Citazione di: .Christina. il 23 Nov 2023, 12:53
È un periodo un po' difficile, al nido mi hanno segnalato dei comportamenti di Astrid compatibili con lo spettro autistico ( soprattutto se c'è confusione si tappa le orecchie, e se non riesce a fare qualcosa va in frustrazione, che di per sé imho vuol dire poco, mah... pure io in genere sbrocco al terzo tentativo 🤷🏼♀️ ).
Buonasera Christina...dunque io lavoro in materna con bambini dai 3 ai 6 anni e mia moglie dai 6 mesi ai 6 anni. Qualche consiglietto posso dartelo
1) Stai tranquilla...
2) I "miei colleghi" che si occupano di Astrid hanno fatto un pessimo lavoro. Innanzittutto dai 0 ai 4 anni non esiste un vero e proprio concetto di normalitá. Si, esitono tabelle di riferimento, ma il bambino va sempre contestualizzato e interpretato a partite dal contesto. In ogni caso é tutto
dannatemente prematuro. Se non ho capito male Astrid ha solo due anni.
3) Sul linguaggio. Prima dei 4 anni non si puó parlare di deficit perché subentrano tanti, troppi fattori.
4) La frustrazione dei bambini é pane quotidiano come anche il gesto di coprirsi le orecchie.
Nel mio team ci poniamo constantemente il problema della nostra "struttura" come materna e a volte facciamo degli accorgimento proprio perché ci rendiamo conto che é la nostra "struttura" a generare criticitá. A volte capita che gli educatori seguano una scuola sempre e comunque e vedano il deficit nel bambino.
Dunque noi prima cerchiamo di capire cosa non va nella dialettica bambino/asilo...poi esaminiamo la struttura bambino/famiglia e poi se notiamo delle persistenti criticitá invitiamo le famiglie a rivolgersi presso specialisti (Da me ci sono dei centri daignostici/teraupetici). Almeno io lo faccio con mooolto tatto, partendo dalla mia "ignoranza" e dalla necessitá di avere un parere specializzato.
Per quanto riguarda la logopedia, personalmente la raccomando a tutti i bambini tra i 4 e 5 anni. Prima no, perché la grammatica del linguaggio deve sedimentarsi e manifestarsi.
Detto questo, per capire il valore da dare alle osservazioni degli educatori di Astrid avrei qualche domanda
1) Quale concetto pedagogico segue il nido??
2) Qual´é il rapporto educatori-bimbi. Da me al nido é 1-3. Ossia un educatore per 3 bambini. Se un bimbo di 2 anni é in un nido dove ci sono 20 bambini con 2 educatori, é chiaro che vada in frustrazione. Ma questo per me sarebbe piú un pollaio che un asilo.
3) Che etá hanno i bimbi del gruppo di Astrid? Se é con 10 baby, é legittimo che si senta frustrata.
4) Quante ore passa al nido?? Oltre le 30 ora, la frustrazione e le sue manifestazioni (linguaggio limitato) devi metterli in conto.
4) Astrid ha una connessione speciale con qualche educatore??? Questa é la cosa piú importante. L´educatore sostituisce in parte la mamma e il papá, deve essere il porto sicuro del bambino. Se l´educatore non riesce ad essere porto sicuro per il bambino, il bambino avrá enormi difficoltá a sviluppare le sue competenze. Il sentimento di sicurezza é fondamentale per il bambino.
Dico queste cose perché sono aspetti che in Italia si sottovalutano parecchio, molti educatori sono troppo sicuri di se stessi e dei loro concetti pedagogici.
L´anno scorso, avevo una bimba di 3 anni che non parlava con nessuno e spesso guardava la parete come uno stoccafisso. Alcune colleghe volevano subito vedere il deficit, io ho suggerito alla mia direttrice di prendersi del tempo e soprattutto di dare tempo alla bambina.
Dopo un anno, la bambina é bella vivace, parla con tutti, ho mostrato competenze cognitive notevoli e il primo fesso con cui ha parlato sono stato io...perché sono bravo?? No, sono un fesso come tanti, non l´ho giudicata e se c´é una cosa che ho imparato dallo stare con i bambini e che questi hanno delle capacitá percettive mooooolto sottooovalutate. I bambini capiscono se ti stanno sui [...], se hai una predisposizione per loro ( e stronzetti la usano a loro piacimento, altro che innocenti

se sei nervoso, frustrato, etc... Per questo dico, e ripeto in primis analisi del contesto.
Infinito) Stai tranquilla.