adesso abbiamo anche noi. Ci siamo evoluti. Allora Roma non era così, nessuno avrebbe scavalcato un moribondo su un marciapiede, a Roma gli avrebbero prestato soccorso.
Questa indifferenza, questo grado di civiltà mi stava sempre più sul gozzo. E non vedevo di tornare, per schiattare, ma con un mavammoriammazzato piuttosto che in una civile indifferenza..
E comunque il problema di Roma io so che non sono i cafoni, che fanno solo un po' di colore, ma certi porci puliti fuori come damerini, che la comandano.
Insomma non credo siano i romani o i cafoni a sporcarla o a toglierle la bellezza ma gente molto civile si.
Per questo finché potrò non la lascerò mai. Perché altro la sporca.
Citazione di: italicbold il 05 Ott 2011, 10:48
Su Carib c'ho già qualche dubbio.... :P :DD
pure io, pensa te :DD :beer:
La butto lì, due momenti chiave [così estrometto IB dalla conversescion :)]: il giubileo che - preti a parte - ha convogliato enormi flussi di denaro verso la parte meno acculturata della città creando poli di potere privi dell'educazione sociopolitica necessaria per guidare una metropoli così complessa*, e l'elezione di alemanno (inutile che spiego..).
*La metto in questo modo per evitare querele al sito
Io quand'ero regazzino al Pigneto manco me ce avvicinavo.
Eppure stava a 300 metri da casa mia.
Mio nonno ce diceva de non avvicinarci, era pieno di drogati, balordi e quant'altro.
Vent'anni fa se uno te diceva che abitava al Pigneto gli mettevi una mano sulle spalle e lo rincuoravi.
Mo é diventato il Greenwich Village.
Per dire, le città cambiano, a volte meglio a volte peggio.
Io posso dire che Roma è Roma e non la cambierei con nessun luogo al mondo. Ho vissuto per svariati anni all'estero sia in adolescenza che poi ora che ho finito l'università, per cercare il lavoro visto che in italia ci sta poco e niente.
Bhe per me Roma, malgrado certi individui, rappresenta il "paradiso" coi suoi grandi pregi ed enormi difetti, e non la cambierei con nessuna città al mondo. Diciamo che ogni volta che torno è come riappropiarsi di qualcosa di unico, indescrivibile. Un legame indissolubile che potrei descrivere come simile a quello con la Lazio. Poi ci sono le persone a cui tengo di +, e perciò ogni volta che torno è una gioia.
alla fine non è un problema di percezioni, cmq
IB vive a Parigi e riferisce del disagio a viverci (esagero)
noi che viviamo a roma, riferiamo del ns
io quando vado a parigi sto in grazia de dio
IB ce sta quando torna a roma
è paragonabile solo la seconda di realtà, in quanto vissuta altrove e sulla "fuga" basata sul sentirsi turista (non ci sono cazzi, andre': oramai per roma tu sei un turista e così la vivi quando ce aritorni 8) )
la prima realtà, quella del vissuto, è dissimile in quanto i parametri non sono uguali
voglio dire, i turisti vengheno a roma e vanno via belli contenti dopo sòle, sole, patacche, file e mazzolate
a loro frega nulla della metro di due o tre linee in quanto la percezione è quella del turista
ma quando ci vivi, due linee o 13, fanno ammazza se fanno
a mosca ci sono stato molto tempo
ho fatto i turista, ho lavoricchiato, ci ho vissuto
clima di merda, gente maleducata, un traffico che parigi al confronto è norcia
però, in 20 minuti stai dall'altra parte della città
a roma ce metteresti 4 giorni
di conseguenza ci ho un bel ricordo
Citazione di: porgascogne il 05 Ott 2011, 15:15
non ci sono cazzi, andre': oramai per roma tu sei un turista e così la vivi quando ce aritorni 8) )
Ve piacerebbe.
:diab: :diab: :diab:
Citazione di: fabichan il 05 Ott 2011, 12:29
Notizia di oggi: le cabine degli autisti ATAC saranno presto blindate, per evitare le aggressioni sempre più frequenti.
Le cabine blindate ci sono a Città del Messico, Città del Guatemala, Caracas. Forse qualche capitale africana.
Ma di che stiamo a parla'?
Guarda che secondo me hai frainteso.
Le blindano per impedire reati dagli autisti, non sugli autisti.
Lasciamo perde va. Che il più pulito, qui, c ha la rogna...
Citazione di: italicbold il 05 Ott 2011, 13:41
Io quand'ero regazzino al Pigneto manco me ce avvicinavo.
Eppure stava a 300 metri da casa mia.
Mio nonno ce diceva de non avvicinarci, era pieno di drogati, balordi e quant'altro.
Vent'anni fa se uno te diceva che abitava al Pigneto gli mettevi una mano sulle spalle e lo rincuoravi.
Mo é diventato il Greenwich Village.
Per dire, le città cambiano, a volte meglio a volte peggio.
Infatti i locali hanno dovuto mettere le catene addosso alle sedie per lucchettare le borse.
Comunque tuo nonno aveva ragione, li c' abitavo io e i miei amici, spesso mozzicavamo altre volte abbaiavamo solo.....
Vado controcorrente come er barcarolo! Amo Roma...da morire. Con i suoi difetti, i suoi pregi, le sue innumerevoli contraddizioni. Ho girato in vacanza vari posti e non riesco a paragonare Roma con nessuna altra. Impossibile. Il suo fascino eterno che sprizza dalla più insignificante colonna di marmo, che trovi tagliata all'angolo della strada. Una passeggiata al Palatino e ti ritrovi fuori dal mondo...una veduta dall'altare della patria e ti immergi in un quadro celestiale.
Amo Roma nonostante l'arroganza, il caos urbano, l'indifferenza, la negligenza. Una città che a volte somiglia ad un carciofo: foglie dure all'esterno, ma con un cuore all'interno paradisiaco.
Citazione di: scignia il 04 Ott 2011, 13:06[...]non i giardini di ghiaia di torpignattara dove sono cresciuto.....
Deciditi, o é Torpignattara o é il Pigneto.
Una cosa é Torpignattara e un'altra il Pigneto. Le due nun se po.
si fossi romanista a roma ce starei bene
per fortuna sono laziale e neanche fascista
Citazione di: italicbold il 05 Ott 2011, 17:34
Deciditi, o é Torpignattara o é il Pigneto.
Una cosa é Torpignattara e un'altra il Pigneto. Le due nun se po.
Tu in quanto a cacacazzi sei secondo solo a carib.....
Io abitavo una traversa di via augusto dulceri a 100 metri dal pigneto ma il quartiere viene chiamato torpignattara (che sta un poco più a sud). Dopo ti mando la piantina planimetrica e la cubatura dell' edificio..... A scuola andavo dalle ancelle del sacro cuore e poi alle medie alla L. pavoni che sta alla marranella vicino al mercato, voi sapè altro ?
numero di scarpe, metratura ascellare, conteggio delle suore alle ancelle.... :poof:
Citazione di: scignia il 05 Ott 2011, 18:04
Tu in quanto a cacacazzi sei secondo solo a carib.....
:bann: :bann: :bann: :bann: :bann: :bann:
Citazione di: scignia il 05 Ott 2011, 18:04
[...] voi sapè altro ?
No, grazie.
Appena c'hai le carte del catasto me avverti.
:diab:
:ass:
:))
Citazione di: italicbold il 05 Ott 2011, 18:22
:bann: :bann: :bann: :bann: :bann: :bann:
No, grazie.
Appena c'hai le carte del catasto me avverti.
:diab:
:lol:
:luv:
andosta' torpignattara ?
nato e vissuto per 43 anni a Cinecitta'....da 5 in Sardegna..in un paesino di 2mila anime...non mi pento della mia scelta..come ha detto qualcuno..non passare mezz'ore a cerca' parcheggio...poter dormire senza strombazzamenti...la solidarieta' della piccola comunita'...per cui sai che se anche tuo figlio si allontana c'e qualcuno che da una finestra, un balcone..guarda e vigila..non hanno prezzo. Forse qualcuno non ci credera', ma qui si dorme ancora lasciando le chiavi appese alla porta..e l'auto aperta...e' vero..devo fa' mezz'ora di macchina per andare al cinema nella citta' piu' vicina...ma prima tra traffico e semafori e cerca parcheggio ce ne mettevo di piu' per andare da cinecitta' est all'atlantic sulla tuscolana ( forse max 2km in linea d'aria). Non credo ci tornero' mai piu'.
Citazione di: Kim Gordon il 05 Ott 2011, 16:51
Guarda che secondo me hai frainteso.
Le blindano per impedire reati dagli autisti, non sugli autisti.
Lasciamo perde va. Che il più pulito, qui, c ha la rogna...
Hai frainteso tu.
http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/10/04/news/acilia_pugno_ad_autista_atac_alemanno_scrive_al_prefetto-22675208/
Citazione di: italicbold il 05 Ott 2011, 18:22
:bann: :bann: :bann: :bann: :bann: :bann:
Scansete :poof:
si però IB c'ha ragione
o è torpignattara
o è il pigneto
cose diverse
sennò se chiamaveno uguali.
lassa perde
scignia come vede 'na pigna se confonde
M' arrendo.
:mkey2:
ROMA - «Nella società romana c'è una violenza eccessiva e incontrollata, anche per quanto riguarda quella spicciola». Lo ha detto il procuratore capo di Roma Giovanni Ferrara intervenuto oggi in un'audizione della commissione Antimafia a Palazzo San Macuto. «Roma - ha spiegato Ferrara - è un luogo di investimento non di battaglie o di sangue. Qui si investe soltanto e ci sono piccole bande criminali molto violente».
Per Ferrara le cause di «una violenza eccessiva e incontrollata» possono «essere ricercate nel modo di vivere, nella multietnicità e nel fatto che c'è gente che non sa di cosa vivere». «C'è un paradosso: gli omicidi sono molti, alcuni riconducibili al narcotraffico ma la maggior parte a fatti privati», ha aggiunto Ferrara..... (Il Messaggero)
Pare che qualcuno, durante l' audizione gli abbia gridato: "Lei non è mai stato a Grenoble e ad Anversa, e non ci infastidisca con quella storia del pigneto e di Torpignattara !!"
:DD
Citazione di: italicbold il 05 Ott 2011, 18:22
Appena c'hai le carte del catasto me avverti.
Ho visto che c'era un nuovo post su questo topic, ho visto che era di Scignia e me so detto che erano arrivate le carte del catasto.
Invece no, che delusione....
Citazione di: italicbold il 11 Ott 2011, 16:58
Ho visto che c'era un nuovo post su questo topic, ho visto che era di Scignia e me so detto che erano arrivate le carte del catasto.
Invece no, che delusione....
:ass:
:DD
Citazione di: carib il 11 Ott 2011, 20:01
OT ti sei rasato il cùlo? EOT
DOT I gorilla ce l' hanno blindato, si irritano un pochino oltre la soglia del classico "palmo"....EDOT
:DD
Sono nato a Roma, alla Garbatella, genitori, nonni e bisnonni romani, a Roma vivo dalle parti di via ostiene, vicino alla piramide cestia, non ho mai sofferto di nostalgia per la lontananza da Roma, la nostalgia l'ho avuta i primi anni per i mie genitori, parenti e amici ma non per la città, ho girato parecchio per lavoro, ho risieduto in diverse parti del mondo in alcune per diversi mesi in altre per almeno cinque anni, attualmente passo gran parte dell'anno in Sardegna, ho conosciuta altra gente, nuovi amici, tutto a portata di mano, tutto è facile, piccola città di novemila abitanti dove posso esercitare i miei hobby e passare tranquillamente qualche ora al bar, al mare o in casa con gli amici a parlare di tutto lontano dal caos e alla maleducazione che ultimamente ho riscontrato nella città eterna.
Sicurezza, attacco del procuratore capo
"A Roma violenza incontrollata"
Giovanni Ferrara durante l'udienza della commissione Antimafia a palazzo San Macuto. L'esplodere della violenza nella capitale si deve "non tanto alla presenza della criminalità organizzata quanto ad altri fattori, tra i quali il fatto che sempre più persone non hanno di che vivere". Capaldo: "Le gambizzazioni preoccupano più degli omicidi"
"Nella società romana c'è una violenza eccessiva e incontrollata, anche spicciola". Lo ha detto il procuratore capo di Roma Giovanni Ferrara intervenuto oggi in un'audizione della commissione Antimafia a Palazzo San Macuto. "Roma - ha spiegato Ferrara - per le mafie è un luogo di investimento, non di battaglie o di sangue. Qui le mafie investono soltanto e ci sono piccole bande criminali molto violente".
Il procuratore capo ha spiegato questa sua analisi affermando però che l'esplodere della violenza a Roma si deve non tanto alla presenza della criminalità organizzata quanto forse, "al modo di vivere, alla crescita della multietnicità o al fatto che - ha aggiunto - sempre più persone non hanno di che vivere".
Il controllo del territorio sarebbe stato, invece, lasciato a bande locali mentre i 27 omicidi di quest'anno sarebbero, nella quasi totalità, legati a "questioni familiari, scoppi di ira", insomma non al possesso del territorio.
Tra i dati criminali nuovi da registrare la presenza sempre più importante delle organizzazioni criminali straniere, in primis quella cinese.
Per quanto riguarda il Lazio in generale, secondo Ferrara, mentre Frosinone e Latina sono più soggette alle infiltrazioni della criminalità, restano 'due isole' Rieti e Viterbo".
Il procurato aggiunto, Giancarlo Capaldo, ha poi sottolineato: ''Più che essere gli omicidi a destare allarme, il dato che dovrebbe preoccupare
di più sono le gambizzazioni. La criminalità organizzata mira alla finanza e ha lasciato il controllo a gruppi autoctoni di livelli medio bassi''. Durante l'audizione è stato specificato che a Roma, dal 2011, si sono verificati 27 omicidi, di cui sei da risolvere e due ''in dirittura d'arrivo'', mentre solo 6 o 7 sarebbero riconducibili alla criminalità organizzata".
Nato a Roma nel 54, asilo Montessori (come Pag), elementari Montessori, medie Montessori (villa Ada come Pag). Poi il trasferimento della famiglia a Pescara dove ho fatto il Liceo maledicendo la decisione di mio padre di accettare quel cavolo di lavoro. Poi l'università a Bologna (il biennio) ed a Pisa (laurea e contratti vari con la facoltà). Nell'85 il trasferimento a Milano dove ormai vivo da 26 anni e mezzo.
A Milano vivo bene (perché mi posso permettere Milano) e penso che ci rimarrò almeno fino alla pensione.
A Roma mi legano poche cose, tra cui anche la Lazio. Dato che mi posso permettere Milano potrei anche permettermi Roma e, quindi, ci tornerei di corsa. Perché il malessere di Roma è diverso da quello di Milano ma non meno intenso. E lo stesso vale per Parigi, Monaco di Baviera o Bruxelles. Il problema è la dimensione e la conseguente spersonalizzazione delle grandi città. La maggior parte della popolazione delle grandi città reagisce con comportamenti, fondamentalmente, maleducati. Che sfociano nella delinquenza o nella semplice auto in terza fila.
A volte mi sorprendo a pensare che forse mi piacerebbe tornare a vivere a Pescara ...
roma merda, ci sta bene nella settimana derby :DD
:asrm
morirò qui, anche se fa di tutto per consumarci, visto che già facendoci nascere qui ci ha fregato a tutti. da esattamente un anno invidio però chi ha una vita altrove, una vita fatta di altre lingue. per la prima volta ho davvero pensato di andare via, cambiare aria, cambiare misura: del tempo, dei passi, di tutte le distanze.
e forse probabilmente sono io che ho bisogno di una enorme sterzata romana.
andando in giro a correre o in scooter, uscendo da case e da feste, ho scoperto improvvisati belvederi su Roma, non c'è solo solo il Gianicolo non solo l'Osservatorio: stanno sparsi per colline, terrazze, squarci. e stanno ovunque. pure sulla Magliana ce n'è uno da brividi. E' la mia città, con il suo stomaco dalla bocca grande, forse il dio più sconosciuto ai non romani, è Roma.
È un discorso complicato, che ha a che fare con le fasi della vita. Forse se non l'avessi lasciata tanti anni fa sarei imploso. Sarei stato infelice per sempre per non avere testato appieno i miei limiti, per non averli visti, quegli orizzonti diversi, per il fatto che comprenderei solo l'idioma e la mentalità della odiata Centocelle degli anni del liceo.
Ma voler tornare per chiudere un ciclo e non poterlo fare, voler riabbracciare le curve del Tevere e trovare ostacoli insormontabili quando sai che forse o ora o mai più, voler tornare malgrado la piena consapevolezza della situazione drammatica di città e paese, non riuscendo a far prevalere la razionalità all'istinto, voler tornare anche sapendo che il prezzo potrebbe essere la perdita quasi totale di quello che si ha di più caro al mondo di gran lunga, è una delle cose più frustranti mai provate.
Chiama forte, fortissimo, e non riesco a rispondere.
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che splendidi post V. e Tarallo ;)
purtroppo vivere a Roma sta diventando complicato, come dice V. sembra che si nutra di noi, poi basta un attimo, uno scorcio, due passi e come un irriducibile innamorato ti lasci scappare un:
Però dio mio quanto sei bella!
Per quanto lei stessa ti consuma ti logora, a volte, anzi spesso ti deprime.
NOn ci abito più dal 2006. Ci torno circa 4/5 volte all'anno, più per lavoro che per aspetti personali.
Ho una mamma ed una sorella, ma sono più loro che vengono da me che il contrario.
A me capita che quando sto andando verso Roma mi sento bene, emozionato. Come se dovessi incontrare la donna che amo. Ma quando arrivo ho voglia di scappare. Come se questa donna non fosse la stessa che ho conosciuto da sempre.
Non so se è veramente peggiorata o se il mio occhio oggi è più critico. Ma tant'è che non mi manca e non ci vivrei.
Mi mancano però gli amici e la mia Lazio allo stadio.
Ammazza che topic da gajardo.
Mica me lo ricordavo. Me lo so riletto tutto.
Ho tenuto testa, con una certa baldanza, a legioni di netter da sbarco.
Confermo tutto.
Anche perché so 10 giorni che piove e da 3 giorni fa pure un freddo cane.
Limortaccisua e la ville lumière.
Citazione di: V. il 11 Lug 2014, 01:45
morirò qui, anche se fa di tutto per consumarci, visto che già facendoci nascere qui ci ha fregato a tutti. da esattamente un anno invidio però chi ha una vita altrove, una vita fatta di altre lingue. per la prima volta ho davvero pensato di andare via, cambiare aria, cambiare misura: del tempo, dei passi, di tutte le distanze.
e forse probabilmente sono io che ho bisogno di una enorme sterzata romana.
andando in giro a correre o in scooter, uscendo da case e da feste, ho scoperto improvvisati belvederi su Roma, non c'è solo solo il Gianicolo non solo l'Osservatorio: stanno sparsi per colline, terrazze, squarci. e stanno ovunque. pure sulla Magliana ce n'è uno da brividi. E' la mia città, con il suo stomaco dalla bocca grande, forse il dio più sconosciuto ai non romani, è Roma.
Tra mille secoli scaveranno ancora sotto ai sette colli. E troveranno ancora Giovi e Giunoni, lupe e imperatori.
E poi ci troveranno sicuramente un V. in marmo. Da qualche parte nascosto. che aspetta solo di essere scoperto.
Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 06:35
Chiama forte, fortissimo, e non riesco a rispondere.
Questa é una delle cose più belle che tu abbia mai scritto qui sopra.
Citazione di: telegraph road il 11 Lug 2014, 08:53
NOn ci abito più dal 2006. Ci torno circa 4/5 volte all'anno, più per lavoro che per aspetti personali.
Ho una mamma ed una sorella, ma sono più loro che vengono da me che il contrario.
A me capita che quando sto andando verso Roma mi sento bene, emozionato. Come se dovessi incontrare la donna che amo. Ma quando arrivo ho voglia di scappare. Come se questa donna non fosse la stessa che ho conosciuto da sempre.
Non so se è veramente peggiorata o se il mio occhio oggi è più critico. Ma tant'è che non mi manca e non ci vivrei.
Mi mancano però gli amici e la mia Lazio allo stadio.
Ti quoto con tutto il cuore, hai scritto esattamente come mi sento io ogni volta.
Pur con il dolore della lontananza dagli affetti non potrei mai tornare a viverci.
l'altra sera ho assistito a questo (http://www.viaggionelforodiaugusto.it/) spettacolo (che straconsiglio), per arrivarci ho lasciato la macchina vicino bocca della verità, e ce la siamo fatta a piedi passando dal campidoglio sino ai fori, era il tramonto, incredibilmente c'erano non tantissime persone in giro, solo pochi turisti, la piazza era quasi sgombra, alla fine della scalinata un solenne marco aurelio ci attendeva, pareva dovesse partire di li a poco per una campagna in oriente, tutto era netto ma anche avvolgente, difficile descriverlo, il biancore del marmo era gelido ed eburneo come deve essere, il tufo sbrillucicava rubente qua e la agli ultimi raggi, i palazzi languivano al rosa prima di cedere all'ombra, il verde dei pini ci sorvegliava dall'alto, discreti come telecamere di sicurezza.
camminavamo delicatamente sulla Storia, incedevamo cauti lungo sui secoli, sulle atrocità e sui clangori dei trionfi, circondati da occhi spianti che a milioni ci avevano preceduto su quelle strade, testimoni silenti di una civiltà che ancora ci parla, che ancora ci precede quando non ci sostenta.
dopo lo spettacolo ritornando ciondolanti alle nostre moderne comodità, abbiamo tagliato per la rupe tarpea, ho immaginato anche di rivedere le lucciole o forse erano solo lampadine malfunzionanti di un ristorante in fondo, figure brune di uccelli volavano in alto destinazione Africa, un vento (poco) gentile ci accompagnava cingendoci le spalle, arrivati all'arco di Giano, che per me, attraversandolo ti portava giusto al foro, ho pensato: arrivassero pure sti caxxo de dù centrali, ma che ce macherebbe a noi?
Roma è mi madre.
ce baccagli, ce discuti e te ne vai sbattendo la porta.
Ma c'è e sta sempre lì. E quando torni ti accoglie, per pochi giorni. Fino al prossimo litigio.
Sì, Roma è mi madre. E la lontananza ha rafforzato il Nostro rapporto (profondo).
Il post di telegraph è stato per molti anni il mio.
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Citazione di: italicbold il 11 Lug 2014, 09:21
Questa é una delle cose più belle che tu abbia mai scritto qui sopra.
concordo
io sono senza radici: non ho un paese (il famoso paesello natìo degli avi, al quale si ritorna per interminabili estati), non ho avuto nonni paterni (uno non c'è mai stato, l'altro è scappato presto), non ho zii nè cugini (i miei sono figli unici)
sono nato a roma direi quasi per caso, e nella mia vita so che avrei potuto stare anche altrove (e l'idea c'è stata per molto tempo)
questa mancanza di radici, o meglio, queste radici flebili, corte, poco ancorate, tipo quelle delle piante grasse, mi hanno dato la consapevolezza di poter essere cittadino di un altrove nel quale non sarei stato manco male (come credo nessuno dei migranti lazionettici stia, anzi)
quello che mi ha tenuto qui non è stata Roma, l'Idea di Roma, la necessità di sentirsene parte
è stato solo il lavoro che, per fortuna, m'ha avvinghiato sin dai primi giorni dopo la maturità e, tranne un breve (2 anni) ma intenso periodo nel quale ho sperimentato come vivere in quell'altrove di cui sopra, non m'ha lasciato più
sono ostaggio del lavoro (e di ciò che ne consegue) più che di Roma e, pigramente, siccome stava qua, perché cercarlo altrove?
adesso, ho altre cose più importanti da mantenere in questo paese ed in questa città (che se uno volesse, per come stiamo messi, sarebbe proprio ora il momento di andarsene)
ecco, quanto dice V. è sacrosanto
Citazione di: V. il 11 Lug 2014, 01:45già facendoci nascere qui ci ha fregato a tutti
capisco il punto di vista di chi ha scritto, finora
seppure sia anni luce - per esperienza - distante dal mio
io sono, da sempre, affascinato da chi se ne è andato e si è fatto una vita altrove, e LN in questo m'ha reso un grande servizio
entrare in contatto con compagni di Lazio, vederli nel loro habitat, sentire le loro storie, vivere - seppure per qualche giorno - nel loro altrove, vedere le loro facce rilassate quando rientrano a Roma o dintorni, è una cosa senza prezzo e rivaluta anche la mia non-scelta, fortunata di riflesso
ed i miei migliori amici li ho scovati proprio lì
però,
Citazione di: vaz il 11 Lug 2014, 10:02baccagli
non si può leggere
"baccaji", si
:p
mazza che 3d, datemi il tempo di leggerlo
entro in punta di piedi, da non romano che vede e vive Roma come fosse un regalo quando ci vengo perchè da foresto vedi cose che il romano ogni giorno ha sotto gli occhi e diventano trasparenti.
Lo so perchè mi è capitato vivendo a Venezia di vedere lo stupore negli occhi della gente che arriva a Piazza San Marco mentre i locali maledicono i piciconi, la ressa, le calli strette e puzzolenti, i ponti ed il trambusto.
La magia, però che c'è negli occhi di chi si sorprende, però è qualcosa che fa capire cosa si ha di fronte.
Così è per me quando metto piede a Roma.
Il traffico, il casino, la mancanza di parcheggi, i turisti cafoni, i centurioni farlocchi, le bacarelle, passano magicamente in secondo piano davanti alla maestosità di certi scorci e poi, la luce...........
diomio che luce unica al mondo che c'è a Roma: è un qualcosa difficile da spiegare. Ti manca il fiato, come davanti alla baia di San Francisco o sugli Champs Elysee.
poi c'è la Lazio.
M'ero perso sto topic, do il mio contributo.
Io ce so' nato.
Ma sono anche scappato, una fuga veloce praticamente il giorno dopo la laurea, quasi un'evasione. Da una città bella ma malata, malata di autoreferenzialità e di un provincialismo senza fine. Dice ma il bello sta proprio lì.
Eh no, io volevo vedere altro, conoscere altro, bagnarmi di altre culture (o almeno c'ho provato, gira gira so finito a Milano, vabbe...), volevo vedere se veramente era la città più bella del mondo, anche vista da lontano.
Ci torno poco, ogni tre-quattro mesi a trovare genitori e fratello, e la sensazione è sempre la stessa. Mi prende allo stomaco, mi fa morire (cit.), mi provoca un disagio di cui mi libero solo quando sto col culo sul frecciarossa del ritorno.
Non sopporto più il chiasso, la tracotanza, la presunzione e l'autoreferenzialità (e due) del romano medio - non s'offenda nessuno, è solo la mia opinione -, non tollero l'orizzonte limitato di persone, che te vojono insegna' come se sta al mondo, e poi non sono mai usciti dal raccordo anulare.
Questo i romani, alla città che je voi di? Bella, bella bella, ma invivibile, coi soldi o senza. Ho vissuto a Londra per diverso tempo ma non ho mai percepito il senso di soffocamento che te provoca il traffico su lungotevere ad ogni ora, o la frustrazione per un parcheggio che non se trova mai.
C'ho vissuto per 23 anni, mi sembra di averle dedicato già abbastanza tempo.
Non ci torno.
Citazione di: StylishKid il 11 Lug 2014, 11:37Mi prende allo stomaco, mi fa morire (cit.)
grande: lodare roma citando milano
(o, citandomi l'ano)
Citazione di: StylishKid il 11 Lug 2014, 11:37
M'ero perso sto topic, do il mio contributo.
Io ce so' nato.
Ma sono anche scappato, una fuga veloce praticamente il giorno dopo la laurea, quasi un'evasione. Da una città bella ma malata, malata di autoreferenzialità e di un provincialismo senza fine. Dice ma il bello sta proprio lì.
Eh no, io volevo vedere altro, conoscere altro, bagnarmi di altre culture (o almeno c'ho provato, gira gira so finito a Milano, vabbe...), volevo vedere se veramente era la città più bella del mondo, anche vista da lontano.
Ci torno poco, ogni tre-quattro mesi a trovare genitori e fratello, e la sensazione è sempre la stessa. Mi prende allo stomaco, mi fa morire (cit.), mi provoca un disagio di cui mi libero solo quando sto col culo sul frecciarossa del ritorno.
Non sopporto più il chiasso, la tracotanza, la presunzione e l'autoreferenzialità (e due) del romano medio - non s'offenda nessuno, è solo la mia opinione -, non tollero l'orizzonte limitato di persone, che te vojono insegna' come se sta al mondo, e poi non sono mai usciti dal raccordo anulare.
Questo i romani, alla città che je voi di? Bella, bella bella, ma invivibile, coi soldi o senza. Ho vissuto a Londra per diverso tempo ma non ho mai percepito il senso di soffocamento che te provoca il traffico su lungotevere ad ogni ora, o la frustrazione per un parcheggio che non se trova mai.
C'ho vissuto per 23 anni, mi sembra di averle dedicato già abbastanza tempo.
Non ci torno.
cioè, tu stai a milano e ci hai sempre snobbato?
questo mooooho cacci. :shame:
Citazione di: porgascogne il 11 Lug 2014, 11:41
grande: lodare roma citando milano
(o, citandomi l'ano)
(normalmente se sei tu a scrivere la frase e' "e citando Milano")
:lol:
Come diceva una mia amica "Se vuoi veder Milano fai pure".
Lei sì che era un fiore di ragazza.
Citazione di: laziAle82 il 11 Lug 2014, 11:42
cioè, tu stai a milano e ci hai sempre snobbato?
questo mooooho cacci. :shame:
Si lo so sono il peggior Lazionetter milanese che esista.
Ma c'è una ragione ad ogni mia defezione.
Non riesco ancora a sopportare l'idea di vedere Tarallo di persona, ho provato a venire al Carlsberg (che tra l'altro è praticamente sotto casa, sorry :p), ma poi mi cominciano a tremare le gambe come a Novaretti, me sudano le mani come a Muslera e allora rinuncio.
E poi io me lo immagino come Carrizo, vestito come Carrizo, pettinato come Carrizo.
Anzi io so che Tarallo E' Carrizo, per cui non ce la posso proprio fare.
Se m'assicurate che lunedì 21 LUI non c'è, un pensiero ce lo faccio.
Ma vattaaappiannderculo va :lol:
Citazione di: StylishKid il 11 Lug 2014, 11:48
Si lo so sono il peggior Lazionetter milanese che esista.
Ma c'è una ragione ad ogni mia defezione.
Non riesco ancora a sopportare l'idea di vedere Tarallo di persona, ho provato a venire al Carlsberg (che tra l'altro è praticamente sotto casa, sorry :p), ma poi mi cominciano a tremare le gambe come a Novaretti, me sudano le mani come a Muslera e allora rinuncio.
E poi io me lo immagino come Carrizo, vestito come Carrizo, pettinato come Carrizo.
Anzi io so che Tarallo E' Carrizo, per cui non ce la posso proprio fare.
Se m'assicurate che lunedì 21 LUI non c'è, un pensiero ce lo faccio.
non siamo così lontani eh.. :pp
ma che t'assicuro, abbiamo fatto il 21 PROPRIO per aspettarlo..
Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 11:50
Ma vattaaappiannderculo va :lol:
:=)) :=)) :=)) :=)) :=)) :=)) :=)) :=)) :=))
Era un bel topic.
:stop
sono cresciuto in campagna. Per motivi di studio mi sono trasferito a Roma, e sono cresciuto molto come persona. La città è molto più aperta, ha i suoi grandi difetti ma è sicuramente più stimolante di un antro nei boschi.
Roma è bellissima, caciarona ma dato che il fine settimana scendo giù al paese per ricaricare le pile non ho problemi.
Per (un eventuale ma remoto) mio figlio preferire una vita a Roma con pensione in campagna (anche se conoscere la natura è molto importante, nella giusta dose ci vorrebbero entrambe).
Oltre Milano non ho altre esperienze di vita prolungata lontana da Roma, ma ho viaggiato tanto (e non è viverci per carità), ma mai cambierei città volontariamente. Non mi ha mai stanacata, mi fa innervosire spesso, ma non potrei stare senza di lei, mi sembra impossibile vivere altrove ed essere felici. Io quando vivevo a Milano, strafidanzata e con amici, ero infelice. L'estate milanese mi toglieva il respiro, e le zanzare il sangue. Mi mancava la brezza del Gianicolo, la grattachecca sul lungotevere, le passeggiate a trastevere deserta alle 5 del mattino con i locali finalmente chiusi. Il mare, ok non è la sardegna, ma sticazzi, a 20 minuti da casa, il tramonto in spiaggia fino a che il sole sparisce nel mare. E d'inverno poi, le passeggiate col freddo medio romano, che che però "se c'è la gianna te geli", il teatro Eliseo, piazza esedra illuminata, le mele caramellate a piazza navona, lo stadio e la lazio.
E va beh, sono solo alcune cose, perché girarla di notte di sera di giorno di mattina di pomeriggio è una continua scoperta di felicità. Nemmeno i 60 km al giorno che faccio per andare/tornare dal lavoro, nemmeno tutte le multe che prendo perché parcheggio ovunque sderenata dal non trovare parcheggio in centro possono togliermi questa felicità.
Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 11:42
(normalmente se sei tu a scrivere la frase e' "e citando Milano")
eccitando milano
cmq a Roma se beve un sacco de birra buona 8)
avevo scritto un post fiume e l'ho perso. Finisco di imprecare e ci riprovo.
A me non è mai mancata.
Il mondo è pieno di posti belli,di persone belle che non aspettano altro che conoscere te.
Ci sono milioni di posti dove poter vivere una vita felice,serena e ricca di soddisfazioni .
A 20 anni quindi,sotto consiglio di mio fratello piu' grande,ho salutato chi dovevo e mi sono trasferito a Londra,con in tasca l'indirizzo di un job center(melrose street la via,ancora me lo ricordo) 1 milione e mezzo di lire che mi ero messo da parte e un borsone.
Da solo,non ero andato da nessuna parte fino a quel momento da
solo
Per due anni ho vissuto dentro ad un romanzo.Trovai lavoro il giorno dopo essere sbarcato ,mi pagavano settimanalmente,avevo sempre le saccocce piene di soldi.
Inizialmente chiamavo a casa un giorno si e uno no,poi una volta a settimana,una volta dopo un mese.
Quando richiamai,mia madre disperata,mi comunicò che era morta mia nonna ed avevano fatto pure il funerale.
Lavoro facile,alloggio facile,Londra è una città facile,almeno lo era negli anni '90
Le immagini dei locali,tipo il leggendario Marquee dove hanno suonato per la prima volta i Clash,dove suonavano i Ramones,e tanti altri drogati fenomenali ,immagini che io vedevo nel retro dei loro dischi,ora erano realtà.
Sopra quel palco lì',a 20 metri da me,ci hanno suonato quelli.
Poi sono tornato per vivere nel nord Italia.
Mai ho pensato di tornare a Roma.
Fino a quando non ti capita qualcosa,o tante cose,e cambi modo di ragionare .Per fare felice mia madre,mi confessò dopo che viveva nel terrore di ricevere una telefonata da qualche obitorio di chissà dove,per il riconoscimento(ma io ero felicissimo,vivevo da dio!) tornai a Roma,con l'intenzione di rimanerci solo un paio di mesi,forse 3,comunque solo tutta l'estate del 1999.
Roma è una città triste.
Gli scorci,gli angoli semisconosciuti che sembrano solo tuoi,la luce,le fontanelle,tutto è velato di tristezza.
Forse è una condizione psicologica mia,non saprei,ma manca sempre quel qualcosa che ti faccia sentire orgoglioso di viverci.
Quindi la vivo come un ragazzino che passeggia con le mani in tasca prendendo a calci i sassolini e tutto quello che trova per terra,come se volessi prendere le distanze e non dargli troppa confidenza.
http://www.ilpost.it/2014/07/11/lodoli-guida-roma/
Citazione di: naoko il 11 Lug 2014, 12:01
Oltre Milano non ho altre esperienze di vita prolungata lontana da Roma, ma ho viaggiato tanto (e non è viverci per carità), ma mai cambierei città volontariamente. Non mi ha mai stanacata, mi fa innervosire spesso, ma non potrei stare senza di lei, mi sembra impossibile vivere altrove ed essere felici. Io quando vivevo a Milano, strafidanzata e con amici, ero infelice. L'estate milanese mi toglieva il respiro, e le zanzare il sangue. Mi mancava la brezza del Gianicolo, la grattachecca sul lungotevere, le passeggiate a trastevere deserta alle 5 del mattino con i locali finalmente chiusi. Il mare, ok non è la sardegna, ma sticazzi, a 20 minuti da casa, il tramonto in spiaggia fino a che il sole sparisce nel mare. E d'inverno poi, le passeggiate col freddo medio romano, che che però "se c'è la gianna te geli", il teatro Eliseo, piazza esedra illuminata, le mele caramellate a piazza navona, lo stadio e la lazio.
E va beh, sono solo alcune cose, perché girarla di notte di sera di giorno di mattina di pomeriggio è una continua scoperta di felicità. Nemmeno i 60 km al giorno che faccio per andare/tornare dal lavoro, nemmeno tutte le multe che prendo perché parcheggio ovunque sderenata dal non trovare parcheggio in centro possono togliermi questa felicità.
io il desiderio di andarmene ultimamente ce l'ho, ma ho paura che morirei senza tutto ciò.
Roma è casa mia, altrove temo mi sentirei un'ospite a vita.
ho letto una intervista di non mi ricordo chi, che spiegando il perché del suo rientro in Italia, l'aveva motivato chiamandolo "sindrome di carosello": quella cosa che si chiacchiera a tavola tra amici, si cita magari carosello e lo straniero non sa di che cosa si stia parlando :DD
Esatto.
È impossibile (a mio avviso) sviluppare relazioni dello stesso tipo. Si formano amicizie splendide, basate su un affetto costruito nei momenti vissuti insieme, ma personalmente la sintonia che ho con gli italiani non sono riuscita a svilupparla mai nei tre altri paesi dove ho vissuto a lungo.
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Citazione di: Cialtron_Heston il 11 Lug 2014, 12:38
A me non è mai mancata.
Il mondo è pieno di posti belli,di persone belle che non aspettano altro che conoscere te.
Ci sono milioni di posti dove poter vivere una vita felice,serena e ricca di soddisfazioni .
Ci vivo da quando sono nato, ma in realtà non l'ho mai vissuta, tutti i giorni lo stesso tragitto, casa lavoro, lavoro casa, è un dormitorio è un refettorio, le bellezze la cultura sono roba da turisti perchè quando posso fuggo via in cerca di aria.
Avessi avuto il coraggio qualche anno fa, ne avrei guadagnato in salute.
Ho lavorato a 70 km da Roma per sei mesi e ho tentato il suicidio dodici volte circa. Ho fatto di tutto per tornare a lavorare a Roma, anche a condizioni economiche (solo lievemente) peggiori.
Sono molto confuso circa i miei orizzonti di apertura mentale. Probabilmente sono il ca**o di romano medio ottuso che io stesso criticavo su questo topic nel 2011. :lol:
Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 14:22
Esatto.
È impossibile (a mio avviso) sviluppare relazioni dello stesso tipo. Si formano amicizie splendide, basate su un affetto costruito nei momenti vissuti insieme, ma personalmente la sintonia che ho con gli italiani non sono riuscita a svilupparla mai nei tre altri paesi dove ho vissuto a lungo.
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'rca madonna se non é vero.
Ho lavorato a stretto contatto con una persona per 12 anni. Ogni santissimo giorno c'ho condiviso destino, ufficio e madonne. Nascite, matrimoni, lutti, gioie, professione.
Ho passato più tempo con lui che con mia moglie.
Non é stato rapporto obbligato, nel senso che non abbiamo condiviso l'ufficio perché é stato deciso dall'alto.
Nel mio mestiere si lavora in team (un copywriter, lui, e un art director, io).
Abbiamo condiviso i nostri destini professionali perché lo abbiamo voluto.
Lui é stato uno dei primi a vedere l'ecografia di mia moglie, e io quella di sua moglie. Quando si é sposato io c'ero, quando mi sono sposato io lui c'era.
Poi nell'aprile del 2011 decidono che, come Highlander, in agenzia resta un solo creativo. Uno solo.
Il cretino che vi scrive, ma giusto perché il cliente più importante avrebbe fatto storie, senno' me mancavano via pure a me.
Quindi, dopo 12 anni, lo vedo preparare i cartoni, sistemare il suo armadio, togliere i disegni dei suoi figli dalle pareti. Col groppo in gola. Col groppo in gola.
Quindi, davanti all'ascensore, un abbraccio forte.
Ao ci sentiamo eh...famme sapé.l'avete più sentito voi ?
Da due anni, ogni tanto telefono io, la risposta é sempre la stessa.
O, veramente, scusami tanto, ma tanto proprio, é che sto incasinato co; lavoro, sai lavoro una cifra, veramente non c'ho un minuto per fare nulla.
Pranzare insieme, eh sai, non lo so, magari sentiamoci il mese prossimo....
Ho smesso di chiamare sei mesi fa.
Mavvaffanculo va.
Ringrazio chi ha ritirato su sto topic che mi ero perso.
Sono nato e ho vissuto a Roma (Garbatella in mezzo ai deliquenti e riommerdsti) fino alla laurea; poi il lavoro mi ha portato per tre anni a vivere tra Sassuolo, Modena e Bologna. Ho viaggiato molto girando l'Italia e l'Europa.
Ad oggi posso dire che si: è sporca, caotica, difficile, violenta, inquinata, piena di incivili, e tutto quello che di negativo si può dire....
Però la mattina, percorrendo il lungotevere (si in mezzo a un milione di automobili e in una nuvola di smog) da Testaccio a Ponte Milvio, mi guardo sempre intorno e lei mi racconta ogni volta la sua storia che è la storia del mondo intero ed io non mi stanco mai di ascoltarla.
Bello il paese, bella l'aria pura, il latte bono, il parcheggio facile, le strade libere ma ho preso l'abitudine di ringraziae Dio ogni mattina per avermi nascere nella città più bella del mondo.
Secondo me chi nasce a Roma solo a Roma può vivere. Io c'ho provato ma qualsiasi altro posto sembra andarmi stretto.
Capisco anche che il vissuto personale di ognuno però può portare a convinzioni diverse che possono arrivare fino all'odio verso questa città. Ma sono certo che in fondo in fondo per ogni romano valga quel legame che ha descritto così bene Tarallo...Roma chiama e chiama forte....
Citazione di: Giorgio 1971 il 11 Lug 2014, 17:05
Ringrazio chi ha ritirato su sto topic che mi ero perso.
Sono nato e ho vissuto a Roma (Garbatella in mezzo ai deliquenti e riommerdsti) fino alla laurea; poi il lavoro mi ha portato per tre anni a vivere tra Sassuolo, Modena e Bologna. Ho viaggiato molto girando l'Italia e l'Europa.
Ad oggi posso dire che si: è sporca, caotica, difficile, violenta, inquinata, piena di incivili, e tutto quello che di negativo si può dire....
Però la mattina, percorrendo il lungotevere (si in mezzo a un milione di automobili e in una nuvola di smog) da Testaccio a Ponte Milvio, mi guardo sempre intorno e lei mi racconta ogni volta la sua storia che è la storia del mondo intero ed io non mi stanco mai di ascoltarla.
Bello il paese, bella l'aria pura, il latte bono, il parcheggio facile, le strade libere ma ho preso l'abitudine di ringraziae Dio ogni mattina per avermi nascere nella città più bella del mondo.
Secondo me chi nasce a Roma solo a Roma può vivere. Io c'ho provato ma qualsiasi altro posto sembra andarmi stretto.
Capisco anche che il vissuto personale di ognuno però può portare a convinzioni diverse che possono arrivare fino all'odio verso questa città. Ma sono certo che in fondo in fondo per ogni romano valga quel legame che ha descritto così bene Tarallo...Roma chiama e chiama forte....
Non credo che tu sia vissuto alla Garbatella, riguardo le mmerde c'hai ragione, ce ne sono parecchie, troppe forse, i delinquenti non li conosco, io ci sono nato alla Garbatella, davanti all'attuale teatro Palladium, c'ho vissuto fino a quando mi sono sposato, ora vivo a poco più lontanto dal luogo di nascita, a metà strada tra la Garbatella e Via Ostiense, ebbene non ricordo nessun delinquente nel quartiere.
Qualche malandrino come ci sono in ogni parte di Roma, ma che la Garbatella sia luogo di delinquenti non è affatto vero, tu dove abitavi esattamente? che tipo delinquenti hai conosciuto?
;)
Citazione di: Ulissechina il 11 Lug 2014, 17:31
Non credo che tu sia vissuto alla Garbatella, riguardo le mmerde c'hai ragione, ce ne sono parecchie, troppe forse, i delinquenti non li conosco, io ci sono nato alla Garbatella, davanti all'attuale teatro Palladium, c'ho vissuto fino a quando mi sono sposato, ora vivo a poco più lontanto dal luogo di nascita, a metà strada tra la Garbatella e Via Ostiense, ebbene non ricordo nessun delinquente nel quartiere.
Qualche malandrino come ci sono in ogni parte di Roma, ma che la Garbatella sia luogo di delinquenti non è affatto vero, tu dove abitavi esattamente? che tipo delinquenti hai conosciuto?
;)
A garbatella ho fatto le madie. Alla Baronio per la precisione. Con la figura mitica di Padre Guido.
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Non si dice A Garbatella ma Alla Garbatella. :)
Citazione di: white-blu il 11 Lug 2014, 18:01
A garbatella ho fatto le medie. Alla Baronio, per la precisione.
Cioe' ogni anno dovevi esse il migliore della classe e poi risultavi scarso?
Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 18:07
Cioe' ogni anno dovevi esse il migliore della classe e poi risultavi scarso?
Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 18:07
Cioe' ogni anno dovevi esse il migliore della classe e poi risultavi scarso?
:lol: È il nome della scuola !
Citazione di: white-blu il 11 Lug 2014, 19:42
:lol: È il nome della scuola !
Hai capito Tará?
:-)
Sent from my Church in The Middle of The village
Vabbè avevo fatto la battuta. Menateme no? :p
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Citazione di: Tarallo il 11 Lug 2014, 19:52
Vabbè avevo fatto la battuta. Menateme no? :p
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Ahó s'era capito!!
Sent from my Church in The Middle of The village
Se è solo per questo mio fratello e' andato alla D'Amico.
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Citazione di: hidalgo il 11 Lug 2014, 23:15
Se è solo per questo mio fratello e' andato alla D'Amico.
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Prima o dopo Buffon ? (Tarallo docet) .
Bel post.
A 28 anni per questioni lavorative sono stato spostato da Roma a Bologna, sono 4 anni che vivo qua e là mia città mi manca molto. Tralasciando il fatto che a roma ho i miei amici, i miei genitori mia sorella e la mia adorata nipote (anzi, tra poco le mie adorate nipoti", mi manca proprio la città, con i suoi difetti e i suoi pregi. Di sicuro non mi manca il caos che c"e sotto casa mia (zona piazza Ragusa) e il dover cercare parcheggio per 40 minuti, ma il contorno si, quello mi manca. Girare a piedi e vedere le persone colon cui sei cresciuto, ricordare le peggio cose che hai fatto nei posti che frequentavi e tutte le cose che 4 anni prima erano all'ordine del giorno. Per carità Bologna come città non e' poi male anzi, fortunatamente a lavoro dopo un periodo bruttissimo ora mi trovo bene, ma comunque non la sento ancora mia. Se tutto procede come deve forse non tornerò in pianta stabile mai più, poiché ho una compagna e una casa qui, ma questo non toglie che la nostra città mi manca da morire.
Non mi manca Roma (che ho lasciato ormai da 25 anni, una vita fa).
Mi manca l'essere stato giovane a Roma.
Gli anni più belli.
In realtà e' solo nostalgia di un bellissimo passato.
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Citazione di: hidalgo il 12 Lug 2014, 09:22
Non mi manca Roma (che ho lasciato ormai da 25 anni, una vita fa).
Mi manca l'essere stato giovane a Roma.
Gli anni più belli.
In realtà e' solo nostalgia di un bellissimo passato.
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Questo sì, catso.
Citazione di: Ulissechina il 11 Lug 2014, 17:31
Non credo che tu sia vissuto alla Garbatella, riguardo le mmerde c'hai ragione, ce ne sono parecchie, troppe forse, i delinquenti non li conosco, io ci sono nato alla Garbatella, davanti all'attuale teatro Palladium, c'ho vissuto fino a quando mi sono sposato, ora vivo a poco più lontanto dal luogo di nascita, a metà strada tra la Garbatella e Via Ostiense, ebbene non ricordo nessun delinquente nel quartiere.
Qualche malandrino come ci sono in ogni parte di Roma, ma che la Garbatella sia luogo di delinquenti non è affatto vero, tu dove abitavi esattamente? che tipo delinquenti hai conosciuto?
;)
Ulì,
da bambino ho vissuto prima in fondo alla circonv ostiense di fronte al Socrate (quindi diciamo ai confini) e poi in via Badoero (fronte metroplotina) dove abito tutt'ora.
Beh diciamo che negli anni 70 il quartiere non era proprio ben frequentato. Nella parte vecchia vivevano molte famiglie di detenuti, lo spaccio era molto diffuso e gli scippi abbastanza frequenti.
Se come me, da bambino giocavi a pallone nel giardinetto di Via Pullino, ne avrai viste di situazioni borderline.
Adesso ovviamente è tutta un'altra storia e il quartiere si è ripulito bene bene, ma ricordo che in passato alcune strade era meglio evitarle.
Cmq dato che siamo vicini, andiamoci a fare na birra così ci scambiamo i ricordi del nostro quartiere! :)
Citazione di: hidalgo il 12 Lug 2014, 09:22
Mi manca l'essere stato giovane a Roma.
parto da qui e non mi allontano, credo, poi di tanto
ogni
epeca ha le sue cose positive e negative, ovvio, e non vorrei che quanto sto per dire venga inteso come
revivalismo spintoma la Roma che ho vissuto io, fra i 10 (1975) ed i 18 anni (1983), è stata qualcosa di magico
ho iniziato a scendere sotto casa nel 1971, avevo sei anni e vedevo i bambini giocare nel cortile con la neve
i miei si fecero un cuore così, ma non ce la fecero a negare il permesso
ma solo qualche anno dopo ebbi la consapevolezza del luogo nel quale vivevo: ad 11 anni con altri bambini come me, uscimmo dalla bambagia del quartiere e prendemmo l'85, direzione centro, per andare a vedere il colosseo
ricordo distintamente ogni passo fatto su via dei fori imperiali, ce l'ho stampato dentro, e quando vedo dei turisti guardarsi intorno a bocca aperta, mi ritornano in mente quei momenti
ma a parte l'agiografia della roma monumentale vista con gli occhi del bambino, sono stati i pomeriggi e le mattinate post scuola a marchiare il mio rapporto con una città che non c'è più - ovvio - e che aveva molte cose positive da rimpiangere e moltissime altre negative da evitare
parto da queste: la droga e le armi
in moltissimi casi collegate, hanno devastato Roma in quegli anni
solo sotto casa mia (zona via delle cave) vidi con i miei occhi una decina di rapine a banche e gioiellerie, con un paio di morti ammazzati per strada
per non parlare dei fatti di acca larentia, ivo zini all'alberone e le decine e decine di bombe che esplodevano nelle sedi dell'msi, fra via noto a pontelungo e la stessa acca larentia
ed in ogni palazzo c'era una famiglia, anzi, più di una, che aveva un tossico dentro casa
roba pesante, eh: ero, non queste droghette pulitine (e forse, anzi, senza forse, molto più devastanti perché non ti danno quasi mai - e solo alla fine - la certezza di esserlo, tossico)
si moriva con l'ago in vena, molto spesso immersi nel proprio piscio e vomito, e vi assicuro che trovarsi un angelo caduto nel portone di casa, mentre con la cartella te ne vai a scuola, non era proprio il massimo della vita
ho passato, un pochino più grande, serate intere a chiacchierare con quello che cercava di spiegarti che cosa si provava, e lo faceva con le lacrime agli occhi mentre ti diceva "
Robe', è 'na merda, tiella sempre lontana da te" ed io non ripetevo più quella domanda che avevo fatto una volta "
Ma allora, perché ti fai?"
ero arrivato alla conclusione che gli mancasse qualcosa - i soldi, sempre - e che quel qualcosa non ci fosse da nessuna parte, soprattutto dentro di loro
c'era chi diventava tenero e ti diceva "
Non ve annate: fateme compagnia, che devo smalti'...se rientro a casa così mi' padre me gonfia"
e c'era quello che ti aspettava sotto casa e ti diceva, con gli occhi cattivi "
A' regazzi', ce l'hai un dindarolo?...beh, mo' vai su e me porti tutti i soldi, sennò domani ammazzo tu' sorella"
tu ti cacavi sotto ed eseguivi (fino ad un certo punto, però: una volta, ma ero già un 13enne che ne dimostrava almeno 16, salì e scesi con un martello in mano "
Se te rifai vivo te spacco la capoccia a martellate, stro
nzo")
Roma non era Scampia, ovvio, ma neanche il paradiso
diciamo che era un purgatorio nel quale avevi una scogliera di partenza (la tua famiglia) ed un altro paio - toh, tre - isole da raggiungere a nuoto: la scuola, le altre famiglie, l'oratorio
c'era un mare abbastanza tempestoso nel quale venivi adagiato da genitori che non potevano fare altro che lasciarti andare, sperando di vederti approdare dopo quelle 100 bracciate che dovevi imparare a dare da solo
e c'era una catena di solidarietà forse maggiore di oggi: nessun bambino era davvero solo, ogni famiglia si allargava a comprendere i figli del portiere (altra figura mitica e necessaria), quelli del lattaio, quelli della signora che lavorava fino a tardi e dovevano magna', quelli che rimanevano a fare i compiti a casa tua e "
Signora, je faccio un piatto de pasta e se lo viene a pija' alle nove"
non so se c'era più solidarietà, non lo so
so solo che le case erano più aperte, che c'era poco e quel poco se steccava sempre
quello che mi manca, tornando ad hidalgo, è il sapore di quel periodo che non è necessariamente collegato a Roma (chiunque è stato giovane, a Belluno, a Gela o a Lucca avrà vissuto cose simili, peggiori o migliori), seppure a Roma debba tanto, sia per lo stupore che ti prendeva scoprendola mano mano di più, che per l'enorme ventaglio di opportunità che ti offriva magari controvoglia oppure sottobanco
il fatto di ricordare con tenerezza anche momenti contingenti non proprio paradisiaci, inseriti nell'ovvia trasformazione che vivi quando passi dai 10 ai 18 anni (fisicamente, a scuola, con i tuoi amici, con le ragazze, con il gioco), mi fa pensare che Roma sia stato il posto migliore nel quale crescere, una vera palestra, una vera università
mi manca quel periodo, mi manca quella Roma
Citazione di: Giorgio 1971 il 14 Lug 2014, 10:02
Ulì,
da bambino ho vissuto prima in fondo alla circonv ostiense di fronte al Socrate (quindi diciamo ai confini) e poi in via Badoero (fronte metroplotina) dove abito tutt'ora.
Beh diciamo che negli anni 70 il quartiere non era proprio ben frequentato. Nella parte vecchia vivevano molte famiglie di detenuti, lo spaccio era molto diffuso e gli scippi abbastanza frequenti.
Se come me, da bambino giocavi a pallone nel giardinetto di Via Pullino, ne avrai viste di situazioni borderline.
Adesso ovviamente è tutta un'altra storia e il quartiere si è ripulito bene bene, ma ricordo che in passato alcune strade era meglio evitarle.
Cmq dato che siamo vicini, andiamoci a fare na birra così ci scambiamo i ricordi del nostro quartiere! :)
Quando tornerò a Roma non ci saranno problemi per prendere una birra insieme, negli anni 70 ero già fuori dal lotto 13 di p.za Bartolomeo romano.
Per la parte vecchia intendi la zona dove hanno girato i cesaroni?
Comunque, rispetto a certi posti che ho sentito lodare qui dentro, anche su altri topic, la Garbatella è un paradiso. :)
Uli', eddaje, ai tempi tuoi il massimo del dilinquente era il gobbo del quarticciolo, su
:=))
era 'na crema ai tempi tuoi Roma, su
Si mi riferivo più al quadrilatero di case popolari tra via ignazio persico e via adorno.
Li si viveva quello che ha descritto porga nel suo post.
Però concordo che alla fine c'era sicuramente di peggio.
Citazione di: porgascogne il 14 Lug 2014, 11:47
Uli', eddaje, ai tempi tuoi il massimo del dilinquente era il gobbo del quarticciolo, su
:=))
era 'na crema ai tempi tuoi Roma, su
Ai miei tempi, come hai detto tu :), alla Garbatella c'erano solo ladri di polli (così li chiamerebbero oggi), c'era il Morina, er Palandra, er Cecio, (quelli più conosciuti).
I primi due sempre acchittati e impomatati, abitavano dalle parti del vecchio mercato all'aperto, più o meno di fronte alla scuola elementare dei cesaroni, er Cecio era uno che trafficava tra il monte di pietà e quelli che gli riportavano qualcosa che avevano rubato in qualche appartamento, roba da poveracci, lenzuola, coperte, scarpe, qualche orologio.
Il posto che citato da Giorgio71, via Ignazio Persico è venuto dopo, prima c'erano soltanto prati, poi a metà degli anni 50 vennero costruiti alcuni palazzi dall'istituto case popolari, (gli ultimi costruiti alla Garbatella), ci alloggiavano gli ex abitati di Shangai e delle rapide, baracche e abitazioni(?) che si trovavano dopo la Cristoforo Colombo, vicino al campo di calcio dell'OMI e al palazzo dell'ACI, gente che nulla aveva a che spartire con i vecchi abitanti della Garbatella nata negli anni 20. :)
si chiamavano rapide perché venivano tirate su in una nottata
se lo facevi prima che arrivava er pizzardone, eri condonato automaticamente
interi quartieri (in realtà, borgate) so' venuti su così
era prassi riconosciuta dal comune per un diritto all'abitazione
Caro Porga questa volta hai sbagliato. :o
Le case rapide, case a due piani, furono fatte nel periodo del fascismo, erano chiamate case rapide, perché furono edificate in poco tempo (e qui hai ragione) dal regime fascista per dare alloggio agli sfollati di alcune regioni bombardate, le pareti esterne ed interne erano formate da un assemblaggio di calce, paglia e altro materiale, ricordo che, quando dalla Garbatella ci avventuravamo in quella zona, (Tormarancia), si vedeva chiaramente la paglia impastata con altro materiale nei grossi buchi fatti dai ragazzini del posto nei muri esterni di quelle pseudo palazzine. :)
Ripensavo a qualche post di questo topic, che ho letto qualche giorno fa (tra l'altro ho capito dopo che le prime pagine erano di 3 anni fa, e che è stato ripreso ora da V. e Tarallo) : mi ha stupito il considerare praticamente come condizione di partenza del problema, da parte di chi a Roma non ci abita, il fatto che non ci si possa proprio vivere: il che, voglio dire, per certi aspetti potrebbe essere pure tautologico, quando parlano gli expatriate: se se ne sò andati, vuol dire che in qualche modo qui proprio bene-bene non ci stavano...
Però appunto, mi sorprende vedere come ribadita un'oggettività, cioè a Roma si vive male e basta; per tutti i motivi che sappiamo... per cui certo è bella, la più bella di tutte, forse; ma invivibile, punto.
Per cui alla fine mi sono domandato: ma io che invece a Roma ci sto soltanto bene, forse c'ho un problema? magari troppo pelo sullo stomaco, ho il mio orticello che funziona e me ne frego di tutto il resto? oppure sono uno che s'accontenta, mi sembra di stare bene qua ma magari altrove starei molto meglio?
Questa seconda la escluderei: alla fine io cinque anni fuori c'ho vissuto; e vabbè, era Milano, non Toronto oppure Stoccolma, per cui insomma, magari non così assolutamente diverso come quadro; e anche a Milano stavo bene, finché ci sono stato... certo, alcune cose funzionavano meglio, il traffico, gli uffici pubblici, la sanità; già lì, che comunque è Italia. Però, alla fine, a casa ci sono voluto tornare: senza proprio un'urgenza, però ad un certo punto mi sono detto: è quache voglio stare, alla fine. Il tutto riportato nel quadro concreto, ossia ad esempio il fatto che mia moglie non è di Roma, per cui perché io c'avrei diritto di stare là dove sono le mie radici e lei no? Forse la spinta più forte ce l'ha data l'idea di volere dei figli, abbiamo pensato: finché siamo solo noi ok, ma i figli, facciamoli nascere e crescere in un posto di "radici" di uno di noi... che è un'idea come un'altra, voglio dire, non un concetto buono per tutti: uno può pure avere la voglia, una famiglia, quindi una cosa nuova, di farla nascere in un posto anche quello nuovo, semplicemente a noi è venuto spontaneo l'altro modo...
Che poi appunto, lì va il discorso: io c'ho tre figli tutti abbastanza piccoli, per cui non è che faccio (io, e per estensione la mia famiglia) una vita così "protetta" che non mi rendo conto delle cose che non vanno a Roma: siamo sballottati pure noi di qua e di là, abbiamo a che fare con le scuole, coi mezzi pubblici... certo, abitiamo in centro, e quello per certi aspetti è una bella salvata, in certi momenti hai proprio la sensazione che il casino è tutto in un cerchio più esterno, rispetto a dove sei tu, e quello stesso casino che blocca chi è più fuori, a te ti protegge, in qualche modo. Però alla fine, appunto, anch'io ci vado a lavorare, la mattina, prendo la macchina e mi butto sulla tangenziale, e poi sul raccordo; e poi, visto che ce so' annato, a casa devo pure tornare... non lo so, non mi sembra però un ritmo così poco condivisibile da diventare alienante, anzi: i momenti vuoti se vuoi li sfrutti, te senti una musica, ti leggi un libro... o se vuoi ti lasci un po' cullare da un breve non pensare a niente, guardarsi intorno così, tanto per, che pure di quello c'è bisogno...
Mah, sarà pure che io non ho i ritmi "tipici" del Romano (che poi sò davvero tipici, oppure è un luogo comune pure quello?), la mattina mi alzo presto, e spesso vado a correre, e alle sette la città è tutta per me, il lungotevere, l'arietta ancora frizzante, prima dell'afa della giornata... se devo andare il sabato al mare riesco –con tutto che devo buttà giù dal letto i figli- a partire ad un'ora umana, quindi non mi faccio le ore di fila sulla Colombo soltanto per arrivare... forse l'essere un po' contro ritmo, per certi aspetti, rispetto alla maggioranza (anche il fatto di abitare più "dentro" di dove lavoro rispetto al viceversa, che è più comune) un aiuto me lo dà, ma secondo me non è quello, alla fine... ossia, io ce n'ho tanti di momenti, nella giornata, in cui fruisco, brutta parola ma mi sembra quella la chiave, della bellezza, grande bellezza, o assoluta piacevolezza, come la volete chiamà... io in qualche modo lo definirei una specie di sogno ad occhi aperti, passeggi per questa città, che per inciso è pure la tua (e quello pure conta, in qualche modo), e naturalmente ti trovi negli angoletti nascosti, senza averlo manco deciso, cioè sei lì, vivi quei momenti, pure con la parte reale delle cose che stai facendo (ossia non è che uno fa una vita artificiale, passeggia soltanto guardandosi intorno e beandosi di tutto ciò), e quindi questo, voglio dire, è qualità della vita, ma anche, e soprattutto della vita vera: alcuni di voi, era come se dicessero, si a Roma tutto bello, ok, se ad un certo punto esci dalla vita reale e in qualche modo fai per cinque minuti il turista a casa tua, ti puoi illudere per un momento che sia così, ma non è la vita vera: ecco, io contesto –per quella che è la mia esperienza, ovviamente- proprio 'sta cosa qua: sarà intrisa di sogno, come ho detto prima, ma è la vita vera, invece.
Mi interessa pure confrontarmi, ovviamente: perché voialtri avete invece la sensazione che non sia così? è solo un problema di condizioni al contorno, oppure c'è una questione più generale che magari a me sfugge? Certo, potrebbe esserci anche il discorso generico che in Italia ormai non si può più vivere per una questione di opportunità, non c'è lavoro, non c'è crescita... ma intanto qui si parlava di Roma, e quindi questo aspetto l'ho un po' tenuto da parte; e poi comunque, anche fosse questo il problema, siamo sicuri che il resto del mondo civile e globalizzato sia così meglio, in termini etici, diciamo? a me non sembra, alla fine, forse c'è solo una maggior pulizia (apparente) del quadro generale, a fronte di un po' meno "grande bellezza".
E quindi non mi sento poi tanto in colpa, e manco tanto scemo, se alla fine mi piace stare qua.
(la cagna in mezzo ai maiali: a me nun me toccate de Gregori, ma la cagna più che Roma città sarà la squadra per cui tifa lui; che non sta in mezzo ai maiali, ma ad una altra cosa che inizia con la emme...)
PS - sulla Garbatella, visto che se ne sta parlando: io non posso dire né di esserci nato, né cresciuto, né di averla vissuta più che come visitatore, appunto; ma sempre, ossia da tanti anni a 'sta parte (ora ce l'ho più vicina), mi è capitato di partire da zone molto diverse di Roma solo per farci una passeggiata, mi ricordo che ci portavo le ragazze, mi pareva che potesse giocare a favore, muoversi tra quei fiori e quei cortiletti...
E ancora ieri, che sono sbucato a piazza Brin -ero andato a vedermi un film all'arena- mi sono trovato in uno di quei tanti punti magici, quell'arco che passandoci sotto senti un po' di puzza di piscio ma poca, che anzi, te sembra che ci stia quasi bene; la piazza come fosse un paesello staccato da tutto, il fiume che sta a due passi ma non lo vedi, anche se ti sforzi di cercare uno spiraglio, e la metropolitana che fa rumore in lontananza, nel suo tratto all'aperto... e andando via ho incontrato pure i due amichetti de 'na volta di Ulissechina, due ragazzetti un po' smagriti che risalivano una stradina e uno che diceva all'altro che j'erano venuti quelli dei servizi sociali a casa, però a lui non ce l'avevano trovato... e d'altra parte quello mica poteva stà fermo tutta 'a giornata a casa ad aspettalli, no!?