Prima romanisti, poi professionisti.

Aperto da Kredskin, 18 Dic 2013, 01:46

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laziAle82

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Citazione di: arturo il 07 Gen 2015, 08:50
Vivono in un mondo parallelo, non c'è altra spiegazione.

:agree:

fabrizio1983

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Citazione di: balivox il 07 Gen 2015, 09:27
Parlano del gol/non gol per evitare di parlare del rigore. Mozione Vaz approvata. Devono schioppà tutti.
si ma porca troia, ma almeno parlatene bene.
CIoè fanno passare quello per gol quando sanno che non lo è, vista la ricostruzione digitale sky.

Mi scuso con te e vaz, i primi so i miei amici :)

Il nostro Giorgione

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 IL TEMPO (A. AUSTINI) –  Ci vuole tanta memoria per ricordare la storia dei presidenti di serie A. Sui «Giochi» di Enrico Preziosi la letteratura è vasta, delle vicende finite nel mirino dei magistrati riguardanti la famiglia Pozzo si è scritto meno. Nel Paese dei distratti e degli smemorati, allora, non deve stupire che i protagonisti del decadente calcio italiano si sentano in diritto di dare lezioni di etica. A Genova, in una partita in cui l'arbitro Mazzoleni e i suoi assistenti hanno individuato tutte le decisioni importanti, è stato il presidente Preziosi ad accostare la Roma a «Mafia Capitale» con una chiara allusione rimangiata il giorno dopo per non incappare nell'ennesimo deferimento. Ieri è arrivato il turno di Gianpaolo Pozzo, che reclama per un gol valido e un rigore dubbio non assegnato all'Udinese.

«Garcia è già da un mesetto – l'accusa – che martella contro gli arbitri e comincia a raccogliere risultati. Non facciamo le cose all'italiana, non facciamo i furbi. Mi ricordo Sensi che voleva il doppio designatore, sempre ad andare a cercare qualche trucco... ». Il suo ex collega defunto non può rispondergli. Ma la storia dei Pozzo è accessibile a tutti. È in corso l'inchiesta avviata dalla Procura di Udine a carico di Franco Soldati, il presidente dell'Udinese visto che quel ruolo il patron Gianpaolo lo ha lasciato nel 1991, a seguito dell'inibizione per 5 anni più penalizzazione di 4 punti della squadra per una telefonata «galeotta» dello stesso Pozzo all'allora presidente laziale Calleri. Secondo i pm il club bianconero sarebbe responsabile di un'evasione fiscale stimata in un paio di milioni di euro l'anno dal 2010 al 2014, con emissione di fatture false a fronte di compravendite di giocatori di calcio fittizie.

È noto che i Pozzo abbiano spostato il loro impero nel paradiso fiscale del Lussemburgo. A seguito di altri problemi col fisco – Gianpaolo e figlio accusati nel 1998 di falso in bilancio e frodi fiscali per circa 60 miliardi di lire, poi tutto risolto con un patteggiamento – è stato costituita in Lussemburgo la finanziaria Gesapar Holding, nuova controllante dell'Udinese con il 98.34% delle azioni. Ora il sospetto della magistratura è che la complessa struttura societaria sia stata messa in piedi per evadere le tasse. Di omessa dichiarazione dei redditi sono chiamati invece a rispondere personalmente Gianpaolo Pozzo e sua moglie Giuliana, entrambi iscritti all'Anagrafe italiani residenti all'estero. Per entrambi, l'ipotesi di reato è quella richiamata all'articolo 5 del Decreto legislativo 74/2000, che punisce chi non presenta la dichiarazione. Vanno poi chiarite le ingenti spese dell'Udinese per la sua attività di «scouting» dei giocatori e la reale attività delle società collegate al club che hanno emesso le fatture sospette.

Va ricordato, inoltre, che nel 2003 il figlio del patron, Gino Pozzo, fu indagato con un altro dipendente per ricettazione e falsificazioni dei passaporti di alcuni calciatori portoghesi: in quel caso è intervenuta la prescrizione. La Roma ha preferito non rispondere ieri alla sfuriata di Gianpaolo. Sabatini si è limitato a sottolineare che «sul gol non ci sono grandissimi dubbi, Emanuelson ha preso il pallone. Ma capisco che dall'altra parte ci può essere qualche dubbio». Immancabile la stoccata di Marotta: «Garcia parla sempre di Juve-Roma ma dimentica che nelle ultime settimane ci sono stati episodi a suo favore». Questo è il calcio italiano.




(07.01.2015 07:20)
IL TEMPO (A. AUSTINI) –  Ci vuole tanta memoria per ricordare la storia dei presidenti di serie A. Sui «Giochi» di Enrico Preziosi la letteratura è vasta, delle vicende finite nel mirino dei magistrati riguardanti la famiglia Pozzo si è scritto meno. Nel Paese dei distratti e degli smemorati, allora, non deve stupire che i protagonisti del decadente calcio italiano si sentano in diritto di dare lezioni di etica. A Genova, in una partita in cui l'arbitro Mazzoleni e i suoi assistenti hanno individuato tutte le decisioni importanti, è stato il presidente Preziosi ad accostare la Roma a «Mafia Capitale» con una chiara allusione rimangiata il giorno dopo per non incappare nell'ennesimo deferimento. Ieri è arrivato il turno di Gianpaolo Pozzo, che reclama per un gol valido e un rigore dubbio non assegnato all'Udinese.

«Garcia è già da un mesetto – l'accusa – che martella contro gli arbitri e comincia a raccogliere risultati. Non facciamo le cose all'italiana, non facciamo i furbi. Mi ricordo Sensi che voleva il doppio designatore, sempre ad andare a cercare qualche trucco... ». Il suo ex collega defunto non può rispondergli. Ma la storia dei Pozzo è accessibile a tutti. È in corso l'inchiesta avviata dalla Procura di Udine a carico di Franco Soldati, il presidente dell'Udinese visto che quel ruolo il patron Gianpaolo lo ha lasciato nel 1991, a seguito dell'inibizione per 5 anni più penalizzazione di 4 punti della squadra per una telefonata «galeotta» dello stesso Pozzo all'allora presidente laziale Calleri. Secondo i pm il club bianconero sarebbe responsabile di un'evasione fiscale stimata in un paio di milioni di euro l'anno dal 2010 al 2014, con emissione di fatture false a fronte di compravendite di giocatori di calcio fittizie.

È noto che i Pozzo abbiano spostato il loro impero nel paradiso fiscale del Lussemburgo. A seguito di altri problemi col fisco – Gianpaolo e figlio accusati nel 1998 di falso in bilancio e frodi fiscali per circa 60 miliardi di lire, poi tutto risolto con un patteggiamento – è stato costituita in Lussemburgo la finanziaria Gesapar Holding, nuova controllante dell'Udinese con il 98.34% delle azioni. Ora il sospetto della magistratura è che la complessa struttura societaria sia stata messa in piedi per evadere le tasse. Di omessa dichiarazione dei redditi sono chiamati invece a rispondere personalmente Gianpaolo Pozzo e sua moglie Giuliana, entrambi iscritti all'Anagrafe italiani residenti all'estero. Per entrambi, l'ipotesi di reato è quella richiamata all'articolo 5 del Decreto legislativo 74/2000, che punisce chi non presenta la dichiarazione. Vanno poi chiarite le ingenti spese dell'Udinese per la sua attività di «scouting» dei giocatori e la reale attività delle società collegate al club che hanno emesso le fatture sospette.

Va ricordato, inoltre, che nel 2003 il figlio del patron, Gino Pozzo, fu indagato con un altro dipendente per ricettazione e falsificazioni dei passaporti di alcuni calciatori portoghesi: in quel caso è intervenuta la prescrizione. La Roma ha preferito non rispondere ieri alla sfuriata di Gianpaolo. Sabatini si è limitato a sottolineare che «sul gol non ci sono grandissimi dubbi, Emanuelson ha preso il pallone. Ma capisco che dall'altra parte ci può essere qualche dubbio». Immancabile la stoccata di Marotta: «Garcia parla sempre di Juve-Roma ma dimentica che nelle ultime settimane ci sono stati episodi a suo favore». Questo è il calcio italiano.



arturo

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A questi la mafia fa una ricca pippa.

C'hanno i dossier sui presidenti de calcio, rendemose conto.

Con un precedente come quello di Viola, che pagò 100 milioni Vautrot per rioma-Dundee, dovrebbero stare muti da qui a l'eternità.

merde mafiose.

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kelly slater

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aho ma sui serivizi sky e ds il rigore di emanuelson manco lo fanno vedè.
oggi al bar mi spizzo il corriere de trigoria e manco na riga sul rigore.
ma de che stamo a parlá?
questi devono vince lo scudetto a tutti i costi quest'anno devono fa il quartiere ecomostro.

Maremma Laziale

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Il rigore di emanuelson, nel giro di nemmeno 24 ore, è stato fatto passare alla storia come una sorta di leggenda metropolitana. La prospettiva invece piegata ai loro ragionamenti da cercopitechi.
Il ribaltamento della realtà per tirargli 'sta volata scudetto.
Hanno da morì gonfi.

poiuytr

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ma ve rendete conto de quanto so potenti questi?
ad ogni presunto torto riescono a scatenare contemporaneamente tutti i maggiori media e addirittura parlamento e governo
quando ricevono un favore idem, addirittura immagini taroccate sui giornali e spariscono le immagini perpendicolari alla linea di porta che dimostrano che la palla non è assolutamente entrata
:asrm

tommasino

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Citazione di: arturo il 07 Gen 2015, 08:50
Vivono in un mondo parallelo, non c'è altra spiegazione.

Direi meglio, vivono in un mondo di mezzo (cit.), sti mafiosidemmerda!

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jp1900

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ROMA - L'"occhio di falco" Guida, arbitro internazionale di Nola, ha visto bene: era gol. Di poco. Due centimetri, ma la palla aveva superato, del tutto (come vuole il regolamento), la linea di porta dell'Udinese. Questo il pensiero del designatore di serie A, Domenico Messina, ex arbitro internazionale, che quest'anno ha preso il posto di Stefano Braschi. Per lui, Guida ha visto quello che ha visto anche la telecamera alta, posizionata a centrocampo: cioè che il pallone era entrato del tutto. E ha convalidato quindi la rete. Sconfessando l'arbitro d'area (additional reeferee) Maresca, che viene dalla serie B, e che, messo sulla linea di fondo, aveva avuto l'impressione che non fosse gol e l'aveva pure fatto notare. Guida, secondo i suoi superiori, è stato bravo perché "ha avuto coraggio", ha dimostrato che un arbitro "deve decidere". L'ultima parola, come noto, spetta a quello centrale. Lo stesso Guida non ha dato il rigore all'Udinese per l'intervento su Kone: assolto anche su questo episodio perché non c'è la certezza che sia stato preso prima il pallone o la gamba e i rigori, sostengono i capi arbitrali, si "danno soltanto nei casi in cui non ci sono dubbi". Resta il sospetto, tutto qui. Ma coi sospetti non si va a tirare dal dischetto. Guida, quindi, è stato scagionato.

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Mafiosi. Direi che ormai è il loro secondo nome, dopo merde.

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Non ci credo neanche se lo vedo uscire direttamente dalla sua penna che un essere con almeno due neuroni in attività, anche intermittente, possa avere scritto che una telecamera posizionata a centrocampo ha visto meglio dell'arbitro posizionato praticamente sulla linea di porta, ditemi che lo ha scritto solo per celia

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La cazzata che se entri da dietro e colpisci prima la palla e poi la gamba non è fallo è da meno?

kurt

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Citazione di: jp1900 il 07 Gen 2015, 22:04
ROMA - L'"occhio di falco" Guida, arbitro internazionale di Nola, ha visto bene: era gol. Di poco. Due centimetri, ma la palla aveva superato, del tutto (come vuole il regolamento), la linea di porta dell'Udinese. Questo il pensiero del designatore di serie A, Domenico Messina, ex arbitro internazionale, che quest'anno ha preso il posto di Stefano Braschi. Per lui, Guida ha visto quello che ha visto anche la telecamera alta, posizionata a centrocampo: cioè che il pallone era entrato del tutto. E ha convalidato quindi la rete. Sconfessando l'arbitro d'area (additional reeferee) Maresca, che viene dalla serie B, e che, messo sulla linea di fondo, aveva avuto l'impressione che non fosse gol e l'aveva pure fatto notare. Guida, secondo i suoi superiori, è stato bravo perché "ha avuto coraggio", ha dimostrato che un arbitro "deve decidere". L'ultima parola, come noto, spetta a quello centrale. Lo stesso Guida non ha dato il rigore all'Udinese per l'intervento su Kone: assolto anche su questo episodio perché non c'è la certezza che sia stato preso prima il pallone o la gamba e i rigori, sostengono i capi arbitrali, si "danno soltanto nei casi in cui non ci sono dubbi". Resta il sospetto, tutto qui. Ma coi sospetti non si va a tirare dal dischetto. Guida, quindi, è stato scagionato.

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Mafiosi. Direi che ormai è il loro secondo nome, dopo merde.
Senza vergogna. Fanno schifo.

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Dusk

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biancocelestedentro

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Citazione di: jp1900 il 07 Gen 2015, 22:25
La cazzata che se entri da dietro e colpisci prima la palla e poi la gamba non è fallo è da meno?

Ma no qui in fondo una mezza verità l'ha pure detta: quello è entrato palla o piede con tanta vigoria che non ci si è capito un cazzo nel groviglio di carne umana che si è formato

kurt

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Citazione di: Dusk il 07 Gen 2015, 22:32
Magari morono gonfi.
La morte non si augura a nessuno (in questo momento poi manco pe' scherzo) ma passare buona parte della propria vita sulla tazza del cesso col cagotto a spruzzo sì!

Dusk

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Citazione di: kurt il 07 Gen 2015, 22:35
La morte non si augura a nessuno (in questo momento poi manco pe' scherzo) ma passare buona parte della propria vita sulla tazza del cesso col cagotto a spruzzo sì!


Eddaje. :lol:

MadBob79

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Citazione di: jp1900 il 07 Gen 2015, 22:04
ROMA - L'"occhio di falco" Guida, arbitro internazionale di Nola, ha visto bene: era gol. Di poco. Due centimetri, ma la palla aveva superato, del tutto (come vuole il regolamento), la linea di porta dell'Udinese. Questo il pensiero del designatore di serie A, Domenico Messina, ex arbitro internazionale, che quest'anno ha preso il posto di Stefano Braschi. Per lui, Guida ha visto quello che ha visto anche la telecamera alta, posizionata a centrocampo: cioè che il pallone era entrato del tutto. E ha convalidato quindi la rete. Sconfessando l'arbitro d'area (additional reeferee) Maresca, che viene dalla serie B, e che, messo sulla linea di fondo, aveva avuto l'impressione che non fosse gol e l'aveva pure fatto notare. Guida, secondo i suoi superiori, è stato bravo perché "ha avuto coraggio", ha dimostrato che un arbitro "deve decidere". L'ultima parola, come noto, spetta a quello centrale. Lo stesso Guida non ha dato il rigore all'Udinese per l'intervento su Kone: assolto anche su questo episodio perché non c'è la certezza che sia stato preso prima il pallone o la gamba e i rigori, sostengono i capi arbitrali, si "danno soltanto nei casi in cui non ci sono dubbi". Resta il sospetto, tutto qui. Ma coi sospetti non si va a tirare dal dischetto. Guida, quindi, è stato scagionato.

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ma te deve venì la piorrea...lasciando da parte la caxxata che se prima tocchi il pallone non è fallo, ma dove caxxo la tocca la palla Emanuelson? Lo vede pure mi nonna co la cataratta: Emanuelson entra da dietro sulla tibia e la palla viene spostata da Kone, ormai in caduta, con la punta del piede destro: rigore ed espulsione in tutte le democrazie occidentali.

L'anima de li mejo mortacci vostra.

GiPoda

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Io non sono incaxxato, ma umiliato come cittadino da questo giornalismo ottuso e tutto questo nel giorno della tragedia della morte dei coraggiosi ( perché ci vuole molto coraggio per sfidare certi esaltati) giornalisti francesi.
Mio Dio che pena il giornalismo italiano.

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Lativm88

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sharp

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forse così ci possono arrivare anche loro, malafede a parte,
che poi il problema di chi posta fermo immagini da centrocampo, e dei commentatori che da li traggono le conclusioni, è solo quello, capisco che geometria e prospettiva siano due cose complicate , ma almeno una volta in presenza di certe immagini uno dovrebbe cercare di ragionare.


   http://youtu.be/75aaB9d4n5Q 

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