Le norme organizzative interne della FIGC (noif) prevedono, a partire dalla stagione 2015/16, che ciascuna società produca, insieme ai bilanci, tre indicatori di controllo dell'equilibrio economico e finanziario: (i) indicatore di liquidità; (ii) indicatore di indebitamento; (iii) indicatore di costo del lavoro allargato.
L'
indicatore di liquidità fornisce una misura della capacità della società di far fronte agli impegni di pagamento a breve termine. Esso è dato dal rapporto tra attività correnti e passività correnti, ovvero dal seguente rapporto:
(disponibilità liquide + crediti esigibili entro 12 mesi)/debiti scadenti entro 12 mesiNelle noif è riportato l'elenco dettagliato delle voci che concorrono alla formazione di questo indicatore. Le noif prevedono una
misura minima dell'indicatore di liquidità, al di sotto del quale scattano delle sanzioni. In particolare, sempre nelle noif si legge che:
"In caso di mancato rispetto da parte delle società della misura minima dell'indicatore di Liquidità al 31 marzo o al 30 settembre, la Co.Vi.So.C. dispone la non ammissione ad operazioni di acquisizione del diritto alle prestazioni dei calciatori rispettivamente per la sessione estiva e per la sessione invernale, salvo che, per ogni acquisizione, la Lega di competenza riscontri l'integrale copertura del relativo costo, attraverso il saldo positivo derivante dalle operazioni di trasferimento dei calciatori precedentemente e/o contestualmente intervenute. Ai fini della definizione di detto saldo positivo si terrà conto, oltre che del saldo finanziario attivo della campagna trasferimenti, anche della differenza tra il residuo costo contrattuale, comprensivo di parte fissa e variabile, dei calciatori ceduti e costo contrattuale, comprensivo di parte fissa e variabile, dei calciatori acquisiti.
Il provvedimento è revocato, su istanza della società, quando l'indicatore di Liquidità viene ristabilito nella misura minima, attraverso il ripianamento della carenza finanziaria da effettuarsi esclusivamente mediante incremento di mezzi propri."
In base all'ultimo comunicato che ho trovato, riferito a dicembre 2018 (ma
è possibile che vi siano stati aggiornamenti, anche legate agli effetti della pandemia, che mi sfuggono) la misura minima dell'indicatore di liquidità era 0,7 per la stagione 2018/19 e
0,8 per la stagione 2019/20.
Dall'ultimo bilancio disponibile della Lazio (dati a dicembre 2019), l'indicatore risulta pari a 0,68 (per confronto, quello della cloaca era 0,55).
L'indicatore di liquidità risulta abbastanza indigesto per la Lazio
anche per la reticenza a ricorrere all'indebitamento finanziario.
In particolare, volendo riscrivere l'indicatore di liquidità in base alle voci più importanti nel bilancio di una società di calcio, avremmo:
(disponibilità liquide + crediti diritti tv scad. entro 12 mesi + crediti cessione calciatori scad. entro 12 mesi)/(debiti fin. scad. entro 12 mesi + debiti acquisto calciatori scad. entro 12 mesi)Come fai a mantenere questo indicatore al di sopra del livello minimo? In due modi: o aumenti il numeratore oppure riduci il denominatore. Per aumentare il numeratore, ad esempio, puoi: fare aumento di capitale; ricorrere a indebitamento finanziario; cedere calciatori.
Poichè Lotito ha sempre escluso il primo canale, rinunciare al secondo significa affidarsi al terzo. A meno che non si trovino società disposte a farci dilazioni di pagamento ventennali sull'acquisto dei cartellini dei loro calciatori