Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore

Aperto da Redazione Lazio.net, 22 Mag 2018, 07:12

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 03 Nov 2020, 09:11
Al limite del rilievo penale. Boh, queste uscite "alla Fienga" non dovrebbero essere tollerate.
Si sollecitare gli investitori è un tema molto delicato ed attenzionato dalla Consob.
Qui parliamo di investitori retail quelli teoricamente maggiormente tutelati

mazzok

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spero fosse riportata la dicitura "inserto a pagamento"

ordnung und disziplin

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Citazione di: arturo il 03 Nov 2020, 09:20
praticamente gli dicono :" Dai per favore , aiutate la  :asrm ! "
poi li minacciano con un possibile aumento di capitale... :lol:

Coraggio, fatti ammazzare!

gtc.giorgio

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L'adesione all'OPA degli stercoari continua a non dare i frutti sperati.

https://www.teleborsa.it/News/2020/11/04/opa-as-roma-adesioni-al-4-11-2020-137.html#.X6PiAVVKiUk

"(Teleborsa) - Nell'ambito dell'Offerta Pubblica di Acquisto obbligatoria (OPA) totalitaria promossa da Romulus and Remus Investments sulle azioni AS Roma risulta che oggi, 4 novembre 2020, sono state presentate 51.412 richieste di adesioni.

Pertanto dall'inizio dell'offerta sono state presentate complessivamente 1.089.587 adesioni, pari all'1,29% dell'offerta.

L'offerta terminerà il 6 novembre 2020, come prorogato.

Borsa Italiana ricorda che le azioni ordinarie AS Roma acquistate sul mercato nei giorni 5 e 6 novembre 2020 non potranno essere apportate in adesione all'offerta."

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sharp

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ma come er grande bobolo daa riommaaa nun vòle sacrifica' sull'altare della magggica un
bel gruzzoletto ??? ma come ??? i mejo tifosi der monno ???

Brixton

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Si, figurati. La maggior parte di loro gira con la maglia tarocca e la sciarpa presa alla bancarella. Mijoni e mijoni di tifosi e poi allo stadio hanno una media presenze che è su per giù la nostra. Pure il canale sky è in chiaro. La grande maggioranza di loro l'unica spesa che fa per la loro squadra è un paio di ciavatte da regalare a Natale pensando che faccia chic o una tuta da usare al centro commerciale la domenica e da usare fino a che non si consuma con i buchi sui gomiti.

sharp

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me stai a di' che so' tutti 'na manica de purciari co' le tasche a coccinella ... no dai i tifosi più tifosi der monno


(e però bisogna dire che, anche se loro sono il peggio dell'essere tifoso,
mr Dan sta veramente facendo una porcata di livello altissimo)

klacco

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 03 Nov 2020, 08:07

......
Qualche numero rende meglio la prospettiva per i tifosi che potrebbero considerare l'opportunità di vendere le azioni a Friedkin, pur rimettendoci parte dell'investimento: sarebbe un ennesimo gesto di fiducia verso il club.
....
Ma fiducia de che? Datemi le azioni a du' lire che quando ridiventiamo ricchi ve faccio un buono? 🤔

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Slasher89

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Dovrebbe essere fallito il tentativo di delisting

TheVoice

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Si.

C'è un articolo su repubblica.

Vi evito il link:

ROMA - Dan Friedkin si era appellato più al tifoso che al piccolo socio, ma non ha funzionato. Il suo tentativo di togliere definitivamente l'As Roma da Piazza Affari è fallito. L'offerta pubblica totalitaria era la mossa necessaria per poter investire e rivoluzionare la società dopo aver acquistato da James Pallotta l'86,6% del capitale del club giallorosso. Il punto debole era il prezzo, solo 0,1165 euro ad azione, inferiore ai minimi degli ultimi cinque anni del titolo, e infatti ha raccolto l'adesione solo dell'1,674% del capitale.

Gli azionisti non hanno voluto cristallizzare le perdite determinate dalla valutazione emersa dall'accordo con Pallotta-Friedkin e hanno mantenuto i pacchetti. In altre circostanze potrebbe essere considerato un attestato di fiducia verso i nuovi proprietari, ma in realtà si tratta di un ostacolo al programma che si è dato del management che mantiene l'obiettivo di arrivare al 100% della As Roma. Ora la strada più diretta sembra essere l'aumento di capitale da 210 milioni di euro che sarà deliberato dall'assemblea dei soci del 9 dicembre e che dovrebbe essere realizzato nel corso dell'anno prossimo. A quel punto quel 14% scarso di soci che non ha voluto uscire dovrà decidere se mettere mano al portafogli o vedersi ulteriormente diluito. Tutte le nuove azioni inoptate potranno essere sottoscritte direttamente dal gruppo Friedkin ho da suoi partner finanziari. A quel punto l'iniezione di nuove azioni (sarà importante anche il prezzo di esercizio delle nuove emissioni) potrebbe portare il socio americano sopra il 95% e, in questo caso, imporre il delisting,


A Piazza Affari il titolo ha perso lo 0,54% chiudendo a 0,1482 rimanendto comunque, come è successo per tutto il periodo dell'offerta, al di sopra del prezzo d'Opa.

sharp

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ma (per gli esperti del forum) secondo voi il nuovo yankee, dopo aver tirato fuori non pochi milioni di euro per un pozzo nero come il merda, ora lancerà veramente un nuovo aumento di capitale da 210ml di euro, che
visti i precedenti minimo peserà sulle sue spalle per un 70/80% ???

Miro68

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Il nostro Giorgione

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Citazione di: sharp il 07 Nov 2020, 00:17
ma (per gli esperti del forum) secondo voi il nuovo yankee, dopo aver tirato fuori non pochi milioni di euro per un pozzo nero come il merda, ora lancerà veramente un nuovo aumento di capitale da 210ml di euro, che
visti i precedenti minimo peserà sulle sue spalle per un 70/80% ???

No, farà un tarocco, dando vita a una nuova fusione..... :asrm :asrm :asrm

Blueline

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Citazione di: TheVoice il 06 Nov 2020, 21:08
Si.

C'è un articolo su repubblica.

Vi evito il link:

ROMA - Dan Friedkin si era appellato più al tifoso che al piccolo socio, ma non ha funzionato. Il suo tentativo di togliere definitivamente l'As Roma da Piazza Affari è fallito. L'offerta pubblica totalitaria era la mossa necessaria per poter investire e rivoluzionare la società dopo aver acquistato da James Pallotta l'86,6% del capitale del club giallorosso. Il punto debole era il prezzo, solo 0,1165 euro ad azione, inferiore ai minimi degli ultimi cinque anni del titolo, e infatti ha raccolto l'adesione solo dell'1,674% del capitale.

Gli azionisti non hanno voluto cristallizzare le perdite determinate dalla valutazione emersa dall'accordo con Pallotta-Friedkin e hanno mantenuto i pacchetti. In altre circostanze potrebbe essere considerato un attestato di fiducia verso i nuovi proprietari, ma in realtà si tratta di un ostacolo al programma che si è dato del management che mantiene l'obiettivo di arrivare al 100% della As Roma. Ora la strada più diretta sembra essere l'aumento di capitale da 210 milioni di euro che sarà deliberato dall'assemblea dei soci del 9 dicembre e che dovrebbe essere realizzato nel corso dell'anno prossimo. A quel punto quel 14% scarso di soci che non ha voluto uscire dovrà decidere se mettere mano al portafogli o vedersi ulteriormente diluito. Tutte le nuove azioni inoptate potranno essere sottoscritte direttamente dal gruppo Friedkin ho da suoi partner finanziari. A quel punto l'iniezione di nuove azioni (sarà importante anche il prezzo di esercizio delle nuove emissioni) potrebbe portare il socio americano sopra il 95% e, in questo caso, imporre il delisting,


A Piazza Affari il titolo ha perso lo 0,54% chiudendo a 0,1482 rimanendto comunque, come è successo per tutto il periodo dell'offerta, al di sopra del prezzo d'Opa.
Non esistono più i tifosi sfegatati di una volta...

Redazione Lazio.net

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I risultati dell'Opa fallito il primo tentativo dei friedkin per il delisting

La Roma resta in Borsa. Per ora (Corriere dello Sport, 7 Novembre 2020)


ROMA - E' fallito per adesso il tentativo di Friedkin di togliere la Roma dalla Borsa. L'Opa obbligatoria, lanciata a 0,1165 euro ad azione, ha infatti raccolto l'adesione solo dell'1,674% del capitale. Per effettuare il delisting era necessario salire ad almeno il 90% del capitale. Serviva arrivare a circa il 3,4% delle azioni. Gli azionisti, probabilmente delusi dal prezzo offerto, non hanno dunque accolto l'appello del Ceo Guido Fienga, che nelle scorse settimane aveva provato a convincere i soci. 
Friedkin ora potrebbe optare per un piano B, vale a dire imporre una fusione dell'AS Roma con un'altra società del suo gruppo non quotata, ma si troverebbe, con ogni probabilità, a pagare un prezzo più alto di quello offerto con l'Opa. I soci di minoranza, infatti, potrebbero esercitare il diritto di recesso, che prevede che le azioni vengano liquidate in base alla media aritmetica del valore di Borsa nei sei mesi antecedenti alla pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea. Bisognerà aspettare l'aumento di capitale da 210 milioni di euro. In caso di inoptato sottoscritto dal gruppo Friedkin, potrebbe consentirgli di salire sopra il 90% e, in questo caso, imporre il delisting. La poca disponibilità dei piccoli azionisti a cedere le loro quote può anche offrire un'altra chiave di lettura: c'è apprezzamernto del suo piano industriale e la fiducia in questa società. Di sicuro Friedkin è venuto a Roma per starci a lungo. Dalle prossime mosse si capirà cosa vuole fare il presidente del club. In ogni caso le fusioni tra due società non sono mai facili.
si va avanti. E' stata una delusione per Friedkin, che è comunque intenzionato ad andare avanti nel piano di rilancio della Roma. Padre e figlio (e da qualche giorno è a Roma anche Danny, fratello di Ryan) hanno già dato la loro impronta alla società. Sono orientati a scegliere Campos come uomo mercato, il portoghese sarà affiancato da un collaboratore che avrà compiti di scouting e sarà fisso a Trigoria. Continua il dialogo con Vitek per lo stadio di Tor di Valle. Si va avanti. Padre e figlio sono continuamente operativi a Trigoria e nella sede dell'Eur, analizzano ogni singola posizione tra i dipendenti. Vogliono rendere la struttura societaria più snella, nei prossimi giorni usciranno molte persone. Sono attenti a tutto, anche ai dettagli, non trascurano l'immagine, anche se hanno scelto un profilo basso. Preferiscono lavorare nel centro sportivo. Con la squadra hanno instaurato un rapporto di rispetto, ma non nella quotidianità. I giocatori però sanno che per qualsiasi cosa loro ci sono. Esigono massima riservatezza nei loro movimenti, a 360 gradi. Fienga resta il punto di riferimento, ma deve fare l'amministratore delegato, non occuparsi in prima persona del mercato. Sono soddisfatti della squadra, che vedono crescere.

g.d'u.




La situazione in Borsa

L'Opa porta un +0,2%, niente delisting. Almeno per ora... (Gazzetta dello Sport, 7 Novembre 2020)

Chiusa l'offerta pubblica, la Roma è salita all'86,8% del capitale. Ma sono pronti 2 piani alternativi

di Andrea Pugliese
ROMA


Niente delisting, almeno per ora. L'Opa lanciata dalla Roma lo scorso 9 ottobre si è conclusa ieri alle ore 17.30, senza però raggiungere l'obiettivo che ci si era prefissati e fermandosi ad un'adesione complessiva dell'1,674% del 13,4% flottante (pari a 1.412.890 azioni, ognuna verrà pagata 0,1165 il 12 novembre). L'obiettivo della Romaera quello di raggiungere il 90% del capitale sociale e dipoter così procedere al sell-out, con conseguente delisting (in caso di 95% invece sarebbe scattato lo squeeze- out, con la stessa Borsa che avrebbe obbligato la Roma al delisting). Considerando che i Friedkin avevano in mano l'86,577%delle azioni, con questo ulteriore passaggio c'è stato un aumento dello 0,2% del capitale sociale, arrivando quindi a circa l'86,8%. Entro l'11 novembre, poi, ci sarà un'altra comunicazione ufficiale del club, che comunque punta lo stesso al delisting. Vediamo quali sono le due strade alternative.

Cosa può succedere
La Roma di recente ha deliberato un ulteriore aumento di capitale, portato da 150 a 210 milioni di euro (da completare entro il 31 dicembre 2021). Questo vuole dire che chi i piccoli azionisti che sono rimasti con le azioni giallorosse in mano (parliamo oggi quindi di un 13,2%) o si vedranno costretti a partecipare all'aumento stesso (con un esborso economico di 0,33 euro ad azione) o rischiano concretamente di veder diluito il valore della propria partecipazione (con un titolo assai meno liquido). Soprattutto se poi dovessero arrivare ulteriori aumenti di capitale, fattispecie non remota, considerando anche la situazione economica del club. La strada che potrebbero intraprendere i Friedkin è quindi quella di completare l'aumento di capitale (il che inevitabilmente porterebbe ad una partecipazione maggiore di Romulus and Remus Investment LLC, la controllante della Roma) per poi magari lanciare una seconda Opa nel tempo e chiudere definitivamente i giochi. L'altra soluzione, invece, potrebbe essere quella di prevedere la fusione con un'altra società non quotata del gruppo Friedkin, a patto che l'operazione non superi la spesa prevista per il delisting (che era stata quantificata in 9.834.205,95 euro, nel caso in cui i Friedkin fossero riusciti ad avere il 100% delle azioni). E poi c'è anche un'ulteriore possibilità, allo stato attuale remota. E cioè che possa essere la stessa Borsa italiana a sospendere e ritirare d'ufficio il titolo giallorosso (ieri a 0,1482 euro per azione, con una performance giornaliera di -0,54%) in quanto considerato troppo sottile e quindi difficile da scambiare. Ipotesi remota, appunto, ma non impossibile.

Redazione Lazio.net

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Fallisce l'addio a Piazza Affari: Friedkin, meno soldi per il club (Il Messaggero, 7 Novembre 2020)
LA BORSA

ROMA La Roma per ora resta quotata a Piazza Affari. Fallisce l'obiettivo di Dan Friedkin di togliere il club giallorosso dal listino milanese attraverso l'offerta pubblica totalitaria promossa dopo aver acquistato l'estate scorsa da James Pallotta l'86,6% del capitale della squadra. L'opa, partita lo scorso 9 ottobre a 0,1165 euro ad azione, ha raccolto l'adesione solo dell'1,674% del capitale, nonostante una settimana di proroga del periodo di offerta. Troppo basso il prezzo proposto dai nuovi proprietari americani: un terzo circa del valore del titolo quando l'opa è stata annunciata lo scorso agosto e ancora largamente sotto, nonostante i forti ribassi recenti, anche agli 0,1484 euro segnati ieri in chiusura dalle azioni in Borsa. Un valore anni luce distante dai 5,5 euro a cui la Roma venne quotata sul mercato azionario. Per far uscire dal listino la società sarebbe stato invece necessario salire ad almeno il 95% del capitale in modo da poter liquidare poi le minoranze residue. Un obiettivo rimasto invece lontano.
LA DELUSIONE
Gli azionisti, delusi dall'offerta messa sul piatto da Friedkin, non hanno dunque accolto l'appello dell'amministratore delegato della Roma, Guido Fienga, che nelle scorse settimane aveva invitato i soci ad aderire all'offerta per consentire «alla nuova proprietà di far progredire l'As Roma nel programma di potenziamento del club e, di conseguenza, di investire più risorse nella società stessa e nel rafforzamento della squadra».
Ora il nuovo proprietario americano potrebbe imporre una fusione dell'As Roma con un'altra sua società non quotata per arrivare poi alla cancellazione del club dal listino, ma si troverebbe, con ogni probabilità, a dover pagare un prezzo più alto di quello offerto con l'opa appena fallita. I soci di minoranza, infatti, potrebbero esercitare il diritto di recesso e in questo caso è previsto che le azioni vengano liquidate in base alla media aritmetica del valore di Borsa nei sei mesi precedenti alla convocazione dell'assemblea che dovrebbe dare il via all'operazione. Per capire quale strada deciderà di prendere Fredkin si tratterà di vedere quali saranno gli assetti societari in seguito all'iniezione di capitale da 210 milioni di euro già varata per rafforzare la società. Nel caso una parte dei soci di minoranza non dovesse aderire, il nuovo prorietario californiano potrebbe sottoscrivere la quota inoptata e salire sopra il 95%. E a quel punto imporre l'addio a Piazza Affari.
R.Ec.




Fallisce l'Opa di Friedkin azionisti delusi (la Repubblica ed. Roma, 7 Novembre 2020)

Si va all'aumento di capitale. Dzeko positivo Totti solidale via social: " Vieni a casa mia"

di Francesca Ferrazza


Ore complicate in casa Roma, tra il fallimento dell'Opa lanciata dai Friedkin e la positività al coronavirus di Edin Dzeko.
Il capitano della Roma non potrà indossare domani a Genova la maglietta dedicata per l'occasione a Gigi Proietti, costretto all'isolamento e a saltare anche gli impegni della sua nazionale. "Grazie Mandra'", ci sarà scritto sulla casacca bianca, che verrà poi messa all'asta per fini benefici.
« Non ho sintomi particolari e con il cuore sarò con i miei compagni » , ha fatto sapere su Instagram l'attaccante, che verrà sostituito in campo da Borja Mayoral.
Immediata la solidarietà social di Francesco Totti, anche lui in isolamento per Covid, ma con sintomi. " Daje bomber, vie a casa mia. Giocamo io e te", ha risposto l'ex numero dieci, dimostrando di aver ritrovato almeno un po' di buonumore.
Buonumore che per il momento non hanno i Friedkin, almeno sul fronte dell'organizzazione societaria, visto che è per il momento fallito uno dei loro principali obiettivi: l'uscita dalla Borsa del club (i Friedkin detengono l' 86,6 % acquistato da Pallotta). Nell'ultimo giorno utile per l'Opa - lanciata a 0,1165 euro ad azione - sono infatti risultate pochissime le adesioni ( hanno raggiunto solamente l'1,674% del capitale, con gli azionisti delusi per il prezzo offerto). Per il delisting sarebbe stato necessario arrivare al 95% totale. La strada che verrà intrapresa per arrivare comunque all'uscita dalla Borsa, seppur in tempi più lunghi e con qualche costo in più, passa adesso per un aumento di capitale che verrà deliberato il 9 dicembre. I tempi prevedono che venga fatto entro la fine del 2021, ma l'intenzione è anticiparlo all'inizio del nuovo anno. Dopo l'aumento i Friedkin arriverebbero sopra il 95% ( oltre a immettere soldi freschi nel club giallorosso) e a quel punto verrebbe lanciata nuovamente l'Opa a prezzo di mercato, con gli azionisti costretti ad aderire, e con i nuovi proprietari liberi di uscire dalla quotazione del club. Un'altra strada, ma che avrebbe costi più alti, sarebbe legata alla costituzione di una nuova società che si fonderebbe con la Roma stessa, ma a quel punto i soci di minoranza potrebbero esercitare il diritto di recesso incassando più di quanto offerto dall'Opa. Senza addentrarsi troppo in tecnicismi, è chiaro che i Friedkin non molleranno comunque l'intenzione di gestire in maniera totale il club giallorosso, liberandosi dei piccoli azionisti e avendo così margini di manovra maggiori, liberandosi anche dei vincoli imposti in questi anni dalla Consob.

Drake

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 07 Nov 2020, 08:08
analizzano ogni singola posizione tra i dipendenti. Vogliono rendere la struttura societaria più snella, nei prossimi giorni usciranno molte persone.
g.d'u.
Niente, non ce la fanno a scrivere qualcosa di anche vagamente negativo, quindi i tagli al personale e i licenziamenti diventano per loro rendere la struttura societaria più snella

Citazione di: Redazione Lazio.net il 07 Nov 2020, 08:08
L'opa, partita lo scorso 9 ottobre a 0,1165 euro ad azione. Un valore anni luce distante dai 5,5 euro a cui la Roma venne quotata sul mercato azionario.
R.Ec.
In fondo mi fanno anche un po' di tenerezza quei poveri tifosi che ci hanno buttato i loro soldi credendo a tutte le cazzate che gli propina la loro propaganda. Ma solo un po'.

adiutrix

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Maledetti azionisti tiranni.  Non hanno voluto regalare le loro azioni per la gloria della merda.

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Citazione di: adiutrix il 07 Nov 2020, 09:47
Maledetti azionisti tiranni.  Non hanno voluto regalare le loro azioni per la gloria della merda.
No guarda non era un regalo.
Hanno perso l'occasione della vita, lo aveva scritto anche il messaggero.

neogrigio

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Citazione di: Drake il 07 Nov 2020, 09:33
Niente, non ce la fanno a scrivere qualcosa di anche vagamente negativo, quindi i tagli al personale e i licenziamenti diventano per loro rendere la struttura societaria più snella

Perché questo passaggio come lo vedi?
"La poca disponibilità dei piccoli azionisti a cedere le loro quote può anche offrire un'altra chiave di lettura: c'è apprezzamernto del suo piano industriale e la fiducia in questa società."

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