Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore

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Offline Omar65

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Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5380 il: 10 Ott 2020, 11:28 »


L'obiettivo di Dan è quello di provare a giocarsela per il quarto posto. Fallire l'obiettivo significherebbe aver buttato altri soldi e altro tempo.

Boh, e avrebbe investito tutti quei soldi per questo, per un quarto posto che gli consentirebbe di stare a galla, ma niente di più?

Secondo me c'è dell'altro, e quest'altro non può essere che lo stadio.

Che secondo me non sarà a tdv e lo costruirà Caltagirone.
Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5381 il: 10 Ott 2020, 15:17 »
Boh, e avrebbe investito tutti quei soldi per questo, per un quarto posto che gli consentirebbe di stare a galla, ma niente di più?

Secondo me c'è dell'altro, e quest'altro non può essere che lo stadio.

Che secondo me non sarà a tdv e lo costruirà Caltagirone.

Forse intendeva l'obiettivo di quest'anno sportivo

Offline Omar65

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Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5382 il: 10 Ott 2020, 15:50 »
Forse intendeva l'obiettivo di quest'anno sportivo

Sì, probabilmente l'ottimo Least intendeva questo.

Io ragionavo su un piano più generale, perché veramente Fricchi da come si sta presentando scemo non sembra.

E l'unica spiegazione che mi do è che abbia ricevuto forti garanzie sullo stadio.
Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5383 il: 10 Ott 2020, 18:40 »
Sì, probabilmente l'ottimo Least intendeva questo.

Io ragionavo su un piano più generale, perché veramente Fricchi da come si sta presentando scemo non sembra.

E l'unica spiegazione che mi do è che abbia ricevuto forti garanzie sullo stadio.

Lui lavora nel settore turistico quindi Roma (città) può essere un affare ovviamente senza un progetto stadio non avrebbe mai acquistato la squadra.

Secondo me il riomma è il mezzo per avere introiti con il suo vero business ovviamente il riomma deve vivere (in futuro) di vita propria non certo essere un pozzo senza fondo pallotta-style
Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5384 il: 17 Ott 2020, 14:25 »
Un romanista, Padoan, al comando di UNICREDIT.

Perdete ogni speranza.

Offline ronefor

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Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5385 il: 17 Ott 2020, 14:32 »
Sicuramente la "scelta" (ma fino a che punto tenere Dzeko è stata una scelta?) di non tagliare drasticamente il monte ingaggi gli si potrebbe ritorcere contro, come sottolineato anche da altri nelle pagine precedenti.

L'obiettivo di Dan è quello di provare a giocarsela per il quarto posto. Fallire l'obiettivo significherebbe aver buttato altri soldi e altro tempo.
Quarto posto ?
E che ci vuole
Con lo squadrone che hanno superare Lazio Napoli e Milan sarà un gioco da ragazzi

Offline GiPoda

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Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5386 il: 17 Ott 2020, 15:50 »
Un romanista, Padoan, al comando di UNICREDIT.

Perdete ogni speranza.
Incredibile.
Mi sento di condividere l articolo del Fatto, a firma di V. Imperatore, soprattutto sulla parte in grassetto.
Banche che si piegano ai desiderata "degli amici degli amici" (tipo la transazione Unicredit/Sensi) oppure svolgono ruoli attivi come quello effettuato "benedicendo", diciamo così, la scellerata idea del comune di Roma di far fare a Parnasi l Operazione TdV per consentire alla stessa di rientrare dei crediti vantati presso il palazzinaro; tanto se poi qualcosa va storto c è sempre il modo di presentare il conto a chi ci lavora.




"Io lo avevo detto. Sì è vero, è la frase più stupida per eccellenza. Autoreferenziale ed inutile, soprattutto se ricopri un ruolo di responsabilità sociale. Tu l’avevi detto, e quindi? Dopo averlo detto, che cosa hai fatto? Cosa è successo? Perché la differenza tra determinare il risultato e subire il potere sta tutta qui: cosa faccio dopo che l’ho detto e non è successo nulla? Allora non posso fare altro che ridirlo, riscriverlo, invitare a rileggere le analisi precedenti sperando che voci più influenti ed autorevoli, quelli del “commento del giorno dopo”, raggiungano lo scopo.


Perché questa, sebbene un pizzico di orgoglio sia inevitabile, non è una Olimpiade tra chi lo ha detto prima. Uno sport individualista ed egocentrico. Qui si tratta di giocare di squadra nello sport della cittadinanza attiva.

E allora da qualche giorno tutti commentano la nomina di Pier Carlo Padoan come presidente di Unicredit quale “strumento” utilizzato dall’amministratore delegato di Unicredit Jean Pierre Mustier, per la fusione a costo zero con Monte dei Paschi di Siena, la successiva creazione di una subholding che controlli solo la mega-banca italiana ed infine per la vendita ad un gruppo francese.


Io lo avevo detto (ottobre 2019) che l’ipotesi di incorporazione di Mps avrebbe potuto avere un obiettivo a breve termine (tale è la visione strategica prevalente del sistema bancario degli ultimi anni): portare nelle casse di Unicredit 3,6 miliardi di Dta (Deferred tax asset), in sostanza svalutazioni su crediti che si trasformano in sconti fiscali, in pancia a Siena.


Io lo avevo detto (luglio 2019) che la drastica cura dimagrante di personale (il piano Team23 prevede il taglio di 8mila dipendenti di cui 6mila circa in Italia), filiali e npl (crediti malati) applicata da Mustier aveva e ha l’obiettivo, questo sì più a lungo termine, di snellire il ramo italiano del gruppo Unicredit per la cessione ad un buon prezzo ad una banca straniera.

Io lo avevo detto (dicembre 2019) che l’operazione risanamento di Mustier passava anche per la decisione di remunerare gli azionisti nel periodo 2020-2023 con ben 16 miliardi di euro. Una vera e propria operazione di captatio benevolentiae nei confronti degli azionisti italiani che dovranno poi chiudere un occhio (e forse anche qualche altra zona del corpo) al momento della cessione allo straniero, probabilmente di lingua francese.
Unicredit: sì, capisco Mustier (tranquilli, non sono impazzito)
Ma soprattutto io lo avevo detto (maggio 2018) che occorreva approfondire i rischi derivanti dalla relazione incestuosa e pericolosa tra banche private e Stato. Un rapporto che comportava come risultato finale uno scambio continuo tra manager e politici nelle posizioni di vertice degli istituti di credito e nei ministeri o aziende di Stato.


Alessandro Profumo, Passera, Nicastro, Monti, Enrico Letta, Siniscalco, Grilli, Padoan: “Quelli di poppa vanno a prua e quelli di prua vanno a poppa. Basta fare ammuina (confusione)”, una espressione attribuita all’editto di “Francischiello”, ossia di Francesco II di Borbone, ultimo sovrano del Mezzogiorno, uno dei tanti aneddoti denigratori sulle forze armate borboniche (nel loro insieme spregiativamente definite ‘esercito di Franceschiello’) confezionati a fine propagandistico dai Savoia per screditare il Regno delle Due Sicilie e la dinastia dei Borbone.

Una sorta di “gioco dell’oca” in cui manager e politici giudicati inefficienti, dannosi, anziani, superati e rimossi (o sostituiti) dai loro incarichi operativi vanno poi a dirigere banche e/o ministeri che sono usciti da un precedente fallimento e che continuano a essere inefficienti. Ecco il punto: oggi si parla solo della probabilità di perdere un altro pezzo del nostro patrimonio economico a vantaggio dei francesi.

Nessuno (quasi) affronta la questione più pericolosa: la salvaguardia, in caso di cessione di Unicredit Italia, del posto di lavoro dei tanti bancari che si ritroveranno nei prossimi anni a vivere ciò che negli anni Ottanta del secolo scorso hanno vissuto i dipendenti nel settore della metallurgia.

Questo è il tema fondamentale, necessario, determinante per il futuro del sistema bancario che dovrebbe essere affrontato nella Commissione bicamerale di inchiesta presieduta da Carla Ruocco (M5s) che dovrebbe assicurare, sin da ora, le giuste garanzie in vista di scenari futuri che, spero, non saranno poi commentati da “quelli del giorno dopo” solo come fatto di cronaca.

Ah dimenticavo, io lo avevo detto (giugno 2020) che, cosi come composta ed opera, la commissione è assolutamente inutile."

Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5387 il: 17 Ott 2020, 21:41 »
OT

I bancari di oggi e i metalmeccanici degli anni 80 ?

Si quelli della marcia dei 40K .

A LORO NON SAREBBE MAI CAPITATO .

Li hanno fregati .

A me di Padoan Romanista frega un catso .

A me interessa la provenienza e la collocazione politica di Padoan .

E mi viene il vomito .

EOT



Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5388 il: 20 Ott 2020, 17:49 »
Ieri, a dieci giorni dalla chiusura dei temini per l'adesione all'opa della cloaca, Fienga è intervenuto e grazie all'ANSA (agenzia sempre pronta a dare una mano quando serve) ha lanciato un appello agli azionisti di minoranza.

Fienga ha chiesto a questi ultimi di favorire il delisting aderendo all'opa e cedendo quindi a Friedkin tutte le loro azioni al prezzo di 0,1165 centesimi, per il bene della cloaca. :pp Evidentemente l'opa non sta procedendo secondo i piani. :S In effetti, al 14 ottobre (ultimo dato disponibile), erano state consegnate appena 65mila azioni su un totale di circa 84 milioni soggette all'opa.

Dopo l'ok all'opa da parte della Consob, a inizio ottobre, il prezzo del titolo cloaca è calato molto, ma ancora ieri esso si attestava a circa 0,17 centesimi, ben al di sopra del prezzo offerto da Dan tramite l'opa. Quindi, va bene che il tifoso della cloaca è fesso e tentar non nuoce  8), ma perchè qualcuno dovrebbe cedere un'azione a 0,1165 a Dan se può venderla a 0,1734 (prezzo odierno) al mercato?

Oltre alla scorrettezza della comunicazione nei confronti dei piccoli azionisti (con la Consob che dorme di nuovo), la dichiarazione di Fienga (che ho incollato sotto) è grottesca sotto diversi punti di vista.

Fienga, e soprattutto Dan, mostrano di avere la faccia come il c**o: non paghi di aver randellato a sangue i piccoli azionisti - le cui azioni hanno già perso circa i 2/3 del valore rispetto ad agosto (motivo per cui moltissimi di loro sono incacchiati neri) - ora gli chiedono pubblicamente di bruciare un ulteriore 30-40% di ciò che gli rimane, per il sommo bene della cloaca. :pp

E dire che sarebbe bastato lanciare l'opa ad un prezzo adeguato invece di optare per queste figure barbine: Dan Friedkin, the tycoon who begs for money. :pp Comunque, figura barbina a parte, le parole di Fienga oggi non hanno scalfito il titolo, il cui prezzo resta ancora nettamente al di sopra di quello offerto da Dan "the beggar" Friedkin.

Citazione
ANSA - Guido Fienga, amministratore delegato della Roma, ha rilasciato un'intervista all'agenzia di informazione in cui ha parlato dei benefici sportivi che il club giallorosso avrebbe in caso di uscita dalla Borsa, tramite 'delisting'. Queste le parole del Ceo giallorosso: "L’adesione degli azionisti della Società all’offerta pubblica di acquisto obbligatoria, lanciata da Romulus and Remus Investments LLC, aiuterebbe il Club a compiere progressi nel proprio piano di sviluppo. La Romulus and Remus Investments LLC,società controllata al 100% da Dan Friedkin, avendo acquisito il 17 agosto scorso la quota di maggioranza dell’87% circa dell’AS Roma, precedentemente detenuta da AS Roma SPV LLC, ha lanciato un’opa obbligatoria sulle rimanenti azioni del Club. L’opa è promossa a un corrispettivo per azione pari a 0,1165 che è lo stesso di quello pagato da Romulus and Remus Investments LLC per l’acquisizione della quota di maggioranza dell’87% circa ed è finalizzata all’acquisizione dell’intero capitale sociale dell’AS Roma e a delistare le azioni del Club qualora la soglia del 90% e/o del 95% del capitale venisse superata per effetto dell’OPA medesima”. Fienga poi prosegue: "Credo che se i nostri azionisti di minoranza accettassero l’offerta consentirebbero alla nuova proprietà di far progredire l’AS Roma nel programma di potenziamento del Club e, di conseguenza, di investire più risorse nella Società stessa e nel rafforzamento della squadra. Il nostro azionista di maggioranza prevede di continuare a investire nella Società e di proseguire con l’aumento del capitale, essenziale per supportare il Club dentro e fuori dal campo. In sostanza il Club godrà di molti vantaggi dal buon esito dell’opa dal possibile delisting che da esso deriverebbe. La Società sarà infatti in grado di operare in modo più flessibile e agile quando si tratterà di prendere decisioni a livello manageriale e di muoversi più rapidamente, semplificando le complessità legate allo status di società quotata. Vogliamo tutti la stessa cosa per l’AS Roma: con l’aiuto del nostro azionista di maggioranza stabilizzeremo la situazione economico-finanziaria al fine di avere sempre una squadra sostenibile e competitiva sia in Italia sia in Europa. Una conclusione positiva di questo processo d’OPA potrebbe aiutare il Club a fare progressi nel miglior modo possibile“.

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Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5389 il: 20 Ott 2020, 20:57 »
L'assioma è piccoli azionisti = tifosideamaggica

Magari per la maggior parte sarà pure così ma mi sembra assurdo rilasciare una dichiarazione così esplicita.


 :asrm
Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5390 il: 21 Ott 2020, 00:03 »
L'assioma è piccoli azionisti = tifosideamaggica

Magari per la maggior parte sarà pure così ma mi sembra assurdo rilasciare una dichiarazione così esplicita.


D'accordissimo con te, dichiarazione assurda. Evidentemente con questa Consob possono fare i loro comodi.

Riguardo all'assunto di Fienga, secondo me i piccoli azionisti oggi sono in minima parte tifosi della cloaca, a riprova di quanto grottesche siano state quelle sue affermazioni.

Credo che il titolo sia in mano soprattutto a piccoli speculatori, molti dei quali hanno agito vendendo allo scoperto per spingere al ribasso il titolo la scorsa settimana, spaventando i "tifosi" e inducendoli a vendere (a loro, non a Dan). E questi non aderiranno all'opa sicuramente, volendo spuntare un prezzo più alto di 0,1165.

Molto probabilmente i tifosi della cloaca che hanno ancora il titolo, a cui Guido "the fox" Fienga si rivolge, l'hanno acquistato a prezzi superiori a 0,40 e ora sono incacchiati neri con Dan per aver offerto un prezzo così basso e averli inchiappettati. Per questo motivo, neanche loro in gran parte aderiranno all'opa.

Le dichiarazioni di Fienga finora sono valse solo una brutta figura al tycoon Dan "the beggar" Friedkin :pp. In base alle informazioni aggiornate questa sera, oggi sono state consegnate 27mila azioni, un dato in linea con i giorni passati. Nel complesso sono state consegnate finora 137.635 azioni, pari allo 0,163% di quelle soggette all'opa. Per arrivare al delisting a Dan servirebbero, a occhio e croce, 21 milioni di azioni consegnate. :S

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Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5391 il: 21 Ott 2020, 00:12 »
Least, ti voglio bene e ti leggo con grandissima attenzione ma stasera so' imbriaco di Lazio....

 :D

Però sull'assunto  una considerazione la faccio


Riguardo all'assunto di Fienga, secondo me i piccoli azionisti oggi sono in minima parte tifosi della cloaca, a riprova di quanto grottesche siano state quelle sue affermazioni.


Io non intendevo affermare che tutti o quasi i piccoli azioni fossero tifosi dellamagica.

Io dicevo che Fienga nel suo panegirico li tratta come tali.

Nel senso che gli chiede sacrifici senza garantire loro "unabeataminchia".

Che me ne frega che una società prosperi se io non ne sono proprietario?





Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5392 il: 21 Ott 2020, 00:18 »
Least, ti voglio bene e ti leggo con grandissima attenzione ma stasera so' imbriaco di Lazio....

 :D

Però sull'assunto  una considerazione la faccio

Io non intendevo affermare che tutti o quasi i piccoli azioni fossero tifosi dellamagica.

Io dicevo che Fienga nel suo panegirico li tratta come tali.

Nel senso che gli chiede sacrifici senza garantire loro "unabeataminchia".

Che me ne frega che una società prosperi se io non ne sono proprietario?

 :=)) Ricambio l'affetto e la stima

Avevo capito che intendessi quello, volevo rafforzare il concetto  8)

Tornerò a parlare delle azioni della cloaca mercoledì prossimo prima di Club Brugge vs Lazio  :pp

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Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5393 il: 21 Ott 2020, 00:24 »
:=)) Ricambio l'affetto e la stima

Anche io
 :D


Avevo capito che intendessi quello, volevo rafforzare il concetto  8)


Sorry, Prof: dovrò leggerla più attentamente.

Meglio se da sobrio

 :)


Tornerò a parlare delle azioni della cloaca mercoledì prossimo prima di Club Brugge vs Lazio  :pp

Non vedo l'ora
 8)

Offline Precisione

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Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5394 il: 22 Ott 2020, 18:28 »
AS Roma: adesioni all'Opa

Borsa Italiana SpA, in merito all'Opa promossa da Romulus and Remus Investments LLC su 84.413.785 azioni ordinarie AS Roma, comunica che in data odierna sono state consegnate: 50.112 azioni ordinarie. Dall'inizio dell'operazione (9 ott) sono state consegnate: 264.116 azioni ord. pari allo 0,313% dei titoli in oggetto. Le azioni ordinarie AS Roma acquistate sul mercato nei giorni 28 ottobre e 29 ottobre non potranno essere apportate in adesione all'offerta. L'operazione, al prezzo di 0,1165 euro per azione, si concludera' il 29 ottobre.
Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5395 il: 22 Ott 2020, 18:42 »
Non le consegnano perchè ce se so' puliti il culo già da mo.

Online Tarallo

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Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5396 il: 22 Ott 2020, 18:51 »
Magari morono

Offline Parken

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Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5397 il: 22 Ott 2020, 18:55 »
penny stock
Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5398 il: 30 Ott 2020, 23:41 »
Negli ultimi giorni sono usciti diversi comunicati da parte della cloaca. L'aspetto più interessante riguarda l'incremento dell'aumento di capitale di 150 milioni deliberato a ottobre 2019. L'altra novità riguarda il braccio di ferro con i piccoli azionisti relativo all'opa finalizzata all'uscita dalla borsa.

Che l'aumento di capitale di 150 milioni deliberato a ottobre 2019 non fosse sufficiente a tenerli a galla l'avevamo detto e ridetto. L'aspetto su cui insisteva il dubbio era la portata della nuova immissione di capitale da parte di Dan. Ora è ufficiale che Dan immetterà altri 60 milioni di euro, portando l'aumento di capitale da 150 a 210 milioni di euro, da completare entro il 2021.

Sinceramente da un tycoon del calibro di Bezos Mansour Dan mi aspettavo più generosità. Una dimostrazione di forza. :pp E invece il tycoon di Houston sborserà il minimo sindacale per tenerli a galla, 60 milioni. :S Si tratta di una cifra che va poco oltre lo stretto necessario per riportare in territorio positivo il patrimonio netto separato della cloaca (evitando così la liquidazione della stessa ai sensi dell'art 2447 del c.c.).

Lo stesso Jim, che pure non navigava nell'oro, sotto i 100 milioni di aumento di capitale non era mai sceso in tutti questi anni... è una questione di stile! :pp Comunque, già alla prossima semestrale sarà tempo per Dan di rimettere le mani nel portafogli. Evidentemente non s'era fatto benissimo i conti... oppure aveva ragione Jim quando affermava di dubitare delle disponibilità finanziarie di Dan. :S

Parentesi statistica. Da quando la cloaca è diventata una squadra di soccer :pp, il buco nero di trigoria ha risucchiato oltre 400 milioni solo se consideriamo gli aumenti di capitale necessari a ripianare le perdite. :s

Un altro aspetto, ancora più rilevante, da considerare è che l'ulteriore aumento di capitale di 60 milioni da parte di Dan si scontra con un fabbisogno finanziario previsto di circa 140 milioni per il prossimo esercizio. Per tirare avanti la carretta mancano quindi all'appello circa 80 milioni, che Dan dovrà racimolare cercando altri soci, o altri finanziatori. Insomma, la tensione finanziaria continua ad accompagnarli.

Neanche dal versante dell'opa finalizzata al delisting arrivano buone notizie per Dan. Nonostante gli appelli accorati diffusi tramite i media amici da Fienga, i piccoli azionisti hanno aderito finora solo in minima parte. Sono state infatti consegnate fino a oggi circa un milione di azioni, a fronte dei circa 22 milioni necessari per il successo dell'opa.

Qui non c'è da stupirsi, visto che gran parte dei piccoli azionisti hanno comprato il titolo (l'unico visto negli ultimi 12 anni  :pp) della cloaca a prezzi pari a 4-5 volte quelli offerti da Dan. Aspetto questo che ha generato molta rabbia tra i piccoli azionisti.

L'opa si concluderà il prossimo 6 novembre (la scadenza iniziale era il 29 ottobre ma la Consob ha concesso una proroga). Anche se questo trend di adesioni dovesse confermarsi, sancendo il fallimento dell'opa, l'obiettivo di Dan del delisting potrebbe essere comunque raggiunto entro la fine del 2021, quando i piccoli azionisti saranno costretti a sottoscrivere la loro quota di aumento di capitale per mantenere il flottante al di sopra del 10% (soglia sotto la quale scatterebbe il delisting).
Re:Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore
« Risposta #5399 il: 31 Ott 2020, 08:01 »
L’USCITA DALLA BORSA - STRADA TRACCIATA

Il 6 novembre scade l’Opa: poi sarà delisting (Corriere dello Sport, 31 Ottobre 2020)

 
di Jacopo Aliprandi
ROMA
 
Manca meno di una settimana al periodo di adesione all’Opa lanciata dalla Romulus and Remus Investments LLC (la società dei Friedkin) dopo l’acquisto della Roma. I proprietari sono vicini al delisting, che conseguirà l’uscita del titolo del club giallorosso dalla Borsa. Anche ieri sono arrivati segnali incoraggianti sull’adesione all’offerta lanciata dai Friedkin che detengono l’86,577% della società: venerdì 30 ottobre (-0,97% a 0,1430 per azione) sono state presentate 99.100 richieste di adesioni, per un totale di 956.643 adesioni, pari all’1,13% dell’offerta. Il periodo di adesione dell’Offerta terminerà alle 17.30 (ora italiana) del 6 novembre 2020 (salvo ulteriore proroga in conformità alla normativa applicabile), le azioni ordinarie acquistate sul mercato il 5 e 6 novembre non potranno essere apportate in adesione all’offerta. Una volta effettuato il delisting il passo successivo sarà l’aumento di capitale (con proposta di alzarlo fino a 210 milioni con scadenza il 31 dicembre 2021), altro passaggio necessario per dare alla Roma ancora più liquidità e certezze dal punto di vista finanziario.
 

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