asrmerda in campo (Topic unico)

Aperto da hafssol, 26 Ago 2023, 16:21

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Slasher89

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.773
Registrato
La fidejussione falsa per l'iscrizione al campionato 2003/2004 è stato uno dei più grossi scandali della storia del calcio.

SS-Lazio.1900

*
Lazionetter
* 1.175
Registrato
I Rolex regalati agli arbitri?

biancocelestedentro

*
Lazionetter
* 16.942
Registrato
Citazione di: SS-Lazio.1900 il Ieri alle 13:10I Rolex regalati agli arbitri?
No quelli erano a bilancio...

mr_steed

*
Lazionetter
* 11.453
Registrato
Citazione di: arturo il Ieri alle 08:54Nella capoccia bacata dei bacarozzi ,si. :asrm
de gregori nel docufilm su zoff praticamente glielo ha detto a dino...

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

mariolazio

*
Lazionetter
* 182
Registrato
Citazione di: Laziale abruzzese il Ieri alle 08:51ZOFF, GENTILE, CABRINI, FURINO, BRIO, SCIREA, MAROCCHINO, TARDELLI, ROSSI, PLATINI, BONIEK!
Questi avevano bisogno di rubare?
No e nemmeno Buffon, Cannavaro, Montero, Ibrahimovic, Del Piero, Nedved, Camoranesi, Trezeguet, etc.

Ma lo hanno fatto.

Non confondiamo l'odio sportivo per la Roma con quello per chi ha buttato fango sul calcio in assoluto per decenni.

jp1900

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 8.526
Registrato
Citazione di: Slasher89 il Ieri alle 12:57La fidejussione falsa per l'iscrizione al campionato 2003/2004 è stato uno dei più grossi scandali della storia del calcio.
Per rinfrescare la memoria ai più giovani (riassunto fatto da Gemini). Notare la parte che ho evidenziato in rosso quando vi dicono che loro sono sempre stati puliti. La verità è che l'hanno sempre fatta franca grazie ai loro appoggi, non al fatto che non avessero fatto nulla...

Quello del 2003 è stato uno dei passaggi più drammatici e surreali della storia del calcio italiano recente. È l'estate del cosiddetto "Scandalo delle fideiussioni false" (o "caso fideiussioni"), una vicenda che fece tremare la Roma, il Napoli e diversi altri club, portando il calcio italiano a un passo dal caos istituzionale.
Ecco come andarono le cose, tra colpi di scena, broker misteriosi e salvataggi dell'ultimo minuto.

Il contesto: La crisi del calcio italiano
All'inizio degli anni 2000, il calcio italiano viveva al di sopra dei propri mezzi. Dopo gli anni d'oro delle "Sette Sorelle", i nodi stavano venendo al pettine. Per iscriversi al campionato di Serie A e B 2003/2004, la CoViSoC (l'organo di controllo finanziario della FIGC) impose regole rigidissime: i club dovevano presentare delle fideiussioni bancarie o assicurative a garanzia dei propri debiti e degli stipendi.
La Roma di Franco Sensi, pur avendo vinto lo scudetto solo due anni prima, si trovava in gravi difficoltà di liquidità e doveva garantire una cifra enorme per l'epoca: circa 34 milioni di euro.

Il "pasticcio" della Sbc
Per ottenere la garanzia richiesta, la Roma (così come il Napoli in Serie B e altre squadre minori come SPAL e L'Aquila) si affidò a dei mediatori finanziari. Questi presentarono alla Covisoc delle polizze fideiussorie emesse da una società chiamata Sbc (Società bancaria commerciale) con sede a Roma.
A fine luglio 2003, la bomba esplose:
  • La scoperta: Durante i controlli, ci si rese conto che la Sbc non era un istituto bancario abilitato a rilasciare quel tipo di garanzie ed era già stata segnalata dall'Ufficio Italiano Cambi.
  • Il falso: I documenti presentati erano, a tutti gli effetti, privi di valore legale. Fideiussioni false.
  • Il panico: La Covisoc bocciò l'iscrizione della Roma e del Napoli. Il rischio concreto era l'esclusione immediata dal campionato e il fallimento.

La difesa della Roma: "Siamo vittime"
Il presidente della Roma, Franco Sensi, e la figlia Rosella reagirono immediatamente proclamando la totale buona fede della società. La linea difensiva fu chiara fin da subito: la Roma non voleva truffare nessuno, era stata a sua volta truffata da broker senza scrupoli che avevano intascato i soldi del premio assicurativo (circa un paio di milioni di euro) consegnando in cambio carta straccia.
Le indagini della Procura di Roma diedero poi ragione a questa versione: la Roma era parte lesa in un giro di truffe orchestrato da faccendieri che avevano raggirato i club sfruttando la loro disperata fretta di trovare coperture finanziarie prima della scadenza dei termini.

Il salvataggio in extremis
Il calcio italiano non poteva permettersi di perdere la Roma (e il Napoli) a poche settimane dall'inizio del campionato. Ne sarebbe scaturito un terremoto economico e televisivo devastante.
La FIGC concesse una proroga tecnica di pochi giorni per permettere ai club coinvolti di sostituire le garanzie false con fideiussioni valide.
  • La corsa contro il tempo: Franco Sensi mise sul piatto il proprio patrimonio personale.
  • La risoluzione: Grazie all'intervento di Capitalia (la banca di Cesare Geronzi, storicamente legata alle vicende giallorosse), la Roma riuscì a ottenere in extremis una fideiussione reale e legalmente ineccepibile, versando la cifra richiesta.
  • Il verdetto: Il 6 agosto 2003, il Consiglio Federale della FIGC accolse il ricorso della Roma, decretando la regolare iscrizione al campionato di Serie A.
Le conseguenze
Se dal punto di vista sportivo la Roma si salvò (subendo solo una multa e nessuna penalizzazione in classifica, proprio perché riconosciuta vittima della truffa), lo scandalo lasciò strascichi pesanti:
  • Il Napoli non fu altrettanto fortunato: Riuscì a iscriversi a stento a quella Serie B (che poi divenne a 24 squadre dopo il caso Catania), ma i problemi strutturali rimasero, portando al fallimento della gestione Naldi nell'estate successiva (2004) e alla ripartenza dalla Serie C con Aurelio De Laurentiis.
  • Il processo penale: Negli anni successivi, i broker e i finti intermediari finanziari che avevano orchestrato il giro delle polizze false vennero rinviati a giudizio e condannati per truffa.
  • Il cambio di rotta societario: Quello spavento accelerò il ridimensionamento economico della Roma di Sensi, che negli anni successivi dovette attuare una politica di forte austerity, culminata poi con l'ingresso della banca Unicredit nella gestione del club e la successiva vendita agli americani nel 2011.

mariolazio

*
Lazionetter
* 182
Registrato
Ma le conosciamo bene le nefandezze della Roma e le sue connivenze politiche. Solo che secondo me non raggiungerà mai i livelli mafiosi della Juventus, tutto qui.

Slasher89

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.773
Registrato
Citazione di: jp1900 il Ieri alle 14:10Per rinfrescare la memoria ai più giovani (riassunto fatto da Gemini). Notare la parte che ho evidenziato in rosso quando vi dicono che loro sono sempre stati puliti. La verità è che l'hanno sempre fatta franca grazie ai loro appoggi, non al fatto che non avessero fatto nulla...

Quello del 2003 è stato uno dei passaggi più drammatici e surreali della storia del calcio italiano recente. È l'estate del cosiddetto "Scandalo delle fideiussioni false" (o "caso fideiussioni"), una vicenda che fece tremare la Roma, il Napoli e diversi altri club, portando il calcio italiano a un passo dal caos istituzionale.
Ecco come andarono le cose, tra colpi di scena, broker misteriosi e salvataggi dell'ultimo minuto.

Il contesto: La crisi del calcio italiano
All'inizio degli anni 2000, il calcio italiano viveva al di sopra dei propri mezzi. Dopo gli anni d'oro delle "Sette Sorelle", i nodi stavano venendo al pettine. Per iscriversi al campionato di Serie A e B 2003/2004, la CoViSoC (l'organo di controllo finanziario della FIGC) impose regole rigidissime: i club dovevano presentare delle fideiussioni bancarie o assicurative a garanzia dei propri debiti e degli stipendi.
La Roma di Franco Sensi, pur avendo vinto lo scudetto solo due anni prima, si trovava in gravi difficoltà di liquidità e doveva garantire una cifra enorme per l'epoca: circa 34 milioni di euro.

Il "pasticcio" della Sbc
Per ottenere la garanzia richiesta, la Roma (così come il Napoli in Serie B e altre squadre minori come SPAL e L'Aquila) si affidò a dei mediatori finanziari. Questi presentarono alla Covisoc delle polizze fideiussorie emesse da una società chiamata Sbc (Società bancaria commerciale) con sede a Roma.
A fine luglio 2003, la bomba esplose:
  • La scoperta: Durante i controlli, ci si rese conto che la Sbc non era un istituto bancario abilitato a rilasciare quel tipo di garanzie ed era già stata segnalata dall'Ufficio Italiano Cambi.
  • Il falso: I documenti presentati erano, a tutti gli effetti, privi di valore legale. Fideiussioni false.
  • Il panico: La Covisoc bocciò l'iscrizione della Roma e del Napoli. Il rischio concreto era l'esclusione immediata dal campionato e il fallimento.

La difesa della Roma: "Siamo vittime"
Il presidente della Roma, Franco Sensi, e la figlia Rosella reagirono immediatamente proclamando la totale buona fede della società. La linea difensiva fu chiara fin da subito: la Roma non voleva truffare nessuno, era stata a sua volta truffata da broker senza scrupoli che avevano intascato i soldi del premio assicurativo (circa un paio di milioni di euro) consegnando in cambio carta straccia.
Le indagini della Procura di Roma diedero poi ragione a questa versione: la Roma era parte lesa in un giro di truffe orchestrato da faccendieri che avevano raggirato i club sfruttando la loro disperata fretta di trovare coperture finanziarie prima della scadenza dei termini.

Il salvataggio in extremis
Il calcio italiano non poteva permettersi di perdere la Roma (e il Napoli) a poche settimane dall'inizio del campionato. Ne sarebbe scaturito un terremoto economico e televisivo devastante.
La FIGC concesse una proroga tecnica di pochi giorni per permettere ai club coinvolti di sostituire le garanzie false con fideiussioni valide.
  • La corsa contro il tempo: Franco Sensi mise sul piatto il proprio patrimonio personale.
  • La risoluzione: Grazie all'intervento di Capitalia (la banca di Cesare Geronzi, storicamente legata alle vicende giallorosse), la Roma riuscì a ottenere in extremis una fideiussione reale e legalmente ineccepibile, versando la cifra richiesta.
  • Il verdetto: Il 6 agosto 2003, il Consiglio Federale della FIGC accolse il ricorso della Roma, decretando la regolare iscrizione al campionato di Serie A.
Le conseguenze
Se dal punto di vista sportivo la Roma si salvò (subendo solo una multa e nessuna penalizzazione in classifica, proprio perché riconosciuta vittima della truffa), lo scandalo lasciò strascichi pesanti:
  • Il Napoli non fu altrettanto fortunato: Riuscì a iscriversi a stento a quella Serie B (che poi divenne a 24 squadre dopo il caso Catania), ma i problemi strutturali rimasero, portando al fallimento della gestione Naldi nell'estate successiva (2004) e alla ripartenza dalla Serie C con Aurelio De Laurentiis.
  • Il processo penale: Negli anni successivi, i broker e i finti intermediari finanziari che avevano orchestrato il giro delle polizze false vennero rinviati a giudizio e condannati per truffa.
  • Il cambio di rotta societario: Quello spavento accelerò il ridimensionamento economico della Roma di Sensi, che negli anni successivi dovette attuare una politica di forte austerity, culminata poi con l'ingresso della banca Unicredit nella gestione del club e la successiva vendita agli americani nel 2011.

Gemini la fa semplice, la roma non onorò neanche la fidejussione che gli venne concesso di fare a un giorno dall'inizio del campionato tant'è che l'Ajax li minacciò di riprendersi Chivu se non fossero stati in grado di garantire i pagamenti. 

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

ironman

*
Lazionetter
* 3.163
Registrato
Citazione di: jp1900 il Ieri alle 14:10Per rinfrescare la memoria ai più giovani (riassunto fatto da Gemini). Notare la parte che ho evidenziato in rosso quando vi dicono che loro sono sempre stati puliti. La verità è che l'hanno sempre fatta franca grazie ai loro appoggi, non al fatto che non avessero fatto nulla...

Quello del 2003 è stato uno dei passaggi più drammatici e surreali della storia del calcio italiano recente. È l'estate del cosiddetto "Scandalo delle fideiussioni false" (o "caso fideiussioni"), una vicenda che fece tremare la Roma, il Napoli e diversi altri club, portando il calcio italiano a un passo dal caos istituzionale.
Ecco come andarono le cose, tra colpi di scena, broker misteriosi e salvataggi dell'ultimo minuto.

Il contesto: La crisi del calcio italiano
All'inizio degli anni 2000, il calcio italiano viveva al di sopra dei propri mezzi. Dopo gli anni d'oro delle "Sette Sorelle", i nodi stavano venendo al pettine. Per iscriversi al campionato di Serie A e B 2003/2004, la CoViSoC (l'organo di controllo finanziario della FIGC) impose regole rigidissime: i club dovevano presentare delle fideiussioni bancarie o assicurative a garanzia dei propri debiti e degli stipendi.
La Roma di Franco Sensi, pur avendo vinto lo scudetto solo due anni prima, si trovava in gravi difficoltà di liquidità e doveva garantire una cifra enorme per l'epoca: circa 34 milioni di euro.

Il "pasticcio" della Sbc
Per ottenere la garanzia richiesta, la Roma (così come il Napoli in Serie B e altre squadre minori come SPAL e L'Aquila) si affidò a dei mediatori finanziari. Questi presentarono alla Covisoc delle polizze fideiussorie emesse da una società chiamata Sbc (Società bancaria commerciale) con sede a Roma.
A fine luglio 2003, la bomba esplose:
  • La scoperta: Durante i controlli, ci si rese conto che la Sbc non era un istituto bancario abilitato a rilasciare quel tipo di garanzie ed era già stata segnalata dall'Ufficio Italiano Cambi.
  • Il falso: I documenti presentati erano, a tutti gli effetti, privi di valore legale. Fideiussioni false.
  • Il panico: La Covisoc bocciò l'iscrizione della Roma e del Napoli. Il rischio concreto era l'esclusione immediata dal campionato e il fallimento.

La difesa della Roma: "Siamo vittime"
Il presidente della Roma, Franco Sensi, e la figlia Rosella reagirono immediatamente proclamando la totale buona fede della società. La linea difensiva fu chiara fin da subito: la Roma non voleva truffare nessuno, era stata a sua volta truffata da broker senza scrupoli che avevano intascato i soldi del premio assicurativo (circa un paio di milioni di euro) consegnando in cambio carta straccia.
Le indagini della Procura di Roma diedero poi ragione a questa versione: la Roma era parte lesa in un giro di truffe orchestrato da faccendieri che avevano raggirato i club sfruttando la loro disperata fretta di trovare coperture finanziarie prima della scadenza dei termini.

Il salvataggio in extremis
Il calcio italiano non poteva permettersi di perdere la Roma (e il Napoli) a poche settimane dall'inizio del campionato. Ne sarebbe scaturito un terremoto economico e televisivo devastante.
La FIGC concesse una proroga tecnica di pochi giorni per permettere ai club coinvolti di sostituire le garanzie false con fideiussioni valide.
  • La corsa contro il tempo: Franco Sensi mise sul piatto il proprio patrimonio personale.
  • La risoluzione: Grazie all'intervento di Capitalia (la banca di Cesare Geronzi, storicamente legata alle vicende giallorosse), la Roma riuscì a ottenere in extremis una fideiussione reale e legalmente ineccepibile, versando la cifra richiesta.
  • Il verdetto: Il 6 agosto 2003, il Consiglio Federale della FIGC accolse il ricorso della Roma, decretando la regolare iscrizione al campionato di Serie A.
Le conseguenze
Se dal punto di vista sportivo la Roma si salvò (subendo solo una multa e nessuna penalizzazione in classifica, proprio perché riconosciuta vittima della truffa), lo scandalo lasciò strascichi pesanti:
  • Il Napoli non fu altrettanto fortunato: Riuscì a iscriversi a stento a quella Serie B (che poi divenne a 24 squadre dopo il caso Catania), ma i problemi strutturali rimasero, portando al fallimento della gestione Naldi nell'estate successiva (2004) e alla ripartenza dalla Serie C con Aurelio De Laurentiis.
  • Il processo penale: Negli anni successivi, i broker e i finti intermediari finanziari che avevano orchestrato il giro delle polizze false vennero rinviati a giudizio e condannati per truffa.
  • Il cambio di rotta societario: Quello spavento accelerò il ridimensionamento economico della Roma di Sensi, che negli anni successivi dovette attuare una politica di forte austerity, culminata poi con l'ingresso della banca Unicredit nella gestione del club e la successiva vendita agli americani nel 2011.

Quello che ho scritto prima è partito da lì infatti. Poi è arrivato anche il "condono" Tremonti e il "condono" Unicredit.

arturo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.490
Registrato
Citazione di: mariolazio il Ieri alle 14:16Ma le conosciamo bene le nefandezze della Roma e le sue connivenze politiche. Solo che secondo me non raggiungerà mai i livelli mafiosi della Juventus, tutto qui.
Si ,si stocazzo!
La Juve è stata retrocessa e loro sono andati in CL invece di andare in tribunale a portare i libri.
P.s è opportuno ricordare che nella stagione delle false fidejussioni, i bacarozzi si sono giocati il titolo con il Milan, invece di giocare il derby con l' almas. :asrm

Laziale abruzzese

*
Lazionetter
* 3.864
Registrato
Me sta a salì un veleno a rilegge 'ste cose!
E' giugno, mi volevo disintossicare un attimo, ma certo, a rileggere tutte 'ste zozzerie ti sale una rabbia che levete!!!

Slasher89

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.773
Registrato
Quella delle fideiussioni fu una storia orripilante in cui vennero salvati dando la colpa ai criminali ai quali si rivolsero loro stessi per produrre documenti falsi.

E' come se domani mi costruissi abusivamente un megavillone in riva al mare in Costa Smeralda e poi mandassi bevuti costruttori, assessori, broker bancari e compagnia cantante mentre io sto tranquillo in mutande a prendere il sole nella mia nuova reggia.

Oltretutto, le società che per puro caso vennero salvate perchè dovevano essere salvati loro (fra cui il Napoli) vennero tutte cancellate la stagione dopo.

Loro sono rimasti lì.

Questo per dire che indubbiamente la Juventus ha una storia di ruberie e casi poco chiari lunga decenni ma per la roma si è sempre mosso un carrozzone di politici, portaborse, ministri ed eminenze grigie mai visto.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.
Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.
Discussione precedente - Discussione successiva