Più che altro:
1) non so quanto riuscirò a reggere sti ritmi, proprio fisicamente. Non ce voglio rimette le penne. Ieri giravo in ufficio in tuta, barba e occhiaie e puzzavo come 'na bestia...roba che me stupisco come il CEO non m'abbia mandato a casa quando m'ha visto: questo potrebbe aprire scenari di discussione interessanti sullo standard minimo di decenza in Svizzera: il mio ex-capo in Italia m'avrebbe cacciato a calci in qulo a casa (cioé, m0avrebbe detto: "fai le nottate, skioppa, caxxi tua, ma portate il necessario per essere presentabile il giorno dopo")
2) Il costo umano di ciò: il week-end scorso stavo giù con la futura sposa che s'è dovuta sopportare me che ogni 5 minuti mi giravo e lavoravo; ogni minimo impegno organizzativo per il matrimonio (minimo perché s'è accollato tutto lei), ogni film visto, visita a parenti/amici, pure una cena con i miei fratelli, sono stati causa di rimorsi perché non ero andato avanti con il lavoro.
La vita diventa una mer.da quando non stai bene con la coscienza perché sai che in quel momento avresti dovuto lavorare. Ma se schioppassi da un giorno all'altro o peggio me prendesse un brutto male, che lascerei agli altri? "minkia quanto lavorava"?
No, c'è qualcosa che non va, non so me correggerlo, ma così non va. Mi sembra pure di fare un torto a tutti quelli che stanno male non per colpa loro e non possono godersi la vita. Io la vita la sto buttando appresso al lavoro (e sto pure rovinandomi la salute) unicamente per scelta mia. Poi pure su sta cosa della "scelta mia" ce sarebbe da aprì una digressione enorme, con risvolti socio-politico-economici che levate...
Vabbé.