Silvia, Innanzitutto mi dispiace tanto per tua nonna e per quello che stai passando...

Detto questo però, io credo che certe volte le stronzate, perché mi rendo conto che nel bilancio della vita di una persona questo sono, su Hernanes che va all'inter, o su Konko che gioca 20 minuti a partita, servono eccome. Proprio per dare leggerezza a situazioni che magari sono pesantissime. Avvelenarsi su Lotito, o sui problemi dei tifosi, può essere un'utile valvola di sfogo, soprattutto se hai cose così tanto più grandi per le quali sei impotente. A novembre ho saputo che un mio caro amico, che conosco dalle elementari in quanto fratello maggiore di un mio compagno di classe, con cui condivido il mio migliore amico, che è sposato con una delle mie più care amiche alla quale ho fatto da testimone al loro matrimonio, è malato, in modo grave. Ero con lei quando le è stata data una sentenza di morte per l'amore della sua vita, e giuro che mai nella vita mi sarei aspettata di vivere una cosa tanto orribile, eppure di lutti ne ho avuti già. A questa età, all'età del mio amico. E mi è successo davvero come nei film, che rivivi tutto, rivedi il vissuto insieme. Da quando lui già patentato ci passava a prendere la sera, a quando andavamo al mare, ai trucchetti che mi ha insegnato da neopatentata, al vino che abbiamo bevuto insieme, ai ristoranti scoperti, alle gite fatte, alle vacanze, alle nottate interminabili fino alle 5 del mattino davanti il cancello della parrocchia a chiacchierare di massimi sistemi o a giocare a pallone o a sentire la musica... Dal giorno del loro matrimonio, al giorno in cui è nata la prima figlia, che la sera mi è passato a prendere alle 22.30 e siamo andati a bere e ha festeggiato con l'assenzio, e parlare parlare e soprattutto musica musica, musica a non finire. E i giri in macchina per il quartiere e "Aspetta senti questa poi ti riporto a casa! La riconosci? Dai, come fai a non riconoscerla! Ma dai che pippa che sei" col volume talmente alto che svegliavamo le vie. A ieri sera, noi 4, a vedere la partita da lui, sul divano, a cercare di ridere. E quanto m'è servita
lazio.net ieri sera, i topic sul calciomercato, la cessione di Hernanes, la follia del topic partita, i miei utenti preferiti che si sono autosospesi, insieme al veleno per la partita e allo scherzare sulla mia tragicomica vita sentimentale per farli ridere. Queste cose leggere, ci hanno aiutato a fare finta che non avesse al braccio una flebo per nutrirsi e idratarsi, e nel port la boccia di chemioterapia. Ci hanno evitato di fare la veglia al malato, regalandoci una serata piacevole, nonostante tutto, piena di racconti e fiesta al caffè e gianduiotti e ricordi e musica, come al solito, musica fino a morire, da canali tv rock che non sapevo nemmeno esistessero. E le risate della mia amica, la prima volta che l'ho vista di nuovo ridere di gusto, anche se per un momento solo. E l'abbraccio che ci siamo date quando sono andata via, col sorriso e le lacrime agli occhi. Non è facile fare finta di niente quando sono con loro, fare finta che non sia vero, ma stargli vicino, adesso, significa essere lì per ascoltare se vogliono parlare, e cercare di rendere il tempo passato insieme il più piacevole possibile. Le stronzate così aiutano a rendere, anche se come palliativo, tutto un po' più leggero. Ho tutto il resto del tempo per piangere e farmi prendere dagli attacchi di panico, per urlare e dire che no cazzo, proprio non è giusto, che fa tutto schifo.. E la pesantezza che mi porto dietro da dicembre, un peso fisso in testa, che non se ne va mai.
Scusate, mi sono dilungata troppo.. Avevo proprio bisogno dello sfogatoio oggi..