Sfogatoio

Aperto da arkham, 29 Mar 2010, 12:07

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vaz

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Giusto che la segnalazione non venga ignorata. Però le segnalazioni vanno fatte con cognizioni di causa, altrimenti si rischia l'effetto al lupo al lupo. Cosa pericolosissima (lo abbiamo visto in tempi Covid). Tipo 'ma io di questi non mi fido, a una mia amica è successo questo'.

Ogni tipo di segnalazione para medica (e medica) va spiegata esaurientemente ed in maniera che possa essere capita da ogni persona.

RG-Lazio

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Citazione di: .Christina. il 23 Nov 2023, 12:53
È un periodo un po' difficile, al nido mi hanno segnalato dei comportamenti di Astrid compatibili con lo spettro autistico ( soprattutto se c'è confusione si tappa le orecchie, e se non riesce a fare qualcosa va in frustrazione, che di per sé imho vuol dire poco, mah... pure io in genere sbrocco al terzo tentativo 🤷🏼‍♀️ ).


Buonasera Christina...dunque io lavoro in materna con bambini dai 3 ai 6 anni e mia moglie dai 6 mesi ai 6 anni. Qualche consiglietto posso dartelo

1) Stai tranquilla...

2) I "miei colleghi" che si occupano di Astrid hanno fatto un pessimo lavoro. Innanzittutto dai 0 ai 4 anni non esiste un vero e proprio concetto di normalitá. Si, esitono tabelle di riferimento, ma il bambino va sempre contestualizzato e interpretato a partite dal contesto. In ogni caso é tutto dannatemente prematuro. Se non ho capito male Astrid ha solo due anni.

3) Sul linguaggio. Prima dei 4 anni non si puó parlare di deficit perché subentrano tanti, troppi fattori.

4) La frustrazione dei bambini é pane quotidiano come anche il gesto di coprirsi le orecchie.

Nel mio team ci poniamo constantemente il problema della nostra "struttura" come materna e a volte facciamo degli accorgimento proprio perché ci rendiamo conto che é la nostra "struttura" a generare criticitá. A volte capita che gli educatori seguano una scuola sempre e comunque e vedano il deficit nel bambino.

Dunque noi prima cerchiamo di capire cosa non va nella dialettica bambino/asilo...poi esaminiamo la struttura bambino/famiglia e poi se notiamo delle persistenti criticitá invitiamo le famiglie a rivolgersi presso specialisti (Da me ci sono dei centri daignostici/teraupetici). Almeno io lo faccio con mooolto tatto, partendo dalla mia "ignoranza" e dalla necessitá di avere un parere specializzato.

Per quanto riguarda la logopedia, personalmente la raccomando a tutti i bambini tra i 4 e 5 anni. Prima no, perché la grammatica del linguaggio deve sedimentarsi e manifestarsi.

Detto questo, per capire il valore da dare alle osservazioni degli educatori di Astrid avrei qualche domanda
1) Quale concetto pedagogico segue il nido??
2) Qual´é il rapporto educatori-bimbi. Da me al nido é 1-3. Ossia un educatore per 3 bambini. Se un bimbo di 2 anni é in un nido dove ci sono 20 bambini con 2 educatori, é chiaro che vada in frustrazione. Ma questo per me sarebbe piú un pollaio che un asilo.

3) Che etá hanno i bimbi del gruppo di Astrid? Se é con 10 baby, é legittimo che si senta frustrata.
4) Quante ore passa al nido?? Oltre le 30 ora, la frustrazione e le sue manifestazioni (linguaggio limitato) devi metterli in conto.

4) Astrid ha una connessione speciale con qualche educatore??? Questa é la cosa piú importante. L´educatore sostituisce in parte la mamma e il papá, deve essere il porto sicuro del bambino. Se l´educatore non riesce ad essere porto sicuro per il bambino, il bambino avrá enormi difficoltá a sviluppare le sue competenze. Il sentimento di sicurezza é fondamentale per il bambino.

Dico queste cose perché sono aspetti che in Italia si sottovalutano parecchio, molti educatori sono troppo sicuri di se stessi e dei loro concetti pedagogici.     

L´anno scorso, avevo una bimba di 3 anni che non parlava con nessuno e spesso guardava la parete come uno stoccafisso. Alcune colleghe volevano subito vedere il deficit, io ho suggerito alla mia direttrice di prendersi del tempo e soprattutto di dare tempo alla bambina.
Dopo un anno, la bambina é bella vivace, parla con tutti, ho mostrato competenze cognitive notevoli e il primo fesso con cui ha parlato sono stato io...perché sono bravo?? No, sono un fesso come tanti, non l´ho giudicata e se c´é una cosa che ho imparato dallo stare con i bambini e che questi hanno delle capacitá percettive mooooolto sottooovalutate. I bambini capiscono se ti stanno sui [...], se hai una predisposizione per loro ( e stronzetti la usano a loro piacimento, altro che innocenti  :)) se sei nervoso, frustrato, etc... Per questo dico, e ripeto in primis analisi del contesto.

Infinito) Stai tranquilla.

.Christina.

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Citazione di: RG-Lazio il 24 Nov 2023, 22:08


Detto questo, per capire il valore da dare alle osservazioni degli educatori di Astrid avrei qualche domanda
1) Quale concetto pedagogico segue il nido??
2) Qual´é il rapporto educatori-bimbi. Da me al nido é 1-3. Ossia un educatore per 3 bambini. Se un bimbo di 2 anni é in un nido dove ci sono 20 bambini con 2 educatori, é chiaro che vada in frustrazione. Ma questo per me sarebbe piú un pollaio che un asilo.

3) Che etá hanno i bimbi del gruppo di Astrid? Se é con 10 baby, é legittimo che si senta frustrata.
4) Quante ore passa al nido?? Oltre le 30 ora, la frustrazione e le sue manifestazioni (linguaggio limitato) devi metterli in conto.

4) Astrid ha una connessione speciale con qualche educatore??? Questa é la cosa piú importante. L´educatore sostituisce in parte la mamma e il papá, deve essere il porto sicuro del bambino. Se l´educatore non riesce ad essere porto sicuro per il bambino, il bambino avrá enormi difficoltá a sviluppare le sue competenze. Il sentimento di sicurezza é fondamentale per il bambino.

Dico queste cose perché sono aspetti che in Italia si sottovalutano parecchio, molti educatori sono troppo sicuri di se stessi e dei loro concetti pedagogici.     

L´anno scorso, avevo una bimba di 3 anni che non parlava con nessuno e spesso guardava la parete come uno stoccafisso. Alcune colleghe volevano subito vedere il deficit, io ho suggerito alla mia direttrice di prendersi del tempo e soprattutto di dare tempo alla bambina.
Dopo un anno, la bambina é bella vivace, parla con tutti, ho mostrato competenze cognitive notevoli e il primo fesso con cui ha parlato sono stato io...perché sono bravo?? No, sono un fesso come tanti, non l´ho giudicata e se c´é una cosa che ho imparato dallo stare con i bambini e che questi hanno delle capacitá percettive mooooolto sottooovalutate. I bambini capiscono se ti stanno sui [...], se hai una predisposizione per loro ( e stronzetti la usano a loro piacimento, altro che innocenti  :)) se sei nervoso, frustrato, etc... Per questo dico, e ripeto in primis analisi del contesto.

Infinito) Stai tranquilla.

Ciao RG,  grazie del tuo intervento! Cerco di risponderti :
1) che intendi con esattezza? Tipo montessoriano eccetera? Se sì, non te lo so dire. Nessuno in particolare, credo.
2) allora il rapporto è 1-9 che è alto secondo me, ma è la normalità
3) il nido è 0-3 e purtroppo o per fortuna la classe è mista...ci sono 4 bambini coetanei di Astrid (che ha due anni), gli altri anche se di poco sono più piccoli ma a questa età anche tre mesi di differenza si vedono, sono tutti dai  15 ai 20 mesi che sono la percentuale più consistente.  Poi ci sono proprio i baby, mi pare tre... c'è un bimbo addirittura di 4 mesi.  In totale sono 18 e ci sono due educatrici più una che va e viene a seconda dei giorni 😅 ma credo sia tirocinante.

4) io la porto al nido dalle 9 alle 12 o dalle 9 alle 13, giusto il tempo di riorganizzare casa e preparami le cose da studiare un'offerta, quindi in realtà non è tantissimo e non è neanche tutti i giorni, perché se c'è a casa Vale o mio fratello se la spupazzano loro🤣 diciamo 4 giorni a settimana fissi va al nido.

5) non parlerei di legame speciale, sia per il poco tempo che passa al nido, che per il fatto che Astrid è una bestiolina forastica, ci vuole tempo per conquistare la sua fiducia , la sua cerchia siamo io e mio fratello, Valerio (il mio ragazzo) e sta conoscendo i suoi genitori.

Tra l'altro c'è da dire che lei ha il suo caratterino, anche se ti conosce bene e le stai sulle pelotas c'è poco da fare...al mio datore di lavoro ha dato dello " zoccolo" - tòccolo-  (per fortuna questa parola dopo una bella ramanzina non l'ha più ripetuta 🤣) pur conoscendolo da quando è nata. E ogni volta che lo vede si nasconde o gli fa la linguaccia 🤣🤣.



RG-Lazio

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Citazione di: .Christina. il 25 Nov 2023, 12:20
Ciao RG,  grazie del tuo intervento! Cerco di risponderti :
1) che intendi con esattezza? Tipo montessoriano eccetera? Se sì, non te lo so dire. Nessuno in particolare, credo.
2) allora il rapporto è 1-9 che è alto secondo me, ma è la normalità
3) il nido è 0-3 e purtroppo o per fortuna la classe è mista...ci sono 4 bambini coetanei di Astrid (che ha due anni), gli altri anche se di poco sono più piccoli ma a questa età anche tre mesi di differenza si vedono, sono tutti dai  15 ai 20 mesi che sono la percentuale più consistente.  Poi ci sono proprio i baby, mi pare tre... c'è un bimbo addirittura di 4 mesi.  In totale sono 18 e ci sono due educatrici più una che va e viene a seconda dei giorni 😅 ma credo sia tirocinante.

4) io la porto al nido dalle 9 alle 12 o dalle 9 alle 13, giusto il tempo di riorganizzare casa e preparami le cose da studiare un'offerta, quindi in realtà non è tantissimo e non è neanche tutti i giorni, perché se c'è a casa Vale o mio fratello se la spupazzano loro🤣 diciamo 4 giorni a settimana fissi va al nido.

5) non parlerei di legame speciale, sia per il poco tempo che passa al nido, che per il fatto che Astrid è una bestiolina forastica, ci vuole tempo per conquistare la sua fiducia , la sua cerchia siamo io e mio fratello, Valerio (il mio ragazzo) e sta conoscendo i suoi genitori.

Tra l'altro c'è da dire che lei ha il suo caratterino, anche se ti conosce bene e le stai sulle pelotas c'è poco da fare...al mio datore di lavoro ha dato dello " zoccolo" - tòccolo-  (per fortuna questa parola dopo una bella ramanzina non l'ha più ripetuta 🤣) pur conoscendolo da quando è nata. E ogni volta che lo vede si nasconde o gli fa la linguaccia 🤣🤣.

Buongiorno Christina, ne ho parlato anche con mia moglie che é specializzata sui 0-3 e concorda con me.

Questa "diagnosi" é fuori di testa.

Ovviamente non conosciamo Astrid e non l´abbiamo osservata, ci basiamo su quello che racconti. Partendo da quanto dici non ci sono elementi che possano essere associati ad a forme di sviluppo differente che richiedano personale specializzato.

Su due piedi mi verrebbe da consigliarti di cambiare subito nido...Capisco che l´Italia é un universo parallelo e in merito agli investimenti nelle scuole dell´infanzia o del nido, perció non crocifiggerei i  colleghi, anzi mi tolgo il cappello difronte al loro impegno (magari prendono anche 4 lire alla fine del mese).

Detto questo, faccio fatica a definirlo "scuola dell´infanzia".

ps: Non é colpa di Astrid o del suo caratterino il fatto che non leghi subito. Anzi é un buon segno per certi versi. Vuol dire che é abiutuata a sentirsi sicura in un determinato contesto e i cambiamenti la disturbano. Questo sotto i 4 anni é sinonimo di salute non di disturbo. Se un bambino sotto i due anni (ma anche 3-4), lascia la mamma e si fida di me dopo 5 minuti come se fossi stato da sempre nella sua vita, vuol dire che il bambino é cresciuto in una situazione cosí precaria emotivamente che qualsiasi cosa vada bene.

Fai bene a lasciarla solo 3 ore.   

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italicbold

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Citazione di: RG-Lazio il 25 Nov 2023, 12:51
Buongiorno Christina, ne ho parlato anche con mia moglie che é specializzata sui 0-3 e concorda con me.

Questa "diagnosi" é fuori di testa.

Stamattina anch'io ne ho parlato con mia moglie è ha detto la stessa identica cosa.
Ma in francese.

FatDanny

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Grazie per i vostri contributi.
Squarci di luce.
Soprattutto RG ha illustrato i motivi per cui siamo molto restii ad affidarci ad un nido in Italia (ovviamente se non si può fare altrimenti c'è ben poco da fare, ci mancherebbe).

E si rafforza, nel leggervi, la mia convinzione che in molti casi e in molte letture (non conosco la pedagogia, quindi non so le varie correnti di pensiero) ci sia una smania per la performatività immediata del ragazzino a cui segue, nei casi di mancata corrispondenza, una fin troppo facile medicalizzazione.
Che non significa il  trattamento farmacologico, ma che viene diagnosticato un problema - magari lieve - quando invece è semplicemente la crescita peculiare.
ma in un mondo standardizzato come il nostro (altro  che i soviet, i veri omologati siamo noi), non c'è da stupirsi.

Adler Nest

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Citazione di: RG-Lazio il 24 Nov 2023, 22:08
Buonasera Christina...dunque io lavoro in materna con bambini dai 3 ai 6 anni e mia moglie dai 6 mesi ai 6 anni. Qualche consiglietto posso dartelo

1) Stai tranquilla...

2) I "miei colleghi" che si occupano di Astrid hanno fatto un pessimo lavoro. Innanzittutto dai 0 ai 4 anni non esiste un vero e proprio concetto di normalitá. Si, esitono tabelle di riferimento, ma il bambino va sempre contestualizzato e interpretato a partite dal contesto. In ogni caso é tutto dannatemente prematuro. Se non ho capito male Astrid ha solo due anni.

3) Sul linguaggio. Prima dei 4 anni non si puó parlare di deficit perché subentrano tanti, troppi fattori.

4) La frustrazione dei bambini é pane quotidiano come anche il gesto di coprirsi le orecchie.

Nel mio team ci poniamo constantemente il problema della nostra "struttura" come materna e a volte facciamo degli accorgimento proprio perché ci rendiamo conto che é la nostra "struttura" a generare criticitá. A volte capita che gli educatori seguano una scuola sempre e comunque e vedano il deficit nel bambino.

Dunque noi prima cerchiamo di capire cosa non va nella dialettica bambino/asilo...poi esaminiamo la struttura bambino/famiglia e poi se notiamo delle persistenti criticitá invitiamo le famiglie a rivolgersi presso specialisti (Da me ci sono dei centri daignostici/teraupetici). Almeno io lo faccio con mooolto tatto, partendo dalla mia "ignoranza" e dalla necessitá di avere un parere specializzato.

Per quanto riguarda la logopedia, personalmente la raccomando a tutti i bambini tra i 4 e 5 anni. Prima no, perché la grammatica del linguaggio deve sedimentarsi e manifestarsi.

Detto questo, per capire il valore da dare alle osservazioni degli educatori di Astrid avrei qualche domanda
1) Quale concetto pedagogico segue il nido??
2) Qual´é il rapporto educatori-bimbi. Da me al nido é 1-3. Ossia un educatore per 3 bambini. Se un bimbo di 2 anni é in un nido dove ci sono 20 bambini con 2 educatori, é chiaro che vada in frustrazione. Ma questo per me sarebbe piú un pollaio che un asilo.

3) Che etá hanno i bimbi del gruppo di Astrid? Se é con 10 baby, é legittimo che si senta frustrata.
4) Quante ore passa al nido?? Oltre le 30 ora, la frustrazione e le sue manifestazioni (linguaggio limitato) devi metterli in conto.

4) Astrid ha una connessione speciale con qualche educatore??? Questa é la cosa piú importante. L´educatore sostituisce in parte la mamma e il papá, deve essere il porto sicuro del bambino. Se l´educatore non riesce ad essere porto sicuro per il bambino, il bambino avrá enormi difficoltá a sviluppare le sue competenze. Il sentimento di sicurezza é fondamentale per il bambino.

Dico queste cose perché sono aspetti che in Italia si sottovalutano parecchio, molti educatori sono troppo sicuri di se stessi e dei loro concetti pedagogici.     

L´anno scorso, avevo una bimba di 3 anni che non parlava con nessuno e spesso guardava la parete come uno stoccafisso. Alcune colleghe volevano subito vedere il deficit, io ho suggerito alla mia direttrice di prendersi del tempo e soprattutto di dare tempo alla bambina.
Dopo un anno, la bambina é bella vivace, parla con tutti, ho mostrato competenze cognitive notevoli e il primo fesso con cui ha parlato sono stato io...perché sono bravo?? No, sono un fesso come tanti, non l´ho giudicata e se c´é una cosa che ho imparato dallo stare con i bambini e che questi hanno delle capacitá percettive mooooolto sottooovalutate. I bambini capiscono se ti stanno sui [...], se hai una predisposizione per loro ( e stronzetti la usano a loro piacimento, altro che innocenti  :)) se sei nervoso, frustrato, etc... Per questo dico, e ripeto in primis analisi del contesto.

Infinito) Stai tranquilla.
Bellissima testimonianza.
Grazie

FatDanny

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comunque sottolineo un passaggio in particolare:

RG chiede quale sia il concetto pedagogico dell'asilo e Christina risponde che non sa e poi  "nessuno".
é utile soffermarsi sul "nessuno".
Perché quando si è profani in un terreno si è portati a pensare, tutti noi, che non ci sia un approccio particolare dietro. Che sia materia prettamente tecnica, oggettiva. Che si tratti di economia,  psicologia,  pedagogia o altro. C'è questa cosa della "tecnica oggettiva".
E invece c'è sempre una parzialità. C'è  sempre un posizionamento, un orientamento basato su  convinzioni, presupposti, giudizi di valore (vedi questione "performance individuali").
Che quindi altri reputeranno  sbagliato adottandone  un  altro.

Ma questo riesce a distinguerlo solo chi è del campo, non a caso RG.
Noi possiamo solo affidarci.  Come scegliere laddove non si ha contezza dei vari approcci?

Bella domanda. Io ad esempio me lo sono  trovato  a chiedere, paro paro, con lo psicologo, perché pur non  conoscendo bene ho quel minimo di infarinatura che mi fa sapere che ci  sono  degli approcci diversi e conoscerli per sommi capi.
Ma non a livello tale da basarci una scelta.

La mia risposta può sembrare banale, ma non riesce ad andare oltre a: quello con cui  ti trovi bene.

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RG-Lazio

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Troppi complimenti, in ogni caso io non sono un """pedagogo""" lo sono diventato. Ho studiato filosofia e ho sempre trattato con una certa supponenza e arroganza quelli di scienze della formazione. Voglio dire avevamo a che fare Con Hegel, Marx, Nietzsche, Foucault, Baudrillard...quando andavo a fare gli esami di scienze dell´educazione a mala pena guardavo i testi. Ero [...] forte dal punto di vista scientifico.

Mi sono ritrovato a fare questo lavoro un pó per caso e un pó per necessitá e mi si é aperto un universo. Lavorare con, sui e nei bambini é davvero interessante...Da studioso mi permette anche di cogliere gli effetti dei dispostivi biopolitici fino dal suo essere e si come dice Fat, non c´é neutralitá. Il bambino é giá un prodotto socio-discorsivo fino dalla tenera etá e pertanto il concetto "pedagogico" o la filosofia dell´educazione che ispira una prassi quotidiana é molto importante. Poi eh si puó scegliere fino ad un certo punto...gli educatori sono pochi e anche e soprattutto nella mia ultra-moderna Frankfurt l´importante é avere un posto perché devi lavorare e produrre. Noi stessi abbiamo mandato il bimbo in un asilo cattolico e adesso ne vediamo le conseguenze ma non avevamo scelta.

Ora non posso dilungarmi tanto, tuttavia confermo quello che dice Fat a proposito dell´attenzione morbosa al ""cognitivo"". Ad oggi troppe famiglie sono concentrate sul cosa apprendono e non sul come, tuttavia il come é molto piú importante. Il "come" é l´ambiente, o meglio l´ecosistema (in senso batsoniano) in cui si sviluppa la nuovaforma di vita. Il cosa é giá dispositivo,cattura.

Altra cosa bella del mio lavoro é che non giudico ma mi prendo cura e soprattutto i bimbi sono potenza spinoziona, sfuggono alla norma ma gli asili sono spesso e volentieri le prime istituzioni normalizzanti...per questo occorrono educatori critico-rivoluzionari  :beer:   

.Christina.

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Citazione di: italicbold il 25 Nov 2023, 13:02
Stamattina anch'io ne ho parlato con mia moglie è ha detto la stessa identica cosa.
Ma in francese.

:lol: (no rido perché quando mi esce qualche parolaccia di troppo, dico sempre "scusa il francese" 😹)


cartesio

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Citazione di: FatDanny il 24 Nov 2023, 11:13
Io sto dicendo che non ha manco le competenze per istillare il dubbio.
Non affidandosi a una cazzo di tabella. Al massimo la tabella dovrebbe portare all'intervento (come semplice osservazione) di un esperto.
Se l'esperto conferma si passa a dirlo alla famiglia.

È illegale.

L'esperto non può intervenire senza che la famiglia ne sia informata.
Quindi il primo passo da fare è informare la famiglia e chiedere cosa intende fare.

Quando mia figlia era alla materna e poi alla primaria ho ricevuto regolarmente comunicazioni su screening di funzionalità di vario tipo. La vista sicuramente, poi non ricordo. In tutti i casi era necessaria l'autorizzazione dei genitori, e se non c'era la visita non veniva effettuata.


FatDanny

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ma io non parlo di visita.
Te credo che una visita non autorizzata è illegale.

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Gulp

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30 anni e mi si è infiammato il nervo sciatico mlm

Due notti che dormo malissimo

TomYorke

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Citazione di: Gulp il 07 Dic 2023, 09:24
30 anni e mi si è infiammato il nervo sciatico mlm

Due notti che dormo malissimo

Vabbè, ne dimostri 60 comunque.

Tarallo

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Sempre in giro ignudo eddaje eddaje doveva succede.

Gulp

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Citazione di: TomYorke il 07 Dic 2023, 09:52
Vabbè, ne dimostri 60 comunque.

Vero, quando vedono me e Tarallo prendono lui per quello giovane

cippolo

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Citazione di: Gulp il 07 Dic 2023, 09:24
30 anni e mi si è infiammato il nervo sciatico mlm

Due notti che dormo malissimo

Beato te che dormi male. Quando mi blocco io (ernia L4-L5 e L5-S1 più  altre altre protusioni) dormire è  impossibile. Toradol, Buscopan e Voltaren  e piano piano passa. Ti consiglio una protezione per lo stomaco. Auguri di pronta guarigione

italicbold

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Citazione di: Gulp il 07 Dic 2023, 12:31
Vero, quando vedono me e Tarallo prendono lui per quello giovane

Allora ne dimostri dai 90 in su.

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.Christina.

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Citazione di: Gulp il 07 Dic 2023, 09:24
30 anni e mi si è infiammato il nervo sciatico mlm

Due notti che dormo malissimo

Daje, io classe 99 e siamo sulla stessa barca . Nel mio caso è il muscolo piriforme , uno stron.zo minuscolo dietro al gluteo, che se si contrae troppo e mi si infiamma, mi schiaccia il nervo sciatico che passa di lì. Che bello.

sharp

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Citazione di: Gulp il 07 Dic 2023, 09:24
30 anni e mi si è infiammato il nervo sciatico mlm

Due notti che dormo malissimo

io a 25 me so' operato de ernia del disco (se infiammava il crurale , ma alle volte anche lo sciatico). ma avevo anche 3/4 protrusioni   :s :X(

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