Credo che sia una parte della mia vita che debbo raccontarvi.
Lo so che vi siederete davanti allo schermo ammirati.
Per correttezza vi dico che in questo post non si parla di onanismo al buio.

Dunque.
Leggo da troppo tempo.
Il primo libro "serio" lo ho letto ad otto anni, "I promessi sposi", in 3 notti insonni.
Poi ho cominciato con i "100 pagine 1000 lire".
Ne avro' letti una trentina solo nell'estate del 1991.
Per dire: "La Metamorfosi" di Kafka, mi spinse ad avere paura di addormentarmi.
Avevo cominciato a scrivere un paio di anni prima.
A dieci anni, una notte in cui non riuscivo a dormire (magguarda un po'), scrissi una poesia di circa 12 pagine su un drogato.
Quella poesia fini' dopo 3 giorni appesa al muro del direttore Generale di Grazia e Giustizia, dopo essermi stata sottratta da mia madre e consegnata al succitato.
Verso i 12 anni lessi "Piccole donne".
E cominciai a pensare in grande.
Mi dissi: perche' non provare ad allungare l'ars scribendi e cimentarsi in un'opera letteraria che duri piu' di 12 pagine ?
Il tentativo nacque nelle interminabili serate passate da mia nonna, quando a papà sequestrarono casa ad Ariccia per problemi di costruzione.
Nonna aveva tanta carta, e tante penne.
Io iniziai a scrivere.
E mi piaceva parecchio.
Mi riusciva molto naturale anche descrivere i personaggi.
Ora non so se per un deficit di attenzione, o per un malcelato gusto del "flashback", commisi l'errore di, come dicevo nel topic "cose da fare nella vita", di far morire un personaggio nel capitolo 4 e farlo rivivere per altri 5 capitoli, a partire dal 7.
Il libro faceva abbastanza schifo.
Pero' aveva un certo gusto del surreale.