Citazione di: Adler Nest il 24 Nov 2021, 07:35
Immobile, SMS e ci metto pure LA sono degli eroi ad aver firmato con noi e rinunciato al doppio altrove.
Su questo dissento. Gli stipendi monstre, tipo Romagnoli che voleva 7 milioni l'anno per firmare il rinnovo sono di un'altra epoca. Anche le strisciate, alcune anche con gravi problemi finanziari, hanno ridotto di molto le loro possibilità. Insigne, giocatore faro del Napoli, sta a 4,5 milioni di euro netti l'anno mentre Ciro sta a 4 milioni l'anno. Non è una distanza siderale. Insigne ne vuole di più ma non glieli danno (L'offerta del Napoli dovrebbe essere di 4,6 netti per 5 anni).
Se è vero che è il nostro campione recordman di reti segnate, è anche vero che la Lazio si è dimostrata una dimensione perfetta per lui che veniva da tre stagioni abbastanza opache. Lo stesso Luis Alberto è arrivato da oggetto misterioso ai margini del calcio giocato e da quattro anni ha dato une vera svolta al la sua carriera grazie alla pazienza della società e dello staff tecnico. Non parliamo di un giocatore, ad esempio titolare della nazionale spagnola. Questo per dire che i giocatori più intelligenti non fanno soltanto un conto matematico di chi offre di più ma anche valutazioni di ordine ambientale e tecnico. Senza la Lazio non è escluso che Ciro avrebbe potuto avere una carriera diversa, meno ricca di soddisfazioni. E' stato un colpo di fortuna per noi, ma anche per lui.
Negli ultimi anni, chi ha lasciato la Lazio per andare verso lidi più ricchi e interessanti non ha sempre fatto un buon affare, penso ovviamente a Keita, Candreva, Biglia o lo stesso Felipe Anderson. E questo, a mio avviso conta molto nelle valutazioni. Lo stesso Milinkovic Savic, paradossalmente, non ha tutto questo mercato all'estero. Pur considerandolo un fenomeno assoluto, quando, di tanto in tanto, lo accostano al PSG non c'è unanimità nei giudizi, anche da parte di commentatori abbastanza competenti. Non so il perché, nella stessa Serbia solo da poco ha veramente preso il suo posto.
Ovviamente è destinato a fare il grande salto, ma sia lui che il suo agente, secondo me, hanno gestito la sua carriera in maniera molto oculata non cercando il contrattone con le strisciate italiane che, negli ultimi anni, si sono rivelati, spesso, dei trappoloni per i giovani talenti italiani, o stranieri, che sono finiti nel dimenticatoio. Mi vengono in mente, appunto, i Keita o anche i Rugani, che arrivati con le fanfare all'Inter o alla Juve hanno il culo a forma di panchina e hanno raccolto solo briciole.