as rioma merda

Aperto da PicchioMontesacro, 24 Mag 2015, 17:26

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Ranxerox

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Che poi la gomitata glie l'ha data proprio con l'intenzione.
Che squallido...


fiord

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Citazione di: grazielazio! il 11 Feb 2020, 18:21
Si è pulito le mani sull'arbitro.
Non ci sono parole

UnDodicesimo

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Citazione di: grazielazio! il 11 Feb 2020, 18:21
Si è pulito le mani sull'arbitro.
Non ci sono parole

da uno abituato a mandarli a fanculo e' il minimo

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bak

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Mi autocensuro su Fernando altrimenti ci rimetto diciannove anni di account.

TestaccioLaziale

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Citazione di: Maremma Laziale il 11 Feb 2020, 17:15
Visto il video. Rinvio del portiere, tottey prima osserva il piazzamento dell'avversario, poi gli rifila una gomitata volontaria. La cosa bella è che quello del Frosinone rimane in piedi. Lui inizialmente va a scusarsi, poi alle rimostranze dell'altro si mette pure a fare l'offeso. La solita merda, pure a 43 anni



L'episodio è al minuto 48:35 del video.

allucinante

Precisione

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CALCIO: NELA E LA LOTTA AL TUMORE, 'HO VISTO LA MORTE IN FACCIA'

"Con quello che ho passato, diciamo che sto bene. Devo fare un'altra operazione a breve. Più breve tempo possibile. Sarà la quarta. Non ce la faccio più....Che operazione? Ho il retto addominale aperto, le viscere spingono, mi esce sempre questo bozzo non bellissimo da vedere. Devo fare pulizia di un po' di schifezza e mettere una rete di protezione. Dopo di che, continuerò i miei controlli ogni sei mesi". Così l'ex terzino della Roma, Sebino Nela, si racconta in una lunga intervista al Corriere dello Sport, parlando della lotta contro il tumore, del passato in giallorosso e dell'esperienza in società come responsabile della Roma Femminile. "L'umore? Va e viene. Leggere o sentire ogni volta di persone che conosco che se ne vanno da un giorno all'altro mi spegne un poco. Vialli e Mihajlovic? Mi ha turbato molto saperlo. A Sinisa mando messaggi attraverso il nostro amico comune Vincenzo Cantatore. Con Gianluca eravamo in camera insieme al mondiale di Messico '86. L'ho incontrato poche settimane fa, a Roma-Juventus. Ci siamo abbracciati. 'Guarda che non si molla un cazzo', gli ho detto. 'Nemmeno di un millimetro'", ha raccontato Nela. "Due anni e mezzo di chemio non sono uno scherzo. Ti guarisce una cosa e te ne peggiora un'altra. Ho avuto degli attacchi ischemici. Ma la pressione è a posto, prendo tre pasticche al giorno e faccio la mia vita normalissima". Il tumore ora sembra una cosa lontana. "La cosa brutta di questo male è che gioisci, dici ho vinto, e poi scopri che a distanza di sei, sette, otto anni ritorna. Il cancro quando arriva non ti lascia più. Torna come realtà o come minaccia. Sta sempre lì. "Se ho visto la morte in faccia? Ho metabolizzato questa cosa. Non so quante volte mi sono ritrovato di notte a piangere nel letto. Ci ho pensato un miliardo di volte. E sai che ti dico, se domani dovesse succedere, 'sti cazzi...'. Ti parte un film di tutto quello che hai fatto, il bene e il male. Alla fine, sono soddisfatto della persona che sono. Non ho rimpianti, posso morire anche domani".

Nela ha poi parlato della Roma passata e di Paulo Roberto Falcao. "Antipatia congenita? Non mi sta antipatico. Lui a Roma faceva vita a sé. Noi, io, Pruzzo, Ramon Turone, Chierico, stavamo magari da ''Pierluigi'', il ristorante, a giocare a tressette fino alle quattro di mattina, lui se ne stava a casa, non usciva mai. Il rigore non tirato? A Roma c'è tutt'ora un'adorazione per Falcao. Anche per questo lui quel rigore doveva tirarlo. Tu pensi che il Totti di turno, Del Piero o Baggio si sarebbero scansati in una finale mondiale?", ha detto l'ex difensore giallorosso. Falcao dice che stava male, che l'effetto delle infiltrazioni era finito, che quella partita nemmeno doveva giocarla. "Non esiste che tu non tiri il rigore in una finale di Coppa Campioni davanti ai tuoi tifosi. Tu, Falcao, devi essere l'esempio. Potevi stare pure zoppo, ma lo tiri, non me ne frega un cazzo. E lui zoppo non era. Ha sbagliato, mi dispiace. Come se in guerra, alla battaglia finale, chi ti comanda scappa, diserta. Non te lo aspetti. Da quella sera ho dubitato di lui". Nela non si tira indietro su nulla neanche su Agostino Di Bartolomei. "Perché si è ucciso? Lo stimavo immensamente. Un capitano vero. Come devono essere i capitani. Era malato dentro, nell'anima. Ci ho pensato anch'io, spesso, negli anni duri della malattia, ma non ho mai trovato il coraggio". Poi sulla Roma attuale. "Fonseca? Ha dovuto lavorare tra mille difficoltà. Ho bisogno di un altro campionato per capire bene cosa sia. Per ora, giudizio sospeso. Mi piacerebbe vederlo incidere di più sulle scelte di mercato. Squadra di scarsa personalità o di scarso talento? La maglia della Roma pesa non so quanti chili. Roma è la squadra del popolo e il tifoso non è stupido. Non chiede lo scudetto, ma sa riconoscere chi dà tutto per la causa. Hanno amato giocatori come Piacentini e Oddi. Due piedi quadrati, ma ci mettevano il cuore. Zaniolo? Non so cosa sente nella testa. Lui piace a tutti di suo, la corsa facile, la fisicità, i capelli. Dico solo, portatelo un giorno a Trastevere, dentro una macelleria di Testaccio, fategli respirare le viscere di Roma. Il giocatore che più ha incarnato le viscere di Roma? Daniele De Rossi. Una volta lo vidi piangere in tivù, mi colpì e gli mandai un messaggio".

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Citazione di: Precisione il 12 Feb 2020, 10:58
CALCIO: NELA E LA LOTTA AL TUMORE, 'HO VISTO LA MORTE IN FACCIA'

"Con quello che ho passato, diciamo che sto bene. Devo fare un'altra operazione a breve. Più breve tempo possibile. Sarà la quarta. Non ce la faccio più....Che operazione? Ho il retto addominale aperto, le viscere spingono, mi esce sempre questo bozzo non bellissimo da vedere. Devo fare pulizia di un po' di schifezza e mettere una rete di protezione. Dopo di che, continuerò i miei controlli ogni sei mesi". Così l'ex terzino della Roma, Sebino Nela, si racconta in una lunga intervista al Corriere dello Sport, parlando della lotta contro il tumore, del passato in giallorosso e dell'esperienza in società come responsabile della Roma Femminile. "L'umore? Va e viene. Leggere o sentire ogni volta di persone che conosco che se ne vanno da un giorno all'altro mi spegne un poco. Vialli e Mihajlovic? Mi ha turbato molto saperlo. A Sinisa mando messaggi attraverso il nostro amico comune Vincenzo Cantatore. Con Gianluca eravamo in camera insieme al mondiale di Messico '86. L'ho incontrato poche settimane fa, a Roma-Juventus. Ci siamo abbracciati. 'Guarda che non si molla un cazzo', gli ho detto. 'Nemmeno di un millimetro'", ha raccontato Nela. "Due anni e mezzo di chemio non sono uno scherzo. Ti guarisce una cosa e te ne peggiora un'altra. Ho avuto degli attacchi ischemici. Ma la pressione è a posto, prendo tre pasticche al giorno e faccio la mia vita normalissima". Il tumore ora sembra una cosa lontana. "La cosa brutta di questo male è che gioisci, dici ho vinto, e poi scopri che a distanza di sei, sette, otto anni ritorna. Il cancro quando arriva non ti lascia più. Torna come realtà o come minaccia. Sta sempre lì. "Se ho visto la morte in faccia? Ho metabolizzato questa cosa. Non so quante volte mi sono ritrovato di notte a piangere nel letto. Ci ho pensato un miliardo di volte. E sai che ti dico, se domani dovesse succedere, 'sti cazzi...'. Ti parte un film di tutto quello che hai fatto, il bene e il male. Alla fine, sono soddisfatto della persona che sono. Non ho rimpianti, posso morire anche domani".

Nela ha poi parlato della Roma passata e di Paulo Roberto Falcao. "Antipatia congenita? Non mi sta antipatico. Lui a Roma faceva vita a sé. Noi, io, Pruzzo, Ramon Turone, Chierico, stavamo magari da ''Pierluigi'', il ristorante, a giocare a tressette fino alle quattro di mattina, lui se ne stava a casa, non usciva mai. Il rigore non tirato? A Roma c'è tutt'ora un'adorazione per Falcao. Anche per questo lui quel rigore doveva tirarlo. Tu pensi che il Totti di turno, Del Piero o Baggio si sarebbero scansati in una finale mondiale?", ha detto l'ex difensore giallorosso. Falcao dice che stava male, che l'effetto delle infiltrazioni era finito, che quella partita nemmeno doveva giocarla. "Non esiste che tu non tiri il rigore in una finale di Coppa Campioni davanti ai tuoi tifosi. Tu, Falcao, devi essere l'esempio. Potevi stare pure zoppo, ma lo tiri, non me ne frega un cazzo. E lui zoppo non era. Ha sbagliato, mi dispiace. Come se in guerra, alla battaglia finale, chi ti comanda scappa, diserta. Non te lo aspetti. Da quella sera ho dubitato di lui". Nela non si tira indietro su nulla neanche su Agostino Di Bartolomei. "Perché si è ucciso? Lo stimavo immensamente. Un capitano vero. Come devono essere i capitani. Era malato dentro, nell'anima. Ci ho pensato anch'io, spesso, negli anni duri della malattia, ma non ho mai trovato il coraggio". Poi sulla Roma attuale. "Fonseca? Ha dovuto lavorare tra mille difficoltà. Ho bisogno di un altro campionato per capire bene cosa sia. Per ora, giudizio sospeso. Mi piacerebbe vederlo incidere di più sulle scelte di mercato. Squadra di scarsa personalità o di scarso talento? La maglia della Roma pesa non so quanti chili. Roma è la squadra del popolo e il tifoso non è stupido. Non chiede lo scudetto, ma sa riconoscere chi dà tutto per la causa. Hanno amato giocatori come Piacentini e Oddi. Due piedi quadrati, ma ci mettevano il cuore. Zaniolo? Non so cosa sente nella testa. Lui piace a tutti di suo, la corsa facile, la fisicità, i capelli. Dico solo, portatelo un giorno a Trastevere, dentro una macelleria di Testaccio, fategli respirare le viscere di Roma. Il giocatore che più ha incarnato le viscere di Roma? Daniele De Rossi. Una volta lo vidi piangere in tivù, mi colpì e gli mandai un messaggio".
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Su Falcao la tocca pianissimo, quasi impercettibilmente.

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Settimo re di Roma era un codardo. Ottavo ha solo continuato tradizione.

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E portatecelo zaniolo dentro una macelleria a Testaccio, magari al mercato, nel cuore del Rione, così vedrai che i Laziali c'hanno la carne più bona.

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grazielazio!

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E' necessario tener pulita l'immagine di fernando. L'imperativo è sempre lo stesso.
Anche oggi sul trigoriere era tutto uno scusare il fesso.
Alla fine, chiosa l'articolo, tutto tarallucci e vino baci e abbracci.

Del resto anche sto iannuccillo povero uomo.
La gomitata era intenzionale e si è visto ma del resto figuriamoci se un figlio stupido di roma di mette contro il suo grande idolo.

Va bene così. Il carrozzone deve andare avanti.

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Dissi

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Citazione di: grazielazio! il 12 Feb 2020, 16:36
E' necessario tener pulita l'immagine di fernando. L'imperativo è sempre lo stesso.
Anche oggi sul trigoriere era tutto uno scusare il fesso.
Alla fine, chiosa l'articolo, tutto tarallucci e vino baci e abbracci.

Del resto anche sto iannuccillo povero uomo.
La gomitata era intenzionale e si è visto ma del resto figuriamoci se un figlio stupido di roma di mette contro il suo grande idolo.

Va bene così. Il carrozzone deve andare avanti.

Iannuccillo, classico cognome di romano de roma

syrinx

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Solito squallore, nulla di nuovo.

Il nostro Giorgione

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Poverino, si è preso la gomitata in faccia e deve pure chiedere scusa. Cappetano, amico e socio de mafiosi e pezzidemmerda e pezzodemmerda mafioso a propria volta. Vomito.

Ranxerox

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Epperò pure voi...
Cioè, è normale che prendere a calci in testa un avversario, sputargli in faccia o dargli una gomitata sul viso per fernando so' normali scontro di gioco.
Magari agli altri se li inculano, ma fernando è fernando.

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olympia

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Mi dispiace per Nela, non sapevo fosse stato così male. Di fronte alle malattie cadono tutte le barriere, spero che ne esca definitivamente.

spook

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Er capetano che fa i soliti casini giocando a calcio ad 8 contro il Frosinone è una delle cose piú tristi che abbia mai visto.

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