Furono interminabili notti insonni di palpitazioni improvvise, budella attorcigliate e presagi di sventura. Un pensiero ossessivo e un'attesa snervante durante la quale avrei barattato la vittoria delle vittorie in cambio di un campionato anonimo, persino in concomitanza di una vostra lotta per lo scudetto.
E così è andata.
Certo, è facile parlare dopo. Ma è sempre meglio parlare dopo che fare i fanatici prima. Vedi col Liverpool, vedi col Lecce e vedi quel 26 maggio del 2013.
Un anno fa.
Eravate tutti pronti al trionfo servito sul piatto d'argento, sull'onda della solita spinta mediatica.
E invece no.
In quel gol di Lulic al 71°, alle 19.27 spaccate di un giorno di maggio vi è tutto tornato indietro.
I cori contro Paparelli, la strafottenza d'ordinanza con cui avete da sempre fatto scempio di questa città, l'arroganza da branco, la deformità della vostra filosofia di vita e della vostra orribile iconografia.
Tutto.
La fusione del '27 in un giorno imprecisato, la valigetta di Viola prima della partita con il Dundee, le fidejussioni false, le partite truccate, la filastrocca sugli 11 anni di B, le centomila estati da campioni d'italia, l'autogol di Paolo Negro, l'ironia becera su Gascoigne, le purghe del capitano e i bambolotti dalla maglietta.
Tutto.
Un'altra volta.
Per l'ennesima finale finita ad osservare il trionfo degli avversari e la vostra abituale disfatta.
A voi le lacrime, agli altri le coppe.
A noi la coppa.
La finale delle finali.
Noi stavamo male prima, voi dopo.
Avete passato un'estate a prendere a calci le macchine dei vostri calciatori, e weekend al mare con il mento all'insù ad osservare gli aerei che vi sfottevano, a mangiarvi il fegato, a negare il semplice dovere coniugale tra lenzuola e cuscini impiastricciati di lacrime.
Il viagra lo hanno inventato per voi. E la pillola è pure blu.
Dite la verità: avrete rivissuto quell'azione mille volte prima di addormentarvi, per chi di voi ci fosse riuscito: a immaginarvi quel pallone sfilare a lato, o intercettato da Marquinhos. La traversa un minuto dopo. E se fosse entrata? E se avesse giocato Osvaldo? E se ci fosse stato quello o quell'altro?
No.
Mauri passa a Candreva che scatta sulla destra e scarica la palla al centro, il vostro portiere smanaccia goffamente e un bosniaco dalle orecchie a sventola la insacca lì.
Alle 19.27 del 26 maggio 2013.
Boato.
La data che voi e la vostra prosopopea avevate segnato sul calendario sicuri di ritrasformare la città in una tana di coatti vestiti da pupazzi.
L'avete rivissuta, rimasticata, ripensata.
Il 27 maggio avete visto il sole sorgere sul cielo biancoceleste sperando che la partita fosse ancora da giocare.
E invece no.
Eccolo lì, stampato nella storia, il profilo da triglia di Andreazzoli che fissa l'arbitro Orsato che alza le braccia al cielo e fischia tre volte.
Lo sguardo del vostro capitano inebetito dai colori biancazzurri mentre la vostra curva disertava il momento topico della premiazione.
Codardi. Da sempre.
Non sapere vincere perché non vincete mai; e non sapete perdere perché non siete veri tifosi, se non di voi stessi.
Poi è cominciata l'opera di elaborazione, di negazione, di normalizzazione. Sperando in una botta di libido che puntualmente, nemmeno quest'anno è arrivata.
Ad ascoltare voi e le vostre fanfare, a leggere quello che scrivono i vostri direttori implumi, i comunicatori cafoni, gli scribacchini allineati sembra che sia sempre Natale per voi.
Ma voi a Natale non vi spetta nemmeno il tombolino.
Figuriamoci a maggio.
Avete fatto finta che dopo qualche mese di vittorie quella partita fosse un ricordo morto, ma noi conosciamo bene la vostra psicologia.
Siete pennuti da batteria, avete un arsenale psichico formato da un paio di pulsioni elementari. Non di più.
Le risate forzate, la logica del ragazzo del muretto, voi che portate il nome della città, che siete la squadra di regime per eccellenza. Che più perdete e più vi arrabbiate, e più vi arrabbiate e più perdete.
Mai come in questi dodici mesi ho capito quanto essere tifosi della roma sia una sciagura. Una sfida affannosa contro il destino che vi schifa. Tifare la roma è come fare sesso con una bambola gonfiabile senza nemmeno la soddisfazione di venire.
Ci provate coi soldi, con gli arbitri, con la stampa, gli sponsor, topolino, zeman. In un intreccio di favori e connivenze, chiese al centro del villaggio, isterismi dentro e fuori dal campo.
Come se la vittoria vi appartenesse.
No.
Non vi appartiene, non vi è mai appartenuta.
E potrete vivere mille anni, ma siete stati, siete e sarete sempre la più colossale macchina da sconfitta che sia mai stata inventata.
:) :up: :asrm
FAVOLOSO
Io per ben due volte ci ho cenato vicino.
A de martì, rubba coll'occhi!
sei un mito
grande.
Grazie Cosmo, e Sempre Forza Lazio! ;)
Capolavoro!
:clap:
sarebbe da spargere per Roma.
grande Cosmo.
Sempre così Cosmo.
Uniti si può.
Ragazzi, ho chiesto il permesso a Cosmo e pubblicato su FB!!
Mi inchino.
Grande.
Inviato dal pullman di Lotito con Tapatalk
Standing ovation! :beer:
C'hai messo tutto,ma proprio tutto.Bellissimo :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail:
immenso cosmo!
Infinito!
Meraviglioso!!!
Una poesia!
Cosmologia anulare.
Unico.
Ma no in Italia, nel moondoooooo! (Cit) :)
Meraviglioso!
:hail: :clap:
Cosmo ma tu sei un creatore di slogan E. CCE. ZIO. NA. LI. !
Tu ste perle le devi proteggere col copyright!
Io adoro pure questa..
Citazione di: cosmo il 04 Mag 2014, 17:28
Finisce sempre allo stesso modo.
De rossi che piagne
Titty che non capisce che è successo ma è contento che ha segnato
Il chioschetto al discesone del quadraro che se dà le bandiere in faccia.
..semplicemente FAN. TA. STI. CA. !
Grazie cosmo...!!! :rock:
Io adoro Cosmo.
:since :asrm
fantastica, eccezionale.
Cosmo eccezionale!! :beer:
:hail:
Quoto tutti :since :since
Grande Cosmo!
Straordinario.
direi : Cosmico :D
SUBLIME :asrm
Epico
Sent using Tapatalk
Divulghiamo il Cosmo-verbo!
Impareggiabile, come quel gol di Lulic.
Citazione di: cosmo il 26 Mag 2014, 21:35
Furono interminabili notti insonni di palpitazioni improvvise, budella attorcigliate e presagi di sventura. Un pensiero ossessivo e un'attesa snervante durante la quale avrei barattato la vittoria delle vittorie in cambio di un campionato anonimo, persino in concomitanza di una vostra lotta per lo scudetto.
E così è andata.
Certo, è facile parlare dopo. Ma è sempre meglio parlare dopo che fare i fanatici prima. Vedi col Liverpool, vedi col Lecce e vedi quel 26 maggio del 2013.
Un anno fa.
Eravate tutti pronti al trionfo servito sul piatto d'argento, sull'onda della solita spinta mediatica.
E invece no.
In quel gol di Lulic al 71°, alle 19.27 spaccate di un giorno di maggio vi è tutto tornato indietro.
I cori contro Paparelli, la strafottenza d'ordinanza con cui avete da sempre fatto scempio di questa città, l'arroganza da branco, la deformità della vostra filosofia di vita e della vostra orribile iconografia.
Tutto.
La fusione del '27 in un giorno imprecisato, la valigetta di Viola prima della partita con il Dundee, le fidejussioni false, le partite truccate, la filastrocca sugli 11 anni di B, le centomila estati da campioni d'italia, l'autogol di Paolo Negro, l'ironia becera su Gascoigne, le purghe del capitano e i bambolotti dalla maglietta.
Tutto.
Un'altra volta.
Per l'ennesima finale finita ad osservare il trionfo degli avversari e la vostra abituale disfatta.
A voi le lacrime, agli altri le coppe.
A noi la coppa.
La finale delle finali.
Noi stavamo male prima, voi dopo.
Avete passato un'estate a prendere a calci le macchine dei vostri calciatori, e weekend al mare con il mento all'insù ad osservare gli aerei che vi sfottevano, a mangiarvi il fegato, a negare il semplice dovere coniugale tra lenzuola e cuscini impiastricciati di lacrime.
Il viagra lo hanno inventato per voi. E la pillola è pure blu.
Dite la verità: avrete rivissuto quell'azione mille volte prima di addormentarvi, per chi di voi ci fosse riuscito: a immaginarvi quel pallone sfilare a lato, o intercettato da Marquinhos. La traversa un minuto dopo. E se fosse entrata? E se avesse giocato Osvaldo? E se ci fosse stato quello o quell'altro?
No.
Mauri passa a Candreva che scatta sulla destra e scarica la palla al centro, il vostro portiere smanaccia goffamente e un bosniaco dalle orecchie a sventola la insacca lì.
Alle 19.27 del 26 maggio 2013.
Boato.
La data che voi e la vostra prosopopea avevate segnato sul calendario sicuri di ritrasformare la città in una tana di coatti vestiti da pupazzi.
L'avete rivissuta, rimasticata, ripensata.
Il 27 maggio avete visto il sole sorgere sul cielo biancoceleste sperando che la partita fosse ancora da giocare.
E invece no.
Eccolo lì, stampato nella storia, il profilo da triglia di Andreazzoli che fissa l'arbitro Orsato che alza le braccia al cielo e fischia tre volte.
Lo sguardo del vostro capitano inebetito dai colori biancazzurri mentre la vostra curva disertava il momento topico della premiazione.
Codardi. Da sempre.
Non sapere vincere perché non vincete mai; e non sapete perdere perché non siete veri tifosi, se non di voi stessi.
Poi è cominciata l'opera di elaborazione, di negazione, di normalizzazione. Sperando in una botta di libido che puntualmente, nemmeno quest'anno è arrivata.
Ad ascoltare voi e le vostre fanfare, a leggere quello che scrivono i vostri direttori implumi, i comunicatori cafoni, gli scribacchini allineati sembra che sia sempre Natale per voi.
Ma voi a Natale non vi spetta nemmeno il tombolino.
Figuriamoci a maggio.
Avete fatto finta che dopo qualche mese di vittorie quella partita fosse un ricordo morto, ma noi conosciamo bene la vostra psicologia.
Siete pennuti da batteria, avete un arsenale psichico formato da un paio di pulsioni elementari. Non di più.
Le risate forzate, la logica del ragazzo del muretto, voi che portate il nome della città, che siete la squadra di regime per eccellenza. Che più perdete e più vi arrabbiate, e più vi arrabbiate e più perdete.
Mai come in questi dodici mesi ho capito quanto essere tifosi della roma sia una sciagura. Una sfida affannosa contro il destino che vi schifa. Tifare la roma è come fare sesso con una bambola gonfiabile senza nemmeno la soddisfazione di venire.
Ci provate coi soldi, con gli arbitri, con la stampa, gli sponsor, topolino, zeman. In un intreccio di favori e connivenze, chiese al centro del villaggio, isterismi dentro e fuori dal campo.
Come se la vittoria vi appartenesse.
No.
Non vi appartiene, non vi è mai appartenuta.
E potrete vivere mille anni, ma siete stati, siete e sarete sempre la più colossale macchina da sconfitta che sia mai stata inventata.
Molto molto molto bello,e cosa agghiacciante,molto vero.
E che gli vuoi dire...
Da diffondere il piu' possibile.
mortaccxi cosmo mio che hai partorito .....
...direi...
Hanno già scritto tutto.
Ma chi sei? :hail:
io direi che possiamo suggerire a Lotito di assumere Cosmo alla comunicazione della Lazio.
un fuoriclasse così se lo sognano.
:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
:ass: :asrm :ass:
Grandissimo Cosmo! :ssl :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm
Citazione di: cosmo il 26 Mag 2014, 21:35siete stati, siete e sarete sempre la più colossale macchina da sconfitta che sia mai stata inventata.
Grande Cosmo, questa la metto in firma (con citazione)!
Citazione di: cosmo il 26 Mag 2014, 21:35
Furono interminabili notti insonni di palpitazioni improvvise, budella attorcigliate e presagi di sventura. Un pensiero ossessivo e un'attesa snervante durante la quale avrei barattato la vittoria delle vittorie in cambio di un campionato anonimo, persino in concomitanza di una vostra lotta per lo scudetto.
E così è andata.
Certo, è facile parlare dopo. Ma è sempre meglio parlare dopo che fare i fanatici prima. Vedi col Liverpool, vedi col Lecce e vedi quel 26 maggio del 2013.
Un anno fa.
Eravate tutti pronti al trionfo servito sul piatto d'argento, sull'onda della solita spinta mediatica.
E invece no.
In quel gol di Lulic al 71°, alle 19.27 spaccate di un giorno di maggio vi è tutto tornato indietro.
I cori contro Paparelli, la strafottenza d'ordinanza con cui avete da sempre fatto scempio di questa città, l'arroganza da branco, la deformità della vostra filosofia di vita e della vostra orribile iconografia.
Tutto.
La fusione del '27 in un giorno imprecisato, la valigetta di Viola prima della partita con il Dundee, le fidejussioni false, le partite truccate, la filastrocca sugli 11 anni di B, le centomila estati da campioni d'italia, l'autogol di Paolo Negro, l'ironia becera su Gascoigne, le purghe del capitano e i bambolotti dalla maglietta.
Tutto.
Un'altra volta.
Per l'ennesima finale finita ad osservare il trionfo degli avversari e la vostra abituale disfatta.
A voi le lacrime, agli altri le coppe.
A noi la coppa.
La finale delle finali.
Noi stavamo male prima, voi dopo.
Avete passato un'estate a prendere a calci le macchine dei vostri calciatori, e weekend al mare con il mento all'insù ad osservare gli aerei che vi sfottevano, a mangiarvi il fegato, a negare il semplice dovere coniugale tra lenzuola e cuscini impiastricciati di lacrime.
Il viagra lo hanno inventato per voi. E la pillola è pure blu.
Dite la verità: avrete rivissuto quell'azione mille volte prima di addormentarvi, per chi di voi ci fosse riuscito: a immaginarvi quel pallone sfilare a lato, o intercettato da Marquinhos. La traversa un minuto dopo. E se fosse entrata? E se avesse giocato Osvaldo? E se ci fosse stato quello o quell'altro?
No.
Mauri passa a Candreva che scatta sulla destra e scarica la palla al centro, il vostro portiere smanaccia goffamente e un bosniaco dalle orecchie a sventola la insacca lì.
Alle 19.27 del 26 maggio 2013.
Boato.
La data che voi e la vostra prosopopea avevate segnato sul calendario sicuri di ritrasformare la città in una tana di coatti vestiti da pupazzi.
L'avete rivissuta, rimasticata, ripensata.
Il 27 maggio avete visto il sole sorgere sul cielo biancoceleste sperando che la partita fosse ancora da giocare.
E invece no.
Eccolo lì, stampato nella storia, il profilo da triglia di Andreazzoli che fissa l'arbitro Orsato che alza le braccia al cielo e fischia tre volte.
Lo sguardo del vostro capitano inebetito dai colori biancazzurri mentre la vostra curva disertava il momento topico della premiazione.
Codardi. Da sempre.
Non sapere vincere perché non vincete mai; e non sapete perdere perché non siete veri tifosi, se non di voi stessi.
Poi è cominciata l'opera di elaborazione, di negazione, di normalizzazione. Sperando in una botta di libido che puntualmente, nemmeno quest'anno è arrivata.
Ad ascoltare voi e le vostre fanfare, a leggere quello che scrivono i vostri direttori implumi, i comunicatori cafoni, gli scribacchini allineati sembra che sia sempre Natale per voi.
Ma voi a Natale non vi spetta nemmeno il tombolino.
Figuriamoci a maggio.
Avete fatto finta che dopo qualche mese di vittorie quella partita fosse un ricordo morto, ma noi conosciamo bene la vostra psicologia.
Siete pennuti da batteria, avete un arsenale psichico formato da un paio di pulsioni elementari. Non di più.
Le risate forzate, la logica del ragazzo del muretto, voi che portate il nome della città, che siete la squadra di regime per eccellenza. Che più perdete e più vi arrabbiate, e più vi arrabbiate e più perdete.
Mai come in questi dodici mesi ho capito quanto essere tifosi della roma sia una sciagura. Una sfida affannosa contro il destino che vi schifa. Tifare la roma è come fare sesso con una bambola gonfiabile senza nemmeno la soddisfazione di venire.
Ci provate coi soldi, con gli arbitri, con la stampa, gli sponsor, topolino, zeman. In un intreccio di favori e connivenze, chiese al centro del villaggio, isterismi dentro e fuori dal campo.
Come se la vittoria vi appartenesse.
No.
Non vi appartiene, non vi è mai appartenuta.
E potrete vivere mille anni, ma siete stati, siete e sarete sempre la più colossale macchina da sconfitta che sia mai stata inventata.
Spettacolo!!!
:asrm
:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
Cosmo, hai una capacità impressionante di dire tutte le cose da dire nel modo giusto.
Chapeau.
Spettacolare! :)
grande cosmo
romamerda
grande cosmo!!! :beer:
ma dove te ne volevi andà te?
capolavoro!!!
Quest'uomo non poteva che essere Laziale.....Immenso.
Ti amo.
Standing Ovulation!
Sono alla terza grappa e non ricordo se ti ho già "quotato" ma cosa cazzo me ne può fregare dal momento che riesci a mettere insieme opinioni spesso contrastanti. Sei grande!
E loro erano, sono e sempre saranno delle merde perdenti!
Magnifico!
Hai scritto il Bignami dei loro 87 anni di merda!
ariup.
che tutti leggano, soprattutto gli ospiti.
:asrm
Grande cosmo!
:band1:
Citazione di: cosmo il 26 Mag 2014, 21:35
Tifare la roma è come fare sesso con una bambola gonfiabile senza nemmeno la soddisfazione di venire.
Questa me la rivendo, previa autorizzazione :^^
Certo è che dal punto di vista sportivo il
proggetto roma è miseramente fallito. Non da oggi o dal 26 maggio 2013. Il fallimento era evidente da anni.
Ed è esattamente quello che non hanno capito loro che invece di questa eterna sconfitta si vantano
pure.
Rivolto ai romisti: "Il vostro nome e' il simbolo della vostra eterna sconfitta" poichè avete miseramente fallito per inadeguatezza nella rappresentanza sportiva della città di ROMA. Semplicemente non ne siete degni né lo sarete mai.
L'unico effetto raggiunto con la creazione dell'asroma è stato l'arretramento culturale della città, il suo imbrarbarimento. La asroma è una palla al piede per questa città e per le menti di tanti suoi abitanti. Un peso sociale che porta solo danni.
:asrm
solo
:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
Citazione di: gesulio il 28 Mag 2014, 09:13
ariup.
che tutti leggano, soprattutto gli ospiti.
:asrm
:asrm
Cosmo, sei immenso. :D :since
:bann:
Mamma mia! Super cosmo! Voglio conoscerti dal vivo!
Citazione di: cosmo il 26 Mag 2014, 21:35
Furono interminabili notti insonni di palpitazioni improvvise, budella attorcigliate e presagi di sventura. Un pensiero ossessivo e un'attesa snervante durante la quale avrei barattato la vittoria delle vittorie in cambio di un campionato anonimo, persino in concomitanza di una vostra lotta per lo scudetto.
E così è andata.
Certo, è facile parlare dopo. Ma è sempre meglio parlare dopo che fare i fanatici prima. Vedi col Liverpool, vedi col Lecce e vedi quel 26 maggio del 2013.
Un anno fa.
Eravate tutti pronti al trionfo servito sul piatto d'argento, sull'onda della solita spinta mediatica.
E invece no.
In quel gol di Lulic al 71°, alle 19.27 spaccate di un giorno di maggio vi è tutto tornato indietro.
I cori contro Paparelli, la strafottenza d'ordinanza con cui avete da sempre fatto scempio di questa città, l'arroganza da branco, la deformità della vostra filosofia di vita e della vostra orribile iconografia.
Tutto.
La fusione del '27 in un giorno imprecisato, la valigetta di Viola prima della partita con il Dundee, le fidejussioni false, le partite truccate, la filastrocca sugli 11 anni di B, le centomila estati da campioni d'italia, l'autogol di Paolo Negro, l'ironia becera su Gascoigne, le purghe del capitano e i bambolotti dalla maglietta.
Tutto.
Un'altra volta.
Per l'ennesima finale finita ad osservare il trionfo degli avversari e la vostra abituale disfatta.
A voi le lacrime, agli altri le coppe.
A noi la coppa.
La finale delle finali.
Noi stavamo male prima, voi dopo.
Avete passato un'estate a prendere a calci le macchine dei vostri calciatori, e weekend al mare con il mento all'insù ad osservare gli aerei che vi sfottevano, a mangiarvi il fegato, a negare il semplice dovere coniugale tra lenzuola e cuscini impiastricciati di lacrime.
Il viagra lo hanno inventato per voi. E la pillola è pure blu.
Dite la verità: avrete rivissuto quell'azione mille volte prima di addormentarvi, per chi di voi ci fosse riuscito: a immaginarvi quel pallone sfilare a lato, o intercettato da Marquinhos. La traversa un minuto dopo. E se fosse entrata? E se avesse giocato Osvaldo? E se ci fosse stato quello o quell'altro?
No.
Mauri passa a Candreva che scatta sulla destra e scarica la palla al centro, il vostro portiere smanaccia goffamente e un bosniaco dalle orecchie a sventola la insacca lì.
Alle 19.27 del 26 maggio 2013.
Boato.
La data che voi e la vostra prosopopea avevate segnato sul calendario sicuri di ritrasformare la città in una tana di coatti vestiti da pupazzi.
L'avete rivissuta, rimasticata, ripensata.
Il 27 maggio avete visto il sole sorgere sul cielo biancoceleste sperando che la partita fosse ancora da giocare.
E invece no.
Eccolo lì, stampato nella storia, il profilo da triglia di Andreazzoli che fissa l'arbitro Orsato che alza le braccia al cielo e fischia tre volte.
Lo sguardo del vostro capitano inebetito dai colori biancazzurri mentre la vostra curva disertava il momento topico della premiazione.
Codardi. Da sempre.
Non sapere vincere perché non vincete mai; e non sapete perdere perché non siete veri tifosi, se non di voi stessi.
Poi è cominciata l'opera di elaborazione, di negazione, di normalizzazione. Sperando in una botta di libido che puntualmente, nemmeno quest'anno è arrivata.
Ad ascoltare voi e le vostre fanfare, a leggere quello che scrivono i vostri direttori implumi, i comunicatori cafoni, gli scribacchini allineati sembra che sia sempre Natale per voi.
Ma voi a Natale non vi spetta nemmeno il tombolino.
Figuriamoci a maggio.
Avete fatto finta che dopo qualche mese di vittorie quella partita fosse un ricordo morto, ma noi conosciamo bene la vostra psicologia.
Siete pennuti da batteria, avete un arsenale psichico formato da un paio di pulsioni elementari. Non di più.
Le risate forzate, la logica del ragazzo del muretto, voi che portate il nome della città, che siete la squadra di regime per eccellenza. Che più perdete e più vi arrabbiate, e più vi arrabbiate e più perdete.
Mai come in questi dodici mesi ho capito quanto essere tifosi della roma sia una sciagura. Una sfida affannosa contro il destino che vi schifa. Tifare la roma è come fare sesso con una bambola gonfiabile senza nemmeno la soddisfazione di venire.
Ci provate coi soldi, con gli arbitri, con la stampa, gli sponsor, topolino, zeman. In un intreccio di favori e connivenze, chiese al centro del villaggio, isterismi dentro e fuori dal campo.
Come se la vittoria vi appartenesse.
No.
Non vi appartiene, non vi è mai appartenuta.
E potrete vivere mille anni, ma siete stati, siete e sarete sempre la più colossale macchina da sconfitta che sia mai stata inventata.
In un ideale Zibaldone di LN, questo tuo intervento sarebbe il prologo perfetto. Pensiamoci.
TRENTANNI tondi tondi....
(http:///files/2012/05/roma-merda-tbc.jpg)
(http://www.laziotfc.com/files/images/CIMG1427.jpg)
(http://www.erlupacchiotto.com/download/Giallorosso/immagini/StriscioniCoreografie/max/roma-liverpool.jpg)
(http:///files/2007/05/uid_114f928323d.580.0.jpg)
(http://www.football-please.com/wp-content/uploads/2014/01/romaliverpool_rigore_graziani.jpg)
(http://www.laguidadelcalcio.it/wp-content/uploads/2013/05/liverpool-1983-84.jpg)
(http://www.passionemaglie.it/wp-content/uploads/2013/05/liverpool-1984-rush.jpg)
(http:///files/2010/05/romaliverpoolgazzettaspvm8.jpg)
(http://www.almanaccogiallorosso.it/1983-1984/CoppaCampioni/Finale/Corriere.jpg)
(http://www.asromaultras.org/0001romaliverpool_tempossport.jpg)
Hahaha..naturalmente il Cds scrive: "Neal gol irregolare".
("chiaramente viziato il gol per carica su tancredi" e poi la chiosa "deludente l'arbitraggio").
La cosa bella è che loro non è che ci so diventati così, loro ci son proprio nati.
Chebbbellichessò!
Cmq auguri a tutti i tifosi del Liverpool.
A parte quei 55 secondi, per sempre Campioni!
Erano i primi anni in cui diventai Laziale e anche se della roma non mi fregava un ciufolo rimasi comunque soddisfatto...
Citazione di: Ro il 30 Mag 2014, 11:45
Merde erano, merde sono e merde resteranno
:asrm
AVANTI LAZIO
é il tuo miglior post delle ultime 2 settimane. :lol: :beer:
(https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ65YQ6T5cW_QvSfGGK-ha2F75iL1ZjabeysPwbf09btsQq7TSdLg_D0R8)
LUI: il mio idolo di quegli anni! :beer:
Citazione di: robylele il 30 Mag 2014, 12:09
é il tuo miglior post delle ultime 2 settimane. :lol: :beer:
Leggi bene magari qualcuno ti è sfuggito ;)
AVANTI LAZIO
Se quelli avessero intelletto sufficiente a comprendere le parole di Cosmo si autoestinguerebbero all'istante al momento della lettura.
Al 71° Cosmo!
Condivido in tutto e per tutto lo splendido scritto di Cosmo, del resto le loro rovinose sconfitte sono un fatto storicamente oggettivo, e' tutto giusto però credo sia giusto fino ad oggi è non più da domani.
I segnali sono drammaticamente inequivocabili, quello che vediamo e sentiamo con sconcerto tutti i giorni e' il preludio alle catastrofi dei prossimi anni, su questo forum tutto è stato scritto e denunciato, ci sono innumerevoli topic sull'argomento con degli scritti straordinari.
Non accusatemi di pessimismo, ma la storia dei prossimi anni e' già scritta e saranno anni molto complicati.
Citazione di: Desa67 il 31 Mag 2014, 16:56
Non accusatemi di pessimismo, ma la storia dei prossimi anni e' già scritta e saranno anni molto complicati.
C'hai la forfora?
Sent from Lulic al 71esimo
Citazione di: Desa67 il 31 Mag 2014, 16:56
I segnali sono drammaticamente inequivocabili, quello che vediamo e sentiamo con sconcerto tutti i giorni e' il preludio alle catastrofi dei prossimi anni
la storia dei prossimi anni e' già scritta e saranno anni molto complicati.
:lol: :lol: :lol:
tranquillo Desa67, come ben sai, o dovresti sapere:
siete e sarete sempre la più colossale macchina da sconfitta che sia mai stata inventata (cit.).
vedrai che dopo le illusioni dello scorso anno e il riposo forzato nelle coppe tutto si ripristinerà anche in campionato.
Citazione di: Desa67 il 31 Mag 2014, 16:56
la storia dei prossimi anni e' già scritta
dove, dove? :)
ah! benvenuto eh Desa? :pp
Io non capisco...se non fossero dei trolls, da dove nascerebbe l'esigenza (tafazziana) di vedere nel nostro futuro solo disgrazie e nel loro futuro solo vittorie?
Come cazz.o ce so diventati della Lazio questi?
O hanno meno di quindici anni, e allora comprendo che si sentano accerchiati, oppure sono dei pessimisti cosmici che neanche Giacomo Leopardi!
Sempre Forza Lazio
Oppure romammerda.
Sent using Tapatalk
Citazione di: rebus il 31 Mag 2014, 17:29
Io non capisco...se non fossero dei trolls, da dove nascerebbe l'esigenza (tafazziana) di vedere nel nostro futuro solo disgrazie e nel loro futuro solo vittorie?
infatti sarebbe auspicabile che siano dei trolls, un paio di neuroni in tutto gli consentirebbero comunque di andare avanti.
In caso contrario la cosa sarebbe parecchio più preoccupante (penso ai famigliari). :)
non ce l'hanno fatta nemmeno con 10 anni di Lotito seduto sull'altra sponda del Tevere, a diventare padroni di Roma, e di sicuro non ne basteranno 11, e poi al massimo a questo possono ambire, per diventare uno 'tra i primi club al mondo' troppi panettoni e gianduiotti devono mandar giù
tra l'altro questa cosa del futuro già scritto l'avevo già sentita prima della partita con lo Slovan Bratislava.
O quando presero Bojan, autore di seicento reti in Spagna. O con l'acquisizione del portiere dell'Olanda vice campione del mondo.
O quando presero il nuoco CR7 in Argentina. O quando presentarono il plastico dello stadio. O quando presero il secondo di Guardiola.
Gli ultimi 8 mesi hanno fatto danni incalcolabili perché adesso le caz.zate escono fuori a ritmo più serrato. :)
Comunque credo che sarebbe utile sottoporre ogni newbie a prove semplici ma esplicative della non trollagine.
Tipo: scrivi almeno 5 porcate fatte dalla as1927; elenca almeno 5 sconfitte brucianti per la asunicredit; scrivi in bella calligrafia, senza usare emoticons, "la roma è merda e tutti i suoi tifosi dei coprofili"; spiega il significato della parola coprofilo (puoi usare anche il vocabolario, dato che se sai il significato della parola "vocabolario", sai leggere e comprendere il linguaggio scritto e ne sai riassumere, con parole tue, il senso, sei già a bassissimo rischio romanista)
Citazione di: ralphmalph il 31 Mag 2014, 17:00
C'hai la forfora?
Sent from Lulic al 71esimo
ahahahahahahha cci de te me so' ribaltato :=))
Citazione di: rebus il 31 Mag 2014, 17:29
Io non capisco...se non fossero dei trolls, da dove nascerebbe l'esigenza (tafazziana) di vedere nel nostro futuro solo disgrazie e nel loro futuro solo vittorie?
Come cazz.o ce so diventati della Lazio questi?
O hanno meno di quindici anni, e allora comprendo che si sentano accerchiati, oppure sono dei pessimisti cosmici che neanche Giacomo Leopardi!
Sempre Forza Lazio
Guarda se gli scrivevi semplicemente asriommasempremmerda avevi risolto qualsiasi dubbio, so' talmente scontati che dopo sue righe già si sa con chi hai a che fare, una massa di illusi avvezzi a pijasselanderculo
inviato col mio S3 sempre forza Lazio e asriommasempremmerda
UP!
:)
Citazione di: Desa67 il 31 Mag 2014, 16:56
Non accusatemi di pessimismo, ma la storia dei prossimi anni e' già scritta e saranno anni molto complicati.
non ce la faccio, debbo accusarti di pessimismo. ;)
i prossimi anni saranno sì complicati, però bisogna vedere per chi.
Citazione di: robylele il 20 Mar 2015, 11:48
non ce la faccio, debbo accusarti di pessimismo. ;)
i prossimi anni saranno sì complicati, però bisogna vedere per chi.
Ammazza Roby, poi dicono che gli elefanti hanno la memoria lunga. :D
Non ne sbagliano una.
Complimenti a tutta l' organizzazione che c'è dietro.
standing ovation :cheer:
Il peggior Milan degli ultimi 20 anni.
Una delle peggiori inter degli ultimi 20 anni.
La Juve che vince 3 scudetti di fila con la trippa piena.
Tu spendi 70 milioni a stagione di acquisti.
Paghi l' Ansa, la Gazzetta, la Rai è tua, Sky è un feudo, ti allei con gli arbitri contro Lotito.
Organizzi conferenze stampa dove annunci le vittorie, tanto ne sei sicuro.
Altro che arcobaleni.
Non ho più nulla da dare.
Presto, uno zabaione.
Citazione di: Cialtron_Heston il 20 Mar 2015, 15:15
Il peggior Milan degli ultimi 20 anni.
Una delle peggiori inter degli ultimi 20 anni.
La Juve che vince 3 scudetti di fila con la trippa piena.
Tu spendi 70 milioni a stagione di acquisti.
Paghi l' Ansa, la Gazzetta, la Rai è tua, Sky è un feudo, ti allei con gli arbitri contro Lotito.
Organizzi conferenze stampa dove annunci le vittorie, tanto ne sei sicuro.
Altro che arcobaleni.
Non ho più nulla da dare.
Presto, uno zabaione.
La più bella giornata di tifo degli utlimi 15 anni. Anzi no. La seconda giornata più bella....
Citazione di: Cialtron_Heston il 20 Mar 2015, 15:15
Il peggior Milan degli ultimi 20 anni.
Una delle peggiori inter degli ultimi 20 anni.
La Juve che vince 3 scudetti di fila con la trippa piena.
Tu spendi 70 milioni a stagione di acquisti.
Paghi l' Ansa, la Gazzetta, la Rai è tua, Sky è un feudo, ti allei con gli arbitri contro Lotito.
Organizzi conferenze stampa dove annunci le vittorie, tanto ne sei sicuro.
Altro che arcobaleni.
Non ho più nulla da dare.
Presto, uno zabaione.
Perfetto.
Mi sono rivisto un po' di prime pagine dei giornali sportivi di questa estate.
Non si può spiegare la goduria.
Citazione di: DajeLazioMia il 21 Mar 2015, 00:37
Perfetto.
Mi sono rivisto un po' di prime pagine dei giornali sportivi di questa estate.
Non si può spiegare la goduria.
Lo scudo era l'obiettivo minimo......
Citazione di: Cialtron_Heston il 20 Mar 2015, 15:15
Il peggior Milan degli ultimi 20 anni.
Una delle peggiori inter degli ultimi 20 anni.
La Juve che vince 3 scudetti di fila con la trippa piena.
Tu spendi 70 milioni a stagione di acquisti.
Paghi l' Ansa, la Gazzetta, la Rai è tua, Sky è un feudo, ti allei con gli arbitri contro Lotito.
Organizzi conferenze stampa dove annunci le vittorie, tanto ne sei sicuro.
Altro che arcobaleni.
Non ho più nulla da dare.
Presto, uno zabaione.
Lo zabaione?
A me se non me portano subito un padellone de Kaiserschmarr'n posso pure chiude bottega... che la materia prima s'esaurita, prosciugata proprio.
Citazione di: cosmo il 26 Mag 2014, 21:35
E potrete vivere mille anni, ma siete stati, siete e sarete sempre la più colossale macchina da sconfitta che sia mai stata inventata
:asrm
COL SENNO DI POI....grazie RADU!
Ho imprecato e schiumato rabbia come tutti, però ora capisco
che la STORIA (e la storia siamo NOI) ha bisogno anche di strane
curve, di momenti difficili che ad un primo sguardo sembrano ingiusti
ed incomprensibili. Ed invece sono necessari affinchè si completi il
GRANDE DISEGNO.
Sì perchè solo ora si comprende che il giusto 3-0 nel derby li avrebbe
annientati, buttandoli giù d'un tratto dal burrone.
Ed invece era necessaria questa lenta e tragica agonia, era necessario
passare da quel selfie coatto affinchè potessero lentamente distillarsi
altre soddisfazioni. Pareggiare in casa con il Parma fallito, perdere da
Sinisa con il gol di De Silvestri, fino all'epica serata di giovedì con la
nemesi di Montella che li schianta in 20 minuti.
La torura dev'esser lenta ed atroce, come ben sapevano gli antichi
fustigatori che escogitavano le pratiche più cruente e dolorose,
ma sempre attentissimi a non far morire il prigioniero.
Ed essi sono lì, morti viventi, a disposizione per il flagello ed il
pubblico ludibrio. Ancora per molte lune.
Ed in queste settimane nuove pagine di STORIA potranno
esser scritte. Chi vivrà vedrà... :) :) :)
Citazione di: Palo il 31 Mag 2014, 18:33
Comunque credo che sarebbe utile sottoporre ogni newbie a prove semplici ma esplicative della non trollagine.
Tipo: scrivi almeno 5 porcate fatte dalla as1927; elenca almeno 5 sconfitte brucianti per la asunicredit; scrivi in bella calligrafia, senza usare emoticons, "la roma è merda e tutti i suoi tifosi dei coprofili"; spiega il significato della parola coprofilo (puoi usare anche il vocabolario, dato che se sai il significato della parola "vocabolario", sai leggere e comprendere il linguaggio scritto e ne sai riassumere, con parole tue, il senso, sei già a bassissimo rischio romanista)
Ottima idea
UP
Grande Cosmo. Ed io ieri, grazie ad Amante della Bola, me la sono rivista in diretta su Facebook. Stessi brividi, stesse emozioni. Stessa goduria mentre passano per le nostre forche caudine, sperculati dai nostri ed abbandonati dal glorioso bobolo. La madre di tutte le sconfitte. La madre di tutte le vittorie. Nun ve passa manco tra 1000 anni. Una coppanfaccia è per sempre.
andava fatto... troppo geniale!!! spero sia gradito
:asrm :asrm :asrm :asrm
vai ciccio
Again, forever and ever
Up
Citazione di: cosmo il 26 Mag 2014, 21:35
Furono interminabili notti insonni di palpitazioni improvvise, budella attorcigliate e presagi di sventura. Un pensiero ossessivo e un'attesa snervante durante la quale avrei barattato la vittoria delle vittorie in cambio di un campionato anonimo, persino in concomitanza di una vostra lotta per lo scudetto.
E così è andata.
Certo, è facile parlare dopo. Ma è sempre meglio parlare dopo che fare i fanatici prima. Vedi col Liverpool, vedi col Lecce e vedi quel 26 maggio del 2013.
Un anno fa.
Eravate tutti pronti al trionfo servito sul piatto d'argento, sull'onda della solita spinta mediatica.
E invece no.
In quel gol di Lulic al 71°, alle 19.27 spaccate di un giorno di maggio vi è tutto tornato indietro.
I cori contro Paparelli, la strafottenza d'ordinanza con cui avete da sempre fatto scempio di questa città, l'arroganza da branco, la deformità della vostra filosofia di vita e della vostra orribile iconografia.
Tutto.
La fusione del '27 in un giorno imprecisato, la valigetta di Viola prima della partita con il Dundee, le fidejussioni false, le partite truccate, la filastrocca sugli 11 anni di B, le centomila estati da campioni d'italia, l'autogol di Paolo Negro, l'ironia becera su Gascoigne, le purghe del capitano e i bambolotti dalla maglietta.
Tutto.
Un'altra volta.
Per l'ennesima finale finita ad osservare il trionfo degli avversari e la vostra abituale disfatta.
A voi le lacrime, agli altri le coppe.
A noi la coppa.
La finale delle finali.
Noi stavamo male prima, voi dopo.
Avete passato un'estate a prendere a calci le macchine dei vostri calciatori, e weekend al mare con il mento all'insù ad osservare gli aerei che vi sfottevano, a mangiarvi il fegato, a negare il semplice dovere coniugale tra lenzuola e cuscini impiastricciati di lacrime.
Il viagra lo hanno inventato per voi. E la pillola è pure blu.
Dite la verità: avrete rivissuto quell'azione mille volte prima di addormentarvi, per chi di voi ci fosse riuscito: a immaginarvi quel pallone sfilare a lato, o intercettato da Marquinhos. La traversa un minuto dopo. E se fosse entrata? E se avesse giocato Osvaldo? E se ci fosse stato quello o quell'altro?
No.
Mauri passa a Candreva che scatta sulla destra e scarica la palla al centro, il vostro portiere smanaccia goffamente e un bosniaco dalle orecchie a sventola la insacca lì.
Alle 19.27 del 26 maggio 2013.
Boato.
La data che voi e la vostra prosopopea avevate segnato sul calendario sicuri di ritrasformare la città in una tana di coatti vestiti da pupazzi.
L'avete rivissuta, rimasticata, ripensata.
Il 27 maggio avete visto il sole sorgere sul cielo biancoceleste sperando che la partita fosse ancora da giocare.
E invece no.
Eccolo lì, stampato nella storia, il profilo da triglia di Andreazzoli che fissa l'arbitro Orsato che alza le braccia al cielo e fischia tre volte.
Lo sguardo del vostro capitano inebetito dai colori biancazzurri mentre la vostra curva disertava il momento topico della premiazione.
Codardi. Da sempre.
Non sapere vincere perché non vincete mai; e non sapete perdere perché non siete veri tifosi, se non di voi stessi.
Poi è cominciata l'opera di elaborazione, di negazione, di normalizzazione. Sperando in una botta di libido che puntualmente, nemmeno quest'anno è arrivata.
Ad ascoltare voi e le vostre fanfare, a leggere quello che scrivono i vostri direttori implumi, i comunicatori cafoni, gli scribacchini allineati sembra che sia sempre Natale per voi.
Ma voi a Natale non vi spetta nemmeno il tombolino.
Figuriamoci a maggio.
Avete fatto finta che dopo qualche mese di vittorie quella partita fosse un ricordo morto, ma noi conosciamo bene la vostra psicologia.
Siete pennuti da batteria, avete un arsenale psichico formato da un paio di pulsioni elementari. Non di più.
Le risate forzate, la logica del ragazzo del muretto, voi che portate il nome della città, che siete la squadra di regime per eccellenza. Che più perdete e più vi arrabbiate, e più vi arrabbiate e più perdete.
Mai come in questi dodici mesi ho capito quanto essere tifosi della roma sia una sciagura. Una sfida affannosa contro il destino che vi schifa. Tifare la roma è come fare sesso con una bambola gonfiabile senza nemmeno la soddisfazione di venire.
Ci provate coi soldi, con gli arbitri, con la stampa, gli sponsor, topolino, zeman. In un intreccio di favori e connivenze, chiese al centro del villaggio, isterismi dentro e fuori dal campo.
Come se la vittoria vi appartenesse.
No.
Non vi appartiene, non vi è mai appartenuta.
E potrete vivere mille anni, ma siete stati, siete e sarete sempre la più colossale macchina da sconfitta che sia mai stata inventata.
Questo pezzo è perfetto. Va letto almeno tre-quattro volte l'anno.
Citazione di: cosmo il 26 Mag 2014, 21:35
E potrete vivere mille anni, ma siete stati, siete e sarete sempre la più colossale macchina da sconfitta che sia mai stata inventata.
Rimettiamola in alto, che vedo girare su whatsapp degli screenshot di LN.
Citazione di: cosmo il 26 Mag 2014, 21:35
Furono interminabili notti insonni di palpitazioni improvvise, budella attorcigliate e presagi di sventura. Un pensiero ossessivo e un'attesa snervante durante la quale avrei barattato la vittoria delle vittorie in cambio di un campionato anonimo, persino in concomitanza di una vostra lotta per lo scudetto.
E così è andata.
Certo, è facile parlare dopo. Ma è sempre meglio parlare dopo che fare i fanatici prima. Vedi col Liverpool, vedi col Lecce e vedi quel 26 maggio del 2013.
Un anno fa.
Eravate tutti pronti al trionfo servito sul piatto d'argento, sull'onda della solita spinta mediatica.
E invece no.
In quel gol di Lulic al 71°, alle 19.27 spaccate di un giorno di maggio vi è tutto tornato indietro.
I cori contro Paparelli, la strafottenza d'ordinanza con cui avete da sempre fatto scempio di questa città, l'arroganza da branco, la deformità della vostra filosofia di vita e della vostra orribile iconografia.
Tutto.
La fusione del '27 in un giorno imprecisato, la valigetta di Viola prima della partita con il Dundee, le fidejussioni false, le partite truccate, la filastrocca sugli 11 anni di B, le centomila estati da campioni d'italia, l'autogol di Paolo Negro, l'ironia becera su Gascoigne, le purghe del capitano e i bambolotti dalla maglietta.
Tutto.
Un'altra volta.
Per l'ennesima finale finita ad osservare il trionfo degli avversari e la vostra abituale disfatta.
A voi le lacrime, agli altri le coppe.
A noi la coppa.
La finale delle finali.
Noi stavamo male prima, voi dopo.
Avete passato un'estate a prendere a calci le macchine dei vostri calciatori, e weekend al mare con il mento all'insù ad osservare gli aerei che vi sfottevano, a mangiarvi il fegato, a negare il semplice dovere coniugale tra lenzuola e cuscini impiastricciati di lacrime.
Il viagra lo hanno inventato per voi. E la pillola è pure blu.
Dite la verità: avrete rivissuto quell'azione mille volte prima di addormentarvi, per chi di voi ci fosse riuscito: a immaginarvi quel pallone sfilare a lato, o intercettato da Marquinhos. La traversa un minuto dopo. E se fosse entrata? E se avesse giocato Osvaldo? E se ci fosse stato quello o quell'altro?
No.
Mauri passa a Candreva che scatta sulla destra e scarica la palla al centro, il vostro portiere smanaccia goffamente e un bosniaco dalle orecchie a sventola la insacca lì.
Alle 19.27 del 26 maggio 2013.
Boato.
La data che voi e la vostra prosopopea avevate segnato sul calendario sicuri di ritrasformare la città in una tana di coatti vestiti da pupazzi.
L'avete rivissuta, rimasticata, ripensata.
Il 27 maggio avete visto il sole sorgere sul cielo biancoceleste sperando che la partita fosse ancora da giocare.
E invece no.
Eccolo lì, stampato nella storia, il profilo da triglia di Andreazzoli che fissa l'arbitro Orsato che alza le braccia al cielo e fischia tre volte.
Lo sguardo del vostro capitano inebetito dai colori biancazzurri mentre la vostra curva disertava il momento topico della premiazione.
Codardi. Da sempre.
Non sapere vincere perché non vincete mai; e non sapete perdere perché non siete veri tifosi, se non di voi stessi.
Poi è cominciata l'opera di elaborazione, di negazione, di normalizzazione. Sperando in una botta di libido che puntualmente, nemmeno quest'anno è arrivata.
Ad ascoltare voi e le vostre fanfare, a leggere quello che scrivono i vostri direttori implumi, i comunicatori cafoni, gli scribacchini allineati sembra che sia sempre Natale per voi.
Ma voi a Natale non vi spetta nemmeno il tombolino.
Figuriamoci a maggio.
Avete fatto finta che dopo qualche mese di vittorie quella partita fosse un ricordo morto, ma noi conosciamo bene la vostra psicologia.
Siete pennuti da batteria, avete un arsenale psichico formato da un paio di pulsioni elementari. Non di più.
Le risate forzate, la logica del ragazzo del muretto, voi che portate il nome della città, che siete la squadra di regime per eccellenza. Che più perdete e più vi arrabbiate, e più vi arrabbiate e più perdete.
Mai come in questi dodici mesi ho capito quanto essere tifosi della roma sia una sciagura. Una sfida affannosa contro il destino che vi schifa. Tifare la roma è come fare sesso con una bambola gonfiabile senza nemmeno la soddisfazione di venire.
Ci provate coi soldi, con gli arbitri, con la stampa, gli sponsor, topolino, zeman. In un intreccio di favori e connivenze, chiese al centro del villaggio, isterismi dentro e fuori dal campo.
Come se la vittoria vi appartenesse.
No.
Non vi appartiene, non vi è mai appartenuta.
E potrete vivere mille anni, ma siete stati, siete e sarete sempre la più colossale macchina da sconfitta che sia mai stata inventata.
Rifate "screan"
Per sempre.