as rioma merda

Aperto da PicchioMontesacro, 24 Mag 2015, 17:26

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WhiteBluesBrother

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Citazione di: Davy_Jones il 20 Giu 2019, 14:34
no, e' troppo, non ce la posso fare, se lo fanno rischio seriamente di uscire pazzo, tipo un hippie che abbraccia senza motivo gli estranei per strada
Si ma facendosi 200 pippe una dopo l'altra!

RubinCarter

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Palo

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Citazione di: RubinCarter il 20 Giu 2019, 15:48
Sembra il 27 maggio 2013.

Tonino cagnucci in apocalipse now

https://www.ilromanista.eu/rubriche/cogito-ergo-sud/17384/apocalypse-now
E' uno sporco lavoro e qualcuno doveva farlo. Sono entrato lì dentro e copio / incollo. Mi sentivo come gli operai di Chernobyl.

Apocalypse Now

Che cazzo ve ridete? Dico ai dirigenti e ai giocatori che lo farebbero dopo una sconfitta e lo dico a quelli che dopo ieri so' contenti. Contenti de che? "È un brutto giorno"

Tonino Cagnucci 
18/06/2019 09:54

Che cazzo ve ridete? Dico ai dirigenti e ai giocatori che lo farebbero dopo una sconfitta della Roma e lo dico a quelli che dopo ieri so' contenti. Contenti de che? Che Totti è andato via? O contenti che da oggi non si sa come se ne esce da questa specie di anno zero che stiamo vivendo? «È un giorno brutto e molto pesante. Oggi avrei potuto anche morire», parole di Francesco Totti. È stato un giorno molto brutto e molto pesante, e nessun romanista lo avrebbe mai voluto vivere. Nessun romanista si merita quello che sta accadendo. Totti che lascia la Roma azzerando di credibilità quasi tutto e tutti (salva solo Fienga) e la Roma che risponde a Totti in serata dicendo che «la sua percezione delle scelte del club è fantasiosa».

Prima ancora delle "percezioni" - che pure in questa storia sono importanti, perché magari invece delle percezioni le cose gliele spieghi bene se, però, le cose della Roma le sai - e prima anche del concetto di verità e bugia c'è il fatto che a questo punto non si sarebbe mai dovuti arrivare. Mai. È il perché ci si è arrivati che è grave, oltre e al di là di certi contenuti. Poteva bastare un'intervista via sito tre giorni fa in serata di Pallotta? Il solo averlo pensato dà la misura di quanto si sia lontani dalla realtà.

Ci si è arrivati per una serie di sottovalutazioni e di supponenze che anche Totti ha raccontato ieri e che restano più di altre "rivelazioni" il cuore del problema. Quel «non si rendono conto...», quel «è quello che non mi è stato mai chiesto: la romanità», quell'«1% di vero che arriva a Boston». È il sottovalutare la potenza del sentimento, magari metterlo pure alla berlina, il raccontare Totti come di un pupone-piagnone, come di un problema quando fosse pure vero (fosse eh, fosse) Totti i problemi a me me li ha tolti per 25 anni. E se - già sento l'eccezione - con Totti abbiamo vinto poco, oltre a risponderti, "invece co l'altri?" pure fosse vero, Totti c'ha 30 anni e 306 gol di Roma e tu t'adegui.

Si chiama ragion di Stato. E se non vuoi adeguarti perché magari questo è un discorso troppo da romanista ottuso, da teenagers del tifo, da uno che se commuove per la Roma, tu non lo fai sentire escluso, lo coinvolgi, ci parli, eviti di portarlo già solo a pensare a una decisione del genere, al limite se proprio ti dà fastidio fai il paraculo e te lo porti dalla tua parte. Perché la Roma conta anche prima del torto e della ragione. Ma non c'è stata e non c'è percezione di questa cosa, la riprova è il mancato rinnovo di Daniele De Rossi. Andava evitato non solo perché De Rossi è un patrimonio oceanico di romanismo per i romanisti, ma per tutto quello che ne è scaturito dopo: tutta la merda contro la Roma.

Quel mancato rinnovo è anche padre di questo giorno sbagliato. Il mancato rinnovo ha legittimato pure Totti a dire che questa società non vuole i romani, quando in questi anni invece in questo senso si era fatto anche tanto (non solo i rinnovi a Francesco, non solo quelli a De Rossi, ma per me soprattutto il campo e il torneo per Agostino Di Bartolomei, l'hall of fame, il Tre Fontane eccetera eccetera). E se poi c'è veramente qualche dirigente che odia i romani questo dirigente non deve più lavorare con la Roma, in nessuna forma.

La "romanità" sulla carta d'identità non può essere un passacondotto per la "romanità" di sostanza (adoro, amo e mi sento pienamente rappresentato nel mio romanismo da Rodolfo Volk da Fiume, da Giacomo Losi da Soncino, da Aldo Maldera da Milano, da Arcadio Venturi da Vignola) ma nemmeno il contrario, nemmeno un fastidio, nemmeno un ostacolo. Nemmeno un alibi per lotte interne. E non lo sopporto come le risate di chi ieri brindava a quello che è successo. Che cazzo ve ridete? Ve lo ha detto Totti che questo è un giorno brutto e che «la Roma è la Roma, il resto non conta niente». Oggi più di ieri e meno di domani: Forza Roma. È il minimo.



FeverDog

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Citazione di: Palo il 20 Giu 2019, 16:08
E' uno sporco lavoro e qualcuno doveva farlo. Sono entrato lì dentro e copio / incollo. Mi sentivo come gli operai di Chernobyl.
:lol:

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A.Nesta (c)

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Citazione di: COLDILANA61 il 20 Giu 2019, 13:33
QUELLA IPER MERDA (SCREENSHOTTA QUESTO , MERDA) che copiava ed incollava i nostri post pare sia sparito .Essendo sotto contratto con (SCREENSHOTTA QUESTO , MERDA)la societa' di Pallotta (chimasi anche ASmerda1927) in questo momento e' sotto scacco .Un CARO (SCREENSHOTTA QUESTO , MERDA) saluto alla merda di Vigna Clara .
Cioè?

COLDILANA61

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Citazione di: Palo il 20 Giu 2019, 16:08
E' uno sporco lavoro e qualcuno doveva farlo. Sono entrato lì dentro e copio / incollo. Mi sentivo come gli operai di Chernobyl.

Apocalypse Now

Che cazzo ve ridete? .....

https://www.google.it/search?hl=it&tbm=isch&source=hp&biw=1280&bih=709&ei=wLMLXZqcOsKVsAeK0p6ADQ&q=mario+brega&oq=mario+&gs_l=img.1.0.35i39j0l9.1855.2853..4209...0.0..0.72.375.6......0....1..gws-wiz-img.XtkeO2A3O8s#imgrc=WSJzqpWWK1KVTM:

che te ridi . Io nun so romanista cosi' , io so romanista cosiiiiiiiiiii (cit.)

Zoppo

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Cagnucci riesce sempre nel suo obiettivo.

Una soddisfazione te la dà sempre.

Io gli darei un suo spazio pure sua rivista ufficiale nostra.
Ma pure sull'hp di lazio.net

olympia

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Citazione di: Palo il 20 Giu 2019, 16:08
E' uno sporco lavoro e qualcuno doveva farlo. Sono entrato lì dentro e copio / incollo. Mi sentivo come gli operai di Chernobyl.

Apocalypse Now

Che cazzo ve ridete? Dico ai dirigenti e ai giocatori che lo farebbero dopo una sconfitta e lo dico a quelli che dopo ieri so' contenti. Contenti de che? "È un brutto giorno"

Tonino Cagnucci 
18/06/2019 09:54

Che cazzo ve ridete? Dico ai dirigenti e ai giocatori che lo farebbero dopo una sconfitta della Roma e lo dico a quelli che dopo ieri so' contenti. Contenti de che? Che Totti è andato via? O contenti che da oggi non si sa come se ne esce da questa specie di anno zero che stiamo vivendo? «È un giorno brutto e molto pesante. Oggi avrei potuto anche morire», parole di Francesco Totti. È stato un giorno molto brutto e molto pesante, e nessun romanista lo avrebbe mai voluto vivere. Nessun romanista si merita quello che sta accadendo. Totti che lascia la Roma azzerando di credibilità quasi tutto e tutti (salva solo Fienga) e la Roma che risponde a Totti in serata dicendo che «la sua percezione delle scelte del club è fantasiosa».

Prima ancora delle "percezioni" - che pure in questa storia sono importanti, perché magari invece delle percezioni le cose gliele spieghi bene se, però, le cose della Roma le sai - e prima anche del concetto di verità e bugia c'è il fatto che a questo punto non si sarebbe mai dovuti arrivare. Mai. È il perché ci si è arrivati che è grave, oltre e al di là di certi contenuti. Poteva bastare un'intervista via sito tre giorni fa in serata di Pallotta? Il solo averlo pensato dà la misura di quanto si sia lontani dalla realtà.

Ci si è arrivati per una serie di sottovalutazioni e di supponenze che anche Totti ha raccontato ieri e che restano più di altre "rivelazioni" il cuore del problema. Quel «non si rendono conto...», quel «è quello che non mi è stato mai chiesto: la romanità», quell'«1% di vero che arriva a Boston». È il sottovalutare la potenza del sentimento, magari metterlo pure alla berlina, il raccontare Totti come di un pupone-piagnone, come di un problema quando fosse pure vero (fosse eh, fosse) Totti i problemi a me me li ha tolti per 25 anni. E se - già sento l'eccezione - con Totti abbiamo vinto poco, oltre a risponderti, "invece co l'altri?" pure fosse vero, Totti c'ha 30 anni e 306 gol di Roma e tu t'adegui.

Si chiama ragion di Stato. E se non vuoi adeguarti perché magari questo è un discorso troppo da romanista ottuso, da teenagers del tifo, da uno che se commuove per la Roma, tu non lo fai sentire escluso, lo coinvolgi, ci parli, eviti di portarlo già solo a pensare a una decisione del genere, al limite se proprio ti dà fastidio fai il paraculo e te lo porti dalla tua parte. Perché la Roma conta anche prima del torto e della ragione. Ma non c'è stata e non c'è percezione di questa cosa, la riprova è il mancato rinnovo di Daniele De Rossi. Andava evitato non solo perché De Rossi è un patrimonio oceanico di romanismo per i romanisti, ma per tutto quello che ne è scaturito dopo: tutta la merda contro la Roma.

Quel mancato rinnovo è anche padre di questo giorno sbagliato. Il mancato rinnovo ha legittimato pure Totti a dire che questa società non vuole i romani, quando in questi anni invece in questo senso si era fatto anche tanto (non solo i rinnovi a Francesco, non solo quelli a De Rossi, ma per me soprattutto il campo e il torneo per Agostino Di Bartolomei, l'hall of fame, il Tre Fontane eccetera eccetera). E se poi c'è veramente qualche dirigente che odia i romani questo dirigente non deve più lavorare con la Roma, in nessuna forma.

La "romanità" sulla carta d'identità non può essere un passacondotto per la "romanità" di sostanza (adoro, amo e mi sento pienamente rappresentato nel mio romanismo da Rodolfo Volk da Fiume, da Giacomo Losi da Soncino, da Aldo Maldera da Milano, da Arcadio Venturi da Vignola) ma nemmeno il contrario, nemmeno un fastidio, nemmeno un ostacolo. Nemmeno un alibi per lotte interne. E non lo sopporto come le risate di chi ieri brindava a quello che è successo. Che cazzo ve ridete? Ve lo ha detto Totti che questo è un giorno brutto e che «la Roma è la Roma, il resto non conta niente». Oggi più di ieri e meno di domani: Forza Roma. È il minimo.

Io non ho capito niente. Ma come scrive questo, neanche un periodo con senso compiuto!
Rimpiango i lombi saggi di Romita.  :=))

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rimski orel

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Citazione di: Palo il 20 Giu 2019, 16:08
E' uno sporco lavoro e qualcuno doveva farlo. Sono entrato lì dentro e copio / incollo. Mi sentivo come gli operai di Chernobyl.

Apocalypse Now

Che cazzo ve ridete? Dico ai dirigenti e ai giocatori che lo farebbero dopo una sconfitta e lo dico a quelli che dopo ieri so' contenti. Contenti de che? "È un brutto giorno"

Tonino Cagnucci 
18/06/2019 09:54

Che cazzo ve ridete? Dico ai dirigenti e ai giocatori che lo farebbero dopo una sconfitta della Roma e lo dico a quelli che dopo ieri so' contenti. Contenti de che? Che Totti è andato via? O contenti che da oggi non si sa come se ne esce da questa specie di anno zero che stiamo vivendo? «È un giorno brutto e molto pesante. Oggi avrei potuto anche morire», parole di Francesco Totti. È stato un giorno molto brutto e molto pesante, e nessun romanista lo avrebbe mai voluto vivere. Nessun romanista si merita quello che sta accadendo. Totti che lascia la Roma azzerando di credibilità quasi tutto e tutti (salva solo Fienga) e la Roma che risponde a Totti in serata dicendo che «la sua percezione delle scelte del club è fantasiosa».

Prima ancora delle "percezioni" - che pure in questa storia sono importanti, perché magari invece delle percezioni le cose gliele spieghi bene se, però, le cose della Roma le sai - e prima anche del concetto di verità e bugia c'è il fatto che a questo punto non si sarebbe mai dovuti arrivare. Mai. È il perché ci si è arrivati che è grave, oltre e al di là di certi contenuti. Poteva bastare un'intervista via sito tre giorni fa in serata di Pallotta? Il solo averlo pensato dà la misura di quanto si sia lontani dalla realtà.

Ci si è arrivati per una serie di sottovalutazioni e di supponenze che anche Totti ha raccontato ieri e che restano più di altre "rivelazioni" il cuore del problema. Quel «non si rendono conto...», quel «è quello che non mi è stato mai chiesto: la romanità», quell'«1% di vero che arriva a Boston». È il sottovalutare la potenza del sentimento, magari metterlo pure alla berlina, il raccontare Totti come di un pupone-piagnone, come di un problema quando fosse pure vero (fosse eh, fosse) Totti i problemi a me me li ha tolti per 25 anni. E se - già sento l'eccezione - con Totti abbiamo vinto poco, oltre a risponderti, "invece co l'altri?" pure fosse vero, Totti c'ha 30 anni e 306 gol di Roma e tu t'adegui.

Si chiama ragion di Stato. E se non vuoi adeguarti perché magari questo è un discorso troppo da romanista ottuso, da teenagers del tifo, da uno che se commuove per la Roma, tu non lo fai sentire escluso, lo coinvolgi, ci parli, eviti di portarlo già solo a pensare a una decisione del genere, al limite se proprio ti dà fastidio fai il paraculo e te lo porti dalla tua parte. Perché la Roma conta anche prima del torto e della ragione. Ma non c'è stata e non c'è percezione di questa cosa, la riprova è il mancato rinnovo di Daniele De Rossi. Andava evitato non solo perché De Rossi è un patrimonio oceanico di romanismo per i romanisti, ma per tutto quello che ne è scaturito dopo: tutta la merda contro la Roma.

Quel mancato rinnovo è anche padre di questo giorno sbagliato. Il mancato rinnovo ha legittimato pure Totti a dire che questa società non vuole i romani, quando in questi anni invece in questo senso si era fatto anche tanto (non solo i rinnovi a Francesco, non solo quelli a De Rossi, ma per me soprattutto il campo e il torneo per Agostino Di Bartolomei, l'hall of fame, il Tre Fontane eccetera eccetera). E se poi c'è veramente qualche dirigente che odia i romani questo dirigente non deve più lavorare con la Roma, in nessuna forma.

La "romanità" sulla carta d'identità non può essere un passacondotto per la "romanità" di sostanza (adoro, amo e mi sento pienamente rappresentato nel mio romanismo da Rodolfo Volk da Fiume, da Giacomo Losi da Soncino, da Aldo Maldera da Milano, da Arcadio Venturi da Vignola) ma nemmeno il contrario, nemmeno un fastidio, nemmeno un ostacolo. Nemmeno un alibi per lotte interne. E non lo sopporto come le risate di chi ieri brindava a quello che è successo. Che cazzo ve ridete? Ve lo ha detto Totti che questo è un giorno brutto e che «la Roma è la Roma, il resto non conta niente». Oggi più di ieri e meno di domani: Forza Roma. È il minimo.

ma bruco conti da nettuno, giannini da frattocchie e graziani da subiaco non ce l'hanno messi?

MadBob79

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Certo che anche Caputi regala delle chicche:

Ho capito improvvisamente che Francesco stava facendo un salto di qualità. Da grande giocatore, da fenomeno del calcio, più parlava più e più si stava trasformando, involontariamente, in un'altra figura mitica di cittadino romano: Marco Tullio Cicerone. Non esagero. La conferenza stampa di Francesco Totti, come una delle famose arringhe di Cicerone, si è colorata con i colori della Storia. Quella dei momenti decisivi della Repubblica romana, poi dell'Impero. Quando le parole di un uomo affrontano i grandi temi della sopravvivenza di un'ideale. E' vero, si è parlato di Pallotta, di De Rossi, di Baldini, delle beghe, delle pugnalate, delle porcate. Lo sapevamo già. O lo sospettavamo. Quello che non avevamo ancora intuito fino in fondo è che Francesco Totti è stato scelto dal destino per difendere non solo la Roma Calcio, quella dei tifosi, quella della fede giallorossa, ma per farci riflettere su Roma, come entità, come valore, e su come difenderla dai suoi nemici. Perché Roma ha tanti nemici, tanti detrattori. Piccole persone che la invidiano e che non l'hanno mai accettata.

Vado oltre. Nelle parole di Totti si sentiva Cicerone che parla al popolo romano, ma anche Shakespeare, quello del Giulio Cesare, quello della straordinaria orazione funebre di Marco Antonio che inchioda i cospiratori alle loro responsabilità. Grande Totti, grande e lucida visione di un mondo romano che vacilla ma che lui difende, contro tutto e contro tutti. Le sue parole valgono per il misero mondo del pallone venduto ai soldi, ma valgono anche per la misera politica che umilia Roma. Nani che schiaffeggiano un gigante. Che deridono la sua storia. Che hanno portato i nostri cittadini alla rassegnazione. Non avevano fatto i conti con un ragazzo di Porta Metronia il quale con parole semplici, trasparenti, ha rimesso a posto le cose. Usando, forse senza rendersene conto, la metafora del calcio ha smascherato le ipocrisie del potere. Quello con la P maiuscola. Francesco ha detto: per governare Roma, per rilanciare Roma, per difendere l'onore e il passato di Roma, servono persone che amano Roma. Non dei mercenari. Roma non è una azienda dove l'Amministratore delegato deve essere soprattutto capace. Roma non è un valore commerciale, è un sogno, un ideale, una visione del mondo. Chi non ne conosce i fondamentali deve farsi da parte.

Diceva Goethe che solo a Roma ci si può preparare a comprendere Roma. Non da Boston. Ma nemmeno dalle poltrone della politica (da destra a sinistra) che cerca consensi con le bugie. Francesco ha detto: per parlare con i romani bisogna sempre dire la verità. Perché i romani capiscono, perdonano, aiutano, dimenticano, ma a una condizione: non vogliono essere presi in giro. Non vogliono falsità. Essere romano consiste nell'essere cosciente dei picchi della storia e dei suoi declini. I romani hanno attraversato tutte le stagioni. Ma hanno sempre rialzato la testa. Francesco Totti ci ha detto: spazzate via chi non vi ama, perché vi sta sicuramente tradendo. Una superba, semplice, talvolta ingenua, ma autentica e potentissima arringa sul valore della romanità. Grande Capitano. Anche di vita.

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Tontey come Cicerone.   :sisisi:

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E Shakespeare, ma secondo me c'era pure una spruzzata di Proust.
Mio Dio, erano anni che non leggevo un tale concentrato di cazzate.

massirosa73

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Citazione di: BalkanLaziale il 20 Giu 2019, 21:47
Tontey come Cicerone.   :sisisi:
Anche come Shakespeare e un po anche come Goethe  :beer:
Stanno alla frutta

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Citazione di: massirosa73 il 20 Giu 2019, 21:51
Anche come Shakespeare e un po anche come Goethe  :beer:
Stanno alla frutta

Sono nella merda fino ai cappeli.
Dobbiamo capire come si sente Pupo Baldini ora - come Catilina o Marco Antonio? Giusto per capire le sorti dentro Trigoria.

GoodbyeStranger

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Citazione di: Kappa il 20 Giu 2019, 21:42
La conferenza stampa di Francesco Totti, come una delle famose arringhe di Cicerone, si è colorata con i colori della Storia. Quella dei momenti decisivi della Repubblica romana, poi dell'Impero. Quando le parole di un uomo affrontano i grandi temi della sopravvivenza di un'ideale.

Ma che cazzo se pippa questo? il dado knorr???
:o :o :o

Omar65

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Citazione di: BalkanLaziale il 20 Giu 2019, 21:47
Tontey come Cicerone.   :sisisi:

Strano non sia uscito alla maturità...


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UnDodicesimo

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Citazione di: Kappa il 20 Giu 2019, 21:42
...

Citazione
Marco Tullio Cicerone nacque il 3 gennaio del 106 a.C.[2] in località Ponte Olmo,[3] in prossimità della confluenza del fiume Fibrenonel Liri, nell'area attualmente occupata dall'Abbazia di San Domenico,[4] oggi nel territorio di Sora ma all'epoca nel comune di Arpinum, antica città di collina fondata dai Volsci 100 chilometri a sud-est di Roma.

L'assimilazione da parte dei Romani delle comunità italiche nelle vicinanze di Roma, avvenuta tra il II ed il I secolo a.C., rese possibile il futuro di Cicerone come scrittore, statista ed oratore.

Classico romano e roma...triste.

Il nostro Giorgione

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"Perché Baldini è un uomo d'onore...."

Ahahahahahah!! Che leccaculi! Che pupazzi!

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