Eravamo rimasti ai 204 milioni di euro di perdite accumulate nell'esercizio 2019-20 (perdita più marcata di tutta la Serie A). La nuova stagione conferma la voracità del buco nero di trigoria, che nel primo semestre dell'esercizio 2020-21 segna una perdita consolidata di 74 milioni di euro.

Quasi 280 milioni di euro di perdite accumulate in un anno e mezzo

. Di fronte a un disastro del genere, a partire da agosto Friedkin ha dovuto aprire il portafogli e ha iniettato circa 150 milioni di euro per ricapitalizzare la cloaca. Circa 40 milioni in più di quello che aveva previsto.
Ad oggi, la riserva c/o aumento di capitale conta 243 milioni di euro (ai circa 150 versati da Dan vanno aggiunti i circa 90 già iniettati da Jim in passato), un valore già superiore all'intero ammontare dell'aumento di capitale deliberato di 210 milioni di euro.
243 milioni di euro iniettati in pochi mesi. E
tutti già, ahimè, bruciati.
Partiamo dal patrimonio netto separato della cloaca. Dopo 243 milioni di ricapitalizzazione, accanto alla voce "patrimonio netto" uno si aspetterebbe di leggere
un bel numerello 
. E invece a leggere dalla nota pubblicata la scorsa settimana si resta delusi. Tre miseri milioni di euro. E' questo oggi l'ammontare del patrimonio netto separato della cloaca (quello della Lazio è di 100 mln, per fare un esempio).
Certo, voi direte, l'importante è che il patrimonio netto sia tornato positivo e la cloaca sia uscita dalla fattispecie disciplinata dall'art 2447 del c.c.. Verissimo. Questo è proprio quello che ha pensato Dan, che nell'ultimo salasso dell'anno scorso, quello di dicembre (40 mln di euro versati) si è preoccupato di iniettare "quanto basta". Mi ricorda qualcuno, che pure per un certo periodo s'era messo a ricapitalizzare col contagocce

La cloaca resta quindi
ampiamente sottocapitalizzata. A giugno il suo patrimonio netto separato sarà nel migliore dei casi di nuovo negativo (per 70 milioni di euro) e sarà tempo per Dan di scegliere ancora. Ricapitalizzare subito, di nuovo

, oppure provare a fare utili negli esercizi successivi in modo da evitare (o ridurre) l'ammontare dei nuovi salassi. Vedremo.
La dimensione del
buco nero di Trigoria si estende se consideriamo che nonostante i 150 milioni iniettati da Dan in pochi mesi i debiti finanziari siano rimasti invariati, così come siano rimaste invariate sia le attività finanziarie non correnti che la liquidità. In buona sostanza, i versamenti per l'aumento di capitale sono serviti a pagare stipendi, oneri finanziari e debiti commerciali (non tutti, visto che dalle parti di trigoria si registrano stabilmente più di 20 milioni di debiti commerciali scaduti).
Due parole pure sulla questione dell'indebitamento. I debiti finanziari della cloaca sono pari a 295 milioni di euro, un valore sostanzialmente invariato da diversi mesi. Negli ultimi tempi si sono creati due forme di confusione. Una che portava a ingigantire questo dato, l'altra a ridurlo.
Nel primo caso, come detto più volte qui, la confusione era dettata dai finanziamenti soci, formalmente "debiti" ma sostanzialmente "capitale". A ottobre e novembre non aveva senso parlare di oltre 400 milioni di debiti, poichè quel dato includeva i circa 114 milioni di euro di finanziamento soci poi confluiti nella riserva c/o aumento di capitale.
Nel secondo caso, la confusione è nata dal concetto di debito finanziario netto adjusted, che considera i debiti finanziari al netto delle attività non correnti e della liquidità. A dicembre, dopo i 40 mln di liquidità iniettati da Friedkin, l'indebitamento netto adjusted era sceso sotto i 250 milioni. Ciò è bastato (complice anche qualche titolone sui sitarelli) a illudere qualche beota su twitter (con un paio di essi purtroppo mi sono trovato a dover perdere tempo pure io, ma non accadrà di nuovo). Ma la liquidità a trigoria si sa dura poco. E così a gennaio l'indebitamento adjusted era risalito a circa 270 milioni.