L'inchiesta
La Finanza indaga su Coric un bidone alla Roma dall'uomo di Zingaretti (La Repubblica, 25 Novembre 2020)
di Carlo Bonini e Marco Mensurati
Nella estenuante saga dello stadio di Tor di Valle, c'è una singolare storia apparentemente incongrua rispetto all'oggetto — la realizzazione della nuova casa della As Roma — che di quel progetto è coeva. La storia dell'acquisto del centrocampista croato Ante Coric, 23 anni. Un sorridente ragazzo dallo straordinario futuro calcistico alle spalle. Su cui lavorano da tempo, e a fari spenti, due magistrature (la procura di Roma e quella di Zagabria) e la Guardia di Finanza, inseguendo un'ipotesi investigativa che vorrebbe questo glorioso mistero di calciomercato, rivelatosi un bidone e costato alla società 8 milioni di euro, legato alla facilitazione del progetto dello stadio da parte della Regione.
Una storia dove i soldi della compravendita — lo vedremo — passano per curiose mani e fanno ancor più curiosi giri. Da Roma a Zagabria. Da Zagabria a Cipro. E da Cipro di nuovo in Italia. E in cui, vedremo anche questo, fanno capolino vecchi fantasmi evocati nei verbali dell'inchiesta sul "Mondo di mezzo".
"Il nuovo Modric"
È il 10 maggio 2018. La Roma viene da un'ottima stagione. La migliore della gestione americana culminata nel trionfo dell'Olimpico ai quarti di Champions contro il Barcellona. Un risultato che sembra autorizzare un futuro sportivo e societario improvvisamente luminoso. Un futuro che viene affidato all'architetto del "miracolo Siviglia". Lo spagnolo Monchi. Eroe presto destinato alla polvere con il definitivo epitaffio di "barbiere di Siviglia", in ragione delle sue sanguinose cessioni.
Il 10 giugno del 2018 si completa il deal che porta Coric alla Roma. Da una parte della scrivania c'è l'allora Ceo Mauro Baldissoni, dall'altra i manager della Dinamo Zagabria Igor Kodžoman e Tomislav Svetina. Il prezzo è fissato in 8 milioni di euro. Pochi minuti dopo l'apposizione delle firme, i social media e la macchina della comunicazione giallorossa cominciano a pompare uno storytelling che rimbalza l'enfasi della stampa croata e diventa rapidamente virale: la Roma ha preso un campione. Un "crack". Le pagine sportive romane celebrano dunque l'imminente arrivo a Trigoria del "nuovo Modric". Anche se, per la verità, vengono scomodati anche Boban e Prosine?ki.
Il gentlemen's agreement
Che ne sia stato, calcisticamente parlando, del "nuovo Modric", tutti quelli che masticano pallone, sanno bene. Coric si rivela un "pacco". Con la maglia giallorossa colleziona tre presenze, tra cui una dimenticabile Caporetto contro la Spal, in casa (0-2). Poi viene mandato in prestito all'Almeria, seconda divisione spagnola, dove mette insieme la fame di 16 partite (solo cinque da titolare) prima di essere spedito in Olanda, in Eredivisie, al Venlo, squadra che attualmente occupa la quintultima posizione in classifica, e dove ha giocato sin qui due gare su nove.
Possibile un abbaglio di queste proporzioni? Possibile. Nel calciomercato può accadere di tutto. E però — da qui prende le mosse l'inchiesta della Finanza — nella primavera del 2019, in una Trigoria in fiamme dove James Pallotta ha appena ordinato un grande repulisti di cui faranno subito le spese Di Francesco, Monchi e De Rossi, torna ad affacciarsi l'intermediario che ha condotto nell'estate precedente la trattativa Coric per conto della Roma. Il tipo chiede che gli vengano riconosciuti altri 500 mila euro di commissione in aggiunta al cachet (circa 500 mila) che aveva già percepito.
È una richiesta insolita. Non fosse altro per i tempi e per il calciatore che Coric ha sin lì dimostrato di non essere. Ma, soprattutto perché, ricontrollato il contratto di mediazione, la dirigenza della Roma non trova alcuna clausola che giustifichi la richiesta. Eppure, l'uomo insiste. È vero — concede — la cifra è fuori contratto, ma si trattava di un gentlemen's agreement . «Avevo avuto un mandato a trattare fino a 13 milioni, la Roma ha chiuso a otto, mi spetta ancora il dieci per cento dei cinque milioni risparmiati». Cinquecentomila euro, appunto.
Il Ceo appena nominato da Pallotta e futuro Ceo della Roma dei Friedkin, Guido Fienga, consiglia all'uomo di scordarsi quel denaro non previsto dal contratto. È una mossa assai saggia.
La storia, che potrebbe infatti chiudersi qui, diventa improvvisamente interessante agli occhi di chi indaga. E lo diventa per il nome di quell'uomo che bussa a denari.
Il mediatore
Si chiama Giuseppe Cionci. In una informativa della Finanza di Roma viene identificato come rappresentante «della società Cornersport Management Srl» della quale fa parte anche Pietro Leonardi, ex dirigente sportivo radiato, dalla carriera diciamo non esattamente luminosa, già coinvolto in svariate inchieste sportive e penali e soprattutto travolto dal crac del Parma prima (2015) e da quello del Latina poi (2016). Ma Cionci, già ad della Lodigiani Calcio (la terza società calcistica di Roma), ha una sorta di doppia vita. Perché oltre a fare il mediatore sportivo, è anche — se non soprattutto — uomo della politica. È stato direttore generale del giornale L ' Ora di Palermo dall'89 al '90, ed è stato editore di
Cinque giorni , quotidiano free press ostile alla Giunta Alemanno. È amico di lunga data di Zingaretti, architetto della sua lista civica nel 2008, quando venne eletto presidente della Provincia e tra i fundraiser del suo comitato per l'elezione a Governatore del Lazio (2013). Un ruolo che venne sintetizzato in modo spiccio da Salvatore Buzzi in uno dei suoi verbali di interrogatorio nell'inchiesta "Mondo di Mezzo", allorquando decide di proporre la sua geografia di grande elemosiniere della politica capitolina: «Cionci? è l'uomo dei soldi di Nicola Zingaretti». L'indagine numero Kn-Us-2/15
La coincidenza temporale tra l'operazione Coric e le vicissitudini politico- amministrative dello stadio nel periodo 2018-2019 sono una delle ragioni per cui alle 10.45 del mattino del 18 settembre di quel 2019, in via Tolstoj, al quartiere Eur, negli uffici della As Roma, bussano due ufficiali della Guardia di Finanza con in mano un ordine di esibizione documenti della procura di Roma.
Il documento che i due finanzieri devono notificare è — si legge — «In esecuzione dell'ordine europeo di indagine numero Kn-Us-2/15 della procura della Repubblica, ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata di Zagabria».
Lo notificano — si legge — all'allora vicepresidente della Roma, Mauro Baldissoni, cui vengono chiesti tutti gli «atti e i documenti afferenti l'acquisto e il trasferimento del calciatore Ante Coric dal club Gnk Dinamo Zagreb al club As Roma per il quale è stato concluso il trasferimento in data 10 maggio 2018, firmato dall'avv. Baldissoni e Igor Kodzoman e Tomislav Svetina». A Baldissoni viene chiesto anche di indicare se la Roma si fosse avvalsa, al tempo della trattativa, di un intermediario per l'operazione — e, nel caso, di chi. Baldissoni indica il nome di Giuseppe Cionci.
L'indagine e il giro di soldi
Da quel momento, l'affaire Coric, il "nuovo Modric", non è più una storia da bar sport. Diventa una questione giudiziaria. Per mesi, gli inquirenti italiani e quelli croati lavorano insieme. Scoprono infatti che degli 8 milioni arrivati a Zagabria perché pagati dalla Roma a saldo del ragazzo croato, a Zagabria se ne fermano solamente due. Probabilmente, quelli parametrati al reale valore del calciatore. Gli altri sei vengono "spacchettati" in due tranche di pari importo (tre milioni l'una). La prima prende la strada di una banca di Dubai e da Dubai rientra a Zagabria. La seconda, viene inviata su una banca di Cipro e di lì rientra in Italia. Ancora non è chiaro nella disponibilità di chi.
A questo punto, stando a quanto riferiscono a Repubblica fonti informate dell'indagine, le ipotesi investigative in piedi sono due. La prima è quella che nel gergo degli addetti vorrebbe la triangolazione dei pagamenti di Coric lo schermo "valutario" di un'operazione di riciclaggio di denaro: qualcuno ha fatto in modo che la Roma pagasse all'estero per un bene (le prestazioni di Coric) un valore gonfiato (e i tifosi romanisti possono dire quanto) per poi vedersi restituire il surplus in nero.
La seconda ipotesi è invece quella "politica" ed ha appunto a che vedere con il doppio ruolo di Cionci. Aspirante agente di mercato, ma contestualmente amico di Zingaretti e prodigo di rassicurazioni in quella primavera del 2019 (millanterie?) sul destino del progetto di autorizzazione dello stadio in Regione.
Nell'inchiesta, al momento, non risultano né reati ipotizzati, né persone indagate. Ma nessuno dei suoi protagonisti sembra avere gran voglia di tornare su quella storia.
Non la nuova Roma dei Friedkin abituati al silenzio e al basso profilo. E già sufficientemente infastiditi dalle scorie di otto anni della saga di Tor di Valle. «No comment», dicono dunque a viale Tolstoij.
Non l'ex Ceo Mauro Baldissoni. Non ha voglia — fa sapere — di inseguire «storie fantasiose». E, come accaduto in passato con altre inchieste, sfida a trovare una sola «prova» che dimostri che la Roma di Pallotta abbia commesso illeciti di ogni tipo.
A chiosa e per la cronaca, non più tardi del 24 ottobre scorso il Venlo di Ante Coric un risultato storico lo ha finalmente centrato. Ha perso 13-0 nella sfida di Eredivisie con l'Ajax. La più grande disfatta nella storia del calcio olandese. Annotano i tabellini che mister De Koning, allenatore del Venlo, le abbia provate tutte. Cinque i cambi effettuati. Ma a Coric non è stato neppure chiesto di togliersi la tuta.
Parte lesa, come sempre.
Il titolo sta lì apposta per chiarire fin da subito che le merde sono parte lesa anche stavolta.
Citazione di: Dissi il 25 Nov 2020, 08:46
Parte lesa, come sempre.
Ovviamente. Cosa vorresti insinuare? :)
Si ipotizza un giro di corruzione per ungere le ruote della costruzione del merdodromo.
Ma loro che ne potevano sapè, porelli?
Pensa Barigelli che stava a fa adesso se di mezzo c'era la Lazio.
Magno tranquillo. Parte lesa.
Però sarebbe divertente se saltassero in aria a causa di un Ante Coric qualsiasi. Un po' come il nastro di scotch del Watargate :asrm
Come per i Rolex. sono tangenti messe a bilancio, quindi non contano :beer:
Maledetti schifosi.
Bonini e Mensurati ...
Mensurati ...
ma certo !!! non ė quello che dava per spacciato Mauri causa scommesse ?
ma non scrive da tifoso, ha solo finalmente imparato ad essere mooolto prudente
beata ignoranza
Parte lesa dal 1927. Tutto a loro insaputa, casomai c'entra chi non c'è più... tutto a posto, come sempre.
mi dicono fonti fidate di aver notato sulla via del mare direzione roma una autocolonna di mezzi adibiti al trasporto di sabbia, a pieno carico.
baldissoni è quello che il giorno dopo gli arresti si precipitò in campidoglio a fare sorridenti foto con la sindachessa, e a rassicurare che per lo stadio della ragg- ops della roma era tutto a posto ?
Che giornale mi consigliate di comprare domani?
il corriere dei piccoli
Oi Vitek oi Vitek mio
Oi Coric 'e chistu Coric🎵🎶
ammazza, solo dopo 14 mesi sappiamo di questa inchiesta
Citazione di: adiutrix il 25 Nov 2020, 19:32
ammazza, solo dopo 14 mesi sappiamo di questa inchiesta
Si ma dove ne parlano, sui tg, sulle prime pagine rosa, al gr1? Per caso ho letto di questo argomento su Lazionet. Domani già starà nel dimenticatoio. :asrm
Citazione di: adiutrix il 25 Nov 2020, 19:32
ammazza, solo dopo 14 mesi sappiamo di questa inchiesta
io invece mi stupisco che sta storia sia uscita, è soprattutto su Repubblica
Citazione di: simcar il 25 Nov 2020, 20:34
io invece mi stupisco che sta storia sia uscita, è soprattutto su Repubblica
Un assaggio di cosa comporterebbe chiudere i rubinetti?
Nessun cosidetto giornalista ha accenato che sono parte lesa?
Citazione di: BalkanLaziale il 25 Nov 2020, 20:54
Nessun cosidetto giornalista ha accenato che sono parte lesa?
Viene dato per scontato, Nun c'è bisogno anzi... Sembrerebbe una precisazione sospetta non richiesta.
Tutto tace.
Citazione di: MisterFaro il 25 Nov 2020, 20:36
Un assaggio di cosa comporterebbe chiudere i rubinetti?
Penso di sì, non me la spiego altrimenti.
Citazione di: GoodbyeStranger il 25 Nov 2020, 21:15
Viene dato per scontato, Nun c'è bisogno anzi... Sembrerebbe una precisazione sospetta non richiesta.
Tutto tace.
Ah, pensavo fosse così.
Porca paletta che storia.
Sempre a scoppio ritardato cmq.
Immagino che alla Gazzetta staranno mettendo "in fila i fatti".
Appena finiscono faranno articoli a 9 colonne...
Citazione di: adiutrix il 25 Nov 2020, 19:32
ammazza, solo dopo 14 mesi sappiamo di questa inchiesta
ma no è un caso che sia uscita solo quando non c'è più nessuno di quelli coinvolti, d'altronde si sa le procure sono riservatissime, non esce mai niente per gli amici
Intervista al mediatore amico di Zingaretti
Cionci "Ma quale stadio per portare Coric a Roma io ho solo perso soldi" (la Repubblica, 26 Novembre 2020)
di Carlo Bonini e Marco Mensurati
Dunque che storia è questa della compravendita di Ante Coric alla Roma per otto milioni di euro nell'estate 2018 su cui indagano due procure (Zagabria e Roma) e la Guardia di finanza? In che veste e a quale scopo il mediatore Giuseppe Cionci, amico personale del Governatore del Lazio Nicola Zingaretti, ha operato? C'entra l'iter di autorizzazione dello stadio a Tor Di Valle? Se si chiede all'ex ds della società giallorossa Monchi, si ottiene una diplomatica risposta in "itagnolo" che equivale a un non rompetemi le scatole: «No hablo della Roma per respecto e auguro al club mucha fortuna». Monchi non habla volentieri nemmeno di Cionci con cui dicono abbia mantenuto ottimi rapporti, al punto di avergli chiesto di portargli dal Psv Eindhoven al Siviglia un campione come De Jong.
Meglio dunque bussare direttamente a Cionci, chiuso in quarantena a casa per un brutto Covid sintomatico cui, caso vuole, è risultato positivo anche Coric dopo il 13 a 0 rimediato dal "suo" Venlo contro l'Ajax.
Ci racconta la storia di questo bidone di mercato?
«L'ho già fatto con la Finanza. Rispondo volentieri anche a voi. Coric, nel 2017, era celebrato come un campione. Transfermarkt lo valutava intorno ai 15 milioni. Lo feci prendere a otto. Il premio extra che chiesi alla Roma lo avevo concordato con Monchi. Ma nel 2019 Monchi se ne era andato e quel premio non lo presi. Come vedete nessun mistero».
E come mai degli otto milioni versati per Coric tre sono tornati in Italia? E a chi?
«E che ne so io? Io so solo che in quell'affare i soldi li ho persi. Ho fatto vedere alla Finanza due bonifici che feci ai mediatori croati riconoscendogli delle percentuali che non gli spettavano. Ma volevo chiuderla perché non ne potevo più. Normalmente, in questi affari il mediatore del venditore tratta una percentuale e lo stesso fa quello del compratore poi i due cachet si mettono insieme e vengono divisi secondo un accordo a monte. Nel caso di Coric dovevamo dividerci le provvigioni al 50% . I croati hanno messo solo una piccola parte della loro quota».
Ma chi è che ha voluto comprare Coric? Monchi? La Roma?
«L'ho proposto io. E Monchi non credeva che sarei riuscito a portarlo».
Lei si è sempre occupato di politica, è stato "fundraiser" per le campagne elettorali di Zingaretti. Non è che quell'amicizia l'ha, diciamo, aiutata con la Roma?
«Non è colpa mia se sono amico di Nicola. Maledetto quel giorno che è cominciata questa storia di Coric. Io, dopo che le accuse che mi aveva rivolto Buzzi in"mafia capitale" sono state archiviate, ho cambiato vita. Ho venduto tutto e con i soldi ho messo su un'agenzia di procuratori, la Cornersport».
Torniamo a Coric, lei è sicuro di non aver mai parlato dello stadio nelle more di quella trattativa?
«Ma per carità. Anzi tutte le volte che ho parlato di stadio l'ho fatto con Nicola (Zingaretti, ndr ) dicendogli: mi raccomando fai attenzione perché qui non ci vuole niente a finire nei pasticci. Ripeto, la mia sfortuna è che l'amicizia con Nicola è diventata un problema. Lo so talmente bene che ormai da un po' di tempo lavoro più in Spagna, dove mi sono preso il Covid, che in Italia. In questo Paese non lavoro più. Lavoro con il Boca Juniors, con lo Zenit, con il Siviglia».
Quindi con Monchi.
«Con tutti. In ufficio ho un software predittivo per scovare giovani promesse e lavoro con grandi club».
Diciamo allora che l'algoritmo non ha visto bene su Coric.
«Povero ragazzo, lo ha rovinato quel pazzo del padre che pensava solo ai soldi e non a far stare tranquillo il figlio, che doveva invece solo preoccuparsi di giocare come sapeva. Succede, e comunque Coric non lo rappresento più. Ero stufo di sentirmi chiedere perché non giocava, perché non lo mettevano titolare neppure nell'Almeria. Io faccio l'agente Fifa mica l'allenatore».
Quindi niente più politica?
«Niente più politica, niente più Italia».
Da capire il ruolo di un intermediario-chiave
ADESSO CORIC È UN INTRIGO (Corriere dello Sport, 26 Novembre 2020)
Indaga la Guardia di Finanza: l'ipotesi è che dentro l'affare ci fossero soldi per facilitare l'operazione Tor di Valle
di Guido D'Ubaldo
ROMA
C'è una brutta storia che riguarda un'operazione di mercato che si è rivelata un flop e che oggi è finita nella lente di ingrandimento della Guardia di Finanza. Il 10 giugno 2018 la Roma ha ufficializzato l'acquisto di Ante Coric, 21 anni all'epoca, centrocampista emergente della Dinamo Zagabria, pagato otto milioni. Era stato presentato come il nuovo Modric, ha vestito la maglia giallorossa solo tre volte, per complessivi 48 minuti. Pochi dei quali proprio contro il Real Madrid, proprio di Modric. Lo scorso anno ha giocato in prestito all'Almeria, seconda divisione spagnola e quest'anno è finito al VVV-Venlo, massimo campionato olandese, due sole presenze senza lasciare traccia. Sempre in prestito dalla Roma, alla quale è legato da un contratto che scade nel 2023. Sul suo acquisto indagano la Finanza e due Procure, quella di Roma e quella di Zagabria, come ha anticipato La Repubblica. Secondo la ricostruzione degli investigatori dentro il prezzo pagato per Coric ci sarebbero soldi che dovevano servire a facilitare l'approvazione del progetto dello stadio di Tor di Valle. L'agente che ha gestito l'operazione con la Roma si chiama Giuseppe Cionci, personaggio vicino a Zingaretti, socio della Cornersport Management con Pietro Leonardi, ex dirigente sportivo inibito, poi squalificato, dopo i fallimenti del Parma e del Latina. Secondo le indiscrezioni che circolavano ai tempi dell'acquisto le commissioni sarebbero salite a due milioni, di cui uno da destinare a Cionci. Il quale, dopo aver incassato la metà, lo scorso anno ha rivendicato il pagamento della seconda rata, ma Fienga, appena nominato amministratore delegato da Pallotta, appellandosi al contratto, gli fece notare che non aveva più nulla a pretendere.
MONCHI ALL'OSCURO. Che l'operazione puzzasse di bruciato si era capito quasi subito. L'agenzia all'epoca aveva la sede in uno dei tanti paradisi fiscali sparsi per il mondo. L'operazione fu condotta da Monchi, all'epoca direttore sportivo con ampia autonomia di movimento. Il dirigente spagnolo appena arrivato era all'oscuro di tutto e non aveva la minima idea di cosa ci fosse sotto. Solo la scelta tecnica di Coric era stata sua, Monchi ha sempre rivendicato con lealtà le decisioni prese nel breve periodo in cui è rimasto alla Roma. Coric è stato offerto, valutato e acquistato e Monchi ha avuto contatti con Cionci. I giovani che escono dalla Dinamo Zagabria restano comunque legati all'influentissimo presidente del club, ma l'altro elemento poco chiaro riguarda la procura di Coric, che è finita alla Caa Base Ltd, importante agenzia che fa capo a Frank Trimboli, manager italiano da tanti anni operativo a Londra, già in passato in affari con la Roma.
I FINANZIERI IN SEDE. La società giallorossa non commenta l'inchiesta e nella vicenda sembra essere la parte lesa, per aver pagato una cifra fuori mercato per un giocatore rivelatosi mediocre. Coric resta un tesserato della Roma per altri tre anni. Nel settembre 2019 la Guardia di Finanza ha fatto visita alla sede della società in viale Tolstoj con un ordine europeo di indagine dell'ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata della procura della Repubblica di Zagabria. I magistrati croati erano interessati ai documenti dell'affare Coric-Roma e all'intermediario di quell'affare che i dirigenti hanno confermano essere Giuseppe Cionci. La notifica l'ha ricevuta l'allora vice-presidente Mauro Baldissoni. Che aveva firmato l'accordo con la Dinamo Zagabria per l'acquisto del giocatore e ha indicato alla Guardia di Finanza che l'intermediario dell'operazione era stato Giuseppe Cionci. Al momento nessun reato è stato ipotizzato e nessuna persona risulta indagata. Resta una storia poco chiara, per la quale gli investigatori vogliono andare fino in fondo.
Fermi tutti: "Coric, nel 2017, era celebrato come un campione. Transfermarkt lo valutava intorno ai 15 milioni. Lo feci prendere a otto." :lol: :lol: :lol:
P.s.: tra l'altro su quel sito venne valutato al massimo 10 mln...
E te pareva, parte lesa come sempre.
Con loro diventano più garantisti di Berlusconi.
:asrm :asrm
Qualcuno riesce a recuperare gli articoli, presumo trionfali, sul suo arrivo alle merde?
Grazie.
OT
Citazione di: Redazione Lazio.net il 26 Nov 2020, 08:09
Quindi con Monchi.
«Con tutti. In ufficio ho un software predittivo per scovare giovani promesse e lavoro con grandi club».
Il database di Football Manager?
8)
Quindi chi corrompe non fa nulla di male? Anzi ci rimette i soldi e quindi è parte lesa.
Comunque mi sembra evidente la motivazione per cui Baldissoni è fuori se non sbaglio, ha messo lui la firma e prima che uscisse qualcosa è stato fatto fuori. Chiaramente omertà totale fino a che la situazione non si è normalizzata, la cessione fatta etc.
Assurdo.
Citazione di: StylishKid il 26 Nov 2020, 10:35
Qualcuno riesce a recuperare gli articoli, presumo trionfali, sul suo arrivo alle merde?
Grazie.
Probabilmente articoli in cui si incensava il nuovo Modric. Il ragazzo era titolare nella Dinamo Zagabria e già contava qualche presenza in nazionale croata. Però, se non ricordo male, esisteva anche una sorta di conflitto di interessi tra Dinamo e nazionale, una roba anche abbastanza pesante sfociata anche nelle contestazioni dei tifosi ad Euro 2016
https://www.eastjournal.net/archives/74072
(https://www.eastjournal.net/archives/74072)
Tra l'altro, già nel gennaio del 2019, il padre di Coric sbottava in questo modo:
https://www.eurosport.it/calcio/serie-a/2018-2019/il-padre-di-coric-costretti-a-venire-alla-roma_sto7083415/story.shtml (https://www.eurosport.it/calcio/serie-a/2018-2019/il-padre-di-coric-costretti-a-venire-alla-roma_sto7083415/story.shtml)
A me fa ridere questa cosa.
Giocatore giovanissimo e grandissimo prospetto valutato 15 milioni di euro.
Alla Dinamo Zagabria devono essere proprio deficienti per cederlo alla meta' del valore.
Tra l'altro in via definitiva e senza diritto di recompra o altre opzioni.
Ovviamente tutti grandi geni alle merde.
Se la cosa non e' andata, e' colpa del padre del giocatore.
Pietro Leonardi... mmhh... mi ricorda qualcosa
Sarebbe utile fare un elenco o una banca dati con tutte le loro zozzate (tutte impunite) dalla fusione, perché ho molti dubbi anche la, ad oggi.
Citazione di: Maremma Laziale il 26 Nov 2020, 09:43
Fermi tutti: "Coric, nel 2017, era celebrato come un campione. Transfermarkt lo valutava intorno ai 15 milioni. Lo feci prendere a otto." :lol: :lol: :lol:
P.s.: tra l'altro su quel sito venne valutato al massimo 10 mln...
Si sarò confuso con Football Manager, ops, volevo dire col software predittivo :=))