Citazione di: Dusk il 21 Feb 2014, 12:04
Non so come spiegavvelo.
Al colloquio pensavo che stavano a scherzà. Che fosse una specie di test.
Solo che oggettivamente, dopo essermi abbondantemente letto il business plan e cazzi vari, me so reso conto che no, non stavano a scherzà. Anzi, diciamo che me ne ero reso conto il primo giorno dopo il "vai e fai", riferito a un lavoro mai fatto in vita mia. 
Io nel mio piccolo ho la mia preparazione, il mio buon senso e so di non essere scemo. Ma oggettivamente questi hanno preso una toppa colossale. Je serviva uno con 5 anni di esperienza, tiè pure 2. Oppure prendi uno come me e gli dai delle direttive ben precise: lo affianchi eccetera, e ti sei formato il manager in casa. No, "vai e fai", nessuna indicazione, nessuna direzione, niente di niente.
Così proprio non c'ha alcun senso.
(cazzo me rido.)
Ho visto tante di quelle teste di cazzo fare i manager, i direttori marketing, i direttori della comunicazione, che se una volta, al posto loro, avessi trovato un ex idraulico col buonsenso, probabilmente sarebbe stato molto ma molto meglio.
Magari si sono rotti le scatole a trovarsi davanti gente con il CV riempito di master in vattelappesca.
Piccola storia autobiografica.
Quasi 20 anni fa a me arrivo' una telefonata. Volevo fare altro nella vita, pensavo di voler fare altro nella vita, a due esami dalla laurea in scienze politiche.
Una persona che avevo conosciuto per vie traverse mi voleva nella sua agenzia, per fare il creativo. L'art director.
Che cazzo voleva di non lo so. Art director. E che é una roba che se magna ?
Ha pure insistito parecchio per convincermi. Dice che s'era rotto le scatole di ragazzi usciti dalle scuole di pubblicità, tutti formattati. Aveva bisogno di gente veramente creativa, non di gente che "aveva studiato" per essere creativa.
Voleva sceglierseli. E formarli.
Mi ricordo che la telefonata duro' mezz'ora. Non ne ero convinto. Ma lui insisteva.
Per le stesse ragioni di Dusk. Mi chiedevo,
ma che ce sta sotto ?La persona che avevo al telefono non era un cacini qualsiasi, era uno che la prima volta che lo avevo incontrato mi aveva regalato un libro scritto da uno dei più grandi pubblicitari del mondo. Uno di quelli che hanno una lettera negli acronimi delle agenzie che hanno fatto la storia della pubblicità mondiale (La W di TBWA per chi é del campo).
E lui, quello al telefono, ne aveva scritto la prefazione. Perché avrebbe anche potuto metterci la sua di iniziale.
Insomma, allora non c'era Lazionet. A chi cazzo lo scrivevo che so stato mezz'ora co uno che é convinto che io possa diventare un ottimo Art director anche se manco sapevo cosa volesse dire la parola Art director.
Comunque gli dissi di si.
A naso non me so sbagliato.
E manco lui.
Anche se me mancano sempre i due esami di Scienze Politiche (uno é francese...)