No dico, ma l'avete letto oggi l'articolo sul Trigoriere? Tra le righe, ma manco troppo, si paventa un dietrofront, legato non solo al coronavirus ma a titubanze ben più radicate nel tempo. Copio un estratto:
Friedkin non vuole mettere a rischio nessuno degli asset e chi ci lavora, con scelte avventate in uno scenario totalmente mutato. Pallotta lo ha capito e freme: quella frase ruvida sullo «stop», «chiedete a Friedkin e ai suoi uomini», a borse aperte. O il mandato all'advisor, Goldman Sachs, a cercare nuovi acquirenti, mossa da pokerista vulnerabile. Eppure il bostoniano dovrebbe capire il texano. Quando acquistò la Roma, Pallotta scoprì solo dopo una serie di cause pendenti, da procuratori sportivi a fornitori. Le recenti notizie sulla firma imminente, risultate prive di fondamento, sono state frutto del classico cortocircuito romano, solo che è in gioco una società quotata in Borsa. Le notizie hanno fatto schizzare di venerdì le quotazioni del titolo, per poi azzerare tutto il lunedì successivo, con perdite maggiori dell'andamento della Borsa. L'incontro a New York non c'è mai stato. Il comunicato con l'accordo, essendo legato alle cifre finali, non poteva esistere. Non è stato quel famoso venerdì a segnare la «pausa di riflessione». Non è stato neanche marzo. A fine gennaio, quando ancora lo spettro della pandemia era lontano, dalla Toyota erano arrivati segnali preoccupanti. Il mercato era in calo ovunque, in Cina le vendite erano crollate dell'80 per cento. Se la trattativa non è tramontata è perché la forza finanziaria di Friedkin sta nella diversificazione del suo portafoglio. Se la Toyota ha registrato una frenata, e quello immobiliare un calo netto, l'intrattenimento ha registrato guadagni record: milioni di persone, spaventate dal virus, sono rimaste più a lungo a casa e hanno comprato film. E Dan ha società e titoli ovunque nell'intrattenimento. Dunque, nessuno stop, ma «riflessione» sul valore complessivo dell'operazione. La situazione è quella definita nel comunicato del 30 dicembre, dove si legge «qualsiasi operazione con il Gruppo Friedkin è subordinata al completamento con esito positivo delle attività di due diligence legale sul Gruppo As Roma».