La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"

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La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« il: 02 Giu 2019, 07:33 »
Indaga la Digos: "Questa è la città dove appaiono più scritte. Sono un avvertimento per tutta la stampa, per trasmettere paura e impedire che si trattino certe questioni"

Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio (La Repubblica 2 Giugno 2019)

Slogan intimidatori sui muri dopo l’inchiesta di "Repubblica" sulle tensioni tra De Rossi e Totti E nelle radio dilaga il tam tam dell’odio. Ecco perché nella Capitale parlare di pallone è diventato pericoloso

di Fabio Tonacci

ROMA — L’alito fetido della Roma che non vuole critiche e azzera i fatti lo senti sul collo già mentre scrivi. Ci sono gli argomenti proibiti, in questa città. I totem sacri, gli intoccabili, la Linea. Ecco, la Linea. Quella tracciata ogni mattina dalle nove radio locali, che aprono il microfono al ventre dei romani e ne eccitano gli istinti: ventiquattr’ore al giorno a parlare della Lazio, della Roma, di Roma. Primo comandamento: non si mette mai in discussione la Linea, non va sfiorata. Neanche con la forza del giornalismo di inchiesta, che documenta fatti e circostanze, rivela trame e svela orditi. Un pezzo di città non lo accetta. E quindi lo striscione "Bonini e Repubblica, Roma vi vomita addosso!". E quindi, ancora, le scritte sui muri della mattina dopo: "Austini, Bonini, Mensurati, chi tocca l’As Roma muore!". Perché Roma a volte è così, rigurgita di notte quel che mastica di giorno.
Ci risiamo. È una storia che è già capitata, e che capiterà ancora.
Questo giornale ha pubblicato giovedì un lungo articolo di Carlo Bonini e Marco Mensurati in cui si raccontavano i retroscena della non certo brillante stagione calcistica della Roma. Si dava conto di una mail interna alla società, con nomi e cognomi dei mittenti e dei destinatari. Non sono state consegnate al lettore delle opinioni, ma dei fatti non smentiti, seppur scomodi e sorprendenti, come quelli che riguardano la condotta dell’ex capitano Daniele De Rossi alla vigilia del suo addio. Lo stesso proprietario statunitense James Pallotta, dopo un frettoloso tentativo di seppellire le notizie con un «sono tutte cazzate», è tornato sui suoi passi, ha fatto mea culpa. Ma l’evidenza, a certi vecchi arnesi che vomitano odio al microfono, non interessa. Sono loro, del resto, che hanno sempre deciso chi sono i buoni e chi i cattivi, nella complicata narrazione di Roma quando gioca a calcio.
Ce n’è uno, il più famoso, Mario Corsi. Per tutti "Marione". È un ex terrorista dei Nar, il gruppo armato neofascista degli anni Settanta, spicciafaccende di Massimo Carminati, come questo giornale raccontò al tempo dell’inchiesta Mafia capitale. Conduce "Te la do io Tokio", una trasmissione su radio Centro Suono Sport (audience media dell’emittente: 63.000 persone al giorno). «L’articolo di Repubblica è una vergogna. Si butta fango su De Rossi per coprire le magagne di questa società», ha esordito Marione in diretta, chiarendo subito quale fosse la Linea. È una strategia, anche banale: alludere a chissà quali complotti, allontanare l’attenzione dai fatti, suggerire altre letture. E nel contempo inviare messaggi ai naviganti, dividere sempre la tifoseria, ora tra "derossiani" e "tottiani", ora tra "sensiani" e "pallottiani".
Da più di vent’anni le radio romane sono il rumore di fondo di una capitale oggi decadente e rassegnata, il circo dove discutere di pallone a ruota libera e continua: le romaniste Centro Suono Sport, Rete Sport, Tele Radio Stereo; le laziali Radio Incontro Olympia, Radio 6; le emittenti ufficiali Roma Radio e Lazio Style Radio, la neutrale Radio-Radio. Ogni giorno almeno in 330.000 si sintonizzano su quelle frequenze, secondo i dati 2018 di Tavolo editori radio. È un business che macina soldi e sponsor: gli inserzionisti piazzano spot nelle 100 ore di diretta quotidiana, i commentatori portano a casa pingui gettoni di presenza. E quando le radio tacciono, sono i muri a parlare, nella forma vigliacca dell’anonimato. «Roma è la città dove appaiono più scritte», ragiona un investigatore della Digos, che sta indagando sulla matrice delle intimidazioni ai cronisti. «Sono un avvertimento per tutta la stampa, per trasmettere paura e impedire che si trattino certe questioni».
È già successo. Riccardo Luna lasciò nel febbraio 2008 la direzione del Romanista, il quotidiano che aveva fondato, perché esasperato dalla rabbia aizzatagli contro dalla solita compagnia di giro: con un’inchiesta giornalistica aveva dimostrato, bilanci alla mano, che l’ex presidente Franco Sensi a veva speso per la Roma esattamente quanto aveva incassato, e che dunque la tesi che lo voleva sul lastrico per via degli investimenti nella società era semplicemente falsa. Apriti cielo. L’articolo smontava la Linea allora dominante, per cui apparvero striscioni contro Luna all’Olimpico, e qualcuno in radio cominciò anche a parlar male di suo padre e di sua sorella, con allusioni in perfetto stile criminale di chi si sente padrone e impunito.
Stessa sorte per Alessandro Austini del Tempo, e per l’inviato della Rai Alessandro Antinelli, colpevole di aver fatto il proprio lavoro, e cioè aver raccontato nel 2017 di quattro manichini di calciatori impiccati al Colosseo, e del danno alla reputazione di Roma che ne era seguito. Sono arrivati fino a minacciare i suoi famigliari, sui social network. «Certi tifosi sostengono che faccio parte di un complotto, di una sorta di Spectre che vuole il male della Lazio», dice Antinelli. «Non sono interessati ai fatti, anzi li cancellano. Le campagne di odio vengono architettate anche con l’aiuto di qualche collega che lavora in strutture marchiate dal tifo».
Totti, De Rossi, la Roma, la Lazio, gli ultras, "Gabbo" Sandri. Argomenti intoccabili, in città. Come il neofascismo, CasaPound (che ha una suo braccio nella curva Sud), le sigle naziste. Era il 6 dicembre di due anni fa quando una spedizione di neri arrivò sotto la sede di Repubblica, con una bandiera di Forza Nuova e dei fumogeni. Avevamo scritto di loro, avevamo raccontato di alcuni traffici poco chiari, avevamo dato conto di indagini giudiziarie che li riguardavano. Erano fatti inoppugnabili. Ma anche allora si sollevò l’alito appestante della minaccia.


Online Tarallo

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Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #1 il: 02 Giu 2019, 07:52 »
Troppo poco. Li avete protetti per lustri su scritte zozzone e nazismi ostentati, adesso vi indignate. Siete più zozzoni de loro, adesso siete in conflitto e io come sempre tifo meteorite.
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #2 il: 02 Giu 2019, 08:03 »
E' interessante notare che quando i tifosi della Lazio fanno i birichini parlano male dei tifosi della Lazio, quando invece sono i tifosi della merda a comportarsi male, l'articolo parla del tifo malato di Roma, includendo non sono i colpevoli ma anche i nostri ...  :) :) :)

Offline fiord

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Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #3 il: 02 Giu 2019, 08:13 »
E' interessante notare che quando i tifosi della Lazio fanno i birichini parlano male dei tifosi della Lazio, quando invece sono i tifosi della merda a comportarsi male, l'articolo parla del tifo malato di Roma, includendo non sono i colpevoli ma anche i nostri ...  :) :) :)

Online Tarallo

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84676
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #4 il: 02 Giu 2019, 08:36 »
Ieri Maida ha scritto "apparse scritte poco simpatiche" riferendosi a "Sporco serbo Roma ti schifa"
Limortaccivostra.
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #5 il: 02 Giu 2019, 09:05 »
E' interessante notare che quando i tifosi della Lazio fanno i birichini parlano male dei tifosi della Lazio, quando invece sono i tifosi della merda a comportarsi male, l'articolo parla del tifo malato di Roma, includendo non sono i colpevoli ma anche i nostri ...  :) :) :)

e' frutto dell'identificazione della societa' con la citta' di cui si devono mantenre convinti ;)
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #6 il: 02 Giu 2019, 09:07 »
Ieri Maida ha scritto "apparse scritte poco simpatiche" riferendosi a "Sporco serbo Roma ti schifa"
Limortaccivostra.

perche' a questa "Austini, Bonini, Mensurati, chi tocca l’As Roma muore!" mancano i manichini e i riferimenti alla luce.

Offline radar

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8770
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #7 il: 02 Giu 2019, 09:10 »
I have a dream, quando i sorci scappano è perchè la barca sta affondando......
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #8 il: 02 Giu 2019, 09:11 »




Offline radar

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8770
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #9 il: 02 Giu 2019, 09:16 »
CasaPound (che ha una suo braccio nella curva Sud)

Questa mi era sfuggita, allora lo sanno che i brutti fascisti non stanno solo dalle nostre parti perchè a me sembra che sinora l'idea che si faceva passare, anche e soprattutto da parte di Repubblica, era che la sud fosse l'Accademia di Svezia mentre la nord il regno dei Morlok

Addio Fabio Tonacci, è stato bello conoscerti....

Online calimero

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4082
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #10 il: 02 Giu 2019, 09:17 »
Qualcuno avvisi la redazione repubblichina che l'acqua calda è già stata scoperta.
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #11 il: 02 Giu 2019, 09:21 »
Questa mi era sfuggita, allora lo sanno che i brutti fascisti non stanno solo dalle nostre parti perchè a me sembra che sinora l'idea che si faceva passare, anche e soprattutto da parte di Repubblica, era che la sud fosse l'Accademia di Svezia mentre la nord il regno dei Morlok

Addio Fabio Tonacci, è stato bello conoscerti....

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Forza Nuova difende chi ha attaccato gli adesivi antisemiti in Curva Sud. E i comunicato è condiviso dall'estremista nero Giuliano Castellino, da sempre supporter romanista. Perché le tifoserie di Roma e Lazio non condividono solo lo stadio, ma anche la connivenza con l'estrema destra
...

reportage in cui si fanno nomi e cognomi, quando si parla di destra in curva sud, ma semplicemente Laziali quando si parla di destra in curva nord.

Offline pan

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1582
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #12 il: 02 Giu 2019, 09:36 »
Argomenti intoccabili, in città. Come il neofascismo, CasaPound (che ha una suo braccio nella curva Sud), le sigle naziste.


argomenti intoccabili. quanta verità in questa frasetta, caro Fabio Tonacci, e manco te ne sei accorto.
su noi Laziali invece gli argomenti sono stati sempre "toccabili", nessuna paura al riguardo.

2019. si svegliano e fanno le inchiesteeh.
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #13 il: 02 Giu 2019, 09:40 »
Ahi ahi  :climb:

Offline genesis

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19455
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #14 il: 02 Giu 2019, 09:41 »
Argomenti intoccabili, in città. Come il neofascismo, CasaPound (che ha una suo braccio nella curva Sud), le sigle naziste.


argomenti intoccabili. quanta verità in questa frasetta, caro Fabio Tonacci, e manco te ne sei accorto.
su noi Laziali invece gli argomenti sono stati sempre "toccabili", nessuna paura al riguardo.

2019. si svegliano e fanno le inchiesteeh.

Offline NEMICOn.1

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Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #15 il: 02 Giu 2019, 09:58 »
È già successo. Riccardo Luna lasciò nel febbraio 2008 la direzione del Romanista, il quotidiano che aveva fondato, perché esasperato dalla rabbia aizzatagli contro dalla solita compagnia di giro: con un’inchiesta giornalistica aveva dimostrato, bilanci alla mano, che l’ex presidente Franco Sensi a veva speso per la Roma esattamente quanto aveva incassato,

Oggettivamente ma come si fa a scrivere una cosa del genere , se all'epoca sia Cragnotti che Sensi speserò una fortuna per vincere e poi si videro i risultati anni dopo con le crisi societarie , solo che da una parte la Lazio fu costretta a vendere tutti , dall'altra parte invece chiusero un occhio .
altro articolo diretto da fumo di Londra ?? :)

Offline NEMICOn.1

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4696
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #16 il: 02 Giu 2019, 09:59 »
Comunque Tonacci , chiunque tu sia , preparati che adesso imbrattano i muri pure per te  :) :)
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #17 il: 02 Giu 2019, 10:36 »
... sta tigre è diventata pericolosa e mi si rivolta contro, e sì che gli ho passato sempre le migliori bistecche ...
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #18 il: 02 Giu 2019, 11:58 »
E' interessante notare che quando i tifosi della Lazio fanno i birichini parlano male dei tifosi della Lazio, quando invece sono i tifosi della merda a comportarsi male, l'articolo parla del tifo malato di Roma, includendo non sono i colpevoli ma anche i nostri ...  :) :) :)

Bravissimo, bravissimo,  bravissimo.

Un altro ciucciacazzi del riomma, l’ottimo Tonacci.
Re:La Repubblica: "Le minacce ai giornalisti nella Roma malata di calcio"
« Risposta #19 il: 02 Giu 2019, 11:59 »
Argomenti intoccabili, in città. Come il neofascismo, CasaPound (che ha una suo braccio nella curva Sud), le sigle naziste.


argomenti intoccabili. quanta verità in questa frasetta, caro Fabio Tonacci, e manco te ne sei accorto.
su noi Laziali invece gli argomenti sono stati sempre "toccabili", nessuna paura al riguardo.

2019. si svegliano e fanno le inchiesteeh.

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