Credo che sia una parte della mia vita che debbo raccontarvi.
Lo so che vi siederete davanti allo schermo ammirati.
Per correttezza vi dico che in questo post non si parla di onanismo al buio.
:DD
Dunque.
Leggo da troppo tempo.
Il primo libro "serio" lo ho letto ad otto anni, "I promessi sposi", in 3 notti insonni.
Poi ho cominciato con i "100 pagine 1000 lire".
Ne avro' letti una trentina solo nell'estate del 1991.
Per dire: "La Metamorfosi" di Kafka, mi spinse ad avere paura di addormentarmi.
Avevo cominciato a scrivere un paio di anni prima.
A dieci anni, una notte in cui non riuscivo a dormire (magguarda un po'), scrissi una poesia di circa 12 pagine su un drogato.
Quella poesia fini' dopo 3 giorni appesa al muro del direttore Generale di Grazia e Giustizia, dopo essermi stata sottratta da mia madre e consegnata al succitato.
Verso i 12 anni lessi "Piccole donne".
E cominciai a pensare in grande.
Mi dissi: perche' non provare ad allungare l'ars scribendi e cimentarsi in un'opera letteraria che duri piu' di 12 pagine ?
Il tentativo nacque nelle interminabili serate passate da mia nonna, quando a papà sequestrarono casa ad Ariccia per problemi di costruzione.
Nonna aveva tanta carta, e tante penne.
Io iniziai a scrivere.
E mi piaceva parecchio.
Mi riusciva molto naturale anche descrivere i personaggi.
Ora non so se per un deficit di attenzione, o per un malcelato gusto del "flashback", commisi l'errore di, come dicevo nel topic "cose da fare nella vita", di far morire un personaggio nel capitolo 4 e farlo rivivere per altri 5 capitoli, a partire dal 7.
Il libro faceva abbastanza schifo.
Pero' aveva un certo gusto del surreale.
Citazione di: Rivolazionario il 15 Ott 2014, 20:39
Credo che sia una parte della mia vita che debbo raccontarvi.
Lo so che vi siederete davanti allo schermo ammirati.
Per correttezza vi dico che in questo post non si parla di onanismo al buio.
:DD
Dunque.
Leggo da troppo tempo.
Il primo libro "serio" lo ho letto ad otto anni, "I promessi sposi", in 3 notti insonni.
Poi ho cominciato con i "100 pagine 1000 lire".
Ne avro' letti una trentina solo nell'estate del 1991.
Per dire: "La Metamorfosi" di Kafka, mi spinse ad avere paura di addormentarmi.
Avevo cominciato a scrivere un paio di anni prima.
A dieci anni, una notte in cui non riuscivo a dormire (magguarda un po'), scrissi una poesia di circa 12 pagine su un drogato.
Quella poesia fini' dopo 3 giorni appesa al muro del direttore Generale di Grazia e Giustizia, dopo essermi stata sottratta da mia madre e consegnata al succitato.
Verso i 12 anni lessi "Piccole donne".
E cominciai a pensare in grande.
Mi dissi: perche' non provare ad allungare l'ars scribendi e cimentarsi in un'opera letteraria che duri piu' di 12 pagine ?
Il tentativo nacque nelle interminabili serate passate da mia nonna, quando a papà sequestrarono casa ad Ariccia per problemi di costruzione.
Nonna aveva tanta carta, e tante penne.
Io iniziai a scrivere.
E mi piaceva parecchio.
Mi riusciva molto naturale anche descrivere i personaggi.
Ora non so se per un deficit di attenzione, o per un malcelato gusto del "flashback", commisi l'errore di, come dicevo nel topic "cose da fare nella vita", di far morire un personaggio nel capitolo 4 e farlo rivivere per altri 5 capitoli, a partire dal 7.
Il libro faceva abbastanza schifo.
Pero' aveva un certo gusto del surreale.
Io mi sono sempre chiesto come le persone possano scrivere libri. Nel senso, come fa un libro a svilupparsi nella testa? Io non penso ce la farei. Si, capisco un essay di 7, 8, 10, 20 pagine massimo, ma come si fanno a riempire 400 pagine?
E' la stessa ragione per la quale non capisco come ci sia gente che corre maratone. Come ca**o si fa a correre una maratona? E le ultramaratone??
Citazione di: AndreaVespa il 16 Ott 2014, 02:36
Io mi sono sempre chiesto come le persone possano scrivere libri. Nel senso, come fa un libro a svilupparsi nella testa? Io non penso ce la farei. Si, capisco un essay di 7, 8, 10, 20 pagine massimo, ma come si fanno a riempire 400 pagine?
E' la stessa ragione per la quale non capisco come ci sia gente che corre maratone. Come ca**o si fa a correre una maratona? E le ultramaratone??
Per scrivere un romanzo bisogna avere tecnica, oltre che talento per la scrittura. Conoscere le regole che permettano alla storia, più o meno buona, più o meno originale, di poggiarsi su basi solide e svilupparsi in un lavoro di ampio respiro.
Il romanzo non è un racconto lungo. Apprendere le tecniche di scrittura è abbastanza semplice, cosa assai diversa è avere davvero qualcosa da raccontare e il talento necessario per farlo con originalità e stile.
Citazione di: arkham il 16 Ott 2014, 09:57
Per scrivere un romanzo bisogna avere tecnica, oltre che talento per la scrittura. Conoscere le regole che permettano alla storia, più o meno buona, più o meno originale, di poggiarsi su basi solide e svilupparsi in un lavoro di ampio respiro.
Il romanzo non è un racconto lungo. Apprendere le tecniche di scrittura è abbastanza semplice, cosa assai diversa è avere davvero qualcosa da raccontare e il talento necessario per farlo con originalità e stile.
e bisogna essere metodici: dedicare alla scrittura un tempo ben delineato
non è che uno si mette alla tastiera e sgorgano cose
ci vuole costanza, oltre che bravura
E mo chi é Costanza ?
eh, una volta ne ho conosciuta una, all'università
non era cosa per comuni mortali, fattostà che la dava solo ai professori (e ad alcuni imprenditori, a pagamento: uscì anche un'intervista - ovviamente solo con le iniziali - sul messaggero)
Citazione di: porgascogne il 16 Ott 2014, 10:13
eh, una volta ne ho conosciuta una, all'università
non era cosa per comuni mortali, fattostà che la dava solo ai professori (e ad alcuni imprenditori, a pagamento: uscì anche un'intervista - ovviamente solo con le iniziali - sul messaggero)
Ah Costanza D'Altobordo.
Citazione di: porgascogne il 16 Ott 2014, 10:13
eh, una volta ne ho conosciuta una, all'università
non era cosa per comuni mortali, fattostà che la dava solo ai professori (e ad alcuni imprenditori, a pagamento: uscì anche un'intervista - ovviamente solo con le iniziali - sul messaggero)
ci vuole Costanza per riuscire nella vita...
Citazione di: Rivolazionario il 15 Ott 2014, 20:39
Ora non so se per un deficit di attenzione, o per un malcelato gusto del "flashback", commisi l'errore di, come dicevo nel topic "cose da fare nella vita", di far morire un personaggio nel capitolo 4 e farlo rivivere per altri 5 capitoli, a partire dal 7.
Sicuro non fosse annato a dormì?
Citazione di: Cialtron_Heston il 16 Ott 2014, 10:37
Sicuro non fosse annato a dormì?
No, pensa, muore al telefono.
Il famoso supplizio al telefono.
Citazione di: italicbold il 16 Ott 2014, 10:34
ci vuole Costanza per riuscire nella vita...
che poi era pure ricca de famiglia, eh
bah
Citazione di: Rivolazionario il 16 Ott 2014, 10:40
No, pensa, muore al telefono.
Il famoso supplizio al telefono.
Non sono mai morto al telefono.
Però malato grave si,cioè faccio finta di non avere voce e bisbiglio,oppure faccio la voce rochissima tipo cantante grind core, mentre dellà ripetono EH? EH?A quel punto possono succedere due cose:
s)capiscono e ti assecondano
z)ci credono e sono seri,a quel punto devi andare fino in fondo ricordandoti che poi ti chiederanno se sei guarito e devi avere la risposta pronta.
Tra le grandi difficoltà io credo ci sia anche la capacità di aprirsi in maniera assolutamente totale.
Di mettersi letteralmente a nudo.
E' evidente che non parliamo di scrivere un bestseller alla Moccia o alla Marc Levy, ma di un libro personale, vivo, sofferto.
Citazione di: italicbold il 16 Ott 2014, 11:01
Tra le grandi difficoltà io credo ci sia anche la capacità di aprirsi in maniera assolutamente totale.
Di mettersi letteralmente a nudo.
E' evidente che non parliamo di scrivere un bestseller alla Moccia o alla Marc Levy, ma di un libro personale, vivo, sofferto.
Quello lo fanno gli Scrittori. E non tutti quelli che pubblicano un libro, lo sono. Lo scrittore non ha filtri, non si vergogna, non media, ma trasmette. Hai scritto una cosa estremamente vera.
Citazione di: arkham il 16 Ott 2014, 11:03non tutti quelli che pubblicano un libro, lo sono
il problema, caro mio - e lo sai, eccome se lo sai - è che arrivare a questo punto è un terno al lotto
il problema non è relativo alle grandi case editrici e forse neanche alle piccole, ma alle agenzie che dovrebbero fare da tramite (non esiste da almeno 50 anni uno che si presenta col libro in mano e te lo leggono e dicono, ammazza, aho')
Citazione di: porgascogne il 16 Ott 2014, 11:13
il problema, caro mio - e lo sai, eccome se lo sai - è che arrivare a questo punto è un terno al lotto
il problema non è relativo alle grandi case editrici e forse neanche alle piccole, ma alle agenzie che dovrebbero fare da tramite (non esiste da almeno 50 anni uno che si presenta col libro in mano e te lo leggono e dicono, ammazza, aho')
Oramai mandi tutto via email.
Ci sono ottordici concorsi al mese.
Una qualunque casa editrice indice certamen per scoprire nuove penne.
Io avro' partecipato almeno ad una 50ina.
con un libro di poesie.
La risposta standard era: il libro ci piace, se ci dai 1200 euro te ne stampiamo 50 copie e le mandiamo una alla biblioteca nazionale a Roma, una a quella di Firenze, una a quella di Alessandria d'Egitto, e una in tutte le biblioteche dell'Orbis Terrarum.
Distinti Saluti.
ecco, Rivo, quelli so' quelli dai quali scappare
io credo, se prorpio devo, più a cose così (http://www.vicolocannery.it/inviomanoscritti/)
Citazione di: porgascogne il 16 Ott 2014, 11:24
ecco, Rivo, quelli so' quelli dai quali scappare
io credo, se prorpio devo, più a cose così (http://www.vicolocannery.it/inviomanoscritti/)
Mai mandato un euro infatti :))
(Anche perche' se c'avessi avuto 1200 euro, il libro me lo sarei stampato da solo), ho controllato il link e intanto l'ho messo tra i preferiti :))
Hai visto mai. :))
Citazione di: italicbold il 16 Ott 2014, 11:01
Tra le grandi difficoltà io credo ci sia anche la capacità di aprirsi in maniera assolutamente totale.
Di mettersi letteralmente a nudo.
Io ne ho iniziati un paio (massimo una ventina di pagine), ma non è stata la complessità a fermarmi, quanto appunto la necessità di 'entrare' nel personaggio e scrivere cose ben oltre la comune morale e il senso del pudore.
Insomma, un libro potrei anche scriverlo, ma poi non lo farei leggere a nessuno.
Citazione di: porgascogne il 16 Ott 2014, 11:13
il problema, caro mio - e lo sai, eccome se lo sai - è che arrivare a questo punto è un terno al lotto
il problema non è relativo alle grandi case editrici e forse neanche alle piccole, ma alle agenzie che dovrebbero fare da tramite (non esiste da almeno 50 anni uno che si presenta col libro in mano e te lo leggono e dicono, ammazza, aho')
Sai qual è la mia posizione in merito?
Si pubblica troppo facilmente, anche al netto degli stampatori che si spacciano per editori chiedendoti dei soldi per pubblicarti.
Oggi pubblicare un libro non è difficile: se lavori bene, se riesci a farti leggere dalle persone giuste, una piccola casa editrice che scommette su di te la trovi.
Il problema è proprio quello: nel mare di pubblicazioni, si produce tanta, tanta, tanta merda (che io, come sai, sono spesso chiamato a leggere...).
E' la
sindrome del Karaoke , che ci fa tutti cantanti, basta essere intonati e avere una bella voce.
Così come basta saper scrivere per sentirsi scrittori. Soprattutto se si è arrivati a pubblicare un libro, letto si e no da cinquecento persone, un quinto delle quali nostre conoscenze dirette o quasi.
Scrivere è un'altra cosa, e gli scrittori veri, compresi quelli tanto bistrattati
da intrattenimento (che non faccio lo snob e so bene che c'è posto anche per loro), sono pochi, pochissimi.
Molti dei quali, in virtù delle leggi del mercato, si vedono pubblicare lavori francamente illeggibili (parlo per gusto personale, ma tra le migliori e le peggiori opere di Benni, Erri De Luca, Baricco, c'è una differenza come quella che c'era tra la Curva Sud prima e dopo le 19.27 del 26 maggio).
Citazione di: arkham il 16 Ott 2014, 12:03
Molti dei quali, in virtù delle leggi del mercato, si vedono pubblicare lavori francamente illeggibili (parlo per gusto personale, ma tra le migliori e le peggiori opere di Benni, Erri De Luca, Baricco, c'è una differenza come quella che c'era tra la Curva Sud prima e dopo le 19.27 del 26 maggio).
questo.
mi spiegate ad esempio come hanno fatto a produrre 'sta cacata?
(http://giotto.ibs.it/cop/cop.aspx?s=B&f=170&x=0&e=9788875212780)
Citazione di: Dissi il 16 Ott 2014, 12:16
questo.
mi spiegate ad esempio come hanno fatto a produrre 'sta cacata?
(http://giotto.ibs.it/cop/cop.aspx?s=B&f=170&x=0&e=9788875212780)
Per minimum fax, poi...
Citazione di: Rivolazionario il 16 Ott 2014, 10:40
No, pensa, muore al telefono.
Il famoso supplizio al telefono.
Questa l'hai messa proprio su un piatto d'argento, eh.
Io non vorrei pubblicarlo, vorrei proprio scriverlo. Poi è chiaro che sarebbe così bello che qualcuno lo renderebbe pubblico.
Citazione di: Tarallo il 16 Ott 2014, 12:31
Io non vorrei pubblicarlo, vorrei proprio scriverlo. Poi è chiaro che sarebbe così bello che qualcuno lo renderebbe pubblico.
Quello e' facile.
UN LIBRO.
Ecco.
L'ho scritto.
Ok. Vado.
Citazione di: Tarallo il 16 Ott 2014, 12:31
Io non vorrei pubblicarlo, vorrei proprio scriverlo. Poi è chiaro che sarebbe così bello che qualcuno lo renderebbe pubblico.
tu quoque? :o
Citazione di: Cliath il 16 Ott 2014, 12:35
tu quoque? :o
E' lessicalmente giusto.
Anche io mi ci sono soffermato da grammar nazi.
Ma se la rileggi ha scritto bene.
Tarallo vorrebbe scrivere un libro. Di conseguenza essendo scritto da lui, sarebbe bellissimo.
Vien da sè che qualcuno, scopertane la bellezza lo pubblicherebbe.
Ma che davero davero? Uno mica diventa grammar nazi dall'oggi al domani.
Citazione di: Tarallo il 16 Ott 2014, 12:42
Ma che davero davero? Uno mica diventa grammar nazi dall'oggi al domani.
Ovvio c'e' tutto un percorso.
Il primo passo e' iscriversi alla "Gioventu' della Crusca".
Successivamente, avendo assunto come idolo assoluto il vocabolario, ci si iscrive alle SS.
Scrivere Sovente.
arkham, ci hai ragione
Citazione di: Tarallo il 16 Ott 2014, 12:42
Ma che davero davero? Uno mica diventa grammar nazi dall'oggi al domani.
Sapessi quante volte ho resistito (mica con te, eh). :=))
Allora quando sarà, lo renderemo pubblico noi.
Citazione di: porgascogne il 16 Ott 2014, 10:43
che poi era pure ricca de famiglia, eh
bah
lei lo faceva,
per passione...
bene, pure, dichèno
Sono cresciuto leggendo.
Alle elementari presero l'abitudine di farci leggere un libro al mese, del quale dovevamo poi parlare in classe, i miei compagni si lamentavano perchè "Un libro al mese era troppo", io mi lamentavo perchè avrei dovuto scegliere fra i libri proposti, così facendo mi sarei dovuto accontentare di libri per bambini, e non mi piacevano.
Stessa scena alle medie, con annessa la scrittura di una scheda del libro: trama, personaggi, eccetera.
Mi lamentai con la professoressa perchè leggere IT in un mese è francamente impossibile.
Poi ho iniziato a leggere Kerouac, Bukowski, Bunker, Burroughs, H.S. Thompson, Céline e via dicendo, tutti questi uomini che la società voleva come falliti, ma che con una penna in mano diventavano giganti, ed ho iniziato ad imbrattare anche io un po' di carta.
Racconti, per carità, per scrivere un romanzo bisogna essere bravi davvero, avere tecnica ed organizzazione, e le ultime due cose mi mancano.
Le mie soddisfazioni me le sono anche tolte, un racconto pubblicato su un sito, uno sul giornalino della scuola, uno ha viaggiato per mail ed è arrivato fino in Romania, ed era il più sentito, quello vero che parla di me.
E' bello leggere ed è bello scrivere, ma l'ultima volta che mi sono avvicinato allo scrivere un romanzo è finita così:
io ho scritto l'autunno del patriarca, poi Gabriel me l'ha soffiato
Citazione di: porgascogne il 16 Ott 2014, 12:48
arkham, ci hai ragione
Mi tocca quotarti, così per il 2014 sono a posto
Citazione di: carib il 16 Ott 2014, 18:14
Mi tocca quotarti, così per il 2014 sono a posto
ma anche no
Mi cugggino...ha scritto un libro e lo hanno anche pubblicato. Parlava delle sue domeniche passate allo stadio a seguire la briomma...no, tanto per dire che pubblicazione non significa comunque lavoro valido. La sua più grossa nemesi è stata passare con me il 14 maggio 2000, con lui incollato alla radio a raccontarmi quello che succedeva...
Il desiderio di scrivere un libro, per la precisione un romanzo, è una sorta di parcheggio esistenziale eterno. Secondo me più e meno tutti pensano di avere nelle corde il talento e la forza di volontà per riuscire a farlo. Credo che sia il sogno del cassetto più diffuso da prima che inventassero persino i cassetti.
E' un desiderio che puoi sempre rimandare ed è un'attività - lo scrivere - che può cullarsi del suo essere perennemente in brutta copia, con la speranza - vana - che la brutta copia si trasformi per magia in un cigno della letteratura.
Non riesco a pensare a molte altre cose che possano farti sentire il Re di te stesso. L'aggravante sta nel fatto che puoi farlo a qualsiasi età, e quindi hai la scusa per non scriverlo almeno fino a che non cominciano a tremarti le mani.
E poi uno scrive sempre. Pensa, riflette, aggiunge qualche ghirigoro interiore e si autoconvince che espandendo tale riflessione ne verrebbe fuori qualcosa di buono. Ma per non più di tre pagine.
Essendo io l'emblema del nevrotico ambivalente pigro inzuppato nel disordine esistenziale dell'uomo novecentesco che vive custodendo una costellazione di scelte possibili ma non si muove mai per afferrarne una, confesso che... è il mio parcheggio perfetto. Gratis, senza piccioni che cagano sul cofano, e nessun ladro nei dintorni.
Fino a qualche anno fa ero convinto che un giorno avrei, poi ho razionalizzato e so che mai lo farò.
Eppure...
Per diletto qualche romanzo* l'ho scritto pure io. Per esperienza dico che non ci vuole molto, se non tempo e un minimo di convinzione. Il numero delle pagine non è un problema, basta fare un passo alla volta. Arrivato alla fine lo rileggi-tagli-correggi e riscrivi finché non ne puoi più. Poi sì, quello che ne esce fuori non è detto che sia degno di essere chiamato romanzo. Probabilmente a me manca la tecnica.
E' difficile dare ritmo alla storia, io veramente non ho mai capito per quale motivo un estraneo legge volentieri oppure si annoia, e in quali occasioni succede.
Un altro problema è il non sapere esattamente se in quello che hai scritto ci sono sufficienti informazioni per comprendere la trama (o se ce ne sono troppe). Tu che l'hai pensata, lo sai che cosa dice la tua storia. C'è sempre una distanza tra quello che volevi scrivere e quello che hai scritto, e non è facile rendersene conto.
*per romanzo intendo "tentativo di romanzo", manoscritto. I miei stanno sigillati nel cassetto della vergogna, qualcuno li ha letti, c'è chi ha apprezzato e chi no, e comunque dubito che verranno mai stampati, a meno che in un impeto di megalomania non decida di pagare, ma a che pro?
Citazione di: cosmo il 21 Ott 2014, 01:03
Il desiderio di scrivere un libro, per la precisione un romanzo, è una sorta di parcheggio esistenziale eterno. Secondo me più e meno tutti pensano di avere nelle corde il talento e la forza di volontà per riuscire a farlo. Credo che sia il sogno del cassetto più diffuso da prima che inventassero persino i cassetti.
E' un desiderio che puoi sempre rimandare ed è un'attività - lo scrivere - che può cullarsi del suo essere perennemente in brutta copia, con la speranza - vana - che la brutta copia si trasformi per magia in un cigno della letteratura.
Non riesco a pensare a molte altre cose che possano farti sentire il Re di te stesso. L'aggravante sta nel fatto che puoi farlo a qualsiasi età, e quindi hai la scusa per non scriverlo almeno fino a che non cominciano a tremarti le mani.
E poi uno scrive sempre. Pensa, riflette, aggiunge qualche ghirigoro interiore e si autoconvince che espandendo tale riflessione ne verrebbe fuori qualcosa di buono. Ma per non più di tre pagine.
Essendo io l'emblema del nevrotico ambivalente pigro inzuppato nel disordine esistenziale dell'uomo novecentesco che vive custodendo una costellazione di scelte possibili ma non si muove mai per afferrarne una, confesso che... è il mio parcheggio perfetto. Gratis, senza piccioni che cagano sul cofano, e nessun ladro nei dintorni.
Fino a qualche anno fa ero convinto che un giorno avrei, poi ho razionalizzato e so che mai lo farò.
Eppure...
perfetto
fai manovra e caga una fiaba su parolebiancocelesti, allora
:=))
Citazione di: Tarallo il 16 Ott 2014, 12:31
Io non vorrei pubblicarlo, vorrei proprio scriverlo. Poi è chiaro che sarebbe così bello che qualcuno lo renderebbe pubblico.
sipperò il titolo dice crossover e non crossdresser
Citazione di: porgascogne il 21 Ott 2014, 14:02
perfetto
fai manovra e caga una fiaba su parolebiancocelesti, allora
:=))
:)
ma quando chiudi la sessione??
Citazione di: cosmo il 21 Ott 2014, 17:41
:)
ma quando chiudi la sessione??
boh, manco me ricordo quando l'ho aperta
:=))
(sbrighete)
Citazione di: cosmo il 21 Ott 2014, 17:41
:)
ma quando chiudi la sessione??
Ce stanno 8 minuti de recupero.
:lol:
(ci 2i: sciogli le ditine)
Ma guarda che io vorrei tantissimo, ci provo quasi ogni volta. Ma proprio non ci riesco. (cit. De Sanctis)
romanzo. avete così fiducia nell'idea e nella forma romanzo per raccontare le cose? o è la fiducia nell'oggetto libro?
e se dite romanzo, che cosa vi viene in mente? quali testi, quali autori?
pensate inoltre che oggi il romanzo sia oggi la forma più vicina e familiare a voi per narrare?
il romanzo oggi è anagraficamente adatto per raccontare tutte le sfumature di curiosità come in passato?
le serie tv, i contenuti online, i giochi e i videogiochi, tutta la deflagrazione del tempo libero, lo sport, etc, contro tutto questo la forma romanzo è ancora vincente?
Citazione di: V. il 24 Ott 2014, 20:39
romanzo. avete così fiducia nell'idea e nella forma romanzo per raccontare le cose? o è la fiducia nell'oggetto libro?
e se dite romanzo, che cosa vi viene in mente? quali testi, quali autori?
pensate inoltre che oggi il romanzo sia oggi la forma più vicina e familiare a voi per narrare?
il romanzo oggi è anagraficamente adatto per raccontare tutte le sfumature di curiosità come in passato?
le serie tv, i contenuti online, i giochi e i videogiochi, tutta la deflagrazione del tempo libero, lo sport, etc, contro tutto questo la forma romanzo è ancora vincente?
Il romanzo, per come lo intendo io, è la "pietra" perfetta per lasciare un ricordo di sé, un segno del proprio passaggio, una testimonianza.
Forse solo un lungometraggio avrebbe la stessa forza.
Però hai ragione, oggi il romanzo non è il modo migliore per raccontare.
Sicuramente non il più ficcante e incisivo.
E' un narcisismo positivo (che mi affascina da anni) che purtroppo in pochi hanno la fortuna di poter realizzare (e io non ci ho di certo rinunciato).
Non ho capito perché il romanzo non sarebbe il modo migliore di raccontare.
Citazione di: Tarallo il 24 Ott 2014, 20:49
Non ho capito perché il romanzo non sarebbe il modo migliore di raccontare.
Rimane il modo migliore di raccontare, ma non è di certo il migliore per essere ascoltati. Anzi, forse è il peggiore in assoluto
http://www.calamandrei.it/editoria.htm
Stiamo diventando un popolo di analfabeti.
Se si vuole lanciare un messaggio, molto meglio scegliere canali alternativi
Magari una sit com.
Se poi si vuole scrivere per il semplice piacere di farlo, allora meglio del romanzo non credo ci sia nulla.
Citazione di: Tarallo il 24 Ott 2014, 20:49
Non ho capito perché il romanzo non sarebbe il modo migliore di raccontare.
in italia grandi narratori non esistono da anni e chi pure ha avuto successo negli anni 90, oggi è un dinosauro.
pure i "giovani" stanno sotto le 100mila copie annuali. è un dato di fatto che l'Italia non legge più, il che non vuol dire affatto che siamo analfabeti: lItalia è un paese alfabetizzato, non lo era 40 anni fa quando si dice "che si leggeva di più e meglio". ma moltissime funzioni di rappresentanza che prima aveva il romanzo vengono assolte da altre forme di scrittura.
Ma è un problema Italiano o mondiale? Perché io, che negli ultimi vent'anni in italiano ho letto solo il tuo libro e la trilogia di Elena Ferrante, trovo in giro tonnellate di romanzi bellissimi. Forse non li traducono?
Ho capito che non è il modo più efficace di comunicare ma non sto parlando di questo.
La mia definizione molto maccheronica (si trovano romanzi belli da leggere?) non combacia col quadro catastrofico.
Come dice Renè Ferretti, la gente vuole la merda.
50 sfumature di grigio fa il botto e romanzi scritti bene raccolgono la polvere sugli scaffali delle librerie.
(Dimenticavo: magari sono io che ho gusti criticabili)
Sono certo che sarei in grado di scrivere un capolavoro.
Molte cose però remano contro:
- sono nato a fine anni 60 non ho potuto quindi vivere il clima della Roma proletaria o della città aperta. Altrimenti avrei scritto senza dubbio "Ragazzi di vita" o "la Storia";
- sono nato a Roma, vicino la garbatella. Fossi nato in Sudamerica "Conversación en la Catedral" l'avrei scritto io. Senza alcun dubbio;
- da piccolo mia madre, con pochissime attitudini letterarie, mi dava il latte. Ci avesse messo almeno due gocce di cognac, avrei scritto una cosa tipo Post Office;
- anche mio padre, con ancora minore passione letteraria, mi portava d'estate in Abruzzo con la 128. Capirete che le suggestioni della Roma - L'Aquila non hanno creato in me l'humus necessario per generare una cosa tipo "On the road"
- quando avevo 10 anni mi fecero fare la prima comunione. Provateci voi a scrivere Siddharta dopo due anni di catechismo e di "noi t'adoriam ostia divina"
In buona sostanza credo di non aver scritto nulla perché non ho nulla da raccontare. Dura la vita dell'artista inespresso.
Citazione di: Neal il 25 Ott 2014, 09:29
In buona sostanza credo di non aver scritto nulla perché non ho nulla da raccontare.
Ecco, nella stragrande maggioranza dei casi bisognerebbe farsene una ragione.
Non ho capito dove sta andando la discussione.
Le domande di V. sono molto interessanti, meriterebbero una riflessione approfondita, io dico soltanto che se intendiamo il romanzo come un bene di consumo, è chiaro che è perdente rispetto a forme di espressione più snelle, meno impegnative.
Per me un bel romanzo (o un bel film, o un disco) non è quello che intercetta il sentire del pubblico, non solo, è soprattutto una materia su cui il lettore è chiamato a mettere le proprie mani, ci si deve scontrare con un romanzo, leggere è un'esperienza che presuppone uno sforzo di volontà, piccolo o grande.
Poi qui si parlava di persone che per diletto vorrebbero scrivere un romanzo. Mica devono farci i soldi, già sarebbe bello se riuscissero a scriverlo, poi se sarà un lavoro fatto bene, voglio dire: tanto meglio.
Scrivete i vostri romanzi, concentratevi sulla pagina da riempire e non pensate a cosa ne potrebbe uscire fuori. Cercate di farlo bene, senza l'assillo di partorire un capolavoro. E poi se arrivate alla fine, mandatelo a me il romanzo, lo leggo volentieri.
Honore.
per i soldi o la gloria la sostanza non cambia, sempre romanzo è.
la crisi enorme di lettori e l'assenza di un vero blockbuster italiano dicono che il romanzo in italia è ko, sia per talenti che per lettori.
che leggere sia fatica lo si sa da sempre. ma i grandi romanzi più che intercettare, creano l'immaginario dei lettori.
gli instant book non sono mai romanzi.
i romanzi che invece sfondano e si impongono sul serio sono come pifferai magici, e questi pifferai in italia non ci stanno. Capita, si va a stagioni, ma non ci stanno. Il campare di rendita è finito. non ci sono romanzieri così notevoli così potenti che facciano da traino a chiunque voglia scrivere, e l'emulazione è importante (parlo di romanzieri perchè l'editoria italiana rifugge i racconti come la peste. oggi per pubblicare un libro di racconti lo scrittore si deve imporre sull'editore)
La gente vuole la merda? Mah, bisogna contare fino a 100 prima di esplodere con questa sentenza, e contando fino a 99 se ne trova di monnezza molto vicina a noi che alle famose 50 sfumature. E se non è monnezza è roba che non scalda i cuori e non ci fa spellare le mani, però magari è roba che resiste e vende. Ho scoperto di recente che il Paese dove Tex e Dylan Dog al mese vendono un totale di 300mila copie, e dove le ristampe Tex la Repubblica dal 2007 al 2011 hanno venduto 27milioni di copie. sono fumetti però vendono cifre per cui uno scrittore italiano oggi si taglierebbe i polsi.
classifiche alla mano - quelle che vanno dal primo a chi vende appena 3mila copie- gli scrittori italiani (fiction, narrativa) che possono dire "vendo dunque esisto" stanno quasi tutti sotto le 100mila, hanno nomi che a una festa, a una cena, a un calcetto, non direbbero niente a nessuno.
gli scrittori oggi tutto sono tranne che nazionalpopolari. e non c'entra la raffinatezza che il grande pubblico non coglierebbe. è che non ci stanno grandi scrittori. Non parliamo poi del passato, anche più recente, cioè del catalogo: gli scaffali feltrinelli sono gestiti da computer che assicura massimo 45 gg di vita a ciascun libro e poi basta. Anche di molti autori che piacciono a voi sommamente oggi fatichereste a trovare i primi libri, roba di 15/20 anni fa, non di un secolo.
di solito controllo sempre, ma a occhio nel topic sui libri non c'è una copertina vecchia più di 15 anni, e non c'è un libro che parla di altri libri, e soprattutto non c'è storia intorno ai libri quando se ne vuole parlare: è come se i capolavori spuntassero dal nulla e intorno al nulla rimanessero. un po' come se un bambino ci chiedesse il secondo e terzo e quarto posto dei campionati del milan e della juve anni 90 e noi gli rispondessimo: "boh, che ne so". Persino la Lazio anni 90 sparirebbe..
é ovvio che il livello di lettura e di spettatori scende se il paragone è solo il presente e se -per fare un esempio- Cèline non incuriosisce a scoprire altri maledetti francesi. E dire che da molti anni c'è la banda larga e google, si possono fare ricerche in rete e trovare il mondo, ma sui libri grava sempre un peso da senso del dovere, un peso scolastico misto a un'aura di nobiltà. Un buon libro basta a se stesso dice la regola.
I libri però sono cultura cioè di consumo ma è più facile vedere oggi che le serie tv vivono di osmosi, cioè di link, notizie e approfondimenti, che non il mondo dei libri, che è molto più autosufficiente: "mi è piaciuto", "mi annoia", "bello", "che palle". e stop
allora mi incuriosisce questo insistere sul fare il romanzo, sul fare il racconto, che poi è il bacino "ideale" dove pesca un mercato editoriale italiano che però è già morto e fallito: tutti gli editori aprono una collana italiana che banalmente non vende. E gira monnezza in tale quantità che manco i vecchi remainders riescono a smaltire, infatti anche le librerie dell'usato e i magazzini di stoccaggio chiudono.
Interventi interessantissimi.
Dico solo, come inutile orpello alla discussione, che nel topic sui libri si parla poco dei classici capolavori perchè (immagino) tutti o quasi tutti li abbiamo letti (da Céline e Stevenson, da Kerouac a Wilde, da Woolf a Tondelli)
Credo
Citazione di: porgascogne il 26 Ott 2014, 14:41
Interventi interessantissimi.
Dico solo, come inutile orpello alla discussione, che nel topic sui libri si parla poco dei classici capolavori perchè (immagino) tutti o quasi tutti li abbiamo letti (da Céline e Stevenson, da Kerouac a Wilde, da Woolf a Tondelli)
Credo
ma infatti non alludo ai classici che erano classici già da quanto eravamo bambini. alludo a roba uscita massimo 30/40 anni fa.
Citazione di: PILØ il 25 Ott 2014, 08:15
Come dice Renè Ferretti, la gente vuole la merda.
50 sfumature di grigio fa il botto e romanzi scritti bene raccolgono la polvere sugli scaffali delle librerie.
Il duri scontro con la realtà l'ho avuto quando cercavo (in verità lo cerco ancora) il romanzo di H. S. Thompson che parla del suo periodo da infiltrato negli Hell's Angels.
Non l'ho trovato ma in compenso c'erano scaffali pieni di fabio volo.
"Viva la merda!" (cit.)
Citazione di: V. il 25 Ott 2014, 16:07
per i soldi o la gloria la sostanza non cambia, sempre romanzo è.
Scusami ma no. :)
Odio gli scrittori in giacca e cravatta, quelli che sembra si mettano alla scrivania come impiegati alle otto di mattina. Alla Augias, per esempio.
Lo scrittore, il romanziere, deve comunicare e trasmettere emozioni, meglio se vissute sulla propria pelle ma anche se osservate, il libro dev'essere il tramite fra il lettore e lo scrittore, dev'essere carne e sangue.
Attenzione che mica dico che uno scrittore non deve guadagnarci, dico solo che se ci guadagna è meglio, ma non deve essere l'unico fine.
Citazione di: Thorin il 26 Ott 2014, 16:36
Scusami ma no. :)
Odio gli scrittori in giacca e cravatta, quelli che sembra si mettano alla scrivania come impiegati alle otto di mattina. Alla Augias, per esempio.
Lo scrittore, il romanziere, deve comunicare e trasmettere emozioni, meglio se vissute sulla propria pelle ma anche se osservate, il libro dev'essere il tramite fra il lettore e lo scrittore, dev'essere carne e sangue.
Attenzione che mica dico che uno scrittore non deve guadagnarci, dico solo che se ci guadagna è meglio, ma non deve essere l'unico fine.
Quindi non potrà mai farlo di mestiere...
Ah,
V., ti ho sentito stasera in radio: bravo. :beer:
Scrivere è una troca.
Citazione di: Cliath il 26 Ott 2014, 23:15
Quindi non potrà mai farlo di mestiere...
Ah, V., ti ho sentito stasera in radio: bravo. :beer:
La risposta è nella frase appena prima di quella che hai grassettato...
Citazione di: Thorin il 26 Ott 2014, 16:36
Scusami ma no. :)
Odio gli scrittori in giacca e cravatta, quelli che sembra si mettano alla scrivania come impiegati alle otto di mattina. Alla Augias, per esempio.
Lo scrittore, il romanziere, deve comunicare e trasmettere emozioni, meglio se vissute sulla propria pelle ma anche se osservate, il libro dev'essere il tramite fra il lettore e lo scrittore, dev'essere carne e sangue.
Attenzione che mica dico che uno scrittore non deve guadagnarci, dico solo che se ci guadagna è meglio, ma non deve essere l'unico fine.
dovessimo fare la lista degli scrittori che hanno scritto gioielli perchè avevano bisogno di soldi...
andiamo da mario puzo a landolfi, da faulkner a bukowski.
moravia con otto ore al giorno ha scritto grandi libri. è la metodicità che dà fastidio?
quanto allo stare in mezzo alla vita, ogni scrittore ha trovato il suo baricentro dove voleva. ci sono capolavori scritti dentro una cella, o dentro una stanza misera.
ti rispondo su hunter thompson, intendi questo libro http://www.ebay.it/itm/Hunter-S-Thompson-Hells-Angels-in-italiano-/251619715088 (http://www.ebay.it/itm/Hunter-S-Thompson-Hells-Angels-in-italiano-/251619715088)
no, non è la gente che vuole la merda. è che
l'altra gente (quella brava, quella intelligente, quella sensibile) hunter thompson non se l'è mai filato, al di là del libro classico su las vegas. tanto che se cerchi su ibs i libri disponibili sono due, mentre di tradotti in italiano ce ne sono di più
Meglio del sesso, i mille modi per eleggere un presidente USA (Bompiani, 1999)
Cronache del rum (Baldini Castoldi Dalai, 2007)
Screwjack (Baldini Castoldi Dalai, 2008)
Hell's Angels (Baldini Castoldi Dalai, 2008)
Hey Rube - Sport violenti, la dottrina di Bush e la spirale discendente dell'idiozia. Storia moderna dalla pagina dello sport (Fandango, 2009)
Paure, deliri e la grande pesca allo squalo (Baldini Castoldi Dalai, 2010)
ma thompson come mille altri, oltre la febbre da personaggio in italia non è mai andato. e non perché vince Fabio Volo.
è proprio il fattore "Volo" che è una falsa pista.
Citazione di: V. il 27 Ott 2014, 01:22
dovessimo fare la lista degli scrittori che hanno scritto gioielli perchè avevano bisogno di soldi...
andiamo da mario puzo a landolfi, da faulkner a bukowski.
moravia con otto ore al giorno ha scritto grandi libri. è la metodicità che dà fastidio?
quanto allo stare in mezzo alla vita, ogni scrittore ha trovato il suo baricentro dove voleva. ci sono capolavori scritti dentro una cella, o dentro una stanza misera.
ti rispondo su hunter thompson, intendi questo libro http://www.ebay.it/itm/Hunter-S-Thompson-Hells-Angels-in-italiano-/251619715088 (http://www.ebay.it/itm/Hunter-S-Thompson-Hells-Angels-in-italiano-/251619715088)
no, non è la gente che vuole la merda. è che l'altra gente (quella brava, quella intelligente, quella sensibile) hunter thompson non se l'è mai filato, al di là del libro classico su las vegas. tanto che se cerchi su ibs i libri disponibili sono due, mentre di tradotti in italiano ce ne sono di più
Meglio del sesso, i mille modi per eleggere un presidente USA (Bompiani, 1999)
Cronache del rum (Baldini Castoldi Dalai, 2007)
Screwjack (Baldini Castoldi Dalai, 2008)
Hell's Angels (Baldini Castoldi Dalai, 2008)
Hey Rube - Sport violenti, la dottrina di Bush e la spirale discendente dell'idiozia. Storia moderna dalla pagina dello sport (Fandango, 2009)
Paure, deliri e la grande pesca allo squalo (Baldini Castoldi Dalai, 2010)
ma thompson come mille altri, oltre la febbre da personaggio in italia non è mai andato. e non perché vince Fabio Volo.
è proprio il fattore "Volo" che è una falsa pista.
Chiaro, lo stesso Buk diceva che scrivere era sempre meglio che lavorare.
Non lo so, forse hai ragione ed è semplicemente un mio pregiudizio, un retaggio adolescenziale nel quale lo scrittore deve essere il più maledetto degli artisti, quindi se vedo uno scrittore che sembra un impiegato mi puzza di fregatura.
PS. Il link che mi hai dato purtroppo porta già ad una pagina vuota, questo benedetto libro in italiano non si trova, neanche in pdf, neanche in epub :s
Citazione di: V. il 27 Ott 2014, 01:22
ma thompson come mille altri, oltre la febbre da personaggio in italia non è mai andato. e non perché vince Fabio Volo.
è proprio il fattore "Volo" che è una falsa pista.
Interessante, secondo te perchè?
Citazione di: V. il 27 Ott 2014, 01:22
dovessimo fare la lista degli scrittori che hanno scritto gioielli perchè avevano bisogno di soldi...
andiamo da mario puzo a landolfi, da faulkner a bukowski.
Dostoevskij il caso più clamoroso.
Scrisse il semiautobiografico "Il Giocatore" con i creditori letteralmente alle calcagna e i buffi causati dal gioco che lo sommergevano.
Sulla metodicità ci sarebbe da citare un certo (d'accordo, non era uno scrittore, ma comunque mi sento di estendere il discorso) Kant. Gli abitanti di Konigsberg conoscevano talmente bene i suoi orari e le sue abitudini da settare gli orologi alle 17 in concomitanza con le sue passeggiate pomeridiane nel parco.
Sono comunque solo note di colore, concordo a grandi linee con quanto affermato da Thorin.